mercoledì 19 aprile 2017

Show Of Bedlam | Transfiguration | Sentient Ruin Laboratories | 12"/Tape.

Affascinanti, misteriosi, magnetici ed eterei. I canadesi Show Of Bedlam sono una nuova ed eccitante band sotto l'egida Sentient Ruin Laboratories. Il gruppo ha già dato alle stampe un lp ed uno split cd con i maestosi Jucifer. Il suono dei nostri è uno strano miscuglio di doom, stoner, gothic e electro, che vi assicuro vi coinvolgerà da subito. L'ammaliante voce della gran sacerdotessa Paulina Richards vi stregherà, mentre musicalmente verrete rapiti in un vortice nero come l'abisso. Non vedo l'ora di mettere le mani sopra per perpetrare su vinile quest'orrore in tutta la sua purezza...




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When Ashes Are Rising | Of Earth And Men | Autoprodotto | Cd/Digital.

Per chi come me ha vissuto in pieno l'ondata del suono edge metal da metà anni '90 fino ai primi del 2000, ascoltare una band come i sardi When Ashes Are Rising lo riporta indietro negli anni. Metal core (ma non le pacchianate che si ascoltano oggi), tinteggiato di swedish death metal, melodico e aggressivo (in alcuni passaggi scorgo l'eco dei primissimi Heaven Shall Burn). Brani scritti ed eseguiti con cura e tanta passione e testi che (pur non avendoli letti) si lasciano ben capire: la difesa della Madre Terra (Gaia) con ogni mezzo. L'hardcore ultimamente non ha sfoggiato gruppi con messaggi forti e netti, ed una band come i When Ashes Are Rising non può che essere un toccasana in un panorama un pò asfittico...


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martedì 18 aprile 2017

Council Of Rats | Coarse | Shove Records | Lp/Tape.

Tempo di ritorno anche per i Council Of Rats. Il loro marchio di fabbrica è sempre quello: veloce e urlato hardcore, ricco di stacchi e parti melodiche. Il tutto impacchettato veramente bene, compresa una cover davvero intrigante. Non c'è che dire: ci sanno fare e le cose le fanno per bene.

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Abkher | In Asche | Sentient Ruin Laboratories | Tape/Digital.

Oscuro e occulto duo tedesco dedito ad un black metal veloce e con ampi spazi di depressione. Quattro pezzi non troppo lunghi ma suonati e prodotti in maniera oserei scrivere perfetta. Passaggi velocissimi si alternano a parti lente e monolitiche, in un crescendo di disperazione e glacialità. Sentirete un refolo di orrore ascoltandoli. La fiamma ardente del black metal non è mai stata così fredda...

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lunedì 17 aprile 2017

Evil Cosby | Ridursi Al Niente | Slaughterhouse Records | Tape/Digital.

Questo dinamico duo basso e batteria suona un sudicio e malato sludge core. Il basso è distorto a livelli disumani, creando una sensazione di malessere e e di disagio. La batteria è secca e asciutta, mai sopra le righe. Inevitabili in certi passaggi i paragoni con gli Eyehategod, ma fermarsi solo a loro sarebbe riduttivo. Echi di harsh noise mischiati a cori che fanno capolino nel pezzo "La Mujer Sin Meido", rendono questo lavoro molto vario. Molto interessanti.

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giovedì 13 aprile 2017

Dario (Porro 'Zine).


E' stata dura, ma come sempre la mia perseveranza nel fare le cose mi appaga ampiamente. Ho inseguito Dario per parecchio tempo sperando mi concedesse un'intervista e finalmente ci sono. Metallica, Sepultura, Iron Maiden, grind, death, tonnellate di hardcore, fumetti, action figure... In quest'intervista troverete questo e molto altro. Buona lettura.

Dario, recentemente hai ristampato il primo numero di Porro uscito nell'ormai preistorico 1992. Come mai? Si tratta di una piccola operazione di nostalgia, oppure ti piace far vedere come il tuo progetto si è sviluppato con il passare del tempo? Cosa ti ricordi di quel periodo in cui la creasti? Ti sentivi eccitato oppure è stata una cosa naturale?
Quando assemblai Porrozine #1 avevo fra i 14 ed i 15 anni, il primo approccio con il metal lo ebbi neanche due anni prima, quindi era una una perenne esplorazione, un bisogno viscerale di “sapere” che in brevissimo tempo si trasformò con naturalezza in “partecipazione”, questo soprattutto dopo essere entrato in contatto con la realtà occupata e autogestita del Fata Morgana di Messina, dove ricevevo quantità di input sconvolgenti e dove preferivo rifugiarmi, invece di andare a scuola. Porrozine #1 è una sborrata su carta del mio vissuto di quel periodo, una concatenazione di eventi fortuiti prima e cercati in seguito... La scoperta del metal con gli Iron Maiden che andai a vedere dal vivo a Roma qualche mese dopo averli ascoltati per la prima volta (nel 1990, a 12 anni), grazie a questa trasferta scoprii gli Anthrax che facevano da supporto e BOOM! Un nuovo sistema planetario da esplorare, il thrash. Nel 1991, inventando una serie di bugie inimmaginabili alla mia famiglia, andai al Monsters of Rock di Modena con Metallica ed AC/DC (più Queensryche e Black Crowes)... La band di apertura erano i Negazione. Sapevo vagamente cosa fosse quella roba, forse ascoltata nel CSOA della mia città... Era stra-urlata, veloce, carica di emozioni a mille... Brividi. Ennesimo universo da scoprire. Nel gennaio del 1992 altre cazzate alla mia famiglia e via, 1300 km per vedere nuovamente gli Anthrax a Milano, questa volta conoscendo tutti i pezzi a memoria. Era il Bring The Noise Tour, insieme a loro c’erano i Public Enemy e mentre alcuni urlavano “NEGRI DI MERDA”, tanti altri come me, rimasero folgorati. Nel frattempo al Fata Morgana passava qualche posse e soprattutto gente tipo Agent 86, Antenati, Jester Beast, Sinoath, Korzus, Church of Violence (fra le altre cose Gigio mi regalò una VHS del Gods Of Grind con Carcass, Entombed, Cathedral e Confessor, fu così che mi infognai pure con il death/grind) e io, a poco a poco, prendevo consapevolezza delle varie differenze e contraddizioni fra i due mondi, fra l’hc e il metal, fra il DIY underground e il mainstream. Tutto questo è finito su Porrozine #1, pensa ad un ragazzino che da Jovanotti, Il Paninaro e DJ Television in un lasso di tempo microscopico si ritrova catapultato in realtà incredibili: dire che ero molto eccitato è limitante (ci ho messo un po’ a rispondere, scusate). L’ho ristampato per “celebrare” i venticinque anni dell’uscita, per il 2017 ho pensato di buttare fuori un po’ di cose nuove e vecchie e come prima cosa “vecchia” mi è sembrata d’obbligo. Ho fatto solo cinquanta copie per gli amici più affezionati, già esaurite, niente di eclatante...

Nelle ultime pagine del primo numero c'è una photogallery del concerto che i Metallica tennero sempre nel 1992 a Milano. Cosa ti ricordi di quel giorno? Come furono dal vivo? Cosa ne pensi del duetto con Lady Gaga che li ha visti protagonisti nei giorni scorsi? Il loro album che preferisci? Li segui ancora?
Più che del concerto, è del dopo-concerto, in albergo, per chi non avesse visto la fanzine. Tutto iniziò comprando fotografie da un tizio che metteva annunci su giornali tipo H/M, Metal Shock, Flash, foto che ritraevano i gruppi metal famosi nei backstage o per le strade delle città italiane in cui erano in tour. Per non sembrare un maniaco esaltato va ricordato che nel ’92 non c’era internet e blablabla e dei gruppi vedevi sempre le solite quattro foto promozionali nelle quattro riviste di settore che uscivano una-due volte al mese, quindi “conoscerli” in altre situazioni era apocalittico per un “fan” (mi definivo un “fan” prima della scoperta dell’hardcore e del “siamo tutti uguali”, sopra e sotto al palco). Alla miliardesima fotografia acquistata - e anche rivenduta, perché poi le facevo duplicare da un fotografo e le spacciavo a mia volta, tirando su i soldi per partire - chiesi qualche informazione al tizio... Venni a sapere che lavorava saltuariamente alla Barley Arts che guarda caso stava organizzando i concerti dei Metallica a Roma e Milano, del primo avevo già il biglietto originale, del secondo feci una fotocopia a colori. Mi disse in che albergo avrebbero alloggiato ed eccomi là in quelle foto. Il concerto ovviamente fu meraviglioso, erano ancora a cinque album, quindi escludendo “Nothing Else Matters” e “The Unforgiven”, erano bombazze. Roba di tre ore e mezzo, tre ore tratte da “Kill’em All”, “Ride The Lighting”, “Master Of Puppets”, “And Justice For All” e il “Black Album”, mica bruscolini. Erano già considerati dei “venduti” dai metallari “grandi”, a me piacevano da impazzire, ma quando li vidi fuori dall’albergo, la notte... Porco il clero... Per me mega-death-thasher-quattordicenne-ultra-incazzato di provincia, finì il mito. Apparvero dei fighettini in pelliccia, montgomery, cappelli da cowboy, con una limousine a testa, Kirk Hammet e Jason Newsted fecero pure storie per le foto e gli autografi... Ci rimasi di merda. Andai al loro concerto, l’anno successivo, al Delle Alpi di Torino (suonarono con Suicidal Tendencies, Megadeth, Extrema e The Cult), anche stavolta li perseguitai e riuscii ad intrufolarmi ad una premiazione in un albergo di lusso, dove Lars Ulrich regalò una batteria ad un bambino/batterista prodigio iscritto al fan club italiano, e poi non ho mai più ascoltato un loro album, mai. Giusto qualche canzone qui e lì di sfuggita. Fino a qualche mese fa... “Hardwired” mi incuriosiva.
Il duetto con Lady Gaga... I Metallica sono delle mega star come i Rolling Stone, fanno cose da mega star da venti anni (tipo suonare in Antartide (!!) sponsorizzati dalla Coca-Cola), non ci vedo niente di anomalo in un duetto del genere... Come “show” non l’ho trovato nè esaltante né divertente, secondo me è venuta fuori ‘na mezza chiavica . Non li seguo più, resta il fatto che i loro primi quattro album erano, sono e saranno nei secoli dei secoli dei capisaldi di un intero genere musicale. Invece sai chi stava compressato, soffocato da nubi di fumo e lattine, in una Renault 4 in giro per Milano nel ’93, tutti unti, zozzi e appiccicaticci? Max e Igor Cavalera, Paulo Jr e Andreas Kisser, i Sepultura al completo. Erano queste le vere soddisfazioni nella vita di un metallaro.

Un elemento caratterizzante di Porro è sempre stato quello di uscire dai rigidi steccati che molto spesso altre fanzine si impongono. Nella tua il miscuglio di hardcore e metal è sempre stato un elemento chiave e tu non ti sei mai fatto problemi nel portarlo alla luce. Ora, nel 2017, le cose come hai potuto notare sono mutate: hardcore e metal si mescolano molto spesso, sia nei suoni che nel look... Ti senti un po' un precursore nel campo cartaceo qui in Italia nell'aver unito in maniera così stretta questi due stili?
No, per niente, c’era un sacco di gente prima di me che apprezzava entrambi i generi e che faceva fanzine con un po’ di tutto dentro, anche negli anni ’80 quando il movimento era veramente agli albori. Il modo in cui il metal e l’hardcore si sono fusi negli ultimi anni... Chugga-chugga aPPressione, machismo, un’attenzione morbosa per l’abbigliamento ed il taglio dei capelli, è stato preso il peggio di due culture ed è nato un ibrido raccapricciante. Diciamo che mi sono fermato ai primi Earth Crisis, Morning Again e a tutta la bolgia di gruppi cloni degli Slayer in versione arcorizzata... Per il resto o ascolto vero metal o vero hardcore o chi i due generi li mischia come piace a me, tipo gli S.O.D.


Una cosa mi ha molto colpito del primo numero di Porro è la sua veste grafica. Ben fatta, pulita, molto leggibile. Alla luce dei tuoi ottimi lavori in campo grafico che ho avuto il piacere di vedere, ho apprezzato molto la tua evoluzione in questo campo. Lavori ancora con il metodo “taglia ed incolla” oppure oggi utilizzi esclusivamente il computer? In futuro vedremo un numero di Porro assemblato interamente alla vecchia?
Per Porrozine uso solo ed esclusivamente il computer, non sono un “purista”. Le prime due uscite “di prova”, distribuite in una manciata di copie in città (antecedenti pure al primo numero ristampato di recente) erano taglia e incolla con i testi battuti con una macchina da scrivere antichissima, poi sono passato alla macchina da scrivere elettrica dell’ufficio di mia madre e infine mi feci comprare l’Amiga500. Penso che una fanzine debba essere chiara e leggibile, mi innervosisco quando devo contorcermi le budella per capire cosa c’è scritto in alcune ‘zine scritte a mano...

L'umorismo e l'ironia che hai sempre infuso nelle uscite della tua fanzine sono una cosa che il sottoscritto ama molto. In un ambiente come il nostro, dove molto spesso prevale la troppa serietà e i musi lunghi, considero Porro come una piccola isola felice. Sei d'accordo con me?
Eh, boh, l’ambiente me lo vivo poco. Quando Porrozine è “rinata” in versione hardcore/punk mi ispiravo a fanzine come Manowar, Poca Scena, Hopes Of Harmony, Stewey’s Star, Emphasys, dei veri capolavori DIY, scritte con ironia e dove si parlava di tutto (bisognerebbe farla circolare di nuovo quella roba!). Nella ‘zine finisce la parte più cazzona di me, evito intenzionalmente di inserire pipponi, lamenti e piagnistei perché mi lamento, sclero e bestemmio già tantissimo nella vita di tutti i giorni.

Mi ricordo che l'ultimo numero di Porro è stato un parto un po' travagliato per via di problemi sorti con chi te la doveva stampare. Nell'editoriale di apertura scrivesti che l'avevi dovuta rifare tre volte...
Si, ho dovuto rifare un paio di volte l’impaginazione... Quel cretino con cui avevo preso accordi per la stampa cambiava i prezzi ogni tot mesi, poi fatta quella definitiva mi disse che avrebbe dovuto consegnare una copia alla Digos perchè -a suo dire- ogni pubblicazione “autonoma” doveva passare per le loro mani. Chiaramente non ho stampato più da lui, anche se la Digos una copia sarà riuscita lo stesso ad averla... Mi amavano quei ragazzi, una volta che mi convocarono non ricordo più per cosa, avevano il sito di Porrozine in bella vista sui loro schermi... Thug life.

Sotto il nome di Underground Guerilla sei noto anche per i tuoi lavori grafici. Puoi spiegarmi quando e come è nato questo progetto? Come organizzi il tuo lavoro? Hai qualche gustoso aneddotto da raccontarmi sui tuoi clienti?
Essendo abbastanza schematico, avevo bisogno di dividere le varie attività grafiche in cui sono intrallazzato, così ho inventato questo nome bruttissimo con il quale “firmo” solo quelle dedicate ai gruppi metal e hardcore... Prima usavo il nome della mia attività “ufficiale”, ma nella pagina Facebook magari il lunedì pubblicavo un lavoro fatto per l’associazione Padre Pio e martedì una copertina death metal... Qualcosa non quadrava. Non considero UG un lavoro, per le grafiche pretendo un compenso solo se il progetto da svolgere è molto impegnativo (packaging completi, booklet di tante pagine), nel 90% dei casi lo faccio per amici, per passione e divertimento, e comunque quando chiedo qualcosa, la cifra è parecchio bassa rispetto a quella pretesa dai miei stimati colleghi. Poi c’è chi ricambia ugualmente (sono pochissimi) con tonnellate di dischi, cd e magliette e chi, invece, arraffa e scompare nel nulla senza inviarmi neanche una copia del materiale con la mia grafica sopra (senza sentirsi un pezzo di merda, a quanto pare). Mi organizzo cercando di scansare i compiti di mia figlia, roba di quinta elementare, cose terribili, impensabili, che non sentivo nominare da trenta anni per le quali devi sbatterti tantissimo mentalmente... Fatto questo, mi annebbio per qualche giorno (o settimana) davanti al pc, con in sottofondo perenne il gruppo per cui sto facendo la grafica, smanettando come un dannato in attesa del risultato finale, poi passo ad infinite prove di stampa finchè il tutto non soddisfa sia me che il committente di turno. Gli aneddoti li evito: quando si tratta di grafica, i grafici diventano abbastanza stronzi con chi non ne capisce...

Porro è anche un'etichetta, con la quale nel corso degli anni hai coprodotto una serie di band molto differenti tra di loro. Quando scegli di partecipare all'uscita dei dischi, che criteri adotti? Voglio dire: cerchi di conoscere personalmente la band, oppure ti basi sui tuoi gusti musicali? Ti piacciono tutte le uscite, oppure di alcune avresti fatto a meno con il senno di poi? Mi pare che molto spesso curi anche il packaging, o sbaglio?
Parto dalla fine e mi ricollego ad UG. Quando decido di prendere parte ad una coproduzione, può capitare che la grafica del gruppo sia già pronta, preparata alla meno peggio, ma dato che l’unica cosa di cui mi ha fatto dono madre natura è il gusto estetico (ristretto al campo della grafica, e solo a quello), non mi faccio problemi a dire se questa o quella impaginazione fanno schifo al cazzo. Mi accorgo subito se chi ci ha messo mano ha un minimo di infarinatura... Scritte messe ad un millimetro dal taglio, profilo di colore sbagliato, immagini sgranate. Comunque, se il gruppo accetta, la rifaccio di sana pianta e siamo tutti più contenti. Inoltre ho bisogno di sentirmi parte attiva del materiale che esce con Porrozine, capita anche di sganciare la pecunia e basta, ma se mi ci posso ficcare in qualche altro modo lo faccio senza esitazione. E’ mia abitudine collaborare con chi conosco di persona e con chi è affine al mio modo di percepire l’hardcore (o il metal), c’è da dire però che mi sposto pochissimo da Messina e ormai non conosco più nessuno, quindi può succedere di coprodurre qualche band “solo” perché spacca il culo come attitudine, musica o testi. Per praticità dico che Porrozine è anche un’etichetta, ma fondamentalmente tutta ‘sta storia di produrre e distribuire roba in un circuito underground è un piccolo atto di sadomasochismo, sgancio soldi per poi soffrire come un dannato sia se le copie restano nell’armadio, sia se vanno sold-out perché ne vorrei ancora. E’ una brutta bestia la perversione. Naturalmente mi piacciono tutte le coproduzioni a cui ho preso parte, ce n’è solo una in cui hanno ficcato il loghetto di Porrozine senza che io sapessi nulla, ma erano amici in gamba e mi diedero una valanga di cd da smazzare, nulla da ridire...

Cosa ti ha colpito ultimamente all'interno dei confini italici a livello di band e dischi? All'estero invece? Quali sono i dischi di cui non potresti fare a meno?
C’è troppa, troppa, troppa musica fantastica per citare solo qualcuno. Il “giro” c’è e si allarga sempre più, i poser al solito scompaiono dopo un cd e qualche concerto, mentre chi ci crede davvero te lo ritrovi (e te lo ritroverai finchè non muore e oltre) fisso fra siti, fanzine, libri, cd, vinili, magliette, concerti, festival e quant’altro. In giro c’è chi suona, produce, scrive, occupa, organizza benefit, porta avanti tematiche importanti in maniera attiva (non è il mio caso, sono un rincoglionito casalingo... Una volta dicevo misantropo). Chi dice che l’hardcore è morto sicuramente non è ben informato. I dischi di cui non potrei fare a meno sono quelli con cui sono cresciuto... Primi Metallica, Iron Maiden, Anthrax, Sepultura, SOD, Slayer, tutta la prima roba thrash & death uscita per Earache, Nuclear Blast, Peaceville, Century Media... Poi Gorilla Biscuits, Youth of Today, Minor Threat, Church of Violence, Negazione e... Minchia, sono tanti!


Un'altra tua grande passione sono i fumetti. Quando hai iniziato? Ti ritieni un collezionista? Pensi che abbiano influenzato il tuo modo di scrivere e creare Porro? Quali sono i tuoi preferiti? Ricordo che allegato ad un numero della fanzine c'era pure un book fumettistico...
L’amore per i fumetti nasce insieme a quello per la musica. I dischi ed il merchandise dei gruppi erano delle opere d’arte, penso ai disegni di Pushead per i Metallica, alle copertine degli Iron Maiden, a Ed Repka che lavorava con Megadeth, Atheist, Massacre, Death, alla roba assurda della Earache (gente che adesso è ammiratissima anche nel mainstream), ai loghi dei primi gruppi hardcore e metal... Venne naturale andare a cercare qualcosa su quello stile. All’edicola mi imbattei in “Splatter” e “Mostri” della Acme Edizioni, riviste fantastiche, dove a volte trovava spazio anche un angolo musicale “estremo” e poi ho cominciato a cercare nell’underground dei fumettari, dove si trova sempre il materiale migliore. Non mi ritengo un collezionista perché il collezionista medio me lo immagino in fissa con il suo “tesoro”, con il materiale imbustato, catalogato, sempre alla ricerca di chicche o novità, disposto a spendere cifre della madonna... Io me ne fotto, ho tantissimi fumetti e simili questo si, per lo più roba autoprodotta o comunque “strana”, ma di solito compro se una cosa me la trovo davanti e se ha un prezzo stra-conveniente. Non credo neanche che abbiano influenzato il mio modo di scrivere, o forse si? Nel numero sette di Porrozine ho allegato un albo dedicato ad alcune illustrazioni di Davide Mancini, ovvero DartWorks, perchè con quelle cazzo di manine fa cose che è inutile spiegare a parole e ho pensato che cinquecento persone in più (questo il numero di copie stampate) avrebbero potuto goderne. Cercatelo e ammiratelo. Tantissimi anni fa invece ho assemblato due fanzine uscite come Porro Comics in cui c’era materiale saccheggiato da fanzine insane e riviste bizzarre. Penso che se mi trasferissi in una grotta forse riuscirei a racimolare qualche euro in più da investire in cose del genere. Vita di merda.

Ti piace anche, da quello che ho capito, girare per i mercatini... Da cosa nasce questo tuo interesse? Mi sembra che collezioni anche giocattoli e materiale inerente al mondo dei fumetti...
Colleziono modellini che hanno a che fare con i cartoni (anime se preferite) anni ’70 e ’80, quindi i vari robottoni come Mazinga, Goldrake, Jeeg, Daitarn, Daltanious, Trider G7, Voltron, Getter e poi i classici Lupin, Doraemon, Yattaman, Capitan Harlock, Carletto, Bem Il Mostro Umano, Nino Il Mio Amico Ninja, Devilman, Rocky Joe, ecc... ecc... ecc... Ne avrò qualche centinaio in tutto. I mercatini, insieme a Ebay e ai forum dedicati, sono i posti perfetti per scovare certe chicche, sguazzo fra le bancarelle tutte le volte che posso e spesso ci tiro su qualche soldo. Come per i vinili, ci sono pezzi che raggiungono cifre assurde online, capita di trovare un robottino nel mercato del quartiere più malfamato della mia città a un 1 e spedirlo dopo qualche giorno in Uruguay, Arabia Saudita o Giappone per 50/100 euro... Avere questi piccoli tesori in casa è piacevole ed anche “utile”, soprattutto nei momenti di crisi isterico-economica, ogni tanto infatti combatto la fame tirando fuori qualche modellino di cui non mi frega niente e sto sicuro che dopo qualche giorno un po’ di pecunia arriva. Una ventina di anni fa lo facevo con i vinili, ma il dolore per la separazione da quei pezzi di cuore era troppo grande, non ne valeva la pena per pagare delle miserabili bollette. Abbastanza di recente, fra un Uomo Tigre ed un Hurricane Polymar, ho trovato una figure in vinile “glow in tha dark” del gorilla dei Gorilla Biscuits che uscì -mi pare- in occasione di una ristampa di Start Today... Pensavo fosse una cazzatina, l’ho tenuto per qualche giorno sulla mensola, poi ho visto che su Ebay stava a 250 euro e... Bye bye!

Cosa prevede il futuro per Porro, sia come fanzine che come etichetta?
La fanzine è in stand-by... Ho scritto tanta roba, ma - leggendola e rileggendola - niente che valesse la pena riversare su carta, diverso il discorso delle interviste, ormai un po’ vecchiotte, che sto catapultando nel blog. Mi basterebbero un paio di mesi di fila “senzapenzieri” per tirarla su e se i cataclismi che affliggono la mia mente mi daranno tregua, la butterò fuori entro l’anno. Come etichetta, a Gennaio ho fatto uscire il cd degli Humanoidz From The Deep, grandissime persone con una passione sconfinata per qualunque musica rumorosa di nicchia. Proprio in questi giorni invece è uscito “Waking Nightmare” degli Amphist, un missile in culo zozzo e selvaggio a base di crust e death metal. Per le prossime uscite non mi pronuncio, dipendesse solo da me sarebbe già tutto fuori…

Credo di averti chiesto tutto. Grazie del tuo tempo e se vuoi aggiungere qualcosa fai pure.
In questa intervista ci saranno divagazioni, ripetizioni, errori di ogni tipo, frasi sconnesse, “ma” e “però” a raffica... Ho risposto di getto e so che chi leggerà non starà lì a fare il pulciaro. Ti ringrazio per l’interessamento a Porrozine e per il fomento con cui porti avanti For The Kids, fra le poche cose online scritte con passione e positività: ora aspettiamo la versione cartacea! Chiunque voglia entrare in contatto con me può dare un’occhiata a www.porrozine.altervista.org o scrivere a billymilano@hotmail.it. ODE TO BILLY!

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mercoledì 12 aprile 2017

Kollapse | Angst | Icore Produzioni | 12".

La Danimarca ci offre un nuovo gruppo dal nome Kollapse. Ci sono voluti parecchi anni per creare questo album, frutto di ansie, frustrazioni, speranze e alimentato dal vivere in Scandinavia, spesso isolati socialmente e culturalmente. Un suono fragoroso e letale, inesorabile e freddo come il ghiaccio. Riff monumentali si alternano a fraseggi arpeggiati, mentre una voce urla il proprio dolore. Davvero interessanti.

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