domenica 27 maggio 2012

Set Me Free.

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Set Me Free sono già passati dalle pagine di questo blog. Mi è sembrato giusto intervistarli per conoscerli un pò meglio. Alcune domande effettivamente erano un pò bastarde ma i ragazzi hanno risposto a tono. Ah, cosa suonano i Set Me Free? Un potente old school di matrice straightedge influenzato da mostri sacri come Chain Of Strength e Mainstrike.

La foto è stata realizzata da Valerio.

Allora cominciamo subito col parlare della vostra formazione, che vede alla voce Dan (ex Product e No More Fear) e alla batteria Stizzo (ex Fumbles In Life). Quanto conta la loro esperienza all'interno del gruppo? Voglio dire, essendo ormai dei veterani, hanno effettivamente velocizzato le cose nella stesura dei brani e nel trovare da suonare in giro?
Gianluca. Stizzo, insieme a Gabriele, è entrato nella band a partire dal gennaio 2010, ed entrambi fin da subito hanno dato una "botta di vita" e di creatività ai Set Me Free. Mi sento sicuro di dire che la loro esperienza è stata fondamentale per la scrittura dei pezzi, anche grazie ad una intesa musicale (e non) che gradualmente è andata a formarsi tra noi 3, e che ci ha permesso di essere abbastanza veloci nella stesura delle canzoni. La competenza ormai decennale di Stizzo alla batteria (Half My Time, FIL e The Miracle) ci ha aiutato ad inquadrare meglio il genere verso cui stavamo andando agli inizi, tanto che le basi di alcuni dei nuovi pezzi sono partite proprio da lui con l'aiuto di Gabri. Dan si è aggiunto praticamente un anno dopo di loro, nel gennaio 2011, e pian piano ha dato una voce alle 10 nuove canzoni, senza risparmiarsi anche di consigli dal punto di vista musicale. Per farla breve, l'unico scarso sono io ahahah.
Per quanto riguarda i concerti invece, se guardi un po' i nostri eventi passati noterai che siamo stati meno "in giro" di quanto si possa pensare: le date fuori Milano, per ora, sono pochissime, anche a causa degli impegni famigliari e lavorativi che alcuni di noi devono giustamente tener presente. Diciamo che comunque la ricerca di concerti è stata democratica, ognuno di noi si è sempre impegnato a trovare qualche data e purtroppo, a volte, anche a rifiutare qualche invito.
Dan. Io e Stizzo dimostriamo di essere veterani durante i concerti, ma solo perchè siamo più pagliacci sul palco!

Diciamocela tutta, negli ultimi anni lo straightedge non è che goda proprio di ottima saluta. Molta gente abbandona il giro, altri si convertono al rock and roll, altri ancora lo sono ancora ma spesso hanno dei comportamenti che fanno davvero ridere. Voi che siete un gruppo totalmente straightedge, come vi ponete di fronte a ciò? Trovate delle reistenze quando cercate date in giro per suonare? Ma soprattutto, lo straightedge ha ancora ragione di esistere?
Gianluca. Mah, adesso come adesso ci sono così poche band straight edge in Italia che non credo esista ancora (se mai è esistita) una ragione di discriminazione tra gruppi / persone sxe e non. Quindi in realtà come Set Me Free non mi pare di aver mai trovato resistenze di qualche tipo... se mai ci sono state, nessuno ha giustificato la propria posizione contro di noi solo perchè siamo straight edge.
Per come la vedo io comunque, lo straight edge ha sempre una ragione di esistere. Non ci sono solo i 35enni annioati dalle "solite cose", sai, quelli che disinteressati dalla musica e ormai fuori dal giro restano a rodersi il fegato dietro ad un computer, criticando chi ancora cerca di divertirsi. Esiste una cura, no? Levarsi di torno, farsi una vita e lasciare spazio a nuove generazioni; ci sono ragazzi più giovani che possono sempre estrapolare un messaggio di fondo molto positivo da questo stile di vita. Da come vedo in giro, e non solo nel nostro ambiente, mai come adesso è giusto e utile prendere una posizione contraria all'abuso di droghe e alcool.
Dan. Io lo straightedge lo vedo proprio come scelta personale e pertanto ritengo che anche gli altri debbano fare le proprie scelte e vivere eventualmente lo sxe come meglio ritengono opportuno. E, come scelta, non va imposta a nessuno. Questo sia a livello di persona singola, che come band.
Riguardo chi abbandona il giro, penso che chi si sente annoiato dalle "solite cose" probabilmente ha recepito solo la parte superficiale dello straightedge, se non dell'hardcore in sè, tipo l'atteggiamento macho e il piedistallo su cui recitare la propria parte. C'è la solita scusa: "Ne ho fatto parte a lungo, ma poi mi sono reso conto che era tutto pieno di finzione e ipocrisia"... senza però aver mai fatto nulla per cambiare la situazione, anzi continuando ad essere finti e ipocriti, per sentirsi accettati in quello che veniva percepito solo come un clan esclusivo. Dopodichè magari iniziano a sbronzarsi, a fumare, ecc, e a sputare sentenze contro chi è sxe, mantenendo esattamente lo stesso atteggiamento di arroganza e superiorità che recitavano prima, quando giudicavano chi invece beveva.
Ma sto generalizzando un po' pure io. Ho diversi amici che non sono mai stati straightedge e altri che non lo sono più e che non si comportano da idioti a quel modo.
Per il resto, ammetto che sia proprio ridicolo atteggiarsi a superiori con chi ha in mano un bicchiere di birra, tanto per fare un esempio, ma altrettanto vero che non puoi continuare a fumarmi in faccia, dando per ovvio il tuo diritto di farlo, e poi tacciarmi di intolleranza se ti dico che stai dando fastidio.
Gabry. Io sono l’anima un po’ meno sxe della band... riguardo a ciò, non ne farei una bandiera, finchè rimane una cosa personale può anche avere un senso al giorno d’oggi, ma sbandierarlo come chissà che cosa non fa altro che alimentare l’ennesima moda del periodo. Personalmente non ho mai dato conto a “stili di vita” o “etichette varie” quindi non ci vedo nulla di così diverso nel seguire il giro sxe piuttosto che quello punkrock, per me è tutto punk, e ciò non si basa sicuramente sul binomio assenza/presenza di una birra. Black flag, Sick of it All, Good Riddance sono/erano tendenzialmente band sxe senza che lo sbandierassero ogni 2 secondi eppure nei loro testi e nella loro attitudine trovi tantissimi riferimenti a uno “stile di vita” abbastanza sobrio, messaggi positivi e quant’altro. Per me conta questo tipo di “approccio”, non la scritta sul cappellino.

Ho letto i vostri testi e si distanziano abbastanza dai canoni del genere. Diciamoci la verità, i testi a base di amicizia, pugnalate alle spalle et similia hanno un pò stancato. Voi invece magari toccate argomenti diversi. Vorrei soffermarmi sul pezzo "NWO" che mi pare tratti argomenti molto attuali. Come vi ponete di fronte a questa crisi economica globale che stiamo attraversando?
Dan. Attualmente la situazione politica e economica mondiale è decisamente tragica: ogni buona proposta per migliorare questo pianeta viene immediatamente stravolta da dei politici che vedono solo il lato economico utile a loro stessi. Vedi la stessa unione europea, che oggi è esattamente il simbolo del fallimento: gli stati si sono uniti in un'assemblea nel tentativo di creare questa unione, ma di fatto l'interesse era puntato solo sul piano prettamente monetario, dimenticando fattori più importanti come le realtà locali, coi rispettivi bagagli culturali e i propri problemi, mentre l'unione politica che ne conseguita è stata imposta sulla base di quella economica. Potrei andare avanti per ore a parlare di come credo che l'attuale situazione di crisi sia stata voluta e studiata a tavolino, per creare dipendenza da una struttura ancora più grande che coinvolga anche gli USA, o, quantomeno, la loro classe dominante.
Ma se parliamo dei testi di alcune canzoni hardcore, questi sono solo degli sfoghi gridati, niente di più, purtroppo! Non riusciremo mai a cambiare niente del macromondo là fuori, se prima non cerchiamo di migliorare il micromondo in cui viviamo, come può essere la scena hardcore, per esempio. Nel nostro piccolo ambiente, ci limitiamo a scannarci a vicenda perchè io faccio il precisino indossando la maglietta rara di un gruppo straightedge di vent'anni fa, mentre tu scegli con cura il modo di strappare e sporcare i jeans per apparire più genuino. E per cercare di aver ragione sulle rispettive controparti ci nascondiamo dietro a valori così importanti che nemmeno sappiamo definire. E tutto per cosa?!? Per pura apparenza, per sembrare più importanti con chi si è appena affacciato al panorama hardcore! Noi ci comportiamo esattamente come quelli che contestiamo, siano le invidiate band sotto major o i politici corrotti...
A volte credo che i "soliti" testi a base di amicizia e pugnalate alle spalle abbiano stancato per lo più quelli che si ritrovano descritti in quei testi. Ma forse proprio da lì che si deve ripartire: dall'essere prima di tutto onesti con le persone che frequentiamo. Beh, prima ancora con noi stessi, in realtà...
I miei testi hanno sempre spaziato tra tutti questi argomenti, talvolta con tono speranzoso e talvolta con tono disilluso.
In altri testi, invece, parlo proprio di cartoni animati, anche se forse non si capisce subito.

Molto spesso alcune malelingue hanno associato la scena straightedge di Milano e d'intorni con inflitrazioni nazi/fasciste. Ne siete a conoscenza? Cosa ne pensate? E soprattutto cosa rispondete a queste illazioni?
Gianluca. Non credo di aver mai visto gente con scritto in fronte di essere nazista o fascista, e sicuramente non è la prima cosa che chiedo quando conosco una persona. Mi è quindi un po' difficile dirti quanto reali siano adesso queste "infiltrazioni", ma sicuramente sono meno delle malelingue che ci sono in giro ahaha quelle non sono mai mancate e non mancheranno mai, soprattutto su internet.
Dan. In realtà ho vissuto in pieno un periodo come quello che descrivi. E non so se sia davvero un po' finita questa tendenza, perchè vedo che su internet, in campo hardcore, c'è sempre gente pronta a dare del fascista a qualcun altro solo per il proprio tornaconto.
La scena punk si basa molto su atteggiamenti anarchici o di comunismo, però troppo spesso questo è limitato al solo lato più superficiale e di vera ideologia non ve ho mai vista molta. Da qui la caccia alle streghe: se sei d'accordo con me allora sei un mio degno amico, ma se non sei al cento per cento dalla mia parte allora sei un fascista. Che alla fine è lo stesso identico atteggiamento dei fascisti, se stiamo a guardare. Un bluff, insomma.
Ok, ci sarà nche della gente in buona fede, ma, dai, non puoi vedere ovunque un fascista, un sessista, un antiabortista, un nemico! Che ci si calmi un po', prima di scatenare faide inutili.
Gabry. Le persone che parlano tanto di fascismo sono le prime che si disinteressano di politica, la gente di Milano che va alle manifestazioni e segue il giro hardcore la si può contare sulle dita di una mano. Spesso e volentieri una (finta) posizione politica serve giusto per nascondersi dietro a stereotipi di 100 anni fa, o ad essere maggiormente accettati in un luogo piuttosto che in un altro. Personalmente penso che nel 2012 abbiamo problemi più seri che pensare da che parte stare.

Vi ho visti suonare di spalla ai Civ al Rock Planet lo scorso anno. Come vi siete trovati a suonare in una discoteca? Preferite i centri sociali o situazioni con un minor prezzo di ingresso all'entrata? Ve lo chiedo perchè questi gruppi parlano di hardcore, ma magari non incidono un pezzo nuovo da 15 anni e suonano a 22 euro di ingresso...
Gianluca. Quando abbiamo suonato coi CIV era la prima volta che vedevo il Rock Planet, e l'ho trovato un ottimo locale. C'erano anche un po' di persone... a Milano sono abituato a vederne di meno! Sicuramente il costo dell'ingresso è stato molto proibitivo, e se non avessimo suonato, sommando benzina e il resto, non credo sarei andato. Come saprai molte band riunite che sono in tour chiedono cachet belli pesanti, ma non per questo devo giurare morte o scrivere proclami contro loro, i locali o gli organizzatori. Anche perchè poi mi è capitato di vedere locali vuoti con ingresso gratuito e il Rock Planet pieno con 20/25 euro di ingresso... e qui è difficile dare la colpa solo ai soliti noti, il vero problema è coinvolgere la gente sempre e in ogni situazione.
Quando mi capita di organizzare concerti per band in tour, mi trovo sempre inevitabilmente a contrattare ogni singolo dettaglio: niente cachet, solo doordeal, niente posto per dormire, a volte neanche la cena. I locali, come i centri sociali del resto, si trovano in una posizione in cui non possono rimetterci soldi ed ogni volta c'è da incrociare le dita per raggiungere un rimborso almeno adeguato da dare ad una band che magari il giorno prima era a 500 km di distanza.
Generalmente comunque preferisco situazioni in cui il costo è molto più ridotto, che poi fortunatamente, sono ancora la maggioranza dei casi.
Gabry. Io collaboro con un centro sociale del sud di Milano, e gestisco una sala prove all’interno di esso, quindi ho un rapporto abbastanza stretto con gli spazi sociali, in tutti i casi anche in questi luoghi ci sono i pro e i contro, come da tutte le parti.
Riguardo ai concerti è chiaro che non fa piacere a nessuno pagare 20 euro d’ingresso per vedersi una band, ma se devi sganciare il rimborso (legittimo) a band semi-sconosciute, ai Bad Religion quanti soldi devi dare? La questione è molto difficile da affrontare e penso che bisognerebbe viverla direttamente, non solo subirla “da spettatore”.
Rimango convinto che il problema principale non siano le band ma la poca gente ai concerti. I più si limitano a guardare il concerto su youtube e andare ingiro con la maglia dei Nofx piuttosto che supportare le band “emergenti” o medie. Se ci fosse più gente ai concerti i locali/pub/centri sociali pagherebbero/rimborserebbero a mani basse tutti quanti senza star lì a mettere cifre fuori luogo, sono problemi che sto vivendo direttamente nell’organizzare eventi a Milano.
La verità è che ormai l’hardcore è solo musica e ha perso quel qualcosa di speciale che gli dava una marcia in più (e che univa veramente la gente), con le relative conseguenze: gruppo famoso o in tv = tanta gente al concerto, band non sul pezzo = chi se la caga. Non a caso anche in questa intervista si sta parlando di straight edge come se fosse una cosa completamente slegata da tutto il resto. Ormai è una tendenza che coinvolge tutti, a volte anche il sottoscritto, ma è un dato di fatto che questa attitudine porti solamente a inutili divisioni dettate da mode o scelte temporanee. Le conseguenze sono: poca gente ai concerti, e tanta senza una motivazione reale.

Recentemente ho visto i Terror in Germania e il cantante si è scagliato contro i Refused e la loro recente reuonion. Ha parlato del fatto che non comprano demo dei gruppi ed in generale non supportano la scena. Sinceramente sono rimasto perplesso, anche perchè quella sera ho pagato 22 euro per entrare ed i Terror han più merchandise dei Metallica. Credo che se fosse stato zitto avrebbe fatto più figura... In più non credo che (a parte le solite eccezioni) il pubblico dei Terror sia poi così attento all'hardcore più underground... Cosa ne pensate?
Dan. Bah! Io non c'ero a quel concerto e non esprimo di certo giudizi basati sul sentito dire! Dovresti intervistare loro e, semmai, arrogarti il diritto di chiedere a loro una spiegazione, piuttosto che imboccare a me una risposta che si presume possa venire spontanea!

Come vi siete trovati a suonare con i Gorilla Biscuits al Rock Planet? In tutta sincerità, avete venduto qualche maglietta/cd/7" quella sera?
Gianluca. È stato proprio figo. Ho 21 anni e penso sia una di quelle cose che ti capitano una volta nella vita, quindi l'ho presa molto bene anche se (sempre per tornare al discorso dei soldi) non abbiamo preso mezzo euro e l'ingresso costava un bel po'. I GB comunque hanno spaccato, sono ancora belli carichi... e c'era anche molta gente.
Per quanto riguarda la vendita, speravo meglio, ma al contrario dell'altra volta, questa volta non ci hanno permesso di vendere materiale all'interno del locale dato che teoricamente ci vogliono dei permessi particolari. Così all'1 di notte abbiamo messo fuori la roba insieme a quella dei Gorilla e, viste le premesse, è andata bene lo stesso. Tra l'altro non avevamo ancora i 7" disponibili quindi abbiamo venduto solo maglie e cd.
Dan. Quando Gian dice "abbiamo messo fuori la roba", intende dire letteralmente fuori dal locale. Forse meglio specificare. Non so se sia stato un problema del locale nei contronti dei gruppi o se, come avevo ipotizzato al momento, un problema dell'amministrazione cittadina nei contronti del locale.

Come mai avete deciso di condividere uno split 7" con i Motivation? Non era magari più sensato farlo uscire con un gruppo più famoso per sfruttarne un pò la popolarità?
Gianluca. Abbiamo suonato coi Motivation nell'estate 2010 quando, dopo avermi contattato in cerca di una data, erano venuti qua a Milano. Il concerto era stato parecchio divertente, così a fine serata il loro cantante, Attila, ci ha proposto una collaborazione tra le due band.
Della popolarità sinceramente non ce ne fregava molto.
Dan. Sfruttare la popolaritdi un'altra band?!? Bel concetto, in ambito hardcore!
Gabry. Sfruttare la popolaritdi un'altra band?!? Bel concetto!

Credo che voi tutti siate vegetariani. Ecco, volevo chiedervi se a vostro parere lo straightedge dovrebbe comprendere un stile di vita cruelty free oppure deve rimanere separato? In fin dei conti ok non faccio del male a me stesso... Però farlo ad altre creature potrebbe essere un controsenso...
Dan. Mhm... Credo, invece, di essere l'unico all'interno del gruppo.
Che la si rigiri come si vuole, ma alla fine ognuno deve sentirsi libero di fare ciò che ritiene più opportuno per se stesso, senza obbedire a regole che ti obbligano ad essere anche vegetariano se sei straightedge. Per certi versi trovo più importante il vegetarianesimo, rispetto allo sxe, ma per quanto possa spingere la gente a pensare al modo in cui gli animali vengono tenuti negli allevamenti in batteria, non ci penso minimamente a obbligare qualcuno a diventare vegetariano. Piuttosto divento più pedante quando si parla di vivisezione e della sua palese inutilità.

Parliamo un pò del cd e del 7". Ne siete soddisfatti? Il processo compositivo vi è venuto naturale oppure avete avuto qualche intoppo? Cosa vi rifareste da capo se poteste tornare indietro? Per chi è uscito e come vi siete trovati? Ma soprattutto, perchè fare uscire il cd e non invece un bel vinile magari con qualche copia in edizione limitata?
Gianluca. sì, direi che siamo parecchio soddisfatti! Anche perchè appena messo in vendita il materiale su internet abbiamo ricevuto un bel po' di ordini. La parte compositiva è andata via molto liscia, già a inizio anno scorso stavamo abbozzando roba nuova e poi verso Aprile era tutto pronto per essere registrato. Un paio di pezzi, The Answer e First, li abbiamo scritti direttamente mentre registravamo. Per la voce invece Dan si è preso qualche mese in estate e a Settembre è arrivato con tutti i testi scritti. Il risultato finale comunque lo trovo molto valido, la qualità grazie ad Amen di Cellar Door Studio è ottima e adatta al nostro genere.
Per ricapitolare, Walkin' The Line è un cd con 6 dei dieci pezzi registrati ed è uscito sotto una piccola etichetta belga di nome Open Up Records. Sono state stampate 200 copie nel case di plastica classico e ce ne siamo fatti mandare una cinquantina da vendere qua da noi ai concerti.
Lo split coi Motivation invece è su vinile verde, limitato a 100 copie. Il nostro lato, chiamato anche Respect Me First EP, contiene altri 4 pezzi diversi dal cd. In questo caso è stato completamente autoprodotto, pagato dalle due band, anche se abbiamo voluto mettere il logo della Honest for Truth (l'etichetta del cantante dei Motivation).
In realtà subito dopo aver registrato tutto mi sono trovato a mandare e-mail a qualche etichetta per cercare una collaborazione. La stampa dei vinili è ovviamente molto costosa se fatta da soli, e anche se personalmente l'avrei preferita, ci siamo dovuti accontentare di un cd. Detto sinceramente non mi lamento neanche troppo visto che ormai il più della gente non concepisce manco l'idea di pagare per ascoltare delle canzoni.

Molto spesso la violenza ai concerti è un bel problema. Gente che si muove con sigaretta e birra in mano e magari ha pure l'arroganza di alterarsi se glielo fai notare. Eredità del punk mi viene da dire o semplice ignoranza di chi (magari in un centro sociale) si sente autorizzato a fare ciò che più gli pare incurante degli altri. Ditemi la vostra...
Dan. Il maggior problema di quelli con la sigaretta o la bottiglia di birra ai concerti è quello di stare nel pit con oggetti che risultano pericolosi per gli altri, in quella ressa. Se è questa la noncuranza che intendi, allora sono d'accordo.
Per il resto, se scoppia davvero una rissa è sempre per questioni ormonali, la sigaretta è solo un capro espiatorio, diciamoci la verità.

Siamo giunti alla fine... Mille grazie per il vostro tempo e aggiungete ciò che volete...
Gianluca. Grazie a te e grazie a quelli che ci leggeranno. Quando avete occasione venite a vederci dal vivo, visitate le nostra pagina facebook e bandcamp per rimanere aggiornati sulla roba nuova e se avete voglia compratevi i nostri dischi!
Dan. Già alla fine?!? E a me non chiedi nemmeno delle mie esternazioni durante i concerti dei Product o di quando mi sono rotto la caviglia, dopo aver fatto mesi a imboccare risposte negative nei miei confronti ai tuoi intervistati?!? This is hardcore, non stupiamoci! (Non ti preoccupare Dan, ho già in mente di inviarti un'intervista ad hoc dove sviscereremo questo ed altri argomenti... ndr).

www.facebook.com/pages/Set-Me-Free/227417224586
www.setmefreehc.bandcamp.com

giovedì 24 maggio 2012

Lantern | Noicomete | Ep.

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Finalmente riesco a sentire i Lantern in una registrazione (anche se solo via mp3). Andiamo con ordine. I Lantern sono 5 giovani romagnoli dediti ad uno emo screamish figlio dei La Quiete, che a loro volta sono figli dei With Love che a loro volta sono figli della scuola Ebullition degli anni '90 (meno la parte politicizzata). Quindi aspettatevi testi introspettivi e malinconici, parti tirate ed altre più lente. Tecnicamente sono perfetti, voce urlata ma capace anche di prodursi in linee melodiche. Dal vivo sono molto coinvolgenti. La cosa comunque che mi ha più colpito è la loro simpatia ed umiltà unite al fatto che ci mettono il cuore in quello che fanno. Con i tempi che corrono non è affatto una cosa che succede spesso.

http://noilantern.tumblr.com/

Dressed To Punx.

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Ogni oggetto che possiediamo, per quanto piccolo possa essere, racchiude una storia ben precisa che lo ha portato tra le nostre mani. Andrea Cantelli, conosciuto come Cant, già bassista, fotografo, organizzatore di concerti e soprattutto zelante punk rocker romagnolo ci apre l'armadio di casa sua e ci fa conoscere la storia che sta dietro ad ogni singola maglietta da lui posseduta (e non solo magliette). La sua collezione vanta 2000 pezzi provenienti da tutto il mondo. Ogni maglietta è indossata e sezionata scrupolosamente, specificando anno e luogo di provenienza e con ovviamente foto di accompagnamento. Il tutto viene poi accompagnato da succosi aneddoti legati a quel pezzo di stoffa, quasi sempre collegati a concerti con tutto il contorno che ne segue. Lettura molto consigliata, infatti il nostro scrive in maniera fluida e molto coinvolgente. Scommetto che alcune magliette comincerete ad inviadiargliele...

http://dressedtopunx.tumblr.com

Lamantide | Cd.

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PhotobucketI Lamantide sono un nuovissimo gruppo di Cremona giunto al debutto con questo cd. Il suono è un potente hardcore sporcato di black e crust, condito da testi apocalittici e privi di speranza alcuna in italiano sui quali si innestano parti in latino e riferimenti ai Carmina Burana (vedi il pezzo che chiude questo breve ma intenso lotto di brani). Il genere è tra i miei preferiti, estremo e oscuro. Tecnicamente sono assai preparati, in particolar modo il batterista, che mi delizia con frequenti ed ossessivi blast beat. Se vi piacciono i gruppi alla The Secret, Rise And Fall e il materiale Holy terror, fatelo vostro. Menzione particolare per la grafica ed il case del cd, estremamente curati.

https://www.facebook.com/lamantidehc

mercoledì 23 maggio 2012

Italiche Autoproduzioni.

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Non trovate più quel 7" che vi faceva saltare sulla sedia o più semplicemente cercate un archivio punk hardcore di produzioni del nostro stivale? Qui trovate tutto ciò di cui avete bisogno. C'è una tonnellata e mezzo di roba da scaricare, fra 7", lp, cd e cassette. Tutto rigorosamente made in Italy. Si spazia dal punk, all'hardcore, al new school per arrivare al metal e oltre. Ce n'è per tutti i gusti. Assolutamente fondamentale.

http://italicheautoproduzioni.blogspot.it

Foto: Burning Defeat.

domenica 20 maggio 2012

ManLiftingBanner | The Revolution Continues | 2xLp | Crucial Response Records.

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Photobucket Finalmente dopo anni di attesa si riaffacciano i ManLiftingBanner, portavoci di un hardcore veloce e ben suonato con testi inneggianti alle idee socialiste. Il gruppo ha tenuto un concerto di reunion nel giugno del 2008 nella loro madrepatria Olanda e quest'anno è uscito questo doppio lp. Oltre al 7" "Myth Of Freedom", al 10" "Ten Inches That Shook The World" e alla canzone estrapolata dalla compilation targata Ebullition Records "Give Me Back", troviamo 8 nuovissimi pezzi nel loro stile che li ha sempre contraddistinti. Non posso fare altro che inchinarmi di fronte alla loro importanza e dedizione alla causa. Pezzi al vetriolo di denuncia contro un sistema marcio e corrotto in cui in pochi mangiano sulle spalle dei più senza vergogna alcuna. Graficamente semplice e curatissimo, con foto che spaziano dalla primavera araba fino alle manifestazioni in America contro un sistema ormai alla frutta. Se ci deve essere una colonna sonora per gli sfruttati, che sia questa. Obbligatorio.

www.crucialresponse.com
https://www.facebook.com/manliftingbanner

giovedì 17 maggio 2012

mercoledì 16 maggio 2012

Double Cross XX.

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Double Cross XX è una web zine ideata e creata da Tim, cantante dei Mouthpiece, protagonisti della terza ondata straightedge americana. Insieme ad alcuni collaboratori ha iniziato nel 2008 un viaggio molto spesso a ritroso nel tempo volto a riscoprire quei leggendari gruppi quali SSD, Minor Threat, Misfits, Void, Faith, Youth Of Today, Gorilla Biscuits e mille altri. Foto, racconti, anedotti, interviste e molto altro. Ampio spazio è dato allo skateboard. In inglese e davvero consigliata e chiunque voglia approfondire le radice dell'hardcore made in Usa.

www.http://doublecrossxx.com

domenica 13 maggio 2012

Inti Carboni | Intro 2.

Di seguito un pò di flyer realizzati da Inti Carboni. A breve ci sarà anche una sua intervista che si preannuncia mastodontica.

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giovedì 10 maggio 2012

Bitten By The Rest Records | Nuove uscite.

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Bitten By The Rest è un'etichetta molto attiva guidata da Vekki, conoscenza sempre ben presente all'interno della scena punk hardcore italiana. Su mia richiesta è stato così gentile da inviarmi le sue tre co-produzioni più recenti, e quindi sciroppatevi pure ciò che segue.
Foto sopra: You Suck.

You Suck | Shit Happens | 7"
Personalmente amo gli You Suck. Hanno una genuina attitudine hardcore con un bel vaffanculo marchiato a fuoco verso quello che non va in questa società in cui viviamo. 9 pezzi di velocissimo e a tratti melodico skate thrash core, con testi contro le persone noiose, le forze dell'ordine, contro chi abbandona la scena trincerandosi dietro al fatto che tutto è cambiato, contro l'alienazione delle 8 ore di lavoro... Immaginate un mix di What Happen Next?, Jfa ed Heresy con un'esaltazione totale per lo skateboard e la birra. I pezzi sono davvero ben suonati e la voce di Pulce è perfetta per il genere proposto. Caldamente consigliato, cosiccome il loro precedente lavoro, sempre in formato 7". P.s.: l'ultimo pezzo è una cover dei Gang Green, quindi siete avvisati...

Nis/Warpath | Origini D'Odio - Nel Dilagare Della Follia | 7"
I Nis di Bari (credo...) suonano un potente crust core dai testi oscuri e che si prestano a mille interpretazioni. Musicalmente sono veloci e pesanti e si vede che ci credono in quello che fanno. Dall'altro lato i Warpath di Alessandria (credo pure qui...), anche loro molto crust ma molto più metal rispetto ai Nis. Anche in questo caso l'attitudine non manca. Se vi piace il genere davvero consigliato.

Cusack | 7"
Non conoscevo minimamente i Cusack di Como, forse anche per via del fatto che ascolto quasi esclusivamente roba estrema e non frequento molto il giro. Comunque li ho scoperti assistendo ad un loro concerto qualche mesetto fa al Circolo Valverde di Forlì e ammetto candidamente di essermi comprato questo 7" e lo split con i Laser Geyser dopo essermi gustato la loro esibizione. Musicalmente parliamo di un post hardcore molto rockeggiante e quindi di conseguenza molto energico. I riferimenti possono essere gli At The Dtive In con un pizzico di Hot Water Music nei passaggi più tirati. Due pezzi suonati a meraviglia. Dal vivo sono bravissimi e sono stra consigliati.

http://bbtrrecords.wordpress.com/

domenica 6 maggio 2012

Giangiacomo De Stefano (Ivory Cage | Ageing | Widespread Magazine | Summer League | The Guilt Show | Sonne Film).

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Questa volta abbiamo sottoposto Giangiacomo, che molti di voi ricorderanno per essere stato l'ugola d'ora negli Ivory Cage, nei Summer League e nei piu' recenti The Guilt Show, ad una serie di domande sul passato e sul presente. Ora produce documentari con la sua Sonne Film (insieme a Lara, la sua compagna) e hanno una spettacolare biondina di nome Mia che è veramente uno spasso.

Giangiacomo io direi di partire subito con l'elencare in maniera dettagliata tutti i gruppi di cui hai fatto parte e cosa hanno registrato. Con chi ti sei trovato meglio e peggio a livello umano? Come mai come esperienze si sono concluse?
Essendo una lista abbastanza lunga, tolgo da subito tutti quelli con i quali ho registrato demo o fatto solo concerti, come ad esempio i Trade Union dei quali ti ha già parlato Giulio Green. Il primo gruppo con il quale ho realizzato dischi sono stati gli Ivory Cage, nei quali dopo una disastrosissima prova alla batteria, ho iniziato a cantare. In contemporanea ci sono stati gli Ageing nei quali suonavo il basso. Sempre al basso ho suonato con i Cosa Nostra, un side project che proponeva cover di gruppi anni 80 (hardcore e OI!). Questo è stato l’ultimo progetto nel quale mi sono dilettato nel suonare uno strumento, mentre successivamente ho cantato con Summer League e poi The Guilt Show. I gruppi che ti ho elencato sono stati oltre che un mezzo per dire qualcosa attraverso la musica, esperienze di amicizia e coesione. Le ragioni per cui questi si sono sciolti si diversificano tra loro, ma tranne che per i Summer League, dove l’intesa si era rotta, le ragioni degli altri scioglimenti sono sempre state legate a problemi contingenti e non a controversie personali.

Mi ricordo che nel 10" degli Ageing (dove tu suonavi il basso) c'era nel foglietto interno una frase provocatoria: "Gli Ageing si vestono solo con capi di abbigliamento trendy". Cosa volevate esprimere con queste parole? Ci fu qualcuno che non capì l'ironia (se ce n'era) della cosa?
Negli Ageing mi sono veramente divertito. Il gruppo oltre al sottoscritto era composto da Rino che veniva da Firenze, Stefano (ex By all means) da Mantova e i restanti, i vicentini Freddy e Gonzo, provenienti dai Think Twice. Come vedi eravamo geograficamente distanti ma stranamente coesi. Ad oggi l’unico che incontro ancora saltuariamente e con il quale ho una relazione, non che con gli altri abbia litigato, è Rino. Ti dico questo perchè storie di 20 anni fa più o meno, con rapporti così distanti e cambiati, mi sembrano veramente sciocchezze. Comunque la ragione per cui venne scritta quella frase è perchè, nel periodo in cui esplose il fenomeno Ebullition, molte persone ci criticavano per come eravamo vestiti. Io personalmente, e lo si vede anche adesso, non sono mai stato molto trendy, ma gli altri volevano ironizzare sull’atteggiamento che qualcuno aveva nei nostri confronti, che ad occhi un po’ superficialotti, sembrava troppo americanoide... come vedi una cosa davvero poco interessante.

Sempre riguardo agli Ageing, mi ricordo che l'ultimo concerto lo suonaste in Germania mi pare e che il popolohardcore italiano non vi aveva mai troppo amato. Ironia anche questa oppure effettivamente eravate ostracizzati dai più? Gli Agenig come ti ho detto erano composti da gente che a loro modo aveva alle spalle una storia dentro l’hardcore che già all’inizio degli anni 90 era decennale. Gente che era coerente con il proprio percorso umano e attitudinale e che aveva contribuito, penso ai Think Twice, a ricostruire una credibilità internazionale alla nostra scena. Gli Ageing semplicemente, in un periodo in cui si incominciò a fare riferimento per forza a certi modelli, decisero di andare avanti per la loro strada. Io così come altri del gruppo, ascoltavo tanta roba di etichette come Ebullition o Bloodlink, gruppi eccezionali come Downcast oppure Still life, ma semplicemente non volevamo essere incasellati in un’estetica ben precisa. Ci furono un po’ di storie ma erano cose di poco conto. Suonammo con tutti i principali gruppi dell’epoca senza nessun problema e perfettamente integrati. Poi è vero, i primi due concerti furono nel 1994 in Germania a Peine e Salzgitter e l’ultimo nel 1997 fu a Vienna. Vorrà dire qualcosa?

In un tuo scritto su Widespread Magazine ( che scrivevi con Gianni Bandini) mi fece ridere quando avevi riportato che la miglior cena che avevate avuto in tour era quella composta dagli avanzi degli Ignite. Puoi spiegarcela? Eri in tour con gli Ageing quella volta?
Era il 1995, durante un day off del tour europeo Burning Defeat, Ivory Cage, andammo a vedere Ignite, Undertow e Temperance in un paese svizzero e dopo che gli organizzatori non accettarono la nostra proposta di poter aprire la serata, ci infilammo nel backstage dei gruppi americani. Quello era il primo tour europeo di un gruppo della Green Records. Devi pensare che all’epoca solo Think Twice, Growing Concern e Mudhead, erano riusciti a infilare dei veri tour europei. Le condizioni erano difficili. Non c’erano le mail, si andava per fax, le date saltavano il giorno prima e i problemi logistici e di accoglienza erano enormi. Gli avanzi degli Ignite in quelle condizioni erano il meglio che si poteva trovare.

Parlando con Gianni mi è venuto da domandargli come mai Widespread Magazine non fosse vista molto bene in certi ambienti del punk hardcore italico. Vuoi darci una tua opinione in proposito?
In quali ambienti? A me nessuno è mai venuto a dire nulla. Noi eravamo aperti a tutto ciò che era hardcore secondo la nostra visione e questo in un periodo in cui si stavano creando le varie fazioni della scena, era un’atteggiamento forse perdente. I due numeri della fanza furono sempre stampati in 1000 copie ciascuno e un buon 3/4 andò via alla grande. L’unico problema erano i dischi e i demo orribili che ti venivano mandati per chiedere una bella recensione e che per forza di cose dovevi trattare con giri assurdi di parole, invece di poter dire che quella roba ti faceva schifo... Una volta un gruppo venne apposta non so da che paese della Romagna a portarmi il proprio demo a casa.

A detta di molti hai una lingua molto tagliente che si fa problemi ad esprimere concetti spesso taboo. Questa cosa ti ha mai creato dei problemi? Mi riferisco anche a cose dette dal palco durante un concerto... In realtà credo di riconoscere tra tanti difetti, due pregi: non amare il conformismo e essere sincero. Forse anche per questo mi sono innamorato dell’hardcore. Problemi veri non ne ho mai avuti, qualche rischio sicuramente si. Ricordo una volta a Lodi dove alla presenza di parecchi nazi skin, per prendere le distanze ribadii apertamente sul palco il fatto che gli Ivory Cage fossero un gruppo antifa e cose simili. Andò bene perchè nessuno ci disse nulla, ma sicuramente all’epoca ero più incoscente di oggi!!

Gli Ivory Cage sono stati di sicuro un gruppo molto importante all'interno della scena hc degli anni '90. Che ricordi hai? Qual è è stato il più bel concerto che avete fatto ed il peggiore?
La lista dei peggiori è troppo vasta ahaha. Credo che uno dei più belli fu un lunedì di Pasquetta a Bologna. Era la formazione del demo. Organizzamo un concerto al Livello 57 insieme ai tedeschi Spawn e agli olandesi Feeding the fire. Loro avevano già suonato il giorno prima ad un festival della Green Records. Suonammo davvero bene e un loro amico qualche mese dopo ci invitò a Stoccarda a suonare. Come Ivory Cage abbiamo avuti troppi cambi di formazione. Gente che stava sei mesi e poi se ne andava. Per questo abbiamo avuto pochi alti e molti bassi. Tra questi momenti l’ultima data del tour europeo del 1995 a Firenze: dopo 20 ore di furgone(provenivamo da Dresda), suonammo appena scesi dal furgone. Eravamo rintronati e sbagliammo non so quanti pezzi. Una vera schifezza. I concerti migliori sicuramente quelli dell’ultimo periodo, il 1997.

Sempre in tema di Ivory Cage vorrei soffermarmi sui testi. Eravate un gruppo fortemente politicizzato, con prese di posizioni forti e spesso scomode (molto diversi comunque da un gruppo come gli Ageing). Vi consideravate un gruppo comunista? Mi ricordo che i fogli interni delle vostre uscite erano correlate anche di spiegazioni dei testi. Quanto era importante per voi che il messaggio fosse recepito? Personalmente trovavo la cosa molto positiva, spesso i gruppi odierni mettono solo una chilometrica thank list e nulla più...
Approfitto della tua domanda per puntualizzare alcune cose riguardo le mie idee politiche. Non mi considero comunista nel senso stretto del termine. Intendo dire che il comunismo è una pratica seria con dei codici e delle caratteristiche ben precise. Sicuramente è stato un grande movimento per l’emancipazione di intere popolazioni, così come lo è stato nella lotta ad esempio anticoloniale di tanti paesi del terzo mondo. Io difendo anche tanto della storia sovietica, a partire dalla Rivoluzione, passando per Stalingrado, arrivando anche al ruolo avuto durante la guerra fredda. Detto questo, non mi riconosco nell’ortodossia che è una caratteristica del comunismo leninista, così come penso essere troppo libertario e fuori da certi schemi per stare dentro un partito. Sono anticapitalista e considero il sistema economico nel quale viviamo barbaro e ingiusto. Auspico come minimo il socialismo, l’uguaglianza e il cancellamento delle classi. Nei gruppi nei quali ho suonato, in primis Ivory Cage, questa componente era accentuata e tangibile a partire dai testi che, avevano una matrice certe volte politica, altre volte estremamentre negativa. Uno dei nostri pezzi migliori parlava di Sacco e Vanzetti, altri di emarginazione. All’epoca ci piacevano gruppi che univano hardcore con marxismo, tra questi Feeding the fire e specialmente Manliftingbanner. Noi però eravamo più generici di questi che mescolavano X e falci e martello. I Manliftingbanner li ascolto ancora tanto. I pezzi che hanno registrato da poco, sono bellissimi e le tematiche e le citazioni, tra tutte quella di Rosa Luxemburg che dice che chi non si muove non può accorgersi delle proprie catene, sono la sintesi di tante cose che penso anche io.

Veniamo ora ai Summer League. Qui a parere mio la componente politicizzate viene ancora più fuori. Tanti concerti suonati e addirittura un tour americano con i Sidetracked che però sfumò. Anche qui vorrei chiederti che ricordi hai, anche negativi.
I Summer League sono l’esempio di quello che voglio dire quando affermo di non essere conformista. Quando uscimmo in tutto il primo periodo, tranne qualche occasione con alcuni gruppi tipo Fratellanza o Product, erava l’unico gruppo non metalcore. Suonavamo con Purification, Reprisal(per me la migliore band dei primi anni 2000), oppure Face the fact. Insomma eravamo mosche bianche. La nostra forza era dal vivo perchè nonostante fossimo melodici, suonavamo potente e preciso. In studio avevano un difetto e ciò il mio non essere un grande cantante. Comunque abbiamo fatto parecchi tour europei, un paio americani saltati e anche uno iberico saltato. Abbiamo suonato tanto in Germania, in Olanda, Belgio, Svizzera, Austria, Slovenia, Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia. Lipsia è stata la città nel quale abbiamo avuto i migliori riscontri suonandoci tre volte in un anno e sempre in posti diversi. Ci siamo sciolti a mio parere in malo modo, ma è roba passata.

Mi ricordo che come Summer League il concetto di anti fascismo era scritto a chiare lettere. Nell'hardcore dovrebbe essere scontato esserlo ma molto spesso non è così. Gruppi super macho dall'attitudine non troppo chiara molto spesso si etichettano hardcore senza averne compreso nulla del significato. Cosa vuol dire per te essere anti fascista. Dai tempi dei Summer League sei progredito nell'esserlo?
Non credo si progredisca in queste cose. Io rimango fortemente contrario a ideologie che contemplino il concetto di superiorità religiosa, di razza o appartenenza. Per quanto riguarda l’hardcore è sicuramete stato importante per il mio avvicinamento alla scena, l’elemento di antitesi al macismo e a certi tipi di dinamiche di prepotenza che trovi diffusamente nella nostra società. Io ho iniziato ad ascoltare musica tra virgolette estrema, perchè oltre al fattore musicale, sentivo la necessità di rompere la schematicità che le regole dell’adolescenza ti impongono. Nell’hardcore in anni recenti si è confuso macismo con rabbia. Questa la rivendico. L’essere contro è parte di questa storia. L’hardcore è Henry Rollins, i macho possono ascoltare Right Said Fred!!

In questi giorni escono due documentari: Roma Hardcore e Torino Hardcore. Li hai visti? Cosa ne pensi? Operazione per nostalgici oppure potrebbe gettare le basi per un rinnovamento?
Il mio primo documentario, mai finito, si chiamava “It’s still pounding in!” e parlava della scena hardcore italiana dal 1989 fino al 1999. Non uscì mai e rimase un lavoro premontato. Da anni mi impongo di farlo uscire, addirittura ho pensato di pubblicarne dei pezzi tramite un blog con lo stesso titolo. È un lavoro realizzato nel 2000 che oggi non mi appartiene più e per il quale purtroppo faccio fatica a trovare anche il tempo di lavorarci su. I documentari su Torino e Roma, che non ho ancora visto, penso siano interessanti. Dico questo perchè anche io nella mia vita ho sentito la necessità di raccontare la scena che ho vissuto. Due documentari su due città che hanno espresso in periodi diversi grandi gruppi e grandi scene, hanno un valore che va oltre chi ascolta semplicemente hardcore o punk. La settimana scorsa ero al telefono con Inti Carboni, che mi risulta tu stia già intervistando, e lui mi ha detto che il documentario su Roma è molto bello. Inti è una persona che conosce quella storia da dentro e allo stesso tempo è una persona di cinema e quindi sono convinto che il suo giudizio sia giusto. L’unica pecca da quello che gli ho chiesto, e che non viene nominato quello che per me è il più grande gruppo dei primi anni novanta non solo romano: parlo degli Equality. Una band che all’epoca era la più avanti d’Europa, con un 7” bellissimo e dimenticato. Altri gruppi per me immensi dell’area romana sono stati chiaramente Growing concern, Concrete e Colonna infame. La nostalgia con queste operazioni non c’entra. Quello che c’entra è la volontà di non dimenticare.

Leggo sempre con molta attenzione le tue column su Salad Days Magazine. Mi piacciono soprattutto perchè stridono con l'atmosfera trendy e patinata del magazine. Come sei entrato in contatto con loro? Come ti trovi? Hai ricevuto critiche positive e negative sui tuoi scritti? Ti daranno maggior spazio in futuro?
Andrea Rigano, il fondatore di SALAD DAYS, mi ha chiesto dall’inizio di scrivere qualcosa per il magazine. Ho accettato perchè per me è una sorta di psicoterapia autogestita. In realtà non ho mai ricevuto grandi critiche, così come pochi complimenti. Mi sa che interesso a pochi…

L'ultimo gruppo nel quale hai militato sono stati i The Guilt Show. Come è andata? Anche qui il fattore politico era ben radicato...
The Guilt Show sono nati dopo lo scioglimento dei Summer league. Avevo ancora voglia di suonare e al Leoncavallo durante un concerto di Bane e Comeback Kid, parlai con Pier (il chitarrista) che mi disse di avere qualche pezzo pronto. Voleva fare roba veloce, con pezzi brevi. Abbiamo suonato per un po’ di anni, realizzando due 7’ per un’etichetta tedesca e poi una raccolta su cd per Refoundation. Abbiamo suonato un bel po’ in giro per l’Europa e avuto belle soddisfazioni. Se devo dirti qual’è il pezzo migliore che ho mai realizzato e scritto, indico un pezzo realizzato con questo gruppo: Raise my flag è una delle cose migliori che in campo musicale abbia mai realizzato.

E' indubbio che l'hardcore sia molto cambiato. C'è chi parla di evoluzione e chi di involuzione. Tu come lo vivi dopo tanti anni l'essere hardcore? L'entrata in scena del metal, con le sue pose (e molto spesso) discutibili attitudini ha avvelenato un pò l'hardcore secondo te?
Il metal nell’hardcore c’è entrato negli anni che ho iniziato ad ascoltarlo io. Le prime volte che ho letto qualcosa sull’hardcore è stato su una rivista chiamata HM verso il 1987. La rubrica si chiamava Thrashin e oltre al Thrash metal più underground, parlava sporadicamente anche di hardcore. Li lessi di Dag nasty, Jingo De lunch e quando nel 1989 arrivarono in Europa, anche di Youth of today. Come molti ragazzini che venivano dal metal, ascoltavo Suicidal Tendencies, DRI e Agnostic Front, perchè erano gruppi entrati nell’area anche da tanti metallari dell’epoca. Piano piano attraverso amici, fanzine e un posto nelle vicinanze come l’Isola nel Kantiere, capii che l’hardcore era molto di più del crossover di DRI e gruppi simili. Fu un lento allontanamento che per tante ragioni, ancora oggi mi vede perplesso di fronte al thrash core che gruppi tipo Municipal Waste hanno riportato in auge. Detto questo non credo che l’hardcore sia avvelenato da qualcosa. È un fenomeno che è stato importantissimo e come tante cose non può essere eterno. Che lo uccida MTV oppure i metallari travestiti con i pantaloni stretti, i tatuaggi e il cappellino con la visiera alzata in su è dare troppa importanza a cose secondarie.

So che hai una agenzia di produzione video. Puoi parlarcene un pò? Con chi lavori di solito? E' un lavoro faticoso? Hai qualche aneddoto da raccontarci?
Da un anno e mezzo ho una mia società di produzione chiamata Sonne Film. In realtà sono più di 10 anni che lavoro in questo campo. Prima con la mia partita iva e per altre società e alla fine dopo tanta gavetta, con la volontà di fare un’impresa tutta mia (e di Lara la mia socia). È la mia vita e l’attività che mi occupa 24 ore al giorno, tra scrittura, regia e fund raising. Mi occupo principalmente di documentari lavorando anche per la RAI e per altre realtà più importanti. Ad oggi stiamo sviluppando idee di seriali, coproduzioni con altre società e l’utilizzo dei nuovi media come per il docuweb “A casa non si torna”, lanciato attraverso Il Fatto quotidiano e diventato uno dei rarissimi prodotti cross media italiani. Questo insieme al documentario realizzato per La storia siamo noi sull’anarchismo “Quando l’anarchia verrà” è fino ad ora uno dei miei lavori più significativi.

In tempi recenti sei diventato anche padre. Come è cambiata la tua vita? Cosa pensi di poter insegnare a tua figlia? Sei contento?
Essere padre mi ha reso diverso. Sarò banale, ma quello che è successo avendo una figlia è stata una diversa consapevolezza. Una sicurezza e una maturità che prima non avevo. Il valore delle cose è cambiato: una volta sarei impazzito nel vedere i miei dischi, oppure dei miei libri minacciati da manine assassine pronte a colpire in maniera implacabile. Oggi devo dire che mi importa poco. Colleziono ancora, ma penso che quei dischi quando non ci sarò più, finiranno nelle mani di mia figlia, la quale molto probabilmente li butterà in cantina tra le cose inutili. Non so cosa avrò da insegnare a mia figlia. Sicuro so che mi piace stare con lei e che sono orgoglioso di vederla crescere. L’ho portata anche ad un paio di concerti all’aperto. Cresce con in sottofondo anche la mia musica, che lei chiama “No more” perchè l’associa agli Youth Of Today, ma come è normale che sia, ha i suoi gusti e mi sfida continuamente. I gruppi hardcore, anzi “no more”, sono la musica di suo padre e quindi roba da vecchi!!

Ultimamente vanno di modo i reunion show. Gruppi spariti da anni si riformano, spesso con un solo membro originale (vedi Outspoken per esempio) vanno in tour a magari registrano pure un disco nuovo. Cosa ne pensi? Tu riformeresti mai uno dei tuoi gruppi passati se te lo proponessero?
Ahaha. I miei gruppi non hanno avuto un’importanza tale da giustificare una reunion. Se ipoteticamente mi proponessero una reunion per qualcosa che ha senso fare, tipo un benefit, non avrei problemi. I tour di gruppi storici riformati significano una cosa sola: l’hc non ha saputo rinnovarsi e la maggior pate delle persone che ascoltano questo genere preferiscono di gran lunga un gruppo vecchio che uno nuovo che dovrebbe parlare dell’oggi. È la morte dell’hardcore? Io non lo dirò mai, però potrebbe anche essere!

Ok, ho concluso. Grazie mille e se vuoi aggiungere qualcosa...
Grazie a te per l’intervista e complimenti per il blog. Sarebbe piaciuto anche a me fare una cosa simile...

www.sonnefilm.com

giovedì 3 maggio 2012

Set Me Free "Walkin' The Line" Cdep | Set Me Free - Motivation Split 7".

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Ho avuto modo di poter vedere i Set Me Free di spalla ai Civ qualche mese fa e a dire il vero non mi fecero una grossa impressione. Ora, grazie a Gianluca che mi ha spedito le loro nuove uscite, ho modo di ricredermi. Il gruppo vede in formazione Dan (ex Product e No More Fear) alla voce e Stizzo (ex Fumbles In Life credo nonchè noto tatuatore) alla batteria e propone un veloce old school marchiato nella sacra fiamma dello straightedge. Le influenze primarie sono Chain Of Strength e Mainstrike, il tutto risulta ben suonato e molto ispirato. Il problema di questi gruppi molto spesso è che i testi sono di una banalità sconvolgente. I Set Me Free mi stupiscono piacevolmente affrontando svariati argomenti anche con piglio molto sarcastico. Si parla di straightedge, animalismo, anti capitalismo e di molto altro. Nello split 7" troviamo pure i Motivation, gruppo ungherese fautore di un old school meno youth crew dei milanesi e piu' thrash. Davvero bravi pure loro. In conclusione non posso fare altro che consigliarvi entrambe le uscite.

Set Me Free.
http://setmefreehc.bandcamp.com/
http://www.facebook.com/pages/Set-Me-Free/227417224586
Motivation.
http://motivationpmc.bandcamp.com/
http://www.facebook.com/pages/Motivation-PMC/179787418790066