martedì 28 agosto 2012

ED.

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Gli Ed da Bologna/Casalecchio Di Reno sono si sicuro il piccolo grande segreto della scena hardcore italiana. Qualche 7", un lp su Agipunk Records, una compilation su cd di tutto il materiale uscito piu' il nuovissimo "Future Primitive" per l'attivissima Foad Records e non troppi concerti dal vivo. Il Pulce degli You Suck! li definisce "Una bomba del cazzo! ed io non posso fare altro che essere totalmente d'accordo. Dopo un pò di peripezie dovute a file che non si aprivano e ferie varie e dopo essermeli gustati di spalla ai D.R.I. in quel di Comacchio, finalmente pubblico quest'intervista. Risponde Marco, cantante nonchè boss di Don't Need Records.

Gli Ed ultimemente sembrano stiano suonando molto di più rispetto ad una volta. Come mai dopo l'uscita del vostro disco su Agipunk non avete intrapreso un lungo tour come spesso accade? So anche che ci sono stati numerosi cambi di formazione. E' dovuto forse a ciò?
Per un anno abbondante abbiamo suonato poco per scrivere pezzi per il disco nuovo, e c’è stato l’ennesimo cambio alla batteria, al posto di Mesca è arrivato Vinz. Più che numerosi cambi di formazione abbiamo cambiato 4 batteristi, noi altri quattro siamo sempre gli stessi, ormai suoniamo dal 2001 e ci conosciamo da quando eravamo piccoli. I batteristi dopo un po’ impazziscono a stare con noi. A dir la verità non so perché dopo l’uscita dell’lp non abbiamo fatto nessun tour, forse perché siamo veramente pigri e organizzare concerti non è il nostro forte, pensa un tour..

Il vostro ultimo lp "Nailed To The Board" è uscito appunto su Agipunk ormai un po' di tempo fa. Parlando con Mila mi ha detto che grazie ad esso l'etichetta si è aperta la strada anche verso altre scene differenti rispetto a quelle che battono di solito. Concordi? E per ciò che riguarda gli Ed, Agipunk vi ha effettivamente aiutato rispetto ad essere su una label molto più piccola?
Beh penso che Agipunk non abbia niente da invidiare a molte etichette americane, e sicuramente uscire per questa etichetta ci aiutato parecchio a farci conoscere soprattutto dall’altra parte dell’oceano. E’ un disco abbastanza diverso dalle uscite che fanno di solito, ma in quel periodo Agipunk ha fatto uscire anche l’lp e l’ultimo 7” dei BanXThis!, diciamo che è stato il momento più hardcore dell’etichetta, sia dal punto di vista musicale che da quello strettamente pornografico.

Sempre rimanendo in tempo dell'lp, la copertina disegnata da Marcello Crescenzi è assolutamente tra le mie preferite di sempre. Come siete entrati in contatto con lui? Siete rimasti soddisfatti? Quanto è importante affidarsi a persone che conosco già la materia hardcore punk?
Con Marcello ci conosciamo penso ormai da dieci anni, quando si è trattato di scegliere una grafica per la copertina di "Nailed to the Board" abbiamo subito chiesto a lui. Non c’è stato neanche bisogno di dilungarci troppo sui dettagli della grafica, tanto lui sapeva già che tipo di cose malate ci piacciono, gli abbiamo detto che volevamo una mano con le quattro viti dei trucks inchiodate, poi gli abbiamo praticamente dato carta bianca. Ovviamente il fatto che anche a Marcello piacesse la roba che piaceva a noi ci ha evitato di sprecare tempo per parlare di cosa andava o non andava fatto; skateboarding, Bl’ast! e symptom of the universe, più o meno la copertina è nata così.

Gli Ed sono sempre stati legati a doppio filo con il mondo dello skateboard. Per voi è solo un sport o c'è qualcosa di più? Cosa ne pensi di queste multinazionali come Nike ed Adidas che magari 10 anni fa manco se lo filavano lo skateboard mentre adesso sono presenti in maniera massiccia? Mi ricordo tempo addietro la polemica di Ian Mckaye sul fatto che Nike avesse usato una celebre copertina dei Minor Threat per pubblicizzare un evento...
Considera che quando avevamo 13-14 anni non avevamo niente di meglio da fare che andare in skate tutti i giorni, praticamente abbiamo iniziato a suonare perché quando pioveva non sapevamo cosa fare. Poi ovviamente le cose cambiano, il tempo libero è sempre meno, le ossa sono ridotte sempre peggio, ma per noi lo skate è tuttora una cosa a cui dobbiamo molto. Sicuramente, dopo esserne uscito negli anni '90, nei primi anni del 2000 lo skateboarding, è stato di nuovo inglobato da Babilonia (come direbbero quei quattro ragazzotti un po’ scuri) e le cose sono inevitabilmente cambiate. Non so dirti se sia meglio o peggio, alla fine adesso si puo’ trovare uno skatepark anche nel paesino di montagna con 1000 abitanti, mentre noi il fine settimana prendevamo il treno da Bologna per andare al "park" davanti all’Ipercoop e alle Gobbe di Modena, o all'Oasi di Marina di Ravenna. Tuttavia sono convinto che erano meglio quei tempi, quando abbiamo iniziato era più divertente perché era più selvaggio; le cose te le dovevi sudare (lo skatepark ce l’eravamo costruito noi con assi, pallets e rails presi 'in prestito' dai cantieri) ma lo stesso discorso si potrebbe fare anche per quello che riguarda l’hardcore.

Ultimamente è uscita una cassetta degli Ed, dalla quale ho ascoltato qualche estratto rimanendone davvero entusiasta. Noto anche che il sound è un po' cambiato, sempre mantenendo le medesime coordinate. Vuoi parlarcene un po'? Questa cassetta è da intendersi solo come un promo oppure verrà venduta ai concerti? Cosa dobbiamo aspettarci dal nuovo lavoro del gruppo e soprattutto quando uscirà?
Abbiamo fatto una cassetta promo intitolata "Future Primitive" con 3 pezzi del nuovo album su un lato, e 4 pezzi live sull’altro. Quest’estate uscirà il nostro nuovo album chiamato appunto "Future Primitive" per FOAD Records, in versione cd assieme alle vecchie uscite su vinile. Mentre la versione in vinile non si sa ancora quando uscirà esattamente. La cassetta è stata stampata in 50 copie, una decina da mandare alle etichette e il resto da vendere ai concerti. I pezzi nuovi sono un po’ diversi dagli altri, sono abbastanza strani. Personalmente è uno dei dischi di cui sono più soddisfatto.

Ultimamente sono usciti alcuni video documentari sulle scene hardcore italiche degli anni '90. Sì perchè degli '80 si sanno morte e miracoli ma dei '90 quasi nulla. So che recentemente hai potuto vedere quello dedicato a Torino, ma non ti ha molto colpito. Come mai? Un buon documentario cosa dovrebbe avere per risultare coinvolgente e interessante? Quello su Roma hardcore l'hai visto? Ma soprattutto a quando uno su Bologna, città da sempre con un grosso fermento?
Non so, è come se da quando è uscito American HC tutti sentano il bisogno di fare un documentario sulla propria storia. Il documentario su Roma non l’ho visto, ma molta gente me ne ha palato bene. TOHC non è male, ma mi ha dato l’idea di una cosa che possa interessare soprattutto la gente che quelle vicende le ha vissute in prima persona. Il punto forte di un documentario come American Hardcore penso sia proprio il periodo storico documentato, in quegli anni tutto era veramente portato all’estremo, penso che se qualcuno ne facesse uno sull’hardcore italiano negli anni ‘80 il risultato sarebbe certamente molto simile. I tempi sono cambiati e non so quanto potrebbe interessare un documentario sul punk/hc a Bologna, forse sarebbe più interessante farne uno che parte dalla metà degli anni’70 e arriva fino ad oggi per vedere come sono cambiate le cose, ma non so se ci sarà mai qualcuno che avrà voglia di fare una cosa del genere.

Don't Need Records è l'etichetta che mandi avanti da diverso tempo. Puoi elencarci le uscite che hai fatto? Con chi ci lavori? Ne sei soddisfatto? Mi dicevi che la situazione è stagnante a causa delle poche vendite e dei pochi scambi. Hai intenzione di chiudere o magari di fare uscire qualcosa ogni tanto in edizione limitata? All'etichetta si accompagna anche la stampa di magliette. Qui mi è parso di capire che le cose vadano molto meglio. Però mi viene da domandarti se forse non sarebbe meglio vendere 4 magliette in meno e due vinili in più. D'altronde se c'è una cosa verso cui il punk si è sempre scagliato è l'apparenza.
L’etichetta è nata nel 2008 da me, Mary, Ste (bassista ED), e per i primi tempi Giorgio (ex bassista BanXthis!): nel giugno di quell’anno abbiamo fatto uscire a metà con Agipunk l’ultimo 7” dei BanXthis!. L’idea era quella di supportare soprattutto gruppi di amici, infatti la seconda uscita è stata l’lp degli Scena. Abbiamo fatto uscire l’ep "Senza ragione" degli ED, l’lp dei Santa Banana, un cd demo degli Autistic Front, una cassetta fantasma dei We’re Right! e infine il cd ‘2006-2011’ degli olandesi Citizens Patrol nel giugno del 2011. Poi però siamo stati costretti ad ammettere che l’Italia è veramente alla frutta, e anche i pochi buoni propositi che avevamo all’inizio sono finiti. Purtroppo in questo paese è praticamente impossibile portare avanti un’etichetta indipendente se si hanno pochi soldi, la gente non compra quasi più dischi e noi non ce la facevamo più a starci dietro.

Come giudichi l'attuale stato della scena hardcore in Italia? A me pare che sia viva e vegeta anche se un po' più nascosta rispetto al passato. In più mi piace pensare che per trovare del vero hardcore bisogna scavare più a fondo rispetto ai concerti nei club e a 2 magliette con quattro teschi sopra...
Penso che siamo arrivati ad un punto morto, non so se è una cosa che riguarda l’Italia o una cosa generale. Non vedo quel ricambio generazionale che c’è sempre stato. Devo ammettere che non seguo più le uscite e i nuovi gruppi come qualche anno fa, ma adesso mi sembra tutto molto diverso rispetto a quando ho iniziato ad ascoltare punk. Uno dei primi concerti che ho visto è stato il Deconstruction Tour nel ’98 penso; avevo 14 anni e, più che i gruppi, la cosa che mi era piaciuta di più è stata che metà delle gente che c’era entrò sfondando le reti. Ma anche per quel che riguarda i concerti più 'piccoli' mi sembra che sia cambiato proprio lo spirito: da una parte le decine di agenzie di booking che giocano a chi offre di più per accaparrarsi i gruppi in tour con conseguente aumento del costo d’ingresso, i concerti con le schede tecniche, il catering... Oppure all’altro estremo date organizzate a caso da gente che pretende che i gruppi si sobbarchino tutte le spese di viaggio e suonino ad orari infami, e gente che ti guarda male quando gli chiedi i soldi del rimborso. Forse è sempre stato così, ma ci sono sempre state anche le eccezioni: ovviamente le eccezioni ci sono ancora, il problema è che mi sembra siano sempre meno.

Atlantide negli anni si è confermata come un'oasi felice all'insegna di ciò che è il vero hardcore punk. Quanto è importante per Bologna e per la scena italiana in generale? I problemi che ha avuto in passato sono stati risolti o sono ancora lì?
Atlantide è stato il vero punto di riferimento per il punk hardcore a Bologna. Quando abbiamo iniziato ad andare ai primi concerti lì, ormai 10-11 anni fa, Enrico, Fabrizio e gli altri ragazzi dell’Atlantide si sono subito dimostrati delle ottime persone. Eravamo dei ragazzini brufolosi che gli hanno chiesto di suonare e, senza avere la minima idea della musica che facevamo, ci hanno dato la possibilità di farlo. Il primo concerto che abbiamo fatto all’Atlantide è stato con i Bellicosi, per il loro last-show, ovviamente per noi è stata una bomba poterci suonare. Abbiamo iniziato a frequentare l’Atlantide sempre di più e adesso che ci penso mi mancano perfino le notti a fare attacchinaggio... In quel posto abbiamo visto gruppi che adesso come adesso pagherei oro per vedere di nuovo, What Happens Next?, Tear It Up, Cut the Shit, L’Amico di Martucci, Bones Brigade, Annihilation Time, DFA, the Rites... e molti altri che ora non mi vengono in mente. La cosa fondamentale di quel posto è stata che per anni ci si andava anche solo per stare con gli amici, e molto spesso non sapevamo neanche che gruppi suonassero. Poi ovviamente le cose cambiano, un po’ per i casini col quartiere che hanno portato alla diminuzione dei concerti, un po’ perché i gruppi da far suonare sono sempre meno, un po’ perché molta gente adesso ha preso altre strade. Comunque penso che l’Atlantide sia anche un punto di riferimento per molta gente che vive fuori Bologna e speriamo resista ancora per molto, altrimenti sarebbe un brutto colpo per tutti.

Cosa è rimasto secondo te di esperienze come L'Isola Nel Cantiere che negli anni '80 ha rappresentato un vero fulcro culturale per Bologna e per l'Italia amante di una certa attitudine e di un certo suono?
Purtroppo quando hanno sgomberato l’Isola avevo solo 7 anni quindi ne ho solo sentito parlare. Da lì sono passati un mucchio di gruppi ma più che altro penso sia stata un’ importantissima 'culla' per un certo tipo di attitudine soprattutto per quel che riguarda l’autoproduzione, Isola Posse All Star è l’esempio più evidente. Poi la città più libera del mondo ha cacciato a calci in culo anche quei ragazzi che avevano ridato vita al solito vecchio edificio abbandonato, ma questa è la classica storia italiana. Non so cosa possa essere rimasto dell’INK ai ragazzi come me che non hanno potuto viverla, ma sapere che nella mia città ci siano state esperienze importanti come quella non puo’ che darmi un minimo di speranza.

Ultimamente che gruppi italiani ti hanno colpito? Non è che uscito molto ma a parer mio qualcosa di buono si trova se cerchi bene...
Come ti dicevo prima non sto seguendo molto le uscite degli ultimi 3-4 anni, posso parlarti dei gruppi che conosco un po’ meglio. In Emilia abbiamo i You Suck! che fanno il loro fast-core senza farsi infinocchiare dalle varie mode passeggere, dal vivo sono uno spasso e sono convinto che ci voglia sempre un gruppo così. Poi penso che i Minkions di Padova siano più che sottovalutati, e qui si potrebbe fare il solito discorso "se fossero americani...". I Santa Banana mi piacciono perché non capisco quello che stanno suonando. Mi piacciono parecchio anche i Leroy ma qui si va un po’ fuori genere e non vorrei dilungarmi troppo. Poi per il resto non so, in questo momento mi trovi un po’ impreparato, probabilmente qualche anno fa ti avrei fatto una lista un po’ più accurata e soprattutto un po’ più lunga.

Il vinile è ritornato protagonista nelle produzioni ultimamente. So che sei un grande estimatore del supporto. Quali sono stati i tuoi ultimi acquisti e se hai qualche consiglio da dare in merito...
L’ultimo acquisto è giusto della settimana scorsa, ‘Miles to go’ 7” degli Outburst dal buon Bando. Poi sto prendendo un po’ di dischi che mi mancavano, niente di cruciale per il momento. Di gruppi nuovi che ti posso consigliare direi "United Youth" che sono dei ragazzini di Wilkes Barre, 7” uscito su Lockin' Out, niente di particolare ma in questo periodo di nulla, meglio di niente. Poi il nuovo lp dei Fire 'N Ice uscito su Reaper. Comunque si, gruppi che qualche anno fa molto probabilmente sarebbero rimasti nel mucchio, nulla a che vedere col livello di gruppi come Justice, Mental, Tear it Up, Righteous Jams, Annihilation Time... Ci si accontenta.

Ho letto su Thrash Maniac un'intervista a Mesca, vostro ex batterista. Tra un po' di humor e di sarcasmo mi è parso di capire che se ne è andato perchè stanco di suonare così veloce. In che rapporti siete rimasti?
Siamo rimasti in ottimi rapporti, continuiamo ad uscire insieme, in un paio di concerti ha fatto qualche pezzo con noi, e all’ultimo Anti Mtv Day ha suonato lui al posto di Vinz che era a registrare con il suo altro gruppo. Adesso hanno tutti sta fissa con lo stoner, ma trasformare gli ED in un gruppo stoner non era proprio nei nostri progetti. Non riuscivamo a scrivere pezzi nuovi, l’abbiamo fatto impazzire e al suo posto è arrivato Vinz.

Ok, ho concluso... Grazie e se vuoi aggiungere qualcosa...
Grazie a te Paso, dammi Wretched/Indigesti!

martedì 21 agosto 2012

Soa Records | Newsletter.

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Sono da poco usciti il primo disco dei The 80’s, questa volta su LP, con edizione limitata test pressing ed i primi due dischi della Banda Bassotti, ristampati assieme ad Hellnation. Da notare che “Avanzo di cantiere” esce per la prima volta in assoluto su vinile (anche disponibile l’edizione limitata test pressing).

Cani è esaurito, così come il volume 1 dei Peggio Punx. Rimangono pochissime copie ancora del volume 2 e qualche copia ancora di Upset Noise / Warfare, sempre vinile, sempre limitati, sempre colorati.

Nel futuro ci sono diverse uscite. Le più immediate sono: The 80’s vol II LP e Stigmathe LP. Nel primo caso parliamo di spirito oi! anni ’80 rivisitato in chiave moderna ma non troppo, come membri di questo e di quell’altro gruppo.

Gli Stigmathe è grave non conoscerli; un paio di singoli cruciali nella bella epoque del punk-hardcore italiano che fu. Entrambe le uscite sono previste per settembre.

Poco dopo usciranno una discografia vinilica dei Colonna Infame, una dei Rough e quella dei latinesi/romani FCA punk-hardcore militante della seconda metà anni ’80.

Sempre i Colonna dovrebbero teoricamente registrare qualche cosa entro l’anno. Forse. Chissà.

Il catalogo è aggiornato (magliette a parte). Sempre disponibile il libro di ricette vegan di Vegan Riot, confezionato dalle stesse mani che danno vita alla SOA.

Concerti:

14 settembre Cremona csa Dordoni Colonna Infame, Duap, Ultima Ripresa, 5MDR

13 ottobre Bologna TBA Colonna Infame, Cosa Nostra, special guest

5 ottobre Roma csa Intifada The 80’s, Erode, GTA, Raise Your Pitch

28 ottobre Genova csa Pinelli The 80’s, Last Resort, PlakkaggioHC, Evil Conduct

www.soarecords.it

lunedì 6 agosto 2012

Lyon Estates | Come Mille Altre Volte | 7" | Goodwill Records - Annoying Records - Burning Boards.

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Lo ammetto candidamente: avevo sempre sentito solo parlare dei bolognesi Lyon Estate senza averli mai ascoltati, ma grazie a Claudio che mi ha contattato, posso colmare questa mia lacuna. Un 7" di 5 pezzi (2 attaccati fra loro), suono debitore dell'old school anni '90 dei Sottopressione ma anche della scuola old school di Boston alla In My Eyes e Ten Yard Fight. 5 pezzi davvero ben suonati, sorretti da una batteria che non perde un colpo (in questo genere a mio avviso è fondamentale avere un batterista super preciso e super veloce pena l'afflosciarsi del tutto come un biscotto nel latte di soia). Melodia e velocità si fondono alla perfezione, testi criptici completano il tutto. Davvero consigliatissimi.

http://www.lyonestates.it