lunedì 21 ottobre 2013

Gab De La Vega (Smashrooms | Gab De La vega | Epidemic Records | Hardcore For Political Support).


Questa volta "incontriamo" Gab De La Vega, cantante degli The Smashrooms, cantante nel solo project Gab De La Vega e capo assoluto di Epidemic Records. Il ragazzo è uno che decisamente non si sbrodola addosso ed il fatto che sia impegnato a suonare e a produrre/distribuire materiale, ne è una sicura conferma. Attraverso quest'intervista abbiamo cercato di fornire una panoramica a 360° sul suo mondo. Buona lettura e compratevi il nuovo disco degli The Smashrooms e di Gab De La Vega!

Il 15 agosto avete avuto il vostro release party in quel di Brescia. Ci pare di aver capito che il concerto si è svolto dopo quello dei redivivi Pennywise. Ecco, volevo chiederti se secondo te qualche partecipante al concerto dei californiani abbia partecipato al vostro, e secondo te quali impressioni ne avrà tratto?
Anche se per molta gente il mattino seguente significava alzarsi per andare al lavoro, parecchie persone si sono fermate in Tenda Blu per il nostro concerto e quello degli amici Attrito. Credo che molti dei presenti già conoscessero le due band, magari anche solo di nome, però sono sicuro che ci fosse anche gente che non aveva mai sentito parlare nè di noi nè degli Attrito e che ha apprezzato il concerto. Penso che per chi non ha avuto mai modo di affacciarsi – per un motivo o per l'altro – sulla scena hardcore più underground, quella serata sia potuta essere l'occasione per rendersi conto che oltre alle grosse band ci sono migliaia di formazioni più piccole ma comunque dotate e che meritano una certa attenzione.

E' da pochissimo uscito il vostro nuovo lavoro, intitolato "Wildfire" che ci è piaciuto tantissimo. Puoi parlarci un pò di come è stato crearlo e che tipo di evoluzione hai riscontrato rispetto ai precedenti lavori? Essere solo in tre è più facile da gestire come situazione?
Fa piacere che "Wildfire" vi sia piaciuto! Abbiamo deciso che fosse tempo di far uscire qualcosa di nuovo, di fresco. La parola d'ordine è stata "facciamo quello che vogliamo, di punto in bianco". Così ci siamo chiusi per sei mesi in sala prove, lavorando intensamente, e abbiamo dato sfogo a questo ritrovato impeto creativo.
Come qualsiasi "upgrade", questo processo ha richiesto molto impegno, anche solo per slegarci dalla nostra stessa eredità, che non rinneghiamo, ma che non ci rappresentava più a pieno.
Ci siamo trovati con un suono più tecnico, probabilmente anche più melodico, soprattutto nella voce, ma secondo me non inferiore a livello di tiro e aggressività, anzi. Noi siamo molto contenti, è stata una sfida e sentiamo di averla vinta. Ora stiamo vedendo i primi risultati.
Essere in tre rende alcune cose decisamente più snelle, si crea un equilibrio diverso nella formazione, se c'è qualche cosa che non funziona c'è sempre chi può intervenire per distendere la situazione. Di contro, rende tutto più gravoso sulle spalle di chi si prende incarico di gestire il grosso della attività del gruppo. E anche dal vivo... non posso non ammettere che suonare la chitarra e cantare richieda uno sforzo in più. Ma siamo dei baldi giovani e non ci ferma nessuno!

I testi di "Wildfire" sono testi molto impegnati politicamente e prendono posizioni molto forti nei confronti di tematiche come il razzismo e la libertà di amare chi si vuole. I testi sono il frutto di una composizione a tre o solitamente vengono demandati ad un unico componente? Come mai la scelta dell'inglese?
Siamo sempre stati un gruppo che vuole dire qualcosa di esplicito da quel punto di vista. Però con "Wildfire" ci siamo sentiti di dare sfogo alla rabbia e alla frustrazione che nasce da ciascuna situazione quotidiana, dalle macroscopiche pecche di questo mondo, dal punto di vista politico e sociale, che inevitabilmente vanno ad influenzare l'esistenza di ciascuno.
Nonostante non ci perdiamo d'animo e siamo speranzosi verso il futuro, la situazione odierna è spaventosa: viviamo in una società sull'orlo del baratro, viviamo questa sensazione quotidianamente e dall'altra parte, anzichè vedere sincera solidarietà vediamo un cannibalismo sociale terribile, frutto degli insegnamenti di questi ultimi decenni.
Abbiamo però provato ad esprimere le nostre riflessioni su varie tematiche concrete in maniera da evitare facile retorica. Penso che si possa parlare della militarizzazione della società moderna, così come dell'omofobia, della vivisezione o del fascismo, senza per forza scadere in banali luoghi comuni, slogan liofilizzati o frasi superficiali fini a se stesse. Vogliamo che i nostri testi facciano riflettere, scuotano le coscienze... ma allo stesso tempo sono una forma artistica, così come la musica.
I testi li scrivo sempre io [Gab], poi li passiamo al vaglio a livello di gruppo, per vedere se qualcosa può essere espresso meglio.
Per quanto riguarda la scelta dell'inglese... penso che sia retaggio dei miei primi ascolti: sono cresciuto con i gruppi punk e hardcore statunitensi e inglesi. Di punk italiano ne ho ascoltato, ma l'inglese mi è sempre piaciuto di più e consente anche di superare i confini italiani con più facilità, anche se ci sono band che cantano in italiano che non hanno avuto grossi problemi a farsi un seguito all'estero.

Come gruppo avete alle spalle diversi tour in Europa. Come vi organizzate logisticamente e nel scegliere l'itinerario da compiere? Vi è mai capito di dover saltare qualche data o di esser chiamati a suonare all'improvviso?
Si cerca di non fare inutili zig-zag per tutta Europa, ma di dargli comunque un senso, sia a livello di distanze, sia a livello geografico. Magari si può partire con alcuni "capisaldi", concerti cioè che si sa già di avere confermati o molto probabili e poi si cerca semplicemente di unire i puntini sulla mappa. Può capitare che poi si facciano deviazioni, dovute a date importanti ma magari fuori rotta oppure all'impossibilità di trovare una data in una determinata area.
Date saltate ce ne sono purtroppo, fortunatamente non spesso. A volte i promoter non ne hanno colpa ma a volte è frutto di mancanza di serietà nel fare le cose. Qua si potrebbe aprire un capitolo intero ma meglio rimanere sul tracciato. Chiamati all'improvviso invece... non ricordo se sia mai capitato, ma potrebbe anche darsi... magari salta una band o che. Meglio comunque quando le cose sono organizzate, precise e certe. Un po' di professionalità nel far le cose non guasta mai, anzi, ne gioveremmo tutti, dalle band, ai promoter, ai centri sociali o locali che ospitano la serata... e la scena in generale.

Sembra che in Italia, dopo anni di torpore e di orribili gruppi metal core senza alcun costrutto al loro interno, ci sia un ritorno al caro vecchio hardcore con qualcosa da dire. Chi sono i gruppi che ti hanno colpito maggiormente e perchè?
Non so se essere d'accordo. Basti vedere l'età media ai concerti, che sta andando crescendo sempre più. I ragazzini più giovani non si appassionano più alle band che hanno qualcosa da dire, forse nemmeno più a quelle senza alcun costrutto: vanno direttamente alla fase "Dj Set". Sarebbe bello rivedere un po' di genuino interesse nei confronti dell'hardcore (e della musica live in generale), soprattutto se ha qualcosa da dire.
In Italia ci sono parecchie formazioni valide secondo me. Citerò qualche nome, rimanendo in ambito prettamente hardcore, tra quelli che più riescono a spiccare, tra le mille difficoltà che incontra il genere in questo momento. Tra le band anglofone, cito Left In Ruins, Holy, Blame It On The Ocean. Tra le band che cantano in italiano: Attrito, Congegno, Contrasto, La Crisi, Lamantide. C'è poi una miriade di gruppi che secondo me meriterebbero il loro spazio, ma che per una cosa o per l'altra ora come ora non riescono a spiccare il volo. Il momento non è molto favorevole ed è difficile rendere la scena attiva e crescente. Speriamo bene in futuro.



Oltre a suonare nei The Smashrooms, tu hai pure il progetto solito a nome Gab De La Vega. Recentemente è uscito pure il nuovo lp. Qui i suoni sono totalmente diversi rispetto al tuo gruppo madre. Un misto di folk e punk acustico. Le tematiche che affronti sono quelle animaliste e politiche in generale. Volevamo chiederti come mai ti è venuta l'idea di mettere in piedi questo progetto? Credi che attraverso un suono più accessibile, chi ti viene a vedere suonare possa per esempio cominciare ad interessarsi a tematiche come il veganesimo? Chi ti accompagna durante i tour? Sei appena stato di nuovo on the road... Come è andata questa volta?
Sinceramente non so bene neanche io come sia nato tutto! Ho iniziato a strimpellare un po' di canzoni che mi piacevano e a scrivere qualche pezzo mio e poi ho iniziato a suonare un po' dal vivo. Mi piace, mi diverte e mi fa star bene; è un'esperienza per certi versi simile a quella che si può vivere facendo hardcore, ma per molti altri aspetti è completamente diversa.
Penso che il suono più accessibile possa rendere tali anche gli argomenti che posso trattare nelle mie canzoni, che possono partire da esperienze personali a come dicevi tu, tematiche animaliste o politiche. Non mi piace definire la mia musica come "quel genere di musica". Parlo di cose che possono essere più intime o più di critica, a seconda della canzone ma questo per il fatto che in quelle canzoni ci sono io, coi miei interessi, con le mie passioni e con le mie convinzioni politiche e scelte etiche. In Germania però mi capitò che un ragazzino dopo un concerto mi tempestasse di domande per poi dirmi "ok, ci voglio provare, voglio diventare vegan!". Mi ha fatto molto piacere, non tanto per mia soddisfazione, ma per gli animali che con questa scelta vengono risparmiati dallo sfruttamento e dal macello.
Sono appena stato in tour in Europa. E' la seconda volta che intraprendo questa avventura appositamente per portare in giro questo progetto solista e salvo un paio di macchie, è andata molto bene. Ho viaggiato per 6000 kilometri attraverso Germania, Lussemburgo, Olanda, Danimarca, Svezia e Repubblica Ceca. Ho suonato 18 date senza day off, alcune bellissime, altre meno (poche fortunatamente) e la risposta è stata buona, talvolta anche sopra le aspettative. Questa volta sono partito solo con la mia ragazza, che mi ha aiutato al volante nelle tappe più lunghe, col banchetto e così via.

Dulcis in fundo tu mandi avanti Epidemic Records. Cosa ti ha spinto ad iniziare? Finora quali sono state le uscite? Ne sei soddisfatto? C'è qualche gruppo con cui vorresti collaborare? Come decidi chi produrre e come ti muovi a livello di registrazioni, grafiche e stampa finale? L'etichetta riesce a mantenersi da sola? Quanto è difficile andare avanti con questo tipo di discorso in Italia?
Ho iniziato perchè volevo fare qualcosa di concreto per "aiutare la mia scena". C'è chi suona, c'è chi va ai concerti e c'è chi deve far uscire i dischi (o che fa tutte e tre le cose!).
Finora ho fatto uscire parecchia roba. Nei primi tempi ho partecipato a coproduzioni allargate, da qualche anno invece faccio uscite da solo o con poche altre etichette. In questa seconda fase, oltre a tutti i dischi degli Smashrooms, ho fatto uscire Painted Wolves, Raindance, Plague Mass, Rise From The Agony, Sink Or Swim split con In One Piece, Nervous Breakdown. Ho da poco annunciato la collaborazione sul nuovo disco dei trentini Left In Ruins, che dovete assolutamente ascoltare. Avevo voglia di tornare a lavorare su una band di queste parti, dopo tanti gruppi stranieri.
Ci sono gruppi inarrivabili coi quali mi piacerebbe lavorare, ma evito di citarli perchè scadrei nel ridicolo. Alcune band sono troppo grosse per Epidemic Records, per cui rimarranno solo un sogno nel cassetto!
Di solito mi guardo intorno o ricevo una proposta dalla band stessa. Lascio libertà alla band sulle registrazioni e sulle grafiche (dico comunque sempre la mia), mentre io mi occupo della stampa del materiale. Per ora si sta a galla, i soldi che rientrano vanno ad alimentare l'uscita successiva e così via.
In linea di massima è un'esperienza che da molte soddisfazioni, anche se in realtà c'è sempre meno gente interessata all'acquisto di dischi.

Gab De La Vega viene dalla tua passione per Zorro?
Mi hai sgamato! Anche io sono un ricco ereditiero terriero della California del 19esimo secolo che si finge incompetente e fifone andando a spasso col suo servitore muto Bernardo, mentre di notte vado in giro con una mascherina a suonare serenate acustiche per i punks!

La situazione politico/economica in Italia è plumbea. Berlusconi condannato che non molla, recessione, italiani sempre più riconglioniti... Basta guardare gli sveglioni che inneggiavano all'asfaltato in testa a Roma tempo fa... Sinceramente c'è da piangere... Tu come vedi la situazione?
C'è talmente tanto da dire che c'è poco da dire. Io la situazione politica italiana la vivo ormai alla giornata. Sento storie di merda ogni giorno, mentre i soliti noti rubano dalle tasche di chi sta veramente con l'acqua alla gola senza nemmeno far finta di essere persone oneste. Non ci provano più nemmeno, tanto nessuno gli dirà mai nulla, anzi, spesso gli danno pieno appoggio.
Questo Paese vive un po' quello che si merita. Un popolo che ha sviluppato una disaffezione verso la politica dal basso, verso la presa di coscienza e posizione, che ora raccoglie i suoi frutti. Gli italiani sono cresciuti pensando che "tanto non cambierà mai nulla"; quindi hanno delegato tutto, anche la dignità, ad una classe politica imbarazzante.
La situazione è grigia, ma la speranza è l'ultima a morire, dicono.

Pic by: Alessio Mishima | HomeBoy Photography

Un progetto che portate avanti è quello denominato Hardcore For Political Support. Puoi parlarcene un pò? Come e quando è nato? Come viene finanziato e come si muove?
L'anno scorso (ottobre 2012) abbiamo deciso di fare qualcosa in più per supportare le cause e le lotte in cui crediamo, soprattutto per dare aiuto economico ad attivisti e prigionieri politici legati a tali lotte. Abbiamo stampato del nuovo merch per il tour europeo e abbiamo deciso di devolvere una parte delle vendite di questa nuova maglietta a questo progetto da noi creato, chiamato HFPS. Abbiamo anche organizzato presentazioni con buffet vegan e c'è anche chi ha cucinato torte e dolci vegan ai concerti, devolvendone il ricavato, oltre al classico concerto benefit. Per ora non è una cosa molto strutturata, ma piano piano proveremo a svilupparla al meglio, provando a trovare anche modi diversi per raccogliere soldi per le spese legali dei supportati. Per ora, quando riusciamo, cerchiamo di tirare fuori qualche idea per alzare dei soldi. Ora stiamo raccogliendo fondi che devolveremo al gruppo di supporto www.stopukrepression.org, che si sta occupando di aiutare gli attivisti ele attiviste del movimento antivivisezionista inglese, alla prese con un'aspra repressione. Vediamo un po' cosa riusciamo a fare. Ogni piccolo sforzo può fare la differenza e noi volevamo fare la nostra parte. Prima o poi inizieremo anche a coinvolgere altre band. Anche noi dobbiamo prendere bene confidenza con questa "creatura". Informazioni più o meno aggiornate si possono trovare qui: www.epidemicrecords.net

Mi è capitato di vedere una maglietta dei Minor Threat venduta a 28 dollari tramite uno di quei siti web in cui puoi comprare marche tipo Hollister... Per dirtela tutta la cosa ci ha davvero colpito... In senso negativo ovviamente... Negli ultimi anni l'hardcore è stato svenduto al pari di merce e il fatto che una maglietta dei Minor Threat venga venduta ad un ragazzino che si è appena comprata quella degli Slipknot è una cosa, almeno per noi, agghiacciante...
Posso capire che questa cosa faccia schifo a molti... però penso che il problema di cui preoccuparsi realmente nella scena hardcore sia in tutt'altra direzione, come espresso in una precedente domanda: la disaffezione verso il genere da parte dei più giovani. Se un tempo nell'hardcore si poteva trovare lo spazio per coltivare la propria cultura e visione critica del mondo, un ambiente stimolante e divertente, non convenzionale... beh, oggi tutto questo non attira più i giovani e l'età media in crescita ai concerti ne è un chiaro segnale.
Se un ragazzino il giorno d'oggi si comprasse una maglietta dei Minor Threat a 28 dollari, sarei contento solo per la scelta della band, ma effettivamente il prezzo è parecchio elevato e sicuramente vedere tale speculazione su una band del genere mi da fastidio. Però non c'è molto da fare, se non sperare che almeno Ian McKaye e soci, che comunque hanno il diritto di godere di ciò che hanno creato (soprattutto per il fatto di essere stati precursori e fautori di qualcosa di unico), abbiano ciò che gli spetta di quei 28 dollari. Ma non so se sarà così, tanto più che si sta parlando di un persona – Ian McKaye – che per esempio coi Fugazi se non ricordo male non ha mai nemmeno stampato del merchandise in tanti anni di attività!
Che dire... ci toccherà aspettare i saldi dopo Natale per comprarci la maglietta dei Minor Threat! Ahah!

Finito! Grazie mille e se ti va, aggiungi ciò che vuoi!
Grazie mille per l'intervista! Fa sempre piacere ricevere attenzione da chi ha voglia di ascoltare ciò che hai da dire.

Per chi fosse interessato: vogliamo suonare tanto! Scriveteci! Ecco un po' di contatti:
Smashrooms | Facebook
Smashorooms | Bandcamp (disco nuovo in streaming e download benefit per HFPS)

Qui invece il mio progetto acustico:
Gab De La Vega | Facebook
Gab De La Vega | Bandcamp

Qui Epidemic Records:
Epidemic Records
Epidemic Records | Facebook

Alla prossima! Ciao!

sabato 19 ottobre 2013

Drug Problems | Blurred Reality | Demo.

I Drug Problems sono assolutamente uno dei gruppi più fighi che ci siano oggi in circolazione. Prendete una buona dose di surf, un pò di Black Flag (primo periodo) e Circle Jerks, mischiateli con un pò di nichilismo e drogucce varie, et voilà avrete un'idea di cosa ci propongono i nostri 4 emiliani (di Parma per l'esattezza). 7 pezzi ideali per un pò di sano divertimento violento (parafrasando gli Exodus) in una stanzatta piccola e umida. Menzione particolare per la grafica di copertina, ad opera di Charlie (cantante) sotto il nome di Broken Teeth, veramente esplicativa di quello che i nostri suonano. Questi pezzi sono usciti sotto forma di demo tape limitato in 50 copie (25 colore nero e 25 colore rosso) oppure sono disponibili presso il loro bandcamp. Vedete di non farveli scappare!

The Drug Problems | Bandcamp

The Smashrooms | Tour.

martedì 8 ottobre 2013

Slander | Ep.

La scena hardcore di Venezia e zone limitrofe è più viva che mai. Gli Slander infatti provengono da quelle zone e ci sparano un hardcore intenso, che trasuda emozione e passione. Voce urlata, tempi ultra veloci che però lasciano il posto anche ad un pizzico di melodia. 5 pezzi registrati nel luglio 2013, ma questo giovanissimo quintetto ha già le idee ben chiare. Da supportare, insieme a tutte le attività che prendono forma sotto il nome di Trivel Crew!

Slander | Bandcamp
Slander | Facebook

domenica 6 ottobre 2013

Nine Eleven | Le Reve De Cassandre | Lp/Cd.

Samall della Trivel Crew di Venezia, attivissima nell'organizzare e supportare l'hardcore, ci ha scritto passandoci il link di questo gruppo francese che verrà presto a suonare dalle nostre parti. Il tutto ovviamente organizzato dalla Trivel Crew. I nostri francesi suonano un hardcore molto moderno, veloce e ricco di stacchi, con cori a profusione e una voce urlata ma non troppo. Musicalmente il primo nome che ci è venuto in mente è quello dei Comeback Kid seguito da quello degli Have Heart. Se vi piace questo tipo di hardcore con testi politicizzati, fateli vostri e andateli a vedere dal vivo!

Nine Eleven | Bandcamp

giovedì 3 ottobre 2013

Shove Records.

Shove Records, mandata avanti dal nostro ottimo amico Manuel, è un'etichetta/distribuzione attiva dal 1995. Negli ultimi anni si è espansa in maniera esponenziale, e oltre a fare uscire un bel pò di gruppi che travalicano (anche) l'hardcore propriamente detto, ha ampliato notevolmente il proprio catalogo mailorder con tante etichette molto succose.

Ultime uscite:
ALASKAN 12", CHAMBERS 12", RISE ABOVE DEAD 12", GERDA/DEAD LIKE ME 12"

Estratto dal catalogo:
GRIME – deteriorate 12”
THREE STEPS TO THE OCEAN - scents 12”
THREE STEPS TO THE OCEAN - scents cd
IL BUIO - l'oceano quieto 12”
IL BUIO - l'oceano quieto cd
PSYCHOFAGIST – songs of faint and distortion
PSYCHOFAGIST – songs of faint and distortion
ZEUS – opera 12”
ZEUS – opera cd
MONUMENTS COLLAPSE - s/t 12"
ALASKAN/CO PILOT - split 12"

Earache Records:
at the gates - purgatory cd
cathedral - carnival bizarre cd
cult of luna - beyond cd
cult of luna - somewhere along cd
cult of luna - eternal kingdom cd + dvd
godflesh - songs of love... / love and hate... / in all languages 2xcd + dvd
haunted - made me do it cd
iron monkey - s/T / our problem 2xcd
municipal waste - massive aggressive cd
napalm death - bootleged in japan cd
napalm death/coalesce cd

Ebullition Records (presenti anche alcuni titoli non dell'etichetta):
JOHN HENRY WEST - Door Bolted Shut LP
ORCHID - Chaos Is Me LP
ORCHID - Chaos Is Me/Dance Tonight! CD
ORCHID - Dance Tonight! 10"
ORCHID - Gatefold CD
ORCHID - Gatefold LP
POLICY OF 3 - Anthology 2xCD
AGENTS OF ABHORRENCE - Earth.Water.Sun CD
CREAM ABDUL BABAR/TEEN CTHULHU - split CD
DISNIHIL - Parasites CD
ENCORE FOU - Il Numero Undici CD
ENDLESS BLOCKADE - Turn Illness Into... CD
FUCK ON THE BEACH - Endless Summer… CD
GEHENNA/INTEGRITY - split 7"
HELLNATION - Thrash Wave CD
KARST - Receive the Void CD
KARST - Vision Of Insane Hope CD
ORCHID - Totality CD
OUR WAR - If You're Not Now… 10"
OUR WAR - If You're Not Now… CD
TOWERS - Full Circle CD
CARCASS - Choice Cuts/Peel Session CD
IRON MONKEY - Iron Monkey/Our Problem 2xCDbox

Deathwish Records:
loma prieta/raein 7"
touche amore/piano becomes the teeth 7"
heiress 12"
code orange kids 12"
code orange kids cd
birds in row - you.. 12"
birds in row - you... cd
loma prieta - IV cd
resurrection - disography 2xlp
resurrection - disography cd
converge - axe to fall 12"
converge - jane doe 2xlp
converge - no heroes 12"
converge - you fail me 12"
converge - all we love we leave behind 2xlp
converge - all we love we leave behind cd
converge - long road home 2xdvd
integrity - to die for cd

E moltissimo altro!!!


Shove Records | Facebook.
Email: manpia@tin.it

mercoledì 2 ottobre 2013

Strikedown Records.

Rise After Defeat | Adrift | Lp.
Assolutamente mortali. I sardi Rise After Defeat, dopo un paio di Ep, un demo e due tour europei, approdano sulla lunga distanza del full lenght. Il gruppo si muove sul terreno di una commistione fra hardcore, sludge, stoner e metal, con risultati assolutamente di tutto rispetto. L'impatto sonoro è mostruoso, il riffing è gelido ma allo stesso tempo capace di trasmettere il nero dell'oscurità che piomba addosso. Se vi piacciono i suoni alla Rise And Fall e The Secret, fateli vostri. Senza dimenticare che sul tutto aleggia lo spirito di Discharge, Entombed e Integrity.
www.riseafterdefeat.com




Curse The Ocean | Light Bringer | Lp.
Davvero interessanti questi Curse The Ocean, che si dividono tra Cagliari e Francoforte. Il genere suonato è una commistione di hardcore e black metal, su cui aleggia un senso di oppressione, pesantezza ed oscurità che conferisce spessore al tutto. Tecnicamente preparatissimi, sanno portare l'ascoltatore su terreni impervi, dove non c'è alcuna luce ne speranza alla fine del tunnel. Anzi, c'è solo il vuoto più assoluto immerso nell'oscurità senza fine. Disgusto puro. Consigliatissimi.
www.cursetheocean.com





My Own Prison | Finisterre| Ep.
Altro gruppo proveniente dalla Sardegna, ma questa volta con un tiro decisamente diverso. Hardcore sparato a mille, zero influenze metal, ma solo passione, energia e dedizione. Un Ep decisamente iaspirato quello inciso dai My Own Prison, che ci ricorda molto da vicino gruppi come gli svedesi Raised Fist. Decisamente un gruppo da tenere d'occhio.
My Own Prison | Bandcamp







Blame It On The Ocean | From The Depths | Lp.
Altro centro per Strikedown Records. Questa volta siamo ad Udine (ma il disco è stato registrato allo Studio 73 di Ravenna) con gli Blame It To The Ocean. Hardcore pesantissimo e oscuro, figlio di gruppi come Converge, Rise And Fall, Ringoworm, Integrity e tutto il filone Holy Terror (a parte i Converge). Oscurità, marciume e nessuna speranza la fanno da padrone. 9 pezzi ad altissimi livelli, assolutamente deflagranti e devastanti. Fate vostro questo disco, non ve ne pentirete.
Blame It On The Ocean | Bandcamp

www.cultofstrike.com

martedì 1 ottobre 2013

Chains | Trapped In Chains | Demo.


Cosa succede quando Marco degli Ed, Bolo dei Jungle Fever, Katto dei Reanimaniacs e Turi dei Values X Intact si trovano in sala di registrazione e si mettono a suonare? Nascono i Chains. Musicalmente ci troviamo di fronte ad un hardcore di fine anni '80, fatto di parti veloci alternate a stacchi mosh. Musicalmente si sente che non sono alle prime armi, il tutto suona ottimamente amalgamato: la voce di Marco si trova ottimamente incastrata sulle ritmiche del Bolo (che di certo non ha bisogno di presentazioni, confermandosi ispiratissimo pure qui) e sul drumming di Turi, ottimo batterista. Il basso del Katto sorregge il tutto e conferisce una bella botta finale al tutto. Se vi piace l'hardcore di mostri sacri come Warzone, Youth Of Today, Chain Of Strength ma allo stesso tempo apprezzate gruppi come Rival Mob e Beware, non esitate ad acquistare questa demo tape. Ah, ultima cosa, attitudine straight edge, ma questo credo l'abbiate capito da subito...

Chains | Bandcamp

La Prospettiva/Tumulto | 7" | Coproduzione.


Come ciliegina sulla torta in vista del loro tour assieme (che prenderà il via il 25 di ottobre), i cesenati La Prospettiva ed i forlivesi Tumulto, registrano e pubblicano su 7" in vinile trasparente pressato in 300 copie 7 nuovissimi pezzi (3 a firma La Prospettiva, 4 a firma Tumulto). Il risultato? Una bomba. I La Prospettiva suonano quel velocissimo hardcore che non concede tregua al quale ci hanno abituato. Musicalmente non si discostano troppo dai pezzi presenti sul loro precedente 12" "Inquieti Tempi", quindi ritmiche serratissime, voce urlata e il solito drumming perfetto di Matteo. I Tumulto invece, dopo averci deliziato i padiglioni auricolari con gli 8 pezzi del loro primo lavoro (disponibile per ora solo in download gratuito tramite il loro Bandcamp), tornano con 4 pezzi che anche in questo caso non si discostano molto dal passato. Hardcore più cadenzato rispetto ai La Prospettiva, più sporco. La voce ogni tanto ci ricorda i Negazione (specie nel parlato). Musicalmente svolgono bene il loro lavoro, suonando precisi e potenti. Per ciò che riguarda i testi, siamo sempre sul personale, anche se quelli dei Tumulto risultano più diretti. Il 7" è totalmente benefit per le persone coinvolte nelle denunce partite in seguito all'occupazione di uno stabile a Forlì, denominato "Maceria". Inutile dire che in questo caso i contenuti contano più della mera forma musicale, quindi cercate di supportare questo progetto.
P.s.: menzione particolare per la copertina, ad opera di Celeste Autoproduzioni.

La Prospettiva | Bandcamp
Tumulto | Bandcamp