mercoledì 27 novembre 2013

Feed Me More | Ep.

I Feed Me More si dividono equamente fra Milano ed il profondo Sud Italia e suonano crust hardcore. Decisamente ci sanno fanno. 4 pezzi sparati, ricchi di break più melodici, il tutto supportato da grande tecnica esecutiva e dalla voce di Martina, davvero potente e soprattutto feroce. Il nostro giudizio non può che essere molto positivo. Certo, il panorama crust è fin troppo inflazionato, però a nostro avviso i Feed Me More possiedono le carte giuste per ritagliarsi lo spazio giusto. Da segnalare che hanno fatto un mini tour in Francia e Spagna e a breve uscirà uno split coi brasiliani Catarro. Continuate così!

Feed Me More | Wordpress
Feed Me More | Facebook
zaccariahc@gmail.com Feed Me More | Email

sabato 23 novembre 2013

Ivan! | Demo.

Questo demo è la cosa migliore che abbiamo sentito ultimamente, questo è fuor di dubbio. Gli Ivan! sono di Gorizia, vedono tra le loro fila membri che hanno militato e militano in band quali The Guilt Show e Blame It On The Ocean e sparano 10 schegge di puro hardcore figlio di gruppi come i leggendari American Nightmare. Hardcore diretto e senza fronzoli come andrebbe suonato. Speriamo vivamente che qualche etichetta gli produca un bel vinile. Demo dell'anno! P.s: menzione d'obbligo per la copertina firmata da Moz e dalla sua Officina Infernale, degno compendio grafico al suono prodotto dai nostri.

Ivan! | Facebook
Ivan! | Bandcamp

venerdì 22 novembre 2013

Porro | Fanzine | n. 7.


Il 2013 ci ha regalato il grandissimo ritorno di Nessuno Schema fanzine ed ora, a poco più di un mese dal suo congedo, ci porta il nuovissimo numero di Porro 'zine. Rispetto al passato il formato è quello A4 e le pagine sono 32, visto che Dario è stato costretto a cestinare un buon 70% del materiale raccolto perchè davvero vecchio. Quello che ne rimane è sempre comunque un vero gioiello. Impaginata benissimo, scritta in maniera chiara e scorrevole, font leggibilissimi e foto davvero di alta qualità. In più per la prima volta è stato usato pure il colore. Tutta questa cornice contiene report di concerti, interviste a Caino (davvero interessante, dal vivo poi sono devastanti), a Dart Works (validissimo graphic designer, con tanto di photo fanzine stampata a colori allegata al Porro), recensioni, amarcord, news e qualche pensiero di Dario sullo stato delle cose. Quello che traspare da queste pagine è pura passione e dedizione per quella cosa chiamata hardcore, che seppur molto spesso infangata da attitudini e atteggiamenti ridicoli, continua ad esistere nella sua forma più pura. Della quale Porro 'zine rappresenta una parte importantissima. P.s.: il tutto esce con la collaborazione anche di Italian Thrash Attack, di cui troverete pure un adesivo incluso.

Porro fanzine | Facebook
billymilano@hotmail.it Porro fanzine | Email

mercoledì 20 novembre 2013

Marco Rapisarda (L'Amico Di Martucci | Ohuzaru | La Piovra | Smart Cops | Sgurd | Archaic | Sly Actions Records | Hell! Yes Records).


Chiunque abbia bazzicato la scena hardcore italiana negli ultimi 15 anni si sarà imbattuto almeno una volta in gruppi come L'Amico Di Marucci, Ohuzaru, La Piovra, Smart Cops... Ecco, una delle menti dietro a queste band è Marco Rapisarda, che si è cimentato pure in etichette come Sly Actions, Hell! Yes e ora fa (tra le altre cose) il tour manager e vive in quel di Berlino. Tramite quest'intervista abbiamo cercato di tracciare il suo percorso all'interno della scena hardcore (e non). Indi per cui sedetevi comodi e gustatevela!

Marco inizio col dirti che mentre sto battendo queste domande sto ascoltando un gruppo molto caro ai tuoi concittadini tedeschi... I Terror...
Ok, ora iniziamo che è meglio... Allora da un pò di tempo ti sei trasferito in Germania, precisamente a Berlino, città molto importante a livello culturale/economico e nuova mecca di giovani italiani in cerca di benessere e maggiori prospettive rispetto al Belpaese... Come ti trovi? Come è stato il primo impatto con la cultura tedesca ed i loro modelli? Cosa ti ha spinto a spostarti in terra tedesca? Il nobile popolo germanico ci considera ancora un branco di cialtroni con le pezze al culo oppure nella loro scala di giudizio abbiamo fatto qualche minimo progresso? Io ogni volta che metto piede in Germania rischio di farmi travolgere da velocissime biciclette...

I Terror son tedeschi? Pensavo fossero di Boston... O meglio ancora, Syracuse haha!
Biciclette? Sei sicuro che non stai parlando dell’Olanda? Qui tutto ok, non e’ di certo la mia citta’ preferita ma riconosco che sia uno dei posti + vivibili in Europa. Non parlo tedesco, non mi piace - architettonicamente parlando - , ma tutto costa relativamente poco, musica e arte ce ne sono a bizzeffe e praticamente scendo in pigiama e ciabatte per andare ai concerti, dal momento che tutti i locali sono distanti max 500 metri da casa.

Dal punto di vista musicale, la Germania è effettivamente un altro mondo rispetto all'Italia? Mi riferisco non solo all'ambiente hardcore ma anche ad altri tipi di musica...
Non conosco gruppi tedeschi, a parte Acme, Surf Nazis Must Die, The Brats, Highscore e Dean Dirg. Morser e Emo-violence crucco: no grazie. O forse ti riferisci ai Guano Apes? H-Blocks? Die Toten Hosen? Continuo a preferire i Litfiba.

Hell Yes! è la tua etichetta con la quale hai fatto uscire il 12" degli Holy. Come uscita è parecchio distante da ciò che usualmente dai alle stampe attraverso di essa, visto che il suono che curi è molto più sul punk/rock and roll (correggimi se sbaglio). Cosa ti ha spinto a pubblicare un gruppo dal suono molto più cupo e pesante? A livello di vendite come è andata? Ne sei soddisfatto?
Ho fatto uscire qualche disco garage punk e un sacco di cosiddetto indie, pop di varie venature. Holy mi piacciono molto, faccio uscire quello che più mi piace, non ci sono regole in tal senso. Vendite? Il disco e’ finito, i conti li sto facendo ora. Soddisfatto: si, anche se il nuovo disco spacca di più!

Marco e Vallo in tour in Usa con gli Smart Cops, luglio 2009.

Sempre parlando di Hell Yes! Quali sono le uscite che ascolti ed apprezzi maggiormente e quali quelle a tuo parere le meno riuscite? A livello di contatti con i gruppi, come ti organizzi? C'è una forma di contratto cartaceo oppure è tutto basato sulla parola? Per ciò che riguarda la distribuzione riesci ad appoggiarti a canali che permettano ai tuoi dischi di arrivare anche nei negozi e nei mega store da centro commerciale o preferisci la distro ai concerti? E' difficile recuperare i soldi investiti? Cosa bolle in pentola per il futuro?
Hell, Yes!  e’ un' esperienza che mi ha aiutato e ancora mi aiuta a capire un sacco di cose del mondo musicale e non. Per i 7” e in One Sided 7” non ci sono contratti, e’ tutto molto DIY. La band riceve un tot di copie e si divide a meta´ i profitti del digitale (se ci sono). Per gli album la cosa e´un pò più complessa: adotto il tipico indie deal, tutti i guadagni divisi a meta’ e io pago registrazione, video, uffici stampa etc. Ovviamente se il disco non guadagna niente, io c’ho perso, la band non c’ha guadagnato. Oramai si fanno i contratti con tutti. Negli stati dove effettivamente si vendono ancora dischi (Francia, Germania, Belgio, Olanda, UK) ho diversi distributori, negli altri stati vendo direttamente ai negozi, inoltre vendo via mailorder.
I dischi arrivano anche nelle grosse catene, come Fnac, Hmv, Virgin etc. Distro.  In futuro non bolle molto per ora, sono occupatissimo con altre cose, pero´ vorrei continuare con l’etichetta. Vedremo.

Da parecchio tempo svolgi anche l'attività di tour manager per diversi gruppi, sia in Europa che in America. Puoi parlarcene un pò? Come hai iniziato? Quali sono i gruppi che "curi" attualmente e in cosa consiste il tuo lavoro con essi? Hai mai avuto a che fare con gruppi o personaggi singoli che accampavano pretese assurde? Qualche curioso aneddoto da raccontarci?
Faccio il TM ma praticamente solo in Europa. Ho cominciato dopo essere tornato dagli USA e ho fatto svariati tour con Zola Jesus, Blank Dogs, The Soft Moon, Merchandise e Grimes. Pretese assurde non proprio, ma alcuni veramente credono che tu sia li pronto per pulirgli anche il culo se e´sporco. E allora devi tirare fuori "il Rapisarda" che c’e’ in te e fargli capire che sei al loro servizio ma l’educazione viene sempre prima di tutto.

Arriviamo ora al capitolo Smart Cops. E' un pò che non vi si vede ne si sente in giro...
Tutti i membri degli Smart Cops sono impegnati in altri progetti musicali e non.  Pure Vallo ora vive a Berlino, quindi risulta difficile trovarsi a scrivere canzoni e fare canzoni. Ufficialmente la band non e´morta, mai dire mai.

Degli Smart Cops abbiamo sempre apprezzato l'immagine nichilista e un pò arrogante... Quel miscuglio di violenza provinciale e spacconeria che traspariva molto bene dai vostri video... Come progetto come nasce? Come vi è venuta l'idea di adottare un'immagine così forte, vestiti tutti uguali? Quanto l'atteggiamento molto spesso violento, menefreghista e arrogante delle forze dell'ordine ha influito sull'immaginario della band?
Tutto e´ nato durante un tour degli Ohuzaru in Europa. Baloo era batterista per quel tour, stavamo facendo la sauna in Finlandia e Baloo ha detto a me e a l’altro Marco (ex La Piovra, ora nei Gonzales..): “Oh, facciamo un trio powerviolence tipo i giapponesi Nice Niew? Dai Dai! E ci chiamiamo Smart Cops”. Da lì l’idea di fare powerviolence e´morta subito, ma eravamo sempre carichi per il nome. Poi vendette l’anima all’ Hard Rock, quindi non entro’ negli Smart Cops (anche se ci fu sempre il rischio) ed io e Baloo capimmo che eravano fatti per suonare insieme. Ci piacciono le stesse cose, sia a livello musicale, sia dal punto di vista artistico dei dischi, ci gasiamo ancora quando ci arriva un 7 pollici nuovo a casa. I poliziotti hanno influenzato la band perche´alla fine c’e’ sempre stato il fascino della divisa.

Avete fatto anche diversi tour, in America e cosa non da tutti, in Israele. Volevo chiederti che tipo di impressioni ne hai ricavato da quest'ultimo tour... Che idea ti sei fatto della loro società e delle persone che hai incontrato? Che tipo di difficoltà avete incontrato? Qualche gustoso aneddoto?
Il tour e´stato una bomba e ci torneremo sicuramente. Alla fine l´idea che il mondo ha di Israele e’ quella che ci trasmettono i Mass Media... Ma alla fine non e´cosi’. La paura e`che esploda una bomba a Tel Aviv, ma pure a Times Square o in metropolitanan a Londra. Difficolta´non molte... Forse un pavimento dove abbiamo dormito era troppo merdoso, per il resto veramente è stato uno dei posti più incredibili che abbia mai visitato. Anedotti? Troppi. Dalle foto di gruppo davanti alla polizia Israelita, al bagno nel mar Morto… Alla speed legale.

In America invece come è andata? Mi sembra che per i gruppi italiani sia diventato un pochino più facile andarci a suonare rispetto a 10 anni fa...
Il primo tour Cops insomma, avevamo un driver del cazzo, un classico caso umano crust saputello che ci trattava come delle merde perche´non eravamo vestiti di nero, ma l’ultimo tour (la scorsa estate) è stato favoloso. Il nostro driver era Daniel della Sorry State (l’etichetta che ci ha fatto uscire tutti i dischi) e ci siamo divertiti, conosciuto un sacco di gente in gamba, concerti fighi, comprato dischi, mangiato merda buona. Continuo a preferire un tour “No cash” in sacco a pelo con i Cops, che un tour lusso con una band con cui non ci condivido niente.

Facciamo un passo indietro... Sly Actions è stata la tua prima etichetta hardcore... Come nacque? Cosa hai prodotto? Ne sei soddisfatto a tanti anni di distanza? Ti ha aiutato ad aprirti strade e contatti che poi ti hanno portato a dove sei arrivato oggi?
Nessuno voleva fare uscire il 7” degli Ohuzaru, quindi decisi di farlo uscire io. Poi fatalità, appena mandato in stampa, ci scrisse la Yellow Dog carichissima per farcelo uscire... Ma oramai era troppo tardi... Sly Actions era nata. Ero in fissa con le bands svedesi ,quindi feci uscire una compilation con bands italiane e svedesi, poi il 5” degli Ohuzaru e come ultima uscita, il 7” dei Desolation, crust band di SF con membri di Born/Dead, Strung Up etc... Mi ha aperto strade sicuramente, cominciando a scambiare dischi fui costretto ad imparare l’inglese...

La Piovra, Palermo febbraio 2007.

L'Amico Di Martucci, un gruppo che è rimasto nel cuore di molti. Tracciaci una breve storia e del perchè vi siete sciolti. Ci pare che anni fa avete tenuto una serie di concerti di reunion... Come sono andati e che sensazioni hai provato nel suonare quei pezzi? Possiamo parlare di una fase, la prima, più sul versante hardcore melodico di scuola Epitaph/Fat Wreck, mentre la seconda fase della vita del gruppo è caratterizzata da un suono più rock n roll?
L’amico di Martucci nacque nel 96. Avevo 15 anni, gli altri 17. Vari cambi di formazione, poi Beppe (cantante) era sempre in Spagna, Davide era preso dai Mojomatics etc... Decidemmo di sciogliersi. Poi ovvio, dopo anni ti viene voglia di risuonare i vecchi pezzi e di passare qualche giorno in compagnia dei vecchi amici. Fase 1: Nofx, Paolino Paperino Band, RKL, Fichissimi, e tutta la scena vicentina (Melt, Derozer etc..).
Seconda fase: entrò Pido (John Woo, Hormonas, ora Destroy All Gondolas) alla chitarra, e casualmente cominciammo a fare hc pieno di influenze rock’n’roll, poi Beppe era più incazzato che mai e si mise a gridare. L´hc californiano e´figo fino ai 20 anni, poi cresci e non ti piacciono più le Airwalk, le catene al portafogli, i pantaloni larghi… Poi e’ sempre bello riascoltarlo, proprio l’altro giorno ho messo su un ‘Rev’ dei Ten Foot Pole... Carichissimo. La reunion e´stata una bomba, ne vorremmo fare un'altra, questa volta facendo solamente i pezzi del periodo “melodico”. Alla fine oiù passano gli anni, più capisco che le reunion hanno un senso, almeno per te che le fai. Ovviamente noi l’abbiamo fatta a 30, non a 50 anni, ma ognuno e´ libero di fare quello che vuole. Io non sono andato all’80% delle reunion perche´da spettatore mi mettono tristezza, ma ci son reunion e reunion. Vedere i Negative Approach ora non mi dà le stesse emozioni che vedere i Gorilla Biscuits, forse perche´quest’ ultime sono state reunions di gruppi sciolti da 15-20 anni, non da 30. La differenza sembra minima, ma per me non lo e´. Poi e´una cosa personale. Sinceramente sono stato più contento di aver visto i Refused a Stoccolma l’anno scorso, che a Venezia 15 anni fa davanti a 20 persone.

Sei conosciuto anche per aver suonato negli Ohuzaru. Qui il suono è thrash core ultra veloce... Anche qui se vuoi tracciarci una breve storia del gruppo... Che ricordi hai? Come mai vi scioglieste?
Cacciammo Dudu perche’ era diventato pappa e ciccia con Paolo Gaiarsa e parlavano solamente di youth crew 88, straight edge e meat is murder, ma poi non trovammo un sostituto.
Panta dei With Love fece una prova ma non era abituato a cantare così tante parole in una sola canzone. Ricordo ancora che durante un pezzo fece a tempo solamente a cantare una frase invece che 20... Poi la prova finì con Panta che suonava il synth invece che cantare. Dopo anni parlando con Max 625, venne fuori l’idea di fare un lp e andare in tour in Usa con gli Iron Lung. Dudu doveva esserci, poi all'ultimo decise di lasciare perdere, così in 2 mesi passai da batterista a cantante, dovetti comunque registrare la batteria e un bel po´di altri strumenti nel disco perche´eravamo in ritardo con tutto; poi Buraz (Gonna Fall Hard, ora nei Danny Trejo) venne in tour in Usa come batterista. Biglee mollò dopo quel tour, quindi decidemmo di fare un tour europeo in supporto dell’album (Fede della piovra al basso, Baloo alla batteria) e poi tornati a casa ci sciogliemmo definitivamente.

Gran parte del materiale inciso da questi due gruppi lo si può reperire sulla compilation edita ad inizio anni 2000 da Agipunk e 625Thrash. Come è stato lavorare con queste due etichette? Come sei venuto in contatto con Mila Agipunk e Max di 625Thrash? Sei soddisfatto di come il tutto è stato assemblato e confezionato? Esiste solo in cd o c'è anche una versione in vinile? Come mai per ciò che riguarda L'Amico Di Martucci è stato escluso il materiale del periodo hardcore melodico? L'ultima uscita degli Ohuzaru è sempre su Agipunk/625Thrash... Ne sei rimasto soddisfatto?
Max: conosciuto via email quando gli mandai le nuove registrazioni dell’ Amico Di Martucci, Mila lo conoscevo da anni, ma mi aveva sempre snobbato ahah! Poi quando sentì L'Amico Di Martucci mise da parte l’animo crust, ricomincio’ ad ascoltare gli Indigesti, a portarmi rispetto e siamo ancora amici e facciamo pure ancora affari assieme. Max non lo vedo da una vita, credo che l’ultima volta fosse al Gilman durante il festival 625, era fuori dal locale che regalava dischi 625 a chi passava per strada. La discografia split e´uscita solo in cd... A quel tempo la gente li comprava. La prima roba Martucci non e’ inclusa perche´praticamente sembravamo un altro gruppo, ma tenemmo il nome perche´ c’eravamo molto legati.  

L'Amico Di Martucci.

Altro gruppo che per molti è stato importante sono stati i La Piovra... Anche qui un lp inciso su Agipunk/Youth Attack, un trittico di 7" più un cd che è una sorta di retrospettiva, correggimi se sbaglio... Tracciaci pure una breve storia del gruppo, come mai vi siete sciolti e se hai qualche aneddoto divertente da narrarci...
Oh, basta con ste bio delle bands! Uno di sti giorni metto tutto su Wikipedia. La Piovra è nata perche’ avevo ancora voglia di fare quello che facevo con Martucci, difatti praticamente sia il 7” che il 12” sono pezzi che avevo scritto con Martucci ma che non avevamo mai registrato. Alcuni pezzi li avevamo pure provati e avremmo dovuto registrarli per uno split Lp con i giapponesi The Futures. Mandai a Mark McCoy le registrazioni della Piovra e immediatamente volle farlo uscire ma le 1000 copie svolarono in un battibaleno, poi Mark non voleva + ristamparlo (difficilmente ristampa le sue uscite), e con Mila decidemmo di ristamparlo in un altro formato e aggiungendo una bonus track.

Come spesso accade sei partito dall'hardcore per approdare a generi molto differenti da esso, con i quali però mantieni sempre una certa attitudine do it yourself di fondo... Quando hai cominciato a capire che ti interessavo altri tipi di musica e di conseguenza hai cominciato a suonare quel determinato tipo di cose?
Credo che varie cose abbiano influito a questo “cambiamento”. Quando mi trasferii a NY, pensavo di andare in basements a vedere concerti hardcore, ma invece scendevi le scale e c’erano concerti shoegaze, post punk, synth da tutte le parti... E così incominciai ad ascoltare altro.

Sei tornato in pista con due nuovi progetti, gli Sgurd e gli Archaic. Nei primi sei tornato in compagnia di Dudu, ex Gonna Fall Hard. Abbiamo avuto modo di sentire un paio di pezzi e sono una bomba di puro hardcore! Puoi dare qualche info in più ai nostri lettori? Uscirà un 7" sotto Adagio830, etichetta di Berlino. Come siete entrati in contatto con loro? Il fatto che abbiano fatto uscire il nuovo lavoro degli Holy vi ha in un certo senso aiutato? Gli Archaic invece suonano un hardcore un pò più noise se ci concedi la definizione... Anche per loro previsto un 7" per l'etichetta La Vida Es Un Mus. Pure qui se vuoi darci qualche info sul progetto...
Entrambi i 7” di Sgurd e Archaic usciranno entro la fine dell’anno. Sgurd stiamo preparando anche un album, Archaic si va un po´ piu´a rilento ma spero un giorno di registrare un album anche con questo progetto. Adagio830 e´parte di un negozio di dischi vicino a casa mia a Berlino, Robert (proprietario) e´un amico, ha sentito le registrazioni e mi ha chiesto immediatamente di farlo uscire. Sinceramente non la maggior parte dei gruppi che ha fatto uscire non mi fanno impazzire, ma ultimamente tra Holy, Hoax e Diat, mi sento piu´in buona compagnia.
Per quanto riguarda Archaic, ci sono sempre io e Roger della Piovra/Il Buio (ha registrato la batteria per entrambe le bands). Alla voce c’e’ Guille, un vecchio amico di Barcellona che cantava negli Invasion e Destino Final. 

Scorgendo le discografie dei gruppi in cui hai suonato, un comune denominatore sono un paio di uscite più una manciata di 7"... Questo mi porta a pensare che abbiano tutti davvero una vita molto breve, massimo 4 anni... Secondo te come mai? E' la classica urgenza di esprimere qualcosa che fa bruciare tutto così in fretta?
Si, decisamente! E´ una cosa molto personale, per me se lo fai per divertimento, un bel gioco dura poco. Se lo fa per guadagnarci, allora non è più un gioco e puo´ durare di più.

Crediam di aver esaurito le domande... Aggiungi pur ciò che vuoi e grazie!
Grazie Paso per l’intervista! Gli Sgurd esordiranno i primi di Gennaio.
Per chi volesse avere info riguardo alle date o a volesse un disco , può mandarmi un email a: marcoxrapisarda@gmail.com


Smart Cops Israele, giugno 2010.

sabato 16 novembre 2013

xNemesisx.


Quando abbiamo ascoltato per la prima volta gli xNemesisx ci siamo quasi commossi. Un gruppo italiano, di Bologna per l'esattezza, interamente vegan straightedge, con idee molto forti e quel suono edge metal anni '90 alla Purification, Reprisa, Undying che ci piace molto. Dopo aver recensito i pezzi presenti sul loro Bandcamp (e che finiranno nel loro demo di prossima uscita) abbiamo colto la palla al balzo per rivolgergli quache domanda. Loro non si sono certo risparmiati nel risponderci, mettendo in luce (se ancora ce ne fosse bisogno) che l'hardcore è ben oltre che un semplice genere musicale.

Allora iniziamo subito col chiedervi che effetto fa essere l'unico gruppo interamente vegan straight edge che c'è al momento in Italia... Un tempo erano di più ma poi si son sciolti come neve al sole...
Sinceramente troviamo la cosa stimolante. Insomma, non è una cosa che ci deprime, ma anzi ci carica, visto che la “scena” vegan straight edge è da ricreare da capo e forse noi possiamo dare un importante impulso positivo in questo senso, tra l’altro con i nostri contenuti, evitando orribili derive machiste, pro life e nazionaliste che purtroppo si erano venute a creare negli anni ‘90. Il fatto che i gruppi del “passato” (neanche troppo lontano) siano scomparsi, forse è il segno che quell’ondata di fine anni 90, inizi 2000, non era molto di più che il seguire la moda del momento, però non ci azzardiamo a dare giudizi troppo affrettati visto che non abbiamo vissuto in prima persona quegli anni. Speriamo che nascano altri gruppi in futuro, che portino avanti messaggi concreti, anche a prescindere dal vegan straight edge…

Abbiamo potuto ascoltare tre pezzi sul vostro Bandcamp e subito ci sono venuti in mente gruppi come Reprisal, Purification, Undying e Unborn... Ai tempi, cioè negli anni '90, quello fu l'embrione del futuro metal core... Come mai avete deciso di suonare questo tipo di hardcore che ai tempi fu osteggiato dai puristi e considerato solo come metal di serie z?
La risposta in verità è abbastanza scontata: ci piace quel genere e ascoltiamo per lo più quei gruppi che lo facevano, dagli Arkangel, ai From The Dying Sky, i primi Caliban e Maroon, i Morning Again etc…Quindi lo suoniamo. Inoltre ognuno di noi viene da esperienze musicali diverse (death metal, punk hc e thrash) che infine ci hanno portato a confluire in questo progetto comune. E’ inutile dire che dei puristi ce ne freghiamo abbastanza e tra l’altro, ora come ora, non credo che ce ne siano più e nel caso si fottano.


Vi definite un gruppo anarchico. Potete darci una definzione di cosa è per voi essere anarchici nel 2013? Riuscite a conciliare le vostre posizioni rispetto alla società con la quale dovete confrontarvi ogni giorno? Dovete scendere a dei compromessi accettabili?
Non credo si possa dare una definizione valida per tutti e non è nemmeno nostra intenzione darla, visto che ogni individuo la pensa in un modo differente da un altro. Ovviamente l’essere anarchico, da oramai 150 anni, ha sempre significato portare avanti determinati messaggi, come l’antiautoritarismo, il non riconoscimento degli Stati nazionali e i relativi confini, l’anticapitalismo, l’azione diretta contro ogni forma di oppressione e il non riconoscimento della proprietà privata.
Non va mai dimenticato che il movimento anarchico, purtroppo ha sempre subito altalenanti ondate repressive, sotto ogni regime, sia democratico, sia totalitario (dal nazi-fascista allo stalinista), quindi l’essere anarchico, anche nel 2013, implica molto spesso ritrovarsi a scontrarsi viso a viso con la più infame repressione statale.
Ahimè non viviamo in un mondo già liberato, bensì nel pieno della società capitalista, quindi ci si trova ogni giorno costretti a scegliere quali compromessi siano accettabili o meno, senza intaccare quelli che sono gli ideali e i percorsi portati avanti da ognuno di noi. Finchè esisterà questo mondo, in cui per esempio anche l’ultimo dei prodotti del mini market sotto casa è frutto dello sfruttamento di un individuo (umano o di un'altra specie), è ovvio che il compromesso è sempre dietro l’angolo e l’unico modo per ”compensare” tutto ciò è la lotta, l’agire in prima persona contro l’enorme macchina capitalista, che sta distruggendo il nostro pianeta.

Lo straight edge dovrebbe essere molto di più che 3 o 4 regolette al quale attenersi religiosamente o meno. Il cantante dei Birthright diceva che è innanzitutto una scelta politica. Molto spesso però chi segue questo stile di vita si dichiara apolitico e sembra più interessato ai vinili colorati, alle Nike e alla Coca Cola, piuttosto che cercare di portare tutto su un piano un pò più concreto... Cosa ne pensate? Riuscite a raggiungerlo questo fantomatico "piano più concreto"?
Intanto, chi crede che lo straight edge sia un insieme di regole da seguire o uno stile di vita, non ha capito proprio niente e se è “diventato” edge per questo motivo è meglio che molli adesso, perché sicuramente “dropperà”. Come dice bene Ian Mackaye (cantante dei Minor Threat), il bere alcol nei week end, o il fumare, o il drogarsi, per seguire forme di socializzazione più o meno imposte dalla società, questi sono da considerarsi stili di vita. Lo straight edge invece è VITA, è essere SE’ STESSI, anche quando si è nella merda. E’ il volere essere sempre creativi e mettersi in gioco in tutti gli aspetti della vita, senza cercare paliativi o “stampelle” a cui appogiarsi. Per chi crede che l’edge sia un percorso apolitico e disimpegnato, non abbiamo molto da dire, se non che sono degli ignavi, non diversi dall’italiano medio che pensa solo al calcio e alle serie tv, mentre la sua vita finisce scaricata nel cesso, mentre dei luridi pescecani, che fanno parte della classe dirigente e privilegiata, si spartiscono il mondo e le sue risorse. A nostro avviso un cosiddetto militante ha la necessità pratica di essere sempre “ lucido” o per lo meno in grado di prendere decisioni razionali e sensate, nel minor tempo possibile. Inoltre l’idea di autonomia di individuo che riconosciamo calza perfettamente con il rifiuto di ogni tipo dipendenza (dalla droga fino alla televisione), accettando l’unica ebrezza possibile: il superare sempre se stessi! Il piano concreto lo si raggiunge automaticamente nel momento in cui si portano avanti determinati percorsi di lotta, che partono dall’antifascismo di strada, fino ad arrivare alle lotte di liberazione animale e della terra.

Recenti studi e sondaggi hanno dimostrato che il vegetarianesimo ed il veganesimo sono pratiche sempre più diffuse in Italia. Distinguiamo però chi adotta questi tipi di dieta come scelta politica sociale ed economica e chi invece lo fa solo per la propria salute... Sinceramente ci sembra un pò triste relegare delle prese di posizioni così forti ad un mero fattore estetico...
Intanto per noi la scelta di una dieta vegan non è una presa di posizione, bensì una decisione dettata da un’empatia, verso quegli gli individui, delle altre specie, che vengono sfruttati dall’industria della carne. Lo scegliere di lottare contro quest’ultima è una presa di posizione. L’avanzata del cosiddetto capitalismo “verde” è innegabile e lo si può notare appunto dalla nascita di catene di super mercati biologici, come i NaturaSì che hanno anche parecchi prodotti vegan, e da una pseudo sensibilizzazione delle maggiori multinazionali verso le questioni ambientali. Già tutto ciò dovrebbe farci rizzare le orecchie e farci capire che c’è qualcosa che non va e che anche lo stile di vita vegan sta venendo piano piano digerito da questo sistema, abituato ad inglobare ed uniformare a sé qualsiasi cosa di diverso, nasca al di fuori delle proprie fila. Inoltre come avete notato giustamente voi c’è anche la crescita del numero di persone che hanno adottato uno stile di vita vegano/vegetariano per motivi prettamente salutistici. E’ inutile dire che c’è un abisso tra le motivazioni che ci hanno portato a questa scelta etica e le loro.



Siete impegnati direttamente in organizzazioni animaliste et similia?
No. Già non ci ritroviamo con l’idea di organizzazione in sé, benché meno ci ispira far parte delle associazioni cosiddette “animaliste”, che portano avanti pratiche che non condividiamo. Certo ci siamo ritrovati in assemblee rispetto alla liberazione animale, come per esempio per l’organizzazione dell’ultimo incontro di LIBERAZIONE ANIMALE che poi si è tenuto in Val di Susa.

Il movimento animalista molto spesso soffre di profonde divisioni al suo interno. Da un lato gente pacata che promuove uno stile di vita diverso attraverso riunioni e e pranzi/cene aperti a tutti, mostre, ecc. Dall'altro invece persone che utilizzano atteggiamenti ostili e violenti contro chi non la pensa come loro... Molto spesso causando parecchie incomprensioni...
A nostro avviso, il vedere la lotta di liberazione animale in modo diverso e il portarla avanti con mezzi diversi non è sbagliato, anzi! Ognuno a nostro avviso dovrebbe portare avanti questo percorso in base alle proprie energie e convinzioni, però sempre in prima persona. Se uno vuole fare la raccolta di firme, per quanto non è da noi condivisibile, lo faccia. L’importante è che poi chi preferisce altri modi di agire, non venga criminalizzato da parte delle altre persone che magari fanno parte delle “associazioni”. Questo comunque vale per ogni tipo di lotta. Un buon esempio è la Val di Susa, la lotta No Tav, dove il vecchietto con la bandiera della pace si può ritrovare fianco a fianco ad un giovane incappucciato, senza distinzioni tra “manifestanti buoni” e “manifestanti cattivi”.
Il problema delle incomprensioni è dovuto alla crescente apoliticità che sta investendo il movimento di liberazione animale! Ora si può sentire nei cortei “Niente politica quando si parla di liberazione animale”,o “Siamo tutti dalla stessa parte”, e tutto questo ha creato un humus ambiguo dove si sono tuffati a capofitto politici, come la Michela Brambilla del PDL, ed infami fascisti. Qui bisogna essere chiari, il momento è molto delicato e si rischia di avere dei seri problemi in futuro se si continua con questa linea di condotta. Il movimento di liberazione animale è per definizione libertario! Non sono ammissibili loschi figuri, come quegli squadristi della 100x100 Animalisti o la FORESTA CHE AVANZA (di Casapound, nota organizzazione fascista), che sono dei servi di quel sistema che ha creato la stessa mercificazione dell’individuo e delle risorse del Terra. Inoltre non vi sembra paradossale che dei fascisti che vorrebbero di nuovo uno stato totalitario, industriale (sono a favore del nucleare, e della TAV, tra l’altro) e razzista, siano pro liberazione animale e contro la vivisezione? Questa è una mera manovra demagogica, di stile fascista, da parte di queste organizzazioni, con un semplice obiettivo che è di affossare anche questa lotta, che non è altro che il loro tradizionale ruolo dai tempi della fondazione dei fasci di combattimento nel 1919. L’hanno fatto con il manganello e l’olio di ricino durante il biennio rosso, l’hanno fatto con le stragi degli anni ’60 e ’70 ed ora si infiltrano ovunque, come dei parassiti. Quindi ripeto, il vero problema è l’apoliticità di una buona parte dell’attuale movimento di liberazione animale che sta dando agibilità ad organizzazioni fasciste o ad associazioni/partiti, che non hanno altro scopo che l’affossamento della lotta!

Dateci la vostra opnione su: crisi economica, Tav, Ilva di Taranto.
Bè la crisi economica è dovuta alle speculazioni finanziarie e da una ristrutturazione interna che sta attuando il sistema capitalista. Tutto ovviamente sulla pelle degli esclusi, dei lavoratori e delle classi non abbienti. L’unica soluzione possibile è l’abbattimento di questo sistema economico basato sullo sfruttamento e che ha infradiciato interi continenti con il sangue di individui colpevoli di non far parte della classe al potere.
La Tav è un’opera orrenda, che fa parte di questo “mondo” osceno, frutto di un sistema che continua a distruggere e a depredare il nostro pianeta. Il nostro pensiero va ai compagni sotto processo per gli scontri dovuti all’assalto al cantiere il 3 Luglio 2011, a cui bisogna dare tutta la nostra solidarietà!
La situazione dell’Ilva di Taranto è forse lo specchio di questa società infame, dove una persona è costretta a lavorare per non morire di fame, per poi condannare a morire di tumore lui stesso e tutti quelli che vivono in quella regione…..Per questo bisogna agire subito, contro questo stato di cose presenti!



Il vostro demo uscirà a breve. In che formato? Graficamente come è stato progettato? Avete incluso un libretto esplicativo di ciò che sono i Nemesis?
Ci stiamo ancora lavorando, in verità, appena uscirà lo vedrete….

Ci sono dei gruppi ai quali vi sentite vicini come tematiche e suoni in Italia? Vi influenzano?
Di nostri contemporanei, detto sinceramente, nessuno ci ha influenzato o ci influenza, ci rifacciamo più che altro a gruppi metal del passato, prevalentemente stranieri. Certo gruppi come i Tumulto, i La Prospettiva, i Contrasto, i Le Tormenta siamo affini su molti punti, dal punto di vista dell’attitudine, però non dal punto di vista musicale…

Dateci un commento sull'attuale situazione politica del nostro paese vista con i vostri occhi. I nostri occhi non vorrebbero vedere una situazione politica…

E' tutto. Se volete aggiungere qualcosa fate pure. Grazie!
Intanto vi ringraziamo per questa intervista e per la disponibilità. Volevamo concludere facendo un appello di solidarietà ai compagni anarchici Alfredo Cospito e Nicola Gai, condannati qualche giorno fa, rispettivamente a 10 anni e nove mesi e a 9 anni e quattro mesi di carcere, per la gambizzazione dell’ad di Ansaldo Nucleare R. Adinolfi, infame sfruttatore della Terra. Non bisogna lasciarli soli!
Finiamo con una citazione del militante per la liberazione animale Peter Young, autore di diverse liberazioni di animali e sabotaggi, nonché vegan straight edge: ”L’hardcore non è solo divertimento. Se ci divertissimo soltanto, facessimo “mosh”, ci sentissimo bene con noi stessi, se guardassimo solo le spalle ai nostri amici, se parlassimo solo di fratellanza e bei momenti vissuti, se l’hardcore fosse solo questo, sarebbe uno scherzo. BISOGNEREBBE PRENDERE QUELLO CHE L’HARDCORE CI DA, ANDAR FUORI E AGIRE!”.

xNemesisx | Facebook
xNemesisx | Bandcamp
nemesis.xvx@gmail.com xNemesisx | Email

lunedì 11 novembre 2013

xNemesisx | Demo.

I bolognesi Nemesis suonano un tipo di hardcore che mai avremmo aspettato di sentire nel 2013, soprattutto in Italia: metal core anni '90 figlio di gruppi come Undying, Reprisal, Purification. Per intenderci quell'hardcore fortemente debitore dei riff più semplici degli Slayer, il tutto in salsa hardcore. Questi quattro ragazzi ci sanno decisamente fare, certo musicalmente non aspettatevi cose tecniche, anzi, il tutto è piuttosto basilare nel modo di comporre e suonare i pezzi. Ecco, se dovessimo paragonarli ad un gruppo in particolare ci vengono in mente gli inglesi Unborn. I nostri sono tutti vegan straightedge di stampo anarchico, quindi i testi sono ultra politicizzati e cantati in italiano. Non possiamo fare altro che applaudire allo loro scelta di vita. In un momento in cui il fattore moda imperversa nell'hardcore e molto spesso il tutto si riduce ad un mero fattore estetico, è bello vedere che ci sono ancora gruppi che ci credono fortemente... E sappiatelo, c'è n'è un gran bisogno. P.s.: i 3 pezzi presenti sul loro profilo Bandcamp andranno a comporre il loro demo di prossima uscita. Cercano pure date in cui suonare!

xNemesisx | Facebook
x Nemesisx | Bandcamp
nemesis.xvx@gmail.com xNemesisx | Email

sabato 9 novembre 2013

June And The Well | Waterslide Records | Cd.

I June And The Well potrebbero essere sbucati dal 1995 e noi non ce ne saremmo neppure accorti. Il progetto è stato fortemente voluto da da Luigi Selleri (che si cimenta con voce e chitarra), che ha riunito un pò di amici e li ha fatti suonare su questa prima uscita, stampata in 500 copie in cd per la giapponese Waterslide Records. Tra gli ospiti spicca Lele Morosini, dei fu Eversor, che canta nel primo brano. Diciamocelo francamente: la classe non è acqua e Lele dimostra di non aver perso nulla della sua mervagliosa voce. Ci chiediamo se tutti i pezzi fossero stati cantati da lui cosa ne sarebbe venuto fuori... Senza nulla togliere agli altri, ci mancherebbe. 10 pezzi in bilico fra i momenti più introspettivi dei mai troppo compianti Sensefield più una spruzzata di indie rock anni '90, decisamente molto meglio delle cialtronaggini che ci tocca ascoltare oggi ehehehehe! Il nostro giudizio è estramente positivo, ma da bravi esterofili quali siamo, in tutta sincerità i due pezzi cantati in italiano (di cui uno con voce femminile) li vorremmo sentire in inglese, visto che sembrano pronti per essere utilizzati per San Remo o paccottiglia varia. Per il resto confermiamo il giudizio positivo e speriamo esca pure in vinile!

June And The Well | Bandcamp