venerdì 31 gennaio 2014

ADTSL | Third Trip | Talk About Records | Cd.

Frizzantissimo pop punk veloce e scanzonato per i sardi ADTSL. Prendete un pò di Blink182, un pò di Rancid e i cori dei Dropkick Murphy's et voilà, eccovi serviti 13 pezzi di pura adrenalina. I nostri sanno decisamente il fatto loro e confezionano un suono ricco e corposo strizzando un occhio agli anni d'oro del punk venato di pop, ovvero i '90. Se cercate un gruppo da ascoltare d'estate con i finestrini abbassati mentre state raggiungendo la spiaggia, ecco, fanno decisamente al caso vostro!

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Attrito | L'Attimo Del Dubbio | Vari Coproduttori | Lp/Cd.

Gli Attrito decidono di festeggiare i 5 anni dal loro primo concerto e decidono di mettere in streamig sul loro Bandcamp il nuovissimo "L'Attimo Del Dubbio", che uscirà a giorni sia in Lp che in Cd. Bhè, che dire... E' semplicemente una cannonata. Hardcore che lascia senza fiato. Velocità e melodia che si intrecciano in 11 pezzi furibondi e a tratti poetici. Tecnicamente semplicemente perfetti. Gli Attrito si riconfermano tra i migliori gruppi hardcore europei e sinceramente non vediamo l'ora di mettere le mani sul vinile e di rivederceli dal vivo (dimensione dove danno veramente il meglio)! P.s.: artwork a cura di Dancing Demons davvero azzeccato!

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giovedì 30 gennaio 2014

Gli Altri | Fondamenta, Strutture, Argini | Vari Coproduttori | Cd.

Un suono disperato e a tratti triste quello proposto da Gli Altri. 8 pezzi carichi di sofferenza ma anche di una piccola speranza alla fine del tunnel. Musicalmente post hardcore di ottima fattura, suonato bene. Non c'è molto altro da dire. Lasciatevi rapire da questi suoni disperati e urgenti.

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5MDR | La Prospettiva Del Conflitto | Vari Coproduttori | Cd.

Ruspante e diretto street punk tinto di oi! e di hardcore, davvero una piacevole sorpresa. Melodia e rabbia si intrecciano per dare vita ad un suono potente e denso, rafforzato da cori da cantare a squarciagola. 9 pezzi che ulaano contro il sistema e che non dimenticano le proprie origini che vengono dalla strada. Davvero consigliati. Cover dei Cock Sparrer inclusa!

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mercoledì 29 gennaio 2014

Squieti | Impronte Nella Cenere | Cd.

Da Mola, provincia di Bari, giunge questo terzetto al debutto. Un suono nervoso, figlio del post hardcore quanto della matrice math che gli conferisce quella particolarità ed originalità che è tutto di guadagnato al giorno d'oggi. Un suono ermetico, a tratti claustrofobico in cui rieccheggia l'urgenza comunicativa della vecchia scuola hardcore del Sud Italia. Non è un gruppo da ascolare mentre si stano sbrigando le faccende di casa o si sta guidando in auto, gli Squieti sono un gruppo che va assapororato pezzo per pezzo, saggiandone la perizia tecnica e la costruzione dei pezzi, bravi ma pieni di mille sfumature. Un gruppo da tenere assolutamente d'occhio.

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Squieti | Bandcamp

Losing Traces | Ep | Autoprodotto.

Un'altro gruppo dal Nord Italia, un altro gruppo che si misura con il suono emo screamish punk che ha fatto le fortune di gruppi come La Quiete, Raein, Loma Pietra, Touchè Amore e compagnia urlante discorrendo. 5 pezzi che dimostrano che il gruppo è già in pieno possesso delle qualità necessarie per farsi largo in un panorama già pieno di proposte del genere, forti di un suono più sporco e più punk della maggioranza dei gruppi loro affini. Sono giovani ma hanno il giusto tiro. Continuate così!

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giovedì 23 gennaio 2014

Coxtola | Cd | Autoprodotto.

Dalla leggendaria Morbegno (patria di Nessuno Schema fanzine e dei Carrions N.N.) giunge questo giovane gruppo, chiamato Coxtola. Il cd in questione è uno split registrato dal vivo con un altro gruppo (che però non abbiamo avuto modo di ascoltare) che si chiama Fune Di Fuga. Il genere proposto dai nostri è il classico emo screamish infarcito di chitarrine melodiche, che ci ricordano gruppi come Fine Before You Came e La Quiete. Nel complesso non sono affatyo male, testi criptici inclusi. Il cd è limitato in 100 copie, quindi se volete scoprire un nuovo gruppo di giovani e appasionati ragazzi, non indugiate e contattateli!

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martedì 21 gennaio 2014

Nofu | Tape 2012 | Autoprodotto | Tape.

Fa sempre piacere vedere che in Italia c'è gente che suona ancora hardcore al 100%, senza farsi influenzare da tutte le puttanate che ogni giorno ci tocca sopportare. I Nofu sono di Roma e nel 2012 hanno registrato questa tape, ora esaurita (ma c'è sempre il Bandcamp). 10 pezzi di hardcore veloce e a tratti melodico, figlio dei Dag Nasty come degli Attrito. Musicalmente ci sanno fare, riuscendo a sprigionare energia e passione da ogni pezzo. E' proprio la passione che ci mettono nel fare le cose che ci fa propendere per un guidizio estremamente positivo! Bravi, non mollate continuate così!

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lunedì 20 gennaio 2014

Borys "Crossburn" Catelani (Ripping Storm, Children Of Technology, Barbarian, Robanera).

Barbarian.

Secondo noi è il dio del metallo per eccellenza, oltre che un vero signore. Stiamo parlando di Borys Crossburn" Catelani, da anni nella scena do it yourself metal/punk/hc italiana, prima con gruppi come Disarm, poi con l'etichetta Tetanus, in seguito facendo confluire il tutto con Agipunk, e suonando in gruppi come i Giuda. Ora, nel 2014, il nostro prode è tornato con una nuovissima etichetta, Ripping Storm, e in gruppi come Barbarian, Children Of Technology e Marnero. Spegnete le luci, mettete sù "De Mysteris Dom Satanas" dei Mayhem e lasciatevi cullare dalla notte e dalle sue metistofeliche creature...

La prima domanda che vorremmo rivolgerti è perchè, dopo tanti anni, hai dato il tuo addio ad Agipunk Records. Tetanus, che era poi il nome della tua etichetta/distro prima di fondersi con Agipunk, ci pare sia rimasta in mano all'etichetta bolognese. Come mai non ti sei "portato via" tutto? Ti manca lavorare con Mila e Koppa? Che bilancio puoi tracciare di quegli anni?
Tetanus era nata nel ’94 come micro-fanzine e poi etichetta. La "relazione" con Mila è cominciata nel 2004, poi nel 2006 è diventato un triangolo con l’ingresso di Koppa. Sono stati anni fondamentali direi, per tutto quello che ho imparato, anche dal punto di vista tecnico, e per la qualità delle esperienze condivise con i "soci", non ultimi i Giuda in cui tutti quanti militavamo. Poi subentrano quelle cose tipo "ho bisogno di stare da sola per capire i miei sentimenti", le relazioni finiscono e ci si lascia. Essenzialmente avevo bisogno di trovare i classici "nuovi stimoli" e, infatti, quando ci siamo lasciati avevo già il flirt in corso con la nuova fidanzata, cioè Ripping Storm. Non si è trattato di un calo di motivazione, ma avevo voglia di qualcosa di mio portato avanti alla mia maniera, in Agipunk le strade si stavano un po’ divaricando come è normale che possa accadere dopo tanto tempo. Tutto è stato pacifico, nessuna ruggine e auguro a Mila e Koppa salute e prosperità. Quanto a "Tetanus" ormai era diventato il nome della distro di Agipunk, non è un problema, in ogni caso volevo creare qualcosa partendo da zero (o da tre, come diceva Troisi). Ricordo che quando Mila mi propose l’entrata in Agipunk mi citò il fatto che fare le cose in team è più divertente che farle da soli. E’ sicuramente un modo diverso di lavorare, ma per come sono fatto io lavoro molto volentieri anche da solo.  

Terminata l'esperienza Agipunk sei tornato in pompa magna con l'etichetta Ripping Storm, specializzata in ristampe di leggendari gruppi metal e non. Cosa ti ha spinto a ributtarti a capofitto in una nuova etichetta/distro? E' stato il frutto di una scelta ragionata o ti sei lasciato andare al sentimento? Certo che con le prime due uscite non hai certo scherzato: Slaughter "Meatcleaver demo 1984" e soprattutto quel capolavoro di brutalità che è "Crime Against Humanity" dei Nausea. Come sei entratto in contatto con quei gruppi? Come ti sei organizzato per realizzarli? Il fatto che con Agipunk tu avessi già rilasciato del materiale degli Slaughter ti ha in un certo senso agevolato? Come stanno andando a livello di vendite? Ne sei soddisfatto? La scelta di far uscire come prime release due gruppi così ben conosciuti nel panorama underground ti ha aiutato nel far conoscere meglio l'etchetta? Scommettiamo che stamperai solo in formato vinile...  
Come dicevo prima, la voglia di continuare a maneggiare dischi non mi è mai passata, era solo questione di rivederne le modalità. E nel momento in cui ho cominciato a ragionare sui dettagli di Ripping Storm ammetto che c’è stata un’impennata di entusiasmo, ogni tanto fa bene rimettersi in gioco, in generale dico. L’etichetta è pensata dal punto di vista di chi compra i dischi, cosa non troppo difficile da realizzare viste le cifre che spendo mensilmente... Quindi mi piace curare i dettagli, dalla confezione alle scatole in cui spedisco i dischi tanto per dire, tutte queste cose da fanatici, insomma, ma senza esagerare, non mi piacciono nemmeno le edizioni inutilmente lussuose se questo si traduce in prezzi da richiesta di mutuo, tipo box placcati in platino-iridio con triplo lp a 45 giri perché sia massima la qualità audio di un demo registrato in un bidé vent’anni prima. Rendere disponibile a prezzi ragionevoli materiale raro o fuori stampa è sicuramente una grande motivazione, in realtà non vorrei però che fosse un’etichetta dedicata esclusivamente alle ristampe, l’obiettivo finale è quello di raggiungere un certo "status sociale" in modo da promuovere gruppi nuovi che meritino, piano piano ci arriveremo. Con gli Slaughter ero già in contatto da anni, ancora prima di entrare in Agipunk, con Claudio di Nessuno Schema, che avete pure intervistato, facemmo uscire una tape addirittura nel 2000. I Nausea sono sempre stati un gruppo che ho avuto nel cuore, "Crimes Against Humanity" è nella mia personale top 6 del grindcore di tutti i tempi (dopo "Scum", "From Enslavement To Obliteration", "World Downfall", "Extreme Conditions Demand Extreme Responses" e "Anticapital") (Se non sapete chi sono i gruppi responsabili di questi leggendari album, bhè, colmate la lacuna quanto prima ahahaha, ndr), li ho semplicemente contattati e sono stati subito disponibili, ho fatto poi coincidere l’uscita con il loro tour europeo in modo che avessero materiale da vendere in giro. Sicuramente partire con delle ristampe di nomi conosciuti è un grande aiuto e l’ho fatto di proposito ma, come già detto, gli obiettivi sono più sommi. E comunque sono uscite che stanno andando bene, i bilanci sono in attivo, non rischio il commissariamento insomma. Ah, come hai fatto a capire che farò uscire solo vinile? Hahaha!! (Conosco molto bene i miei polli, ahahahah, ndr).


Per la prossima primavera invece è previsto il ritorno su vinile dei Children Of Technology, gruppo al quale sei legato a doppio filo, visto che presti la tua chitarra. Cosa dobbiamo aspettarci a livello di materiale? Saranno tutti pezzi nuovi? Lo stamperai solo tu o magari sarà un'uscita a due magari con Agipunk?
Il titolo è "Future decay", otto pezzi tutti nuovi. Uscirà in vinile per Ripping Storm, in cd per Hell’s Headbangers e in cassetta per Terror From Hell. Nel momento in cui sto scrivendo abbiamo appena finito il missaggio. Ovviamente lo stile risente un pò del cambio di formazione, sono sempre i Children of Technology ma i pezzi sono mediamente più tirati, meno rockeggianti e più metal forse, in ogni caso sono molto contento di quello che è venuto fuori, ci siamo trovati bene a lavorare insieme e credo che si sentirà. Un po’ di pazienza ancora...  

Sempre parlando di future uscite, dando un'occhiata alla pagina dedicata sul sito web, si può notare che sono in lavorazione anche i vinili di Excidium, Embrionic Death, House Of Husher. Puoi darci qualche succosa anticipazione?
Alcune di queste uscite sono molto in alto mare, non per demerito mio però. Ho altre cose ancora in cantiere, ma per scaramanzia non dico nulla. Scaletta a sorpresa, dai!

Ripping Storm si occuperà solo di gruppi metal/thrash/punk/doom/death oppure allargherai il giro anche al puro hardcore o ad altre sonorità? Hai intenzione in futuro di aprire altre sottoetichette dedicate a generi specifici?  
Niente sottoetichette, voglio dare un’identità ben precisa all’etichetta e il metal è il denominatore comune al momento, poi chissà... Questo non vuol dire che non abbia altri tipi di ascolti, però credo sia importante caratterizzare bene l’etichetta, soprattutto agli inizi.

Le prime tue due uscite sono state stampate in 500 copie, di cui 100 colorate. Come mai hai optato per queste tirature? Ai tempi d'oro la tiratura minima era di 1000 copie. Se ne stampassi così hai paura che una parte ne rimarrebbe invenduta? Oppure eventualmente ti giochi la carta di ristamparne altre 500 copie nel caso andasse bene la prima tiratura?
Oggi è difficile smazzare più di 500 copie, sono altri tempi. C’è meno gente che compra dischi, non voglio che suoni come la solita lamentela rispetto a chi scarica i dischi o li ascolta in streaming, la questione mi interessa relativamente, io mi rivolgo a chi i dischi li compra, però non ha senso riempirsi la casa di scatoloni, 500 è un numero giusto per non ingolfarsi. Certo, se penso che lo split 7” Disarm/Obbrobrio nel 2001 ha avuto due stampe da 1000 copie ciascuna, è vero, direi che erano proprio altri tempi. E’ anche vero che dopo 13 anni c’è ancora gente che sta cercando di sbarazzarsene, hahaha!!

Passiamo ora dalla musica stampata a quella suonata. Tu sei il fondatore e cantante dei Barbarian. Puoi parlarci un pò del gruppo? Avete realizzato alcuni vinili sotto Doomentia Records. Ne sei soddisfatto? Le coordinate del progetto si rifanno a gruppi storici come Venom, Celtic Frost, Hellhammer, Running Wild... Quindi fermi al 1984 ahahahah! Come mai questa scelta stilistica?
Questa cosa del 1984 è un pò per ridere, siamo partiti a fine 2009 ossessionati da Hellhammer e primi Celtic Frost poi, nel tempo, il nostro suono è diventato molto più personale con influenze un pò da tutto il vecchio metal, più o meno estremo (anche Irons, Judas, Manowar… Perché no? Se sono considerati classici ci sarà pure un motivo…), il tutto riletto in chiave nostra che un pò estrema lo è nei fatti. Dopo un demo ristampato in vinile nel 2011 da Doomentia (e in cd da Despise The Sun) abbiamo fatto uscire uno split coi compari messinesi Bunker 66 (vinile e cd Doomentia) e a febbraio 2014 avremo il nuovo “Faith Extinguisher”, sempre Doomentia in tutti i formati, non potevamo trovare etichetta migliore. Intanto abbiamo già materiale nuovo e si suona dal vivo ovunque si possa. Soddisfatto? Si può sempre migliorare dai…

Ultimamente presti pure servizio nei Robanera, con i quali hai registrato il nuovo album. Anche qui se vuoi farci una presentazione del gruppo...
I Robanera sono un gruppo che esiste dal 2009 fondato da Gabriele con cui avevo già suonato nei Disprezzo e nei Giuda. Hanno fatto uscire un Cd nel 2010, poi nel 2012 mi sono aggiunto alla voce ed ecco qua “Meco Discordia”, uscito a fine 2013 in lp (limitato a 300 copie!) con l’aiuto degli amici di Shove, Zas e Deathcrush. Si tratta di musica inquadrabile fino a un certo punto, aleggia lo spirito di Greg Ginn (che è morto anni fa, i nuovi Black Flag sono portati avanti da un suo sosia poco dotato a quanto pare) ma anche quello di Dave Chandler, roba pesante, non necessariamente lenta, e voce brutale. Li ho sempre apprezzati anche da prima di entrarvi in servizio quindi lo definirei un matrimonio felice.

Dulcis in fundo sei pure presente nella nuovissima line up dei Children Of Technology. L'immaginario del gruppo è legato alla fusione tra punk e metal in salsa Mad Max. Come ti trovi a suonare con loro? Ti piace essere immerso in un contesto post atomico dominato da morte e distruzione? Sinceramente siamo molto affascinati dal tuo gruppo, specialmente da Death Lord, il cantante, che è davvero un gran personaggio...  
Ehehe, Death Lord è carismatico. Non ho avuto problemi ad ambientarmi, sia umanamente che musicalmente che “concettualmente”. Non a caso il primo Lp era uscito su Agipunk. L’immaginario post-apocalittico dei Children è un filone che mi ha sempre catturato, a parte i tre Mad Max ci sono bei film come Threads, The Omega Man, Soylent Green, Escape from New York, O-bi O-ba, The Road, The Quiet Earth, Children Of Men, A Boy And His Dog… Poi libri, fumetti… Morte e distruzione in tutte le salse (recentemente ho letto Dr. Bloodmoney di Philip Dick, bellissimo). Noi cerchiamo di essere la controparte musicale.

Tu sei sempre stato in bilico tra il punk ed il metal, prendendo il meglio dai due. Cosa ti ha affascinato del lato punk e di quello metal?
Il mio primo disco metal vero e proprio (escludiamo “The Final Countdown”, anche se le chitarre distorte ci sono pure lì…) è stato “And Justice For All”, rimasi impressionato (a vita a questo punto) dall’aggressività musicale, dai testi scuri (avevo 13 anni), e proprio i Metallica sono stati l’input a prendere la chitarra in mano. Il mio primo disco punk invece è stato “Fresh Fruit For Rotting Vegetables”, da lì ho capito che i testi potevano trattare intelligentemente la realtà più vicina e con il punk italiano (Wretched su tutti) ho imparato come questo potesse essere fatto in maniera radicale, oltre ad aver imparato del senso dell’autoproduzione. Le mie radici sono qui, anche se poi negli anni ho imparato tante altre cose in altri ambiti musicali. Se cito gli Einstuerzende Neubauten divento snob? Ormai l’ho fatto…

Barbarian.

Dal punto di vista strettamente culinario ci pare tu sei vegan, correggici se sbagliamo. Volevamo chiederti come ti trovi a portare avanti questo tipo di dieta e perchè hai deciso di seguirla? Soprattutto in relazione al contesto prettamente metal in cui ti muovi, che di sicuro non è mai stato (a parte alcuni casi) molto aperto nei confronti di queste scelte...
Esatto, vegetariano da 19 anni e vegano da 15. Mai avuto problemi, ripensamenti o malori, sto proprio bene! Per farla breve, visto che si può tranquillamente vivere senza approfittare degli animali non vedo perché non farlo. Nei limiti si cerca di approfittare il meno possibile pure degli umani. E anche prescindendo un attimo da tutto questo sto molto attento a quello che mangio per un discorso di salute. E mi piace cucinare, quindi sono a posto. Il contesto non mi interessa, porto avanti la mia scelta senza pretese evangelizzatrici e con molti scatolini col pranzo da casa. L’Italia, come tanti altri posti, non è molto vegan-friendly, quindi anche la scena metal e, ti dirò, in egual misura anche quella punk attualmente. Sono molto lontani i tempi in cui le cene pre-concerto erano vegane di default. Vegani, soprattutto, ma anche vegetariani sono una minoranza ormai, uno degli aspetti della perdita di contenuti da parte di una scena che ha sempre preteso, a torto o a ragione, a seconda dei casi, di averne in abbondanza. Essere vegani è oggi un qualcosa di molto più overground, un modo per essere snob per qualcuno, una sorta di religione per qualcun’altro (anche attivisti), col risultato di trovarsi di fronte spesso il sussiego se non l’ostilità da parte degli "onnivori". Se la piazza di Facebook può essere in qualche modo rappresentativa di tutto ciò c’è veramente da mettersi le mani nei capelli.  

Sappiamo che quando le tenebre vengono spazzate via dalla luce del giorno, tu sei un insegnante. Nello specifico, di cosa? Ti piace quello che fai? Come vedi dal di dentro il sistema scolatico italiano e cosa ci sarebbe da fare nel migliorarlo? I tuoi alunni sanno di come impieghi parte del tuo tempo libero?
Certo, ogni tanto sacrifico anche qualche alunno squartandolo su un altare dedicato al Capro Malefico. Del resto sono sempre vestito uguale, sul palco o al supermercato, quindi sto tranquillamente in mezzo ai bambini con magliette dei Genital Deformities. E oltre ai bambini lo sanno anche i genitori, ma nessuno mi ha mai fatto problemi, si vede che sono folkloristico, o magari qualcuno mi considera anche un buon insegnante e ci passa sopra, chissà. Comunque, sono insegnante di Scuola dell’Infanzia da parecchi anni, quindi palleggio marmocchi dai 3 ai 5 anni. Credo che sia uno dei pochissimi lavori (intesi come prostituzione del proprio tempo libero per campare) che sono in grado di fare con una certa soddisfazione, c’è ancora abbastanza libertà d’azione, anche in paragone al grado successivo della Scuola Primaria, quindi c’è la possiblità di metterci del proprio in un ambito fondamentale quale la formazione. E con bambini di quell’età si instaura un rapporto molto diretto e spontaneo come è molto più difficile con gli adulti, quantomeno difficile per me, è terapeutico. Non mancano le difficoltà, gestire da soli 28 bestie possedute dal demonio non è cosa da poco, aver a che fare con genitori ansiosi che non hanno una straccio di idea su come crescere un figlio è ancora peggio, ma sono ancora vivo. Il sistema scolastico italiano in sé è in agonia, sopravvive grazie alla buona volontà dei singoli e alle loro eventuali capacità personali, ma il sistema offre sempre meno. Se dal versante politico una volta era visto come luogo di indottrinamento o di riproduzione di status quo sociali e come tale terreno prezioso, negli anni è diventato sempre di più una palla al piede da cui disinvestire in quanto “azienda” priva di profitto immediato. Al massimo diventa ambito di intervento lobbystico, vedi i finanziamenti alle scuole private/cattoliche quando nelle Scuole dell’Infanzia Statali non ci sono nemmeno i fogli e i pennarelli per colorarli (non è un’iperbole), oppure si studia sempre il modo più efficace per asservire la scuola all’"impresa". Oltretutto non giova la scarsa considerazione, a livello di sentire comune, di cui gode il grado di scuola in cui lavoro, siamo visti spesso come baby sitter pagati (anzi, pagatE, i colleghi maschi sono una rarità) fin troppo bene, per la cronaca quanto un operaio. Con le risorse al lumicino mi sembra già miracoloso che dal punto di vista dell’innovazione pedagogica e della formazione degli insegnanti qualche passo avanti sia stato fatto (sto parlando di Scuola dell’Infanzia in questo momento), ma siamo ancora lontani dalla situazione ottimale che mi immagino. Comunque faccio sentire un sacco di musica ai miei bambini così da grandi compreranno tanti dischi. Mi hanno detto che i Messiah sono la musica dei diavoli e che gli Infest hanno i pezzi tutti uguali, li ho sentiti cantare gli Einstuerzende Neubauten e ancora attendo responsi sugli Irons. Però non mi hai chiesto se qualche mamma mi ha mai fatto qualche avance (Questo te lo chiederemo in separata sede, non credere ahahahaha, ndr).  

Negli anni '90 hai cominciato ad affacciarti nel panoramo punk/metal/hardcore con la tua etichetta/distro Tetanus e il tuo gruppo Disarm. Cosa ti ricordi di quei giorni, dove magari tutto era più nuovo ed eccitante? Quelle esperienze ti sono servite per arrivare al punto a cui sei oggi? Guardandoti indietro cosa rimpiangi di quei giorni andati?  
Più che altro rimpiango di non aver fatto le cose in maniera un po’ più professionale ma avevo molta voglia di fare, quasi nessuno con cui condividere la mia voglia e mi sono sempre buttato sfruttando quel poco di cui madre natura mi ha dotato. Così c’erano i Disarm, ma anche i Forgotten Kadath, gli Atropos, e dopo gli Unsung e, dagli inizi 2000, pure i Groebelar. Col senno di poi quindi penso a vagonate di peccati di ingenuità (per non dire cazzate…), però in questo modo pare si cresca e ci si formi, non che adesso sia arrivato da qualche parte in particolare, ma c’è chi è messo peggio di me. Tutto più nuovo ed eccitante una volta? Sicuro, quando manca l’esperienza è sempre così, col passare degli anni le motivazioni vanno cercate un pò più dentro che fuori, sono diventato un po’ più cinico in generale ma sono sempre qua. Il rimpianto enorme è il non aver comprato allora quei dischi che oggi invece cerco e che costano un patrimonio, sono un coglione…  

Dando un'occhiata alla scena hardcore/punk/metal italiana di oggi, come ti sembra? Quali sono i gruppi che raccomanderesti ai nostri lettori?
I gruppi non ci sono mai mancati. Ammetto che in ambito punk/hc è da un po’ che non trovo qualche gruppo che riesca ad attirare la mia attenzione per più di tre minuti. I concerti non mancano, i dischi escono, c’è fin troppa abbondanza con un livello qualitativo che fa sù e giù però. Ci sono molti gruppi sopravvalutati per la cronaca, ma chi se ne frega alla fine. In ogni caso mi sentirei di raccomandare Bunker 66, Saturnine, Extirpation, Terrorsaw, Hatred, Nudist, La Cuenta, Noia, Kontatto, Horror Vacui, Undead Creep, Sickening, Morbo, Fuoco Fatuo, Restos Humanos, Mass Idolatry, Occultator e qualsiasi gruppo abbia Pulce in questo momento (garanzia di qualità, sempre ndr). Sicuramente c’è altro che mi dimentico o che non conosco proprio.

Col passare degli anni, in ambito do it yourself, si è giunti ad un grado molto alto di qualità nelle registrazioni e uscite discografiche. Non è raro poi vedere i vinili accompagnati da adesivi, toppe e booklet graficamente e dal punto di vista della stampa curati in maniera maniacale. Tutto questo effettivamente può dare un aiuto nel vendere i vinili rendendoli più appettibili per l'acquirente?
Nel nostro piccolo valgono le leggi di mercato, c’è sicuramente una fascia di persone che vengono catturate in questo modo, un disco curato sotto tutti gli aspetti è sicuramente uno sforzo molto apprezzabile. Esiste poi una soglia oltre la quale si entra nel patologico delle manie collezionistiche, del possesso che diventa più importante della fruizione dei contenuti. Dal lato di chi i dischi li produce si rischia di finire, in maniera corrispondente, nel marketing più becero. E’ una zona grigia, se qualcosa aiuta a far girare i dischi perché non approfittarne? Però quando vedo certe edizioni farcite di gadget inutili e a prezzi stellari, come dicevo prima, beh, mi faccio da parte. La musica significa ancora di più per me rispetto ai dildo col calco dei propri cazzi allegati al disco (i Rammstein l’hanno fatto…) (Dimostrando, se ce ne fosse ancora bisogno, di essere un gruppo del cazzo, ndr).
Il fatto che negli ultimi anni il metal sia entrato in ambienti prettamente punk e hardcore ha sì portato nuovi gruppi e nuova gente ai concerti, però ha anche portato attitudini molto distanti da quello che dovrebbero essere i concetti base. Cosa ne pensi?
Sicuramente la scena metal non è mai stato questo baluardo imprenscindibile della riflessione e dell’impegno socio-politico, le eccezioni certo non mancano ma la musica è sempre stato il campo principale d’azione. D’altra parte anche nella scena punk/hc quelli che sono i concetti base, come li chiamate, spesso sono indossati come un’uniforme piuttosto che vissuti nella sostanza. Al massimo ci si è crogiolati nell’illusione di fare politica attraverso la musica, cosa riuscita storicamente forse solo ai Crass. I più illuminati si sono "accontentati" di produrre musica politicamente che è già un traguardo molto più raggiungibile. Per fare politica in senso stretto ed efficace gli strumenti sono altri a mio parere. Credo che la questione sia molto più generale, non c’entra il metal quanto una generale superficialità nell’approcciare idee e comportamenti. Siamo nell’era del'indigestione delle informazioni, tutto è aleatorio, si vive nel presente mentre un’attitudine costante o un’impegno presuppongono una sguardo verso il futuro, una progettualità insomma. Per farla breve, anche senza il metal a "infettarlo" (cosa che peraltro avviene da trent’anni), trovo il punk/hc attuale povero di contenuti, focalizzato su musica, look, divertimento… Nulla di male, constato e non accuso, basta non pretendere il contrario. Probabilmente è vero invece che è il giro metal ad essersi arricchito, come con la NWOBHM a inizi anni ’80 nei fatti l’autoproduzione è molto diffusa, tanto per dirne una.

Facebook e Bandcamp sono ottimi veicoli per farsi conoscere in maniera gratuita e davvero veloce. Con la tua etichetta ed i tuoi gruppi siete presenti su queste due piattaforme? Hanno portato un aumento dei tuoi contatti e della visibilità delle tue attività?
C’è poco da fare, la vita della maggior parte delle persona ruota intorno a internet e a Facebook in particolare, è il modo più semplice per comunicare e, attraverso l’interazione coi vari Bandcamb, Soundcloud, Reverbnation o chi per loro, il modo più efficace per far girare notizie e musica. Quindi pure io ne faccio uso ovviamente, non c’è motivo per il contrario. Poi se vogliamo affrontare un discorso più generale sull’impatto delle nuove tecnologie sulla "scena", in linea generale alla disponibilità gratuita e immediata di ogni genere di informazione e musica, ottima cosa, si associa una superficialità dell’approccio e un’aleatorietà dei contenuti come dicevo prima. Può sembrare il solito discorso da vecchio snob, ai vecchi tempi bisognava sbattersi a dismisura anche solo per avere una registrazione su cassetta, ma è un dato di fatto che le cose ottenute con fatica assumono un valore più grande, quelle ottenute senza sforzo invece vengono invece abbandonate più facilmente a favore di altre nuove. Quindi tutto il sovraccarico di informazioni si traduce in persone meno motivate che spariscono da un giorno all’altro verso nuovi lidi, è difficile vendere loro dei dischi, eh! Non è semplicemente perché li scaricano...

Che consigli daresti a chi voglia cimentarsi in un'etichetta distribuzione di questi tempi?
Fare tutto con cura, prestare massima attenzione a tutti i dettagli, crearsi una propria identità, sbattersi, sbattersi, sbattersi, e magari non basta nemmeno. Ah, e sbattersi.

Crediam sia tutto... Grazie del tuo tempo e aggiungi ciò che vuoi!  
Grazie a voi per esservi sforzati nel tirare fuori delle domande sensate!

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mercoledì 15 gennaio 2014

Sgurd.


Quest'intervista agli Sgurd è online anche su Salad Days Magazine. Grazie al Riga.

Gli Sgurd sono il nuovissimo gruppo di Marco Rapisarda (L'Amico Di Martucci, Smart Cops, Ohuzaru, La Piovra, Archaic) e Dudu (Gonna Fall Hard) e sono dediti ad un punk hardcore vecchia scuola alla primissimi Agnostic Front, SSD e DYS. Hanno un 7” appena uscito tramite Adagio830 di Berlino. Punk e vaffanculo... Here we go!

Foto by: Andrea Rigano | Salad Days.

Il vostro suono è pesantemente influenzato da gruppi come SSD, DYS e Agnostic Front... Come mai avete deciso di suonare questo tipo di hardcore?
Perchè alla fine, quando nel 2013 dai una controllata  ai dischi che hai a casa, ti accorgi di quante merdate anni’90, emo, thrash revival, e tutta roba non ascolti più e le vendi oppure le regali... Se qualcuno le vuole. Tutto da buttare, a parte dischi che ti hanno segnato per un particolare motivo (colonna sonora di una vacanza, o un gruppo dove ci suonava un tuo amico ecc.). Poi però tiri fuori "Victim In Pain", "Get It Away" e altre bombe, che ancora ha un senso ascoltare, e capisci che e´ l’unica musica che ancora ti carica e ti da emozioni.


Le grafiche che avete utilizzato per il vostro 7" e le magliette sono molto dirette e senza fronzoli. Credete traducano bene visivamente quello che proponete dal punto di vista di suoni?
Volevamo qualcosa di classico e diretto. Come avrete capito, non cerchiamo di fare nulla di originale.

"The Beginning Of The End" è uscito sulla tedesca Adagio830, che in passato ha prodotto altri gruppi italiani come gli Holy. Come mai la scelta è ricaduta proprio su di essa? Credete che il vinile possa godere di una migliore distribuzione tramite questa etichetta?
Adagio830 è parte di un negozio di dischi di Berlino vicino a dove abita Marco, quindi sembrava la scelta piu’ giusta. Robert (il boss dell’etichetta) e Marco sono buoni amici e lavorano pure in altri progetti assieme.

Gli Sgurd hanno al loro interno ex membri di gruppi come Gonna Fall Hard, La Piovra, L'Amico Di Martucci, ecc. Credete che l'aver suonato in altri gruppi in precedenza vi abbia favorito nel costruire i pezzi? Quanto dei vostri ex gruppi possiamo ritrovare negli Sgurd?
Non so se questo abbia  aiutato a scrivere i pezzi... Tutto il disco è stato scritto e registrato in meno di una settimana. Certamente l’aver suonato in altre bands influenza la stesura di un pezzo, ma comunque facciamo qualcosa di diverso rispetto ai gruppi in cui suonavamo, quindi è come ricominciare da zero. 


Il combo si divide tra Berlino e Venezia... Questo potrebbe portare a problemi nel riuscire a suonare dal vivo? Avete in programma altre date oltre a quella del 10 e dell’11 gennaio?
A febbraio saremo occupati con altri progetti, ma da marzo in poi cercheremo di suonare il più possibile, Italia e all'estero.

Il primo lavoro degli Sgurd è uscito su 7” e su cassetta. Il 2013 ha visto il ritorno prepotente di questo formato in ambito hardcore. Come mai secondo voi? La cassetta è uscita come vostra autoproduzione limitata in 100 copie... Come mai avete optato per questa scelta?
Vendiamo piu' cassette che vinili. Se vuoi avere un mangiacassetta decente, su ebay con 20 euro te la cavi, ma non un giradischi. il vinile poi, pur essendo il top dei formati, e'molto costoso, le cassette invece si possono produrre più facilmente.

La copertina del vostro primo lavoro immortala un punk molto stile primi anni'80 intento a giustiziare tramite sedia elettrica un boia... Cosa rappresenta? Oppure è meglio lasciare un alone di mistero? Avete partecipato tutti nel processo creativo dell'artwork oppure avete lasciato mano libera a Marco?
Il tizio di New York che ha fatto la copertina, disegna spesso gente e punx giustiziati da boia. Allora gli abbiamo chiesto se per una volta tanto potevamo far "vincere" il punk. Poi è un messaggio politico contro la pena di morte nel mondo. Ma ovviamente non è vero, non c’è nessun messaggio politico nella copertina. O forse si?

Alla luce delle vostre esperienze come giudicate la scena hardcore italiana dei nostri giorni? I primi anni 2000 sono solo un pallido ricordo per ciò che riguarda gruppi, concerti e situazioni?
(Marco) Io vivendo a Berlino non vado spesso a concerti  in Italia, ma da quello che mi dicono in molti, la situazione è migliorata, un sacco di gente va ai concerti e si diverte. Poi sinceramente non sò se effettivamente questi ultimi comprano dischi e supportano le band o partecipano al concerto solo per "fare serata". Negli anni in cui giravo io, in Italia si vendevano piu' maglie che dischi e questo sicuramente vuol dire qualcosa. Gruppi, di sicuro, ce ne sono meno, e purtroppo vedo ancora questa barriera tra punk e HC, che non dovrebbe esserci, ma oramai me la vivo e basta, non lamentandomi ma cercando invece di cambiare questa cosa... Anche se ancora non so come.

Confessiamo che quando abbiamo saputo di questo gruppo ci siamo un pò meravigliati, visto che comunque alcuni componenti ci sembravan usciti un pò fuori dal giro impegnati in altri ambiti musicali e con la propra vita privata... Cosa vi ha spinti a buttarvi ancora nell’hardcore?
Invece mi sa che da noi dovevate aspettartelo (In effetti ce lo aspettavamo, ma abbiamo voluto fare i bastardi ahahahah, ndr). Guardate che abbiamo 30 anni, mica 80. Fuori dal giro, in che senso? Chi è ancora "nel giro"? Da quando abbiamo cominciato a suonare (1995), non ci siamo mai fermati. Ma appunto, credo che questo dipenda per la solita questione della differenza tra punk e HC in Italia, che ancora non condividiamo.


L'hardcore ha ancora qualcosa da dire ai giorni d'oggi? Ve lo chiediamo perchè siamo praticamente tutti coetanei e molto spesso ci capita di sentire che si stava meglio prima...
Non si stava meglio prima, non si e´mai stati bene. Per noi e´sempre stata una forma di ribellione, legata ad un disagio o alla voglia di spaccare tutto e sfogarsi.

L'hardcore intenso come attitudine quanto ha influito sulla vostra vita di tutti i giorni e, per chi come Marco, continua a muoversi all'interno dell'ambiente musicale anche se non prettamente hardcore?
Ok, siamo arrivati quasi alla fine dell’intervista, e sto cercando in tutti i modi di non usare il termine “hardcore”. Sinceramente, questo termine non l’ho mai usato, o comunque ho sempre cercato di evitarlo il più possibile. Per me gli Sgurd fanno punk. Stessa cosa vale per tutte le bands con cui ho suonato. Punk. DIY. Ovviamente ha influito e influisce ancora nella vita di tutti i giorni.

Finito. Aggiungete pur ciò che volete. Grazie!
S: Qui potete scaricare l’ EP degli SGURD: Sgurd | Bandcamp e qui potete contattarci: sgurdsgurd@gmail.com 
Le solite raccomandazioni: venite ai concerti, divertitevi, basta farsi seghe mentali su tutto... Non mangiate il pesce che viene dal Pacifico, e’ radioattivo al 100% e se lo mangiate morirete tutti.

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