domenica 30 marzo 2014

Andrea "Capò" Corsetti (Neid, Tear Me Down, Flopdown, Reboud Action Records).


E' con estremo piacere che ospito sulle pagine virtuali di Forthekidsxxx il re della Tuscia hardcore/metal: Andrea Corsetti, meglio conosciuto come Capò! Batterista in forza ai Neid, il nostro ha militato in band del calibro di Tear Me Down, Flopdown e tante altre! Porta avanti da anni Rebound Action Records e ultimamente ha scritto un saggio sulla scena hardcore di Viterbo e dintorni che premde il titolo di "Viterbo Hardcore - 20 anni di punk nella Tuscia". Personaggio come purtroppo ce ne sono pochi nel giro punk/hardcore/metal, da sempre impegnato anche politicamente, mi piace e definirlo un romantico illuminato in salsa punk! Godetevi questa chiaccherata dove abbiamo interloquito del più e del meno...

Allora partiamo direttamente dal tuo libro, "Viterbo Hardcore - 20 anni di punk nella Tuscia" che è uscito proprio in quesi giorni. Come mai ti è venuta l'idea di scriverlo? Come è strutturato? Sono presenti tutti i gruppi punk hardcore della Tuscia oppure ti sei limitato solo a quelli in cui hai suonato oppure verso quelli con cui hai collaborato/frequentato? Credi che potrebbe interessare anche chi non è addentro alla scena? Quale tipo di stile hai utilizzato per scriverlo? Dove si può reperire?
Innanzitutto ciao Marco; un ringraziamento a te per l'interessante intervista ed un saluto ai lettori di ForTheKidsxxx blog! Allora da dove cominciare? Il libro é nato dalla necessità di narrare per iscritto tutta una serie di situazioni autogestite succedutesi in questi interminabili 20 anni nella Tuscia e che hanno portato alla nascita di una solida e duratura scena punk-hardcore tutt'ora (r)esistente! E' semplicemente un lungo ed accurato racconto vissuto in prima persona che parte dalla fine degli anni '80 e diviso in 3 grossi capitoli con tutti gli aneddoti del caso. Ovviamente vi sono citate tutte le band hc nate in Etruria dal 1994 ai giorni nostri (oltre a tutti i gruppi - italiani e non - passati per Viterbo e provincia in questi 4 lustri!). Essendo un "saggio" che, fondamentalmente, descrive ed analizza dal profondo il territorio del capoluogo della Tuscia, direi che sta andando molto bene anche fra viterbesi che nulla hanno mai avuto a che fare con l'hardcore. Per chi abita nel Lazio il libro é reperibile in alcune librerie/negozi di dischi di Viterbo e Roma, altrimenti é richiedibile presso Alter-Ego Edizioni (la casa editrice che lo ha stampato: Alter Ego Edizioni) oppure scrivendo direttamente al sottoscritto (rarecs@libero.it).

Da anni sei impegnato con la tua etichetta Rebound Action. Con la quale hai prodotto e coprodotto un bel pò di gruppi. Scorgendo però il sito web, il tutto risulta aggiornato al 2005. L'etichetta/distro esiste ancora? Scorgendo la pagina su Discogs mi pare di sì, visto che hai fatto uscire un cd nel 2011. Cosa ti ha spinto ad intraprendere l'attività di "discografico" e come giudichi fino ad ora la tua esperienza? Che tipo di requisiti devono avere i gruppi per poter uscire sulla tua etichetta? Quali sono le uscite che ti hanno maggiormente soddisfatto? Progetti per il futuro?
Il sito é fermo da un pò di tempo perchè purtroppo non ho più trovato un grafico degno di questro nome ma tranquillo, ti assicuro che RA Records é viva, vegeta ed in ottima salute dato che solo fra 2012 & 2013 é riuscita a sfornare ben quattro uscite arrivando così a ben 45 (co)produzioni (Neid Mcd EP, Affluente 2xCD per festeggiare il 20nnale della band poi Contrato 12" LP & Murder Calling 12" LP, death/grind con membri Ultimo Mondo Cannibale ed ex Dirty Power Game)! Anche il Myspace é andato da un pò di anni a farsi fottere quindi, per chiunque fosse interessato, può trovare tutte le info del caso su www.facebook.com/CapòRA Recs. All'inizio - si parla del 1996 - fui sostanzialmente spinto dalla voglia di far girare le mie (auto)produzioni con il mezzo più "umano" e diffuso, ovvero lo scambio. A quasi vent'anni da quel giorno reputo sempre stra-positiva questa scelta, che mi ha permesso di conoscere e produrre negli anni ottime band (con alcune delle quali sono ancora legato da una forte amicizia) e far veicolare in 2/3 continenti la mia "musica". Beh i requisiti sono di solito strettamente attitudinali e stilistici, ovvero conoscenti, amici ma anche perfetti sconosciuti che suonino quello che più mi aggrada ovvero hc old school, grindcore, metallo nuova scuola & crust! I migliori dischi? Bella domanda... Credo, a parte le mie band (Neid "Il Cuore Della Bestia" Cd, Tear Me Down "Vincere" Mcd Ep, Flopdown/Downright Split Cd, Manifold 7" EP) direi Kafka/Defdump 7" Split, Ludd Digipack Cd, Coloss/Taste The Floor 7" Split, Disarm/Migra Violenta 7" Split, DPG/Drunkards 7" Split...! Progetti per il 2014, le uscite RA#045, 46, 47 & 48 ovvero: lo Split 7" fra Neid (di cui parlrerò più avanti) & Agathocles (leggende del mincecore fiammingo attive dal '85 con un centinaio di produzioni, chi non li conosce non é degno di leggere questo blog!!!) e lo split 7" sempre fra Neid e Buffalo Grillz (extreme grindcore da Roma con membri Hour Of Penance ed ex Orange Man Theory, Tsubo e Undertakers con tonnellate di concerti assieme a Napalm Death, Entombed, Ratos De Porao o Rotten Sound!). Più in là invece - sempre a 2014 inoltrato - il full-lenght CD dei capitolini Degenerhate (corposo death/grind dal 2002 con membri Neid ed ex Flesh God Apocalypse e Novembre... Masterizzato da Scott Hull, produttore e chitarrista di Pig Detroyer, Agoraphobic Nosebleed e Anal Cunt!!!) ed infine Dilution Mcd, progetto ultracore italo-statunitense sull'asse Chicago-Roma con membri di Disforia, Neid, xKatexMoshx, No Confidence & Sick Tired!

Fino al 2009 (mi pare) hai prodotto e distribuito la fanzine Play Fast, davvero indispensabile per gli amanti del vecchio old school punk hardcore. Cosa ti diede la scintilla per iniziare questo progetto cartaceo? In base a cosa sceglievi i gruppi e gli argomenti da trattare? Potevi contare su qualche collaboratore? Come avveniva la creazione grafica e la stampa? In quante copie veniva stampata? Come mai ad un certo punto hai smesso di pubblicarla? Credi che al giorno d'oggi sia anacronistico parlare di fanzine su carta?
Grande e complimenti per l'ottima memoria! Fui spinto essenzialmente - essendo diventato negli anni un incurabile grafomane - dalla voglia di mettere nero su bianco a tonnellate di imput spersi nel mio incasinatissimo hard-disk mentale! Quasi tutti i gruppi (ma anche singoli personaggi) erano scelti per una certa "vicinanza" attitudinale con il sottoscritto poi ovviamente l'intervista nasceva da se: ad esempio é ovvio che con Le Tormenta il discorso vertesse sull'animalismo, con Affluente & Contrasto su politica, con Ingegno, Coloss o Agipunk sulla scena in generale...! Nei primi 2 numeri mi diede una mano il Ciuco (mio fratello d'infanzia ed ex cantante di formazioni hc anni '90 come Manifold, Muddle & Reynolds) mentre il 3° ed il 4° uscirono grazie all' aiuto del Socio, mio attuale bassista nei Neid; erano infatti loro ad impaginare e stampare i numeri (arrivati a circa 100/200 tirature per ogni uscita) io mi occupavo solo dei contenuti. Tecnicamente il nuovo numero di Play Fast #5 ce lo avrei anche in mente, ma al momento sarebbe una grossa rimessa stamparlo... Magari un domani troverò il modo di fare una pubblicazione on-line! E qui mi ricollego alla tua ultima domanda: più che anacronostico (anche perchè suonare hardore e stampare in vinile é già di per sè anacronistico, ma fondamentalmente alla base del nostro spirito d.i.y) é diventato veramente sempre più esoso stampare su carta quindi... Massimo rispetto a chi ce la fa ancora dunque! (E qui non posso non citare la 7° recentissima uscita della sempiterna Porro - king of italian – Zine!!!).

Il gruppo in cui suoni ora, i Neid, sono molto conosciuti in un certo giro punk hc. Puoi tracciarci un pò la storia del gruppo? Avete suonato veramente tantissimo, sia in Italia che fuori, addirittura in Asia. Come è andata quell'esperienza? Come è la scena in quei paesi così lontani sia geograficamente che culturalmente rispetto a noi? Hai qualche aneddoto da raccontarci? Quando hai cominciato a suonare, ti saresti mai aspettato di poter portare il tuo suono in posti così lontani?
Intanto grazie per la pomposa premessa! Stilando una breve bio: Neid nacque a Viterbo nel Marzo 2007 da me (batteria), il Socio (basso), Guru Renato (voce), Giulia (chitarra, con noi fino al 2010 ed attualmente chitarrista di Olim Palus, Saturnine & No White Rag) e Serafino (chitarra, con noi fino al 2008, attualmente cantante/chitarrista degli Hostiliter) a cui subentrarono nel 2009/2010 Giacomino (già chitarra nei Cruel Revenge) ed Angioletto (voce/chitarra di Ingegno, Locked In, Inside Process & Degenerate). Siamo partiti senza troppe pretese come un semplice progetto fastcore/thrash e solo intorno al 2010, con l'avvento cioè della nuova formazione, abbiamo virato verso sonorità più elaborate e nello specifico decisamente più brutal & grindcore di stampo americano sfornando 8 uscite ed altrettante comparizioni su compilations varie. Eh sì, in soli 7 anni abbiamo realizzato già quasi 180 concerti divisi fra Europa, America & Asia. Nello specifico di quest'ultima in Malesia, Singapore e Indonesia (a cui aggiungere anche zone asiatiche della Federazione Russa dove ci é capitato, a ridosso degli Urali, di suonare anche davanti a "russi" scuri, con occhi a mandorla e baffetti alla mongola!) Nel tour del 2012 nel Sud Est asiatico ci siam trovati umanamente benissimo; così bene da pianificare, già da adesso, un ritorno da quelle parti ovvero una piccola tournee in Cina - tramite la pechinese Hot Spot Music - per il prossimo 2014/2015... Chi vivrà vedrà! Posso parlarti diffusamente della scena indonesiana (nazione dove abbiam suonato di più fra queste) che é davvero incredibile: una miriade inesauribile di etichette/gruppi senza soldi ma con un'abnegazione ed una dedizione assoluta per il d.i.y (sia che si tratti di punk che di death metal). Per farti capire meglio immaginati il corrispettivo tropicale di una Repubblica Ceca negli anni '90! Di aneddoti ne avrei a bizzeffe: a partire dal concerto di Kudus (Isola di Giava centrale) dove il nostro show fu interrotto dalle "scampanate" dell'imminente Ramadàn e fermato per non incorrere nell'arrivo della polizia religiosa allo show di Bandung, dove suonammo in un bar montato su palaffitte all'interno di una gigantesca risaia; alla serata di Depok dove due ragazzini scalzi in mutande restarono immobili tutto il set a reggermi il charleston da una parte e il timpano dall'altra o al nostro arrivo nella malese Kuala Lumpur dove ci beccammo un breve ma violentissimo monsone con tanto di cani e persone a nuotare tranquillamente in mezzo all'alluvione! A dir la verità ci ho sempre creduto: é ovvio che da adolescente mi sembrava già un sogno (come ogni provinciale) suonare a Roma, poi in barba alle tante male-lingue secondo la quale "con la musica non avrei mai combinato un cazzo", con tanta gavetta e un pò di culo sono approdato sui palchi di San Pietroburgo, San Diego, Singapore, Praga, Los Angeles, Mosca (2 volte), Liegi, Giacarta, Vienna (2 volte), Lubiana, Rostov, Berlino, Marsiglia, Bratislava, Oakland...!

Molti si ricordano di te anche perchè hai pestato i tamburi nei Tear Me Down dei tempi d'oro. Cosa ti ricordi di quei tempi? Come mai ad un certo punto te ne sei andato? Il gruppo, dopo innumerevoli cambi di formazione, sembra vivere una seconda giovinezza... Ti piacciono? Li segui ancora? Io mi ricordo di una frase del Sardo all'indirizzo del Caciotta (bassista del gruppo) che diceva così: "A Caciò, ma chi te se incula!". Frase detta veramente o me la son sognata? A che contesto si riferiva?
Mese più mese meno sono stati 10 lunghi anni di spensierata gioventù. Grazie anche per i complimenti... Probabilmente sono stati davvero i Tear Me Down dei tempi d'oro, quelli di "Morire di Tolleranza" LP e "Terzo" 7" per capirsi! All'epoca avevo 20 anni e di quella militanza conservo ancora uno splendido ricordo; un gruppo/collettivo in cui crebbi e maturai umanamente e politicamente. Periodo che, parlando di mera "musica", mi servì anche per farmi le ossa aprendo a tante storiche band come Youth Brigade, Nabat, Bouncing Souls, Ratos De Porao, Raw Power, Sin Dios, Burning Heads, Cripple Bastards & Oì Polloi (concerto, questo, nell'ultimo baluardo d'autogesione della tua bella cittadina: il leggendario e mai dimentica Al Confino Squat!). Semplicemente nel 2006 ci siamo sciolti, solo più tardi la band ha ripreso a suonare con una diversa line-up e... Mi piacciono ancora sì, ho registrato io quasi tutti i loro dischi!!! Più che seguirli in senso stretto ci "rincorriamo" nel nostro piccolo mondo accaccì dato che - negli anni a seguire - é capitato sovente di suonare insieme a Nord o Centro Italia (l'ultima volta a Padova nel 2012). Di epiteti del genere poi in due lustri ne avrò sentiti a bizzeffe quindi vatti a ricordare dove/come/quando...!


I gruppi in cui hai militato si sono sempre mossi all'interno di concerti che supportavano attività politicizzate contro lo status quo imperante. Come ti trovi all'interno dei centri sociali? Credi che ormai siano anch'essi fagocitati dal sistema e ridotti a mera cassa di risonanza per ragazzi e ragazze annoiate che li frequentano solo perchè possono fumare in tutta libertà? Oppure, a parere tuo, rivestono ancora importanza all'interno di un sistema marcio e corrotto come quello in cui viviamo in questi tempi incerti?
Passano gli anni ma io, da buon compagno (e per di più disadattato), continuo a trovarmi più a mio agio insieme ai "reietti" come me in uno Squat o in un Centro Sociale piuttosto che in un qualsiasi luogo di aggregazione/divertimento standardizzato come disco pub o locali per fighetti in genere! A parte quei troppi Csoa diventati nel tempo vere e proprie s.p.a. che sì, i giovani frequentano solo per mero intrattenimento "alternativo" del sabato sera senza però carpirne il vero valore sociale, fortunatamente i - purtroppo pochi - posti liberati rimasti rimangono importantissimi in quanto luoghi fisici di tangibile resistenza urbana e di reale contro-cultura!

Sei vegano ormai da una vita. Cosa ti spinse a suo tempo ad abbracciare questa filosofia di vita? Credi che sia più produttivo agire nel concreto ma in piccolo oppure lanciarsi in imprese titaniche di cambiamento su larga scala, ma che stringi stringi, alla fin fine portano a ben poco? Parlando con Borys di Ripping Storm in un'altra intervista, lui giustamente afferma che ormai i vegetariani ed i vegani all'interno della scena punk hardcore sono una minoranza. Tu come la vedi la situazione? E' questo sinonimo di una certa deriva di contenuti, dove la forma conta più della sostanza?
Purtroppo sono costretto a correggerti, nel senso che - dopo dieci gloriosi anni - a causa di qualche piccola "crisi di valori" sono da poco tornato mestamente sul sentiero vegatariano, continuando comunque da animalista quel percorso cominciato più di metà vita fà (al di là delle diecimila sotto-etichette vegan edge, crudista, hard line, veggie punx..!) Le mie motivazioni principali, quando nel '96 cominciai questa lotta, furono principalmente il rispetto verso gli esseri viventi non umani ed il boicottaggio/rifiuto totale di questa barbara società basata sullo sfruttamento piramidale uomo su uomo, uomo su animali e uomo su natura. Poi che aggiungere? Solita annosa domanda: per quanto mi riguarda tutto fà brodo: dal ragazzino che per moda - perchè magari vede i suoi amici - smette di mangiar carne ai collettivi che in Nord Europa riecono nel "salto di qualità" cominciando ad adoperarsi realmente per la liberazione animale diretta e senza mediazioni. Confermo quanto detto dall'amico Borys "Metallani", che rispetto agli anni '90 siamo sì. siamo rimasti veramente in pochi... Le cause principali? Forse non tanto una deriva di contenuti, semmai la conferma che il 99% dei cosidetti animalisti dell'epoca erano modaioli senza anima che lo facevano per mero trend! Basta, ad esempio, vedere la finaccia fatta da gente come la Roma SxE Legion...!

Come vedi la scena di Viterbo in questi anni? Secondo è te è maturata oppure si è fossilizzata sui soliti quattro personaggi? C'è stato un ricambio generazionale? Puoi elencarci i gruppi più interessanti delle tue parti?
Si tratta diffusamente questo argomento per tutta la durata del libro "Viterbo Hardcore": riassumendo sì, la scena mi sembra in ottima forma, avendo sempre garantito in 20 e passa anni gruppi, concerti e situazioni attraverso un sano e coerente ricambio generazionale...! Fortunamente, insomma, i soliti (e aggiungo ormai vecchi) quattro personaggi hanno trovato negli anni forze fresche & nuova linfa vitale dalle recentissime generazioni. Ti cito poi le band hardcore etrusche tutt'ora attive (a parte i già citati Neid): i Razzapparte (leggenda oi! punk dal '95), Assedio & No Prove (hc old school), FAVL (oi!), Hostiliter (crust/punx) & Hopes Are Burning (hc new school).

In sottofondo gira "Nemesis Divina", capolavoro dei Satyricon. Sappiamo che tu sei un grande cultore del freddo suono proveniente dalle nevi norvegesi. A parer tuo possiam tracciare un parallelo, in ottica do it yourself, tra il black metal ed il punk hardcore? Quali sono i gruppi che ti piacciono di più?
Parlando di messaggio e contenuti no davvero dato che siamo completamente agli antipodi! Trattando di d.i.y diciamo di sì; il black metal ai suoi albori - così come il punk - nasce come musica di denuncia antisistema e solo diversi anni più tardi fagocitato dal music business (con ad esempio band come i Dimmu Borgir diventate vere & proprie macchine da soldi!) Io sono un fanatico/feticista del primo, seminale, ancestrale e selvatico black norvegese quindi a ruota totale di tutto il materiale uscito fra 1990 & 1998 targato Mayhem, Immortal, Emperor, Burzum, Enslaved, Ulver e DarkThrone.

Sempre in ambito metal i tuoi gusti passano da quelli classico, il thrash per finire col death metal. Musicalmente tutto molto figo ma a livelli di contenuti spesso un pò poverello. A parere tuo stiamo assistendo ad una metallizzazione dell'attitudine all'interno del punk hardcore?
Più che altro credo sia il metal (ormai vero e proprio fenomeno mondiale, trasversale e mediatico) ad essere stato "metabolizzato" dal punk-hc sopratutto a livello stilistico-musicale, non certo nei contenuti! E' sempre lo stesso dilemma: meglio gruppi hardcore"di contenuto"caduti però nel dimenticatoio per l'inascoltabilità delle loro registrazioni o l'imbarazzante incapacità di suonare oppure meglio gruppi metal tecnicamente mostruosi ma dai testi ridicoli? Non lo sò, forse gli hardcorers di oggi hanno capito che - senza snaturarne l'attitudine - arrangiare in modo più professionale la tua "musica" (che si tratti di crust, punx o metalcore) forse aiuterebbe a veicolare meglio quello che dici. Negli anni '90 questo era impensabile, almeno qui in Centro Italia: i rockers andavano ai concerti punk rock, i blacksters a quelli black metal ecc... Ed erano soventi le risse fra queste due contrapposte sotto-culture (punk & metallari), magari simili nel vestiario ma diverse per mentalità, stile, attitudine ed estrazione sociale!

Politicamente tu sei sempre stato molto attivo. Volevo chiederti a cosa ti senti più vicino in questo momento, inteso a livello di conoscenza e di messa in pratica delle idee ad esso connesse.
Ah bella domanda... Che dirti? Mi sono sempre considerato un "libertario con la fissa dell'organizzazione" ed é forse per quello che nella mia vita (politica) mi sono ovunque trovato a mio agio sia con compagni anarchici anti-autoritari che con compagni comunisti legati (sopratutto) all'autonomia di classe/operaia.

Sò anche che ami molto il calcio. Cosa ne pensi del calcio moderno? Ti interessa oppure ti focalizzi solo sulle leghe minori rispetto alla Serie A? Non credi che ci molta ignoranza nelle curve dei tifosi, fomentate anche da partiti come la Lega Nord e movimenti ottusi e retrogradi come Forza Nuova?
Vivo il calcio a 360° (nel senso che lo seguo, lo leggo e di tanto in tanto lo gioco ancora...!) Il calcio moderno ha dato il definitivo colpo di grazia a quello che di buono si era ereditato dagli anni '80 ed andrebbe boicottato così come tutto il business che lo circonda (che con la vera mentalità e lo spirito sportivo nulla ha a che fare)! Senza focalizzarmi particolarmente seguo in tv la Serie A italiana (ovvero l' FC Internazionale Milano 1908) mentre le serie minori le seguo direttamente dal vivo (in quasi tutti i campi abbia giocato l'US Viterbese Calcio 1908, dagli spareggi per la Serie B all' Eccellenza!) Purtroppo il calcio altro non é che lo specchio della società e l'imbarbarimento socio-culturale in cui é sprofondata l'Italia dopo 20 anni di berlusconismo altro non ha fatto che risvegliare schizofreniche manie piccolo-borghesi (che vorrebbero curve mute e silenziose come in teatro) e rigurgiti di ignoranza nazional-xenofoba dove chiaramente gli stadi diventano bacini d'udienza prediletta per certi personaggi (nello specifico come dici tu Lega per il Nord, FN per il Centro Sud).

Il fatto di aver potuto viaggiare e ritrovarti spesso in situazioni "non da tutti i giorni" ha in qualche modo cambiato il tuo modo di rapportarti verso la società in cui vivi quotidianamente?
Certamente! L'esistenza di un essere umano per me non si misura certo nella sua quantità (leggasi età) ma per la qualità "empirica" di molteplici aspetti come esperienze/situazioni che l'hanno accompagnata ed accresciuta nella vita! Concludendo, poi, già il fatto di essere "contro" - o comunque dotati di quella frizzante scintilla che amo denominare libero pensiero - ti pone per forza di cose in conflitto dubitativo con le verità imposte da questa società-prigione a cielo aperto.

Finito! Grazie mille aggiungi pur ciò che vuoi.
Grazie a te Marco per l'interessamento e la pazienza per quella che poi é risultata una squisita chiacchierata-fiume!

Neid.

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giovedì 27 marzo 2014

Cripple Bastards.


"Nero In Metastasi" è il nuovissimo album di un gruppo che credo non abbia bisogno di presentazioni, ovvero i Cripple Bastards. Con tenacia e costanza i nostri si sono ritagliati uno spazio molto importante all'interno della scena estrama mondiale. Ho sempre creduto che relegarli ad un mero gruppo grind core fosse molto riduttivo. Il mondo che dipingono nella loro musica mi ha sempre affascinato sin da quando venni a conoscenza della loro esistenza nella prima metà degli anni '90, sia dal punto di vista prettamente musicale/lirico sia da un punto di vista squisitamente visivo (non a caso la mia copertina preferita è quella del loro split con i Violent Headache del 1993). L'ultimo album è uno dei miei ascolti preferiti di questo periodo (soprattutto il pezzo "Splendore E Tenebra, secondo me l'apice della produzione dei nostri nonchè ponte di collegamento con quello che la band ha in serbo per il futuro) e quindi mi è sembrato logico intervistare il bassista Andrea. Buona lettura!

Il vostro recente tour in Giappone ed Australia si è concluso da poco. Come l'avete organizzato? Come ti sei trovato? Che tipo di accoglienza avete ricevuto? A livello organizzativo che impressioni hai avuto? Che differenze hai riscontrato tra il modo di lavorare italiano ed europeo e quello giapponese e australiano? Quali sono le date che ti sono piaciute di più? Qualche gustoso aneddoto da raccontarci?
L’idea del tour in Giappone e Australia è nata dopo la richiesta di Curby / Obscene Productions di suonare come headliner ai due festival Obscene Extreme Asia e Australia che stava organizzando a Tokyo e Melbourne. E’ sempre stato un po’ il sogno di tutti quello di suonare in Giappone quindi abbiamo preso la palla al balzo per organizzare le date restanti a Osaka, Nagoya e Yokohama con il supporto di Curby e Takaho / Unholy Grave e, visto che eravamo “in zona”, abbiamo deciso di approfittarne aggiungendo un paio di concerti a Sydney e Canberra per riempire i giorni liberi tra un festival e l’altro. L’accoglienza è stata molto buona e ci siamo trovati benissimo sotto l’aspetto organizzativo, grosse differenze con il modo di lavorare italiano ed europeo non ce ne sono, se le cose vengono fatte con passione riescono alla grande ovunque. Personalmente i concerti che ho preferito sono stati quello a Yokohama, dove abbiamo suonato al leggendario Bar El Puente stipato al massimo con pubblico preso benissimo e le date all’Obscene Extreme Asia di Tokyo davanti a una platea veramente invasata.

Il nuovo album dei Cripple Bastards “Nero In Metastasi” è uscito da pochissimo ma è entrato di prepotenza tra le “uscite calde” di questo primo scorcio di 2014. Il disco è veramente potente e ottimamente strutturato. Ne sei soddisfatto? Che tipo di approccio avete attuato per scriverlo? E' stato più o meno faticoso portarlo a termine rispetto alle uscite passate?
Mi fa piacere che il nuovo disco ti sia piaciuto, io ne sono pienamente soddisfatto perché è uscito esattamente come volevamo e fotografa alla perfezione quello che sono i Cripple Bastards oggi. L’approccio alla composizione è stato molto simile a quello adottato per il precedente “Variante alla Morte”, partendo dai riff di chitarra di Der Kommissar si lavora insieme in sala prove sulla struttura e gli arrangiamenti e infine si adattano i testi. A questo giro abbiamo lasciato da parte le influenze più death metal, l’accordatura ribassata concentrandoci sul nostro lato hardcore, sulla velocità e la precisione.

Relapse Records è la vostra nuova etichetta. Come siete entrati in contatto con essa? Sei soddisfatto del loro modo di lavorare e di promuovere il vostro disco? Addirittura hanno masterizzato il vinile in una maniera particolare per esaltarne tutto il potenziale... Non mi pare che sia una cosa che tutte le etichette fanno...
Con Relapse ci conosciamo da una vita e il vecchio co-proprietario Bill Yurkiewicz è sempre stato un supporter dei Cripple Bastards, eravamo già stati vicini a trovare un accordo con loro anni fa ma poi al nostro posto scelsero i Regurgitate. Nel tempo siamo rimasti in contatto e nel 2006 abbiamo cominciato a collaborare con l’uscita di uno split 7” per poi approdare definitivamente al loro roster dal 2012. A livello di produzione dei supporti e di promozione hanno fatto e stanno continuando a fare un lavoro eccellente, sotto questi aspetti, dopo tanti anni, è sicuramente la miglior etichetta con la quale abbiamo lavorato e speriamo che l’intesa continui anche per i prossimi album.

Nei prossimi mesi sarai impegnato in vari concerti in giro per l'Europa per poi partire per gli Stati Uniti. Ci siete già stati altre volte. Che tipo di accoglienza avete avuto e cosa ti aspetti questa volta? Il pubblico americano è più "difficile" rispetto a quello europeo? Nel vostro primo tour mi pare che incontraste alcuni problemi nella data all'ABC NoRio di New York...
In America l’accoglienza è sempre stata molto positiva, nel tempo ci siamo costruiti una buona base di pubblico che ci segue e supporta costantemente. A maggio sarà la quinta volta che ci torniamo, suonando nuovamente al Maryland Death Fest, che è un evento ormai collaudato e organizzato egregiamente, e con un disco nuovo su un’etichetta americana, prevedo che andrà benissimo. Faremo anche una data di riscaldamento a Brooklyn con gli Hooded Menace quindi sarà sicuramente un bel macello! Dall’episodio dell’ABC No Rio sono passati ormai più di 10 anni, a dir la verità non fu poi questa gran cosa, principalmente la dimostrazione che i preconcetti e la mentalità parrocchiale di chi vede e vive musica e vita in un modo diametralmente opposto al nostro, incompatibile, non conosce confini. Non avrebbero dovuto proporci di suonare, e noi non avremmo dovuto accettare, altri tempi.

La mia impressione è che i Cripple Bastards con quest'ultimo disco siano diventati una creatura meschina e subdola, i cui testi giocano molto sulle metafore... Mi spiego meglio: se con i dischi precedenti sbattevate in faccia all'ascoltatore l'odio e il disprezzo e la vostra visione delle cose, ora invece questi elementi sono filtrati in maniera molto più discreta... Ma il risultato fa ancora più male di prima...
Mah... Sinceramente non trovo niente di meschino e subdolo nei Cripple Bastards e nel nostro approccio lirico, direi anzi che ci ritroviamo proprio nell’opposto, nell’esprimerci in maniera sincera e diretta. Concordo invece con te sul fatto che negli anni la forma possa esser diventata più ricercata, ma i messaggi rimangono sempre chiari ed inequivocabili.

Il gruppo esiste da alcuni decenni, ma tu sei entrato molto dopo la sua creazione... Quando precisamente? Come è avvenuto l'incontro? Li hai sempre apprezzati?
Sono in organico dal 1998, a 10 anni dall fondazione del gruppo, poi nel ‘99 è entrato il batterista Al Mazzotti e nel 2000 Der Kommissar alla chitarra costituendo, insieme ovviamente Giulio che è l’unico membro fondatore rimasto, la line-up che si è mantenuta inalterata fino all’introduzione l’anno scorso del nuovo chitarrista Wild Vitto. Ho conosciuto i Cripple Bastards intorno alla metà degli anni ’90 quando cominciai ad avvicinarmi al giro hardcore/punk nazionale e divennero subito uno dei miei gruppi preferiti, cominciai a seguirli costantemente, a organizzargli concerti dalle mie parti e diventammo subito amici. All’epoca suonavo la batteria negli Entropia e capitava abbastanza spesso di dividere il palco, nell’estate del ‘98 organizzammo insieme un tour in Europa orientale nel quale io sostituii in emergenza il loro bassista che li aveva mollati appena prima di partire, rientrati dal tour entrai formazione in pianta stabile, sono passati 16 anni.

Al concerto di supporto agli M.O.D. avete introdotto un secondo chitarrista. Come mai questa scelta? Come vi trovate con lui e come l'avete reclutato? In termini di impatto sonoro il gruppo ne ha tratto giovamento? Per il futuro dobbiamo aspettarci un suono più complesso ed intricato rispetto al passato?
L’idea di incorporare un secondo chitarrista ha cominciato a farsi strada già all’epoca di "Variante Alla Morte" quando Der Kommissar si mise ad arrangiare in studio una seconda chitarra su alcuni pezzi che poi per forza di cose dovevano essere riproposti dal vivo in forma semplificata ed anche per la voglia di avere a bordo un altro partner costante e ispirato a livello compositivo, ma per diverse ragioni tutto rimase lettera morta, non è semplice incorporare un nuovo elemento in un’unità all’epoca molto compatta e rodata da quasi 10 anni. Tra l’uscita di "Variante Alla Morte" e l’inizio della stesura dei pezzi di "Nero In Mtastasi" abbiamo stretto una profonda amicizia personale con Wild Vitto, ottimo chitarrista che già conoscevamo essendo nostro coetaneo e concittadino, e quando si è trattato di cominciare a dar forma ai nuovi brani che erano molto più strutturati che in passato e lasciavano spazio all’inserimento di soluzioni per noi inedite, è stato quasi naturale coinvolgerlo. Il suo apporto è stato talmente entusiasmante che abbiamo deciso di registrare con lui il disco ed incorporarlo definitivamente nel gruppo. Sul palco poi il suono con due chitarre è sicuramente più aggressivo e pieno e finalmente riusciremo a riproporre dal vivo tutti i pezzi come sono stati pensati e registrati. Per quanto riguarda il futuro, come abbiamo sempre fatto, i pezzi dell’ultimo album saranno la base su cui lavorare per migliorare e proporre qualcosa di originale senza snaturare la nostra matrice, che rimane assolutamente grind.

I Cripple Bastards sono sempre stati un gruppo “scomodo” per via di certe posizioni espresse. Tu come la vedi? Ti ha mai pesato ciò? Addirittura c'è gente che ancora pensa che siate dei nazi, anche se tu in passato hai organizzato molti concerti al Csa Dordoni di Cremona... Credi che tutto questo parlare abbia prodotto alla fin fine il risultato contrario che i vostri detrattori volevano?
Sicuramente i Cripple Bastards sono sempre stati un gruppo molto originale e personale, che non si è mai uniformato al “pensiero unico” di determinate scene, correnti e circoscrizioni hardcore/metal. Dopo tanto tempo siamo ancora qui, molti accaniti detrattori sono come evaporati, lasciando a volte il posto a nuove generazioni di caproni che ne ripetono la stessa vecchia canzone imparata a memoria, senza nemmeno sapere bene da dove nascono alcune controversie. Ognuno nel gruppo ha la sua vita e la sua storia, la mia per tanti anni è stata molto legata a quella del C.S.A. Dordoni e non limitatamente all’organizzazione di concerti, chi associa il nome Cripple Bastards all’“essere nazi” non sa oggettivamente di cosa sta parlando, frasi standard, ascoltate e ripetute, senza sostanza.

Un pezzo del vostro nuovo album parla di booking agency in termini non proprio entusiasti. Avete avuto problemi in tal senso? Non credi che oggi si tenda a creare agenzie di concerti solo come passatempo, senza aver minimamente idea di come mandare avanti la cosa e collezionando figuracce una dietro l'altra? Voi avete una booking agency che vi segue?
Penso che ogni gruppo nella sua carriera abbia avuto problemi con booking agency e promoter vari, noi ovviamente non siamo da meno, anzi... Potremmo tranquillamente scrivere un intero saggio solo su questo argomento! Nel mondo musicale c’è un microcosmo di personaggi accessori che si improvvisano promoter, agenti, manager, discografici ma che all’atto pratico non fanno altro che intasare ulteriormente una realtà già congestionata senza apportare niente di utile e costruttivo. Per questo non ci siamo mai accasati presso nessuna booking agency preferendo gestire tutto quello che riguarda i Cripple Bastards direttamente, con l’esperienza e le conoscenze accumulate negli anni. Va detto che comunque ci sono parecchie agenzie e promoter validi con i quali nel tempo abbiamo sempre lavorato benissimo, quindi non è detto che in futuro questo assetto non possa cambiare.


Il fatto che Giulio (cantante e fondatore del gruppo) abbia F.O.A.D. Records può essere una spinta in più nel far circolare il nome dei Cripple Bastards?
Sicuramente il fatto che Giulio e i ragazzi della F.O.A.D. siano costantemente attivi sulla scena musicale con un’ottima etichetta molto prolifica e una grossa distribuzione aiuta a dare maggiore visibilità anche ai Cripple Bastards, che comunque vivono di vita propria. Il lavoro di Giulio è poi da considerarsi assolutamente essenziale anche a livello di distribuzione del nostro materiale ed organizzazione dei nostri concerti, in quanto dover agire nel sottobosco di cui sopra sicuramente non è certamente cosa da poco.

Negli ultimi anni vi si è visti molto di più nel giro metal più che in quello punk hardcore. Come ti trovi a suonare in quel contesto? Il pubblico metal come ti pare? E' stato un cambiamento voluto oppure è stato un passaggio naturale?
In realtà secondo me suoniamo in un contesto più neutro, il pubblico dei Cripple Bastards è sempre stato molto eterogeneo viste le molteplici influenze che caratterizzano il nostro stile e quindi ai nostri concerti c’è sempre gente di entrambe le scene. Magari negli ultimi anni abbiamo raccolto più pubblico metal che prima era più tradizionalista e intransigente verso la nostra proposta, ma la maggior parte del nostro pubblico hardcore non ci ha mai abbandonato.

Riesci a vivere con il gruppo oppure hai anche un lavoro "regolare"? Credi che in Italia sia possibile vivere di musica?
Non vivo di musica, come tutti nel gruppo ho anch’io un lavoro “regolare”, è impossibile vivere di musica suonando grind a livello underground in qualsiasi parte del mondo, non solamente in Italia.

I concerti dei Cripple sono molto fisici, soprattutto nella risposta del pubblico. Ci sono stati dei momenti in cui ti sei ritrovato in situazioni pericolose per la tua incolumità fisica?
No mai, nonostante la fisicità del nostro pubblico e tutti i concerti senza palco che abbiamo suonato con oggetti e persone che volavano a destra e a manca non ci sono mai state situazioni pericolose per la nostra incolumità fisica, siamo ancora qui, nel bene e nel male.

Quali sono i tuoi ascolti recenti? Hai qualche gruppo da consigliare ai lettori di Forthekidsxxx?
Le ultime uscite che ho macinato di più recentemente sono state quelle di Lack of Interest, Shining, Melt Banana, Propagandhi, Deathspell Omega, Gridlink, Vektor, Motorpsycho, Exhumed, Soap & Skin e The Devil’s Blood, anche alcuni “ritornati” come Swans, Carcass e Saint Vitus hanno fatto dei dischi piacevoli che ho ascoltato abbastanza, nonostante non aggiungano niente di nuovo a quanto già detto in passato.

Come vedi la situazione musicale estrema nel nostro paese? A me sembra (almeno da ciò che ho potuto vedere) che l'interesse sia vivo, anche se spesso si ferma alle magliette e alle toppe, mentre di vinili se ne comprano pochini... Tu invece di vinili ne acquisti in quantità industriali o preferisci centellinare per goderteli appieno?
In Italia ci sono parecchi gruppi notevoli, le ultime uscite di Mombu e Forgotten Tomb sono fenomenali, poi The Secret, Misantropus, Ed, Doomraiser, Carlos Dunga, Wertham… un sacco di ottime band! Ormai la mentalità da supermercato ha travolto completamente anche il mondo della musica underground, quindi è normale che in epoca di download selvaggio il merchandising soppianti quasi totalmente i dischi ai quali non si da più nessun valore. Io ho sempre comprato molti dischi, fin da quando ero ragazzino, e continuo ad acquistarne abbastanza, privilegiando sempre e comunque la qualità rispetto al volume.

Credi che il suono del gruppo si evolverà con le prossime uscite oppure continuerete su questa strada? Ci sarà spazio per la sperimentazione magari contaminando il suono con altre influenze?
Se vedi, nel corso degli anni ci siamo continuamente “evoluti” senza mai dimenticare da dove veniamo e cercando di incorporare nel nostro suono le varie influenze che nel tempo abbiamo accumulato per proporre sempre qualcosa di personale. Su “Nero in metastasi” per esempio trovi di tutto, dalle sfuriate noisecore da una manciata di secondi a “Splendore e tenebra” che dura oltre 9 minuti con diverse parti elettroniche di TWYS che contribuiscono a creare l’atmosfera spettrale che avevamo in mente per quel pezzo, e tutto comunque suona sempre Cripple Bastards al 100%. Sento che siamo in un momento particolarmente ispirato e creativo, quest’estate cominceremo a lavorare su nuovi progetti molto interessanti che spero vedano la luce entro la fine dell’anno ma sui quali preferisco non anticipare niente.

Per ciò che riguarda i vostri testi, credi che siano cambiati a livello di scrittura? Partecipate tutti alla loro stesura oppure escono solo dalla penna di Giulio? Hai mai pensato che fossero un tantino “estremi” oppure li accetti a scatola chiusa? Prima di utilizzarli discutete fra voi per migliorarli e adattarli meglio oppure lasciate carta bianca a Giulio?
I testi sono appannaggio di Giulio the Bastard, il nostro apporto si limita esclusivamente all’arrangiamento sui pezzi, che viene vagliato e rifinito collettivamente quando serve. Se la musica è una forma d’espressione, va da se che li scriva chi poi li deve cantare, specialmente in un gruppo come i Cripple Bastards dove l’aspetto lirico è molto caratterizzante, fondamentale. Negli anni il suo modo di scriverli è cambiato, il passaggio dall’inglese all’italiano è stato determinante, ma è rimasta costante la capacità di creare immagini nitide nelle quali in molti si possono ritrovare, questo è quello che ho sempre apprezzato molto. In linea generale le liriche rispecchiano le sensazioni e gli stati d’animo di tutti i membri, tranne alcune rare eccezioni nelle quali ci siamo trovati anche agli antipodi, ma questo fa parte delle dinamiche naturali di chi lavora in gruppo.

Ok, ho concluso. Grazie mille per il tuo tempo e se vuoi aggiungi pure ciò che vuoi! Grazie per l’interessamento e il supporto Paso, è sempre piacevole restare in contatto con gente alla mano, attiva e aperta mentalmente come te (Troppo buono!, ndr). Da aprile cominceremo a portare in giro il nuovo album in Italia suonando un po’ dappertutto con la scaletta completamente rinnovata e la line-up a cinque quindi venite a vederci quando saremo dalle vostre parti e continuate a seguirci perché a breve ci saranno delle novità interessanti.


www.cripple-bastards.com

martedì 25 marzo 2014

Overdrive Banzai | I'm Not Here For You | Lp/Cd | Assurd Records.

Gli Overdrive Banzai sono il gruppo in cui suona Alessio di Assurd Records (mio ottimo amico nonchè spaccino di prim'ordine di perle viniliche) e questo è il loro debutto. Personalmente è questo tipo di suono che prediligo spararmi nelle orecchie mentre prendo il sole a Cesenatico Beach, e quindi il mio giudizio non può essere che favorevole. 11 pezzi (l'ultima è la cover dei Verbal Abuse "I Hate You") di velocissimo hardcore punk venato di rock and roll. Immaginate un connubio fra Turbonegro, Rkl e Adolescents. Melodia e velocità si intrecciano benissimo, supportate da un'ottima tecnica e da una voce graffiante e molto azzeccata. Uscirà a breve quindi vedete di non farveli scappare. Così come non fatevi scappare il catalogo dischi Assurd Records, che regala sempre tante gioie!

Overdrive Banzai | Facebook

Prune Belly | Saturnine | Ep.

Una piacevolissima sorpresa questi Prune Belly, dove suona l'ex batterista dei Left In Ruis. Dark hardcore con un feeling crust black metal che personalmente apprezzo tantissimo. 10 pezzi che a malapena sfiorano in alcuni casi il minuto, suonati molto bene e con una voce urlatissima. Mi vengono in mente gli Holy, anche se i Prune Belly sono un pochino più grezzi. Per ora potete scaricare l'Ep gratis dal loro Bandcamp. Spero vivamente che stampino un bel vinile molto presto!

Prune Belly | Facebook
Prune Belly | Bandcamp

domenica 23 marzo 2014

Simone "Bolo" Bologna (Jungle Fever, Chains, Ban X This, When Seasons Change, We'Re Right, Headed Nowhere).

Ban X This.

Simone è un mio carissimo amico, ci conosciamo da anni e gli voglio davvero un gran bene. Chitarrista e bassista prima in Ban X This, Headed Nowhere e We'Re Right, ora suona nei Jungle Fever, nei Chains e nei Last Day Before Holiday. Con lui abbiamo parlato ovviamente dei suoi gruppi, ma anche dello stato della scena straight edge e non in Italia, di politica, di caffeina e di sneaker... Yo!

Simone io comincerei col parlare un pò del mini tour che i Jungle Fever hanno fatto pochissimo tempo fa. Dove siete stati, come sono stati i concerti e in generale come ti sei trovato? Qualche aneddoto? Ok, la scorsa settimana siamo volati da Milano Bergamo a Bruxelles Charleroi per fare 3 date insieme ai nostri amici Belgi Get Wise. Abbiamo fatto 2 show in Belgio e 1 in Germania e devo dire che è stato davvero un ottimo weekend per noi: abbiamo fatto 3 ottimi shows, mangiato quintali di fries double fried, fatto nuove amicizie, belle gag e condiviso il palco con altre ottime band. Sicuramente posso dire che la data in Germania ci ha davvero sorpreso: aveva una line up strepitosa con Risk It, Eisberg, Dogchains e Get Wise, abbiamo suonato davanti a quasi 300 paganti in un locale davvero figo, quindi per noi non è stato del tutto “normale”. Ancora meglio è stato l’interesse dimostrato nella nostra band, in particolare dai Risk It e dai nostri grandi amici Eisberg che ci hanno anche supportato comprando il nostro merch. Altrettanto belle son state le date in Belgio anche se più piccole in centri della gioventù autogestiti dai ragazzi del posto. Di aneddoti ce ne sarebbero tanti, ma il più divertente è stato iniziare il weekend nel van tutti un pò seri; ma poi appena rotto il ghiaccio con i ragazzi dei Get Wise abbiamo subito iniziato a sparare battute razziste contro i francesi, che loro da veri belgi fiamminghi odiano tantissimo come noi!! Ahahahahahaha!!!

Come Jungle Fever molto recentemente avete fatto uscire, tramite Open Up Records, il vostro 7" d'esordio “Reckless Reality”. Come lo giudichi a distanza di tempo? Sei soddisfatto del suono di chitarra? Come pensi stia lavorando l'etichetta per promuoverlo?
Sì un anno fa è uscito “Reckless Reality”, time flies! Siamo soddisfatti, dopo qualche peripezia per portare a termine la registrazione a distanza di anno sono convinto delle scelte fatte e tuttora è uno dei pochi dischi da me scritto e registrato che quando lo ascolto sono davvero convinto dei suoni e dell’impatto che ha. Stef e Laura di Open Up Records sono 2 ragazzi giovani davvero in gamba, fanno tutto questo solo per passione ma danno il massimo e ce lo hanno dimostrato credendo nella nostra band, non solo producendo il disco ma anche trovandoci date come questo weekend appena fatto e distribuendo il nostro disco nelle principali distro europee. Per il futuro non sò come ci muoveremo, ma siamo decisamente grati a Stef e Laura per quello che hanno fatto per noi. Spero presto di poter organizzare un paio di date in Italia alle bands di Stef che sono Get Wise e Grim, sperando in una buona partecipazione dei kid italiani. News al volo: a breve registreremo le pre-produzioni di 5 pezzi nuovi e l’idea è quella di fare uscire un nuovo Ep entro la fine del 2014.

Un altro gruppo in cui militi sono i Chains, con i quali avete rilasciato una tape sempre per Open Up Records. Questo gruppo è interamente straightedge e improntato a sonorità hardcore vecchia scuola. Come nasce? Come mai avete deciso di optare per la cassetta come prima uscita invece di un 7"? Sei soddisfatto di come il tutto è venuto fuori? I Chains portano avanti il messaggio di matrice straight edge con testi diretti oppure preferite parlare per metafore?
I Chains sono nati da me e Marco (ED/BanxThis! ) e fondamentalmente è andata così: lavoravo a Bologna in una agenzia di distribuzione editoriale e prima dell’estate questi cercavano un'altra persona ed allora ho fatto entrare Marco a lavorare con me; quindi ci siamo ritrovati nello stesso magazzino per una intera estate e tra un bancale e l’altro, tra una sudata e la noia lavorativa non facevamo altro che ricordare vecchi concerti, vecchie band e quanto in Italia non ci sia una e vera e propria scena sxe, non ci sono band e nemmeno kid! Per cui abbiamo detto: facciamolo! Non con particolari ambizioni ma giusto per noi, per divertirci, per suonare un genere di hc che abbiamo sempre amato, per stampare delle belle t-shirt con design old school e per provare a suscitare un po di interesse magari nei più giovani, per avvicinarli ad ascoltare band fighe senza troppe cazzate e con un messaggio diretto senza tante metafore. I testi sono stati tutti scritti da Marco e personalmente mi piacciono un casino, parlano per lo più delle nostre esperienze nell’hc e del fatto che fondamentalmente in tutti questi anni non siamo mai cambiati. Essere sxe è sempre stato per noi qualcosa di naturale, qualcosa che abbiamo sempre sentito dentro e anche quando nessun’altro intorno a noi aveva lo stesso sentimento e amici o conoscenti cadevano come birilli noi ce ne siamo sempre fottuti e andati avanti per la nostra strada. Personalmente tutte le persone che nella mia vita mi hanno detto “ Eh dai, bevitela una birra” le ho sempre mandate affanculo dalla prima all’ultima, ahahahaha!!!. Abbiamo autoprodotto una 20ina di tape e un’altra 30ina sono state stampate da Stef Open Up Records. Abbiamo scelto la tape perché per un demo è il top ed anche molto più economica. Ne abbiamo rimaste una manciata, e saranno disponibili il 20 aprile all’Atlantide con Vitamin X insieme a qualche nuova t-shirt! Venite allo show, sarà divertente.

Sò che suoni il basso anche in un gruppo pop punk, ma ora come ora mi sfugge il nome. Come sei entrato in contatto con esso e come ti trovi a suonare un genere diverso da quello al quale ci hai abituato? Che differenze riscontri tra la scena hardcore e quella pop punk? Sò che recentemente ti sei imbarcato in un lungo tour europeo che ha toccato pure la Russia e stati limitrofi... Come ti è sembrata come esperienza? Che differenze culturali e di modo di porsi hai riscontrato nei ragazzi dei luoghi dove hai suonato? Hai qualche gustoso aneddoto da raccontarci? Hai pure girato un video per un vostro pezzo... Come ti sei trovato nel ruolo di attore principale?
La band si chiama Last Day Before Holiday e sono attivi dal 2007! Pier il batterista è lo stesso dei Jungle Fever e visto il grande rapporto di amicizia e stima che si è creato suonando assieme, mi ha chiesto se volevo suonare il basso con loro visto che il precedente bassista era spesso impegnato con altre band. Ho esitato un attimo per via dei tanti impegni che già ho, ma poi non ho resistito ed ho accettato. Le differenze sono molte, ma quello che conta per me è divertirmi suonando e loro lo fanno davvero bene, sono molto professionali e mi sento onorato di suonare con loro. I due chitarristi sono davvero in gamba, gente che suona da tanto e si sente. Pier come un fratello per me ed è anche il miglior batterista hardcore/punk d’Italia. A gennaio abbiamo fatto 13 date tra Lettonia, Estonia, Russia e Ucraina ed è stata una esperienza indimenticabile. Abbiamo suonato in locali davvero importanti e in situazioni che francamente non mi sarei aspettato: per esempio a Mosca c’erano 400 persone tutte per noi, e quando siamo arrivati al locale c’era già la fila fuori per entrare! Assurdo, in quel momento mi è tornato in mente quando nel 1999 all’Estragon ero io a fare la fila per andare a vedere i Sick Of It All! Ora nel 2014 c’era qualcuno che faceva la fila per vedere me e la mia band??! Tuttavia per loro era il quarto tour da quelle parti per cui avevano ed hanno un certo seguito. E’ strano perché in quell’ambiente i ragazzi tendono a vederti come un mito, come una persona irraggiungibile. Stanno tutto il tempo con il cellulare a scattare foto o fare video poi alla fine ti chiedono di fare la foto con loro, l’autografo, la maglietta o il plettro. Invece siamo gente normalissima come loro, anzi in Italia non c’è un grande seguito per questo tipo di suono, la situazione mi sembra quasi peggiore che per quanto riguarda la scena hc! Ad ogni modo una delle cose più belle del tour è stato il rapporto di amicizia che è nato con il tour manager che si è fatto tutto il tour insieme a noi, Kirill (un ragazzo di Mosca). Aparavamo cazzate di continuo e gli insegnavamo le cose più assurde in italiano e poi gli facevamo i video, ahahahaha!!! Sì, il video lo abbiamo girato ad Alessandria, la città base dei Last Day Before Holiday ed anche dei Jungle Fever. Lì abbiamo lo nostra sala prove dove registriamo anche le pre-produzioni di entrambe le band. E' stato divertente, non avevo mai suonato e recitato davanti ad una cinepresa in playback quindi per i primi 5 minuti mi sentivo perso, ma appena ho capito come fare è andato tutto liscio. Riguardo alle altre riprese non sò, tutti mi han detto che son stato bravo, ma io tutt’ora ad oggi non ne sono molto convinto, rivedersi così in un video fa un certo effetto, a me non molto positivo, ahahahah!!! Comunque ormai è andata e devo fidarmi di quello che è il responso della gente. Questo è il video girato in est Europa per il pezzo "On My Own".


Facciamo un salto indietro. L'anno scorso c'è stato un concerto di reunion in Atlantide a Bologna dei Ban X This. Puoi tracciarci un pò la storia di questo gruppo? Cosa avete inciso nella vostra esistenza? Come mai vi siete sciolti?
Cominciamo dalla reunion che è più facile, ahahahah!!! Semplice: Marco ci ha chiesto se ci andava di farlo e abbiamo subito accettato, più che altro come scusa per ritrovarsi un pò anche perché purtroppo non c’è spesso l’occasione di farlo per cui abbiamo fatto 3/4 prove ed abbiamo sparato il nostro set migliore da 20/25 minuti. Abbiamo aperto con “Wolfpack” dei DYS ed ha spaccato, ma ancora meglio è stato vedere ancora un sacco di amici e ragazzi più o meno giovani ancora carichi nel sentire quei pezzi. Dunque se ricordo bene la prima prova la facemmo nell’estate 2005, all’epoca Marco cantava negli ED, Edo suonava nei Summer League mentre io, Andrea e Giorgio suonavamo nei When Seasons Change. Avevamo tutti altre bands ma volevamo provare a fare qualcosa di nuovo e suonare il più possibile. All’epoca eravamo tutti circa sui 21/22 anni per cui problemi zero, l’unica preoccupazione era fare più cazzate possibili e comprare bei dischi e shirt ahahahah!!! Uscì un demo nel 2006 e poi “Creepy Crawl” Ep nel 2007 dove suonavo la chitarra, poi poco dopo io lasciai la band e andarono avanti in 4 con anche un cambio al basso ed uscì l’Lp “BanxThis!” nel tardo 2007. Rientrai a suonare con loro fisso al basso ad inizio 2008 se non sbaglio e credo anche che fosse la formazione più azzeccata e solida. Ad aprile 2008 registrammo l’ultimo 7” “How To Destroy A Quiet Sleep” che uscì poco dopo giusto in tempo per il tour in Europa con gli Smart Cops all’epoca appena freschi dell’uscita del primo 7”. Penso che la band abbia fatto il suo corso naturale, di sicuro ci siamo divertiti un casino e siamo cresciuti sia musicalmente che come persone grazie ai BanxThis! Abbiamo fatto le nostre prime esperienze all’estero e conosciuto gente che tutt'ora sentiamo. Io personalmente posso dire che è stata una delle band con le quali abbiamo ottenuto più consenso in particolare in Italia, non saprei dire esattamente perché ma allo stesso tempo io avevo un ruolo di “gregario” nella band visto che le vere menti son sempre state Marco ed Edo. Ecco, forse fu questo il motivo della mia dipartita dalla band dopo ‘’Creepy Crawl’’ nel 2007, ma poi capii che anche grazie al mio contributo la band poteva avere quel qualcosa in più ed era ok così. La cosa che fa ridere poi è che comunque anche quando avevo lasciato la band andavo lo stesso in giro con loro per date e tour e non abbiamo mai smesso di essere i coglioni di sempre. L’unico rammarico forse è stato sciogliersi proprio quando avevamo trovato una grande solidità come gruppo specialmente live, forse a quel punto saremmo potuti andare in tour negli USA... Non sò, questo non lo sapremo mai perché ormai quel treno è passato ed ognuno ha fatto le sue scelte musicali e di vita, ma ciò non toglie che se ci si becca in giro. Per me, Marco, Edo e Andrea c’è sempre tempo per una pizza ed una Coca ghiacciata e questo certifica il rapporto speciale che abbiamo costruito in tutti questi anni tra prove, show, chilometri e chilometri nella clio di Andrea stipati come sardine, 3 tour in Europa e non sò quante nottate insonni a sparare cazzate. Tutte queste cose creano un legame ed una fratellanza che difficilmente dimenticherai e metterai da parte per quelle persone con cui hai condiviso tutto questo.

Per un pò di tempo hai suonato negli Headed Nowhere. Anche qui se vuoi parlarci un pò di quest'esperienza... Com'era suonare in un gruppo che racchiudeva in sè Ric ex Reprisal e il Gallo ex By All Means, due facce dell'hardcore made in Italy che ai tempi erano un pò su posizioni opposte?
Ok, correva l’anno 2004 e io avevo 20anni, nel bene e nel male è stato fondamentale suonare con Ric, Gallo, Enrico e Marco. Ero giovanissimo per cui ho sempre fatto tesoro di ogni consiglio ed esperienza fatta insieme, del resto avevo solo da imparare ed era un onore poter suonare con loro che avevano così tanta esperienza da tutti i punti di vista, poi compravo già gran dischi direttamente dal Gallo e da Ric che puntualmente mi fregava! Probabilmente Ric e il Gallo per certi versi si poteva pensare che fossero due persone come dici tu diametralmente opposte ma credo per via delle band in cui hanno militato per molto tempo che sicuramente erano decisamente due facce ben diverse dell’hc Made In Italy, ma come persone non lo erano poi così tanto anzi, alle prove si scherzava sempre: si parlava di tattoo e di dischi. Nei miei confronti invece erano come fratelli maggiori: il Gallo quello buono che mi aiutava in tutto, Ric quello stronzo che mi criticava in tutto ahahahaha!!! Un pò come adesso!!! Lo conosci bene anche te, invece di migliorare negli anni temo sia peggiorato. Con loro ho fatto i miei primissimi show anche lontano da casa, in situazioni più o meno importanti e registrato in studio uno dei miei primi dischi. Allo stesso tempo ero sempre al centro delle peggiori prese per il culo e bastardate soprattutto da parte di Ric e Marco che insieme erano peggio che uno Tsunami di ignoranza ahahah!!! Ad ogni modo insieme a loro ho messo da parte il timore di salire su un palco e iniziato a scrivere qualche riff lottando con tutto me stesso per sovrastare la tirannia di Ric ahahah!!! Per cui è stato comunque fighissimo per me suonare per poco più di un anno negli Headed Nowhere, anche se già all’epoca i miei desideri musicali erano già altri. Infatti circa un anno dopo lasciai la band e facendo tesoro di tutto quello che avevo visto e imparato iniziai le mie band nelle quali poi avrei suonato da lì per i successivi 4anni ( When Seasons Change e BanxThis!).

Altro gruppo in cui hai prestato la tua chitarra sono stati i We're Right. Mi pare però che il progetto sia durato molto poco, giusto un demo cd ed una manciata di concerti. Chi si celava dietro questo gruppo? Come mai è durato così poco? We’re Right erano Pietro (Toungues) alla voce, Moreno (La Crisi) alla batteria, Sandro (Stop Talking, r.i.p) alla chitarra, Simo (Traces of You) alla chitarra ed io al basso. Questa era in teoria la formazione della band, ma di fatto non lo è mai stata perché abbiamo suonato solo 4 live se non ricordo male e 3 di questi per una serie di vicissitudini più o meno curiose con diverse formazioni! Purtroppo questo progetto è stato un po sfortunato: da parte mia c’era la volontà di fare una band bella carica con forti influenze hc classic e portare un pò alla ribalta quel genere di hc straight edge che in italia non ha tutta via mai avuto gran seguito, vuoi perchè molti kid non hanno una gran cultura hc e molto spesso un sacco di loro conoscono tante band attuali ma quasi zero quelle che hanno fatto la storia o più semplicemente non si sono mai davvero appassionati al punk. Ho sempre pensato che l’hardcore (quello classico) è come un fratello maggiore del punk, infatti chi non ha mai ascoltato punk e non è cresciuto ascoltandolo, non amerà mai davvero nemmeno l’hc classico delle annate che vanno dal ’86 al ’89. La band si è sciolta per vari motivi: senz’altro la distanza geografica che c’era tra me che ero la mente della band e tutti loro che era in effetti un grande ostacolo, ma allo stesso tempo qualcosa si era inceppato anche nei rapporti di amicizia che c’erano (in particolare tra Pietro e Simo); poi Sandro lasciò subito la band dopo la registrazione e il primo show per cui è proprio andata male fin da subito! Mi è dispiaciuto molto abbondare questo progetto, anche perché sono tutt'ora in buoni rapporti con tutti loro ed era bello poter condividere anche la band perché prima di tutto erano buoni amici con i quali avevo fatto altre esperienze ed anche gite in Europa per festival estivi. Purtroppo ora li sento poco e da esterno vedo e percepisco con dispiacere che la scena milanese è piuttosto spaccata e piena di invidie reciproche. Vorrei che in particolare mettessero da parte queste incomprensioni e cazzate, pensando più a credere nei loro progetti e ad organizzare un po di concerti DIY che ora sono quasi completamente spariti. Vedo invece solo grandi eventi di booking agency per band “grosse” ma quasi niente del giro più underground ed è un peccato.

Da molti anni hai abbracciato la filosofia di vita straightedge. Cosa ti ha portato ad avvicinarti ad essa e come credi ti abbia cambiato? Possiamo parlare di scena straight edge in Italia? Qual è il tuo rapporto con bevande tipo Coca Cola ed Energy drink? Molti credono che esserlo debba per forza di cose non consumare bevande che contengano caffeina...
Sono diventato sxe nel 2000 a cavallo dei miei 16/17 anni. Il mio incontro con il punk/hc e poi con lo sxe è stato abbastanza casuale ma allo stesso tempo naturale. Già a 14anni quando facevo le medie ricordo che avevo un compagno di classe dal quale andavo sempre al pomeriggio fingendo di fare i compiti che aveva un fratello maggiore che giocava a rugby nella squadra della mia città ed ascoltava punk californiano e puntualmente io e lui gli rubavamo le tape dalla sua stanza per ascoltarle! Quindi il mio approccio musicale al punk/hc è iniziato così. Non capivo bene cosa fosse ma cazzo già all’epoca ero troppo affascinato da quelle chitarre potenti e quella batteria che andava così veloce, era musica completamente diversa da quella che potevi trovare per radio o peggio in tv! Poi qualche anno dopo in prima superiore conobbi altri ragazzi della mia città e città limitrofe che skateavano e alcuni di loro erano sxe, così vedendo il mio grande interesse per tutto quello che era potente e veloce mi passarono alcune tape con Strife, Earth Crisis (che all’epoca erano il top). Mi passarono anche Judge, Youth Of Today, Gorilla Biscuits e Minor Threat e da li in poi misi da parte un pò il punk californiano e gruppi come Nirvana (che comunque mi aiutarono molto a muovere i primi passi con la chitarra che iniziai a suonare sempre in prima superiore). Qualche anno dopo quando iniziai a capire il significato delle band, delle canzoni e dello sxe, ne fui travolto: sentii subito che era la mia strada, quello che in fondo avevo sempre provato. Considera che vengo da una piccola città di provincia per cui puoi immaginare bene cosa si poteva fare al pomeriggio ai pratini: la mia compagnia era una classica ciurma di ragazzini annoiati senza nulla da fare e nulla da perdere.. Alcohol e fumo erano giusto l’antipasto di un lungo pomeriggio... Ma ad essere sincero dopo aver preso un paio di belle sbronze con loro non mi sentivo per niente parte del loro gruppo o eccitato a trascorrere un pomeriggio con quell’attitudine disfattista. Mi sembrava di buttare via solo tempo prezioso. Quello che davvero mi eccitava era vedere delle vhs di concerti, video di skate, lo sport e suonare la chitarra. Non saprei, la scena sxe in Italia è sempre stata molto altalenante per lo meno da quando ho iniziato a seguire i concerti, forse prima era un pò più forte e radicata da nord a sud ma io ero troppo giovane e quel periodo non l’ho vissuto, tu paso lo sai sicuro meglio di me ehehehe!!! Anche a livello di band interamente sxe non ne abbiamo mai avute tantissime, ma certamente ce ne sono state alcune importanti. Ora la situazione mi sembra ai minimi storici, neanche tanto riguardo ai non più giovani che magari hanno mollato e chiuso con l’hc quanto alla mancanza di un ricambio generazionale e questo credo confermi la poca cultura hc che c’è in Italia, il tutto favorito dal fatto che non si organizzano più concerti anche a livello locale per band straniere del giro underground. Personalmente ricordo grandi annate di ottimi concerti in zona Milano, Firenze, Venezia, ed anche e soprattutto la mia zona emiliano romagnola. Anche tu Paso ricorderai quanti concerti ci siamo fatti a cavallo del 2004 fino al 2007 (Ehhh mi ricordo sì, grandi gruppi e grosse risate ehehehe, ndr): per esempio mi ricordo Mental e Justice a Marina di Ravenna, Champion e Come Back Kid a Imola a 5min da casa mia! poi anche Blacklisted e Rise & Fall a Firenze… La lista è lunga, potrei continuare! Ora purtroppo come ho detto prima non ci sono giovani che si prendono “la briga” di organizzare show e questo sono convinto incida molto sul poco interesse che l’hc ed anche lo sxe suscita nei giovani oggi. Completamente opposta è la situazione in Germania o Belgio e nel nord Europa in generale, dove lì i ragazzi hanno l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda i concerti. Ne hanno tutti i weekend anche con ottime band USA. In questo siamo decisamente indietro e inferiori a loro da tutti i punti di vista ma c’è anche da dire che in Italia è molto forte un sentimento che decisamente non condivido di astio e non molta stima per le band che vengono dagli USA. Ad esempio nei centri sociali dove spesso si prova ad organizzare concerti spesso si va incontro al fricchettone di turno cagacazzi che non vuole questo o quell’altro. L'ho sempre trovato stupido e controproducente, anche perché si vuole organizzare solo un concerto, niente di più. In Italia poi ha sempre fatto molta presa il punk/hc cantato in italiano che personalmente non ho mai amato troppo, magari con testi politici (che penso ci possano stare); ognuno è libero di cantare come e cosa vuole, ma allo stesso tempo canti in italiano e non parli inglese, come pensi di poter organizzare concerti oppure andare in tour con la tua band? Per me uno degli aspetti più belli dell’hc ed anche della scena sxe è il confronto con altre realtà, conoscere ragazzi di altri paesi e culture che come te ascoltano ed amano gli stessi dischi, suonano in altre band, poter andare da loro a suonare e fare in modo che anche loro vengano a suonare nel tuo paese, scambiarsi dischi e shirt- Il concetto di hc per me è questo, fondamentalmente è come una società segreta dove non è necessario fare il rito di iniziazione, è fighissimo! Riguardo alla caffeina, chi pensa che assumerla non sia sxe , la trovo una cazzata gigantesca: la caffeina è un eccitante, uno stimolante e non certo una sostanza dannosa, magari se ti bevi 6/7 caffè al giorno poi stai di merda ma in quel caso sei un coglione! Ahahah!!! Io non bevo caffè ma bevo sempre Coca Cola ed anche energy drink prima o dopo l’attività sportiva, ma anche a casa davanti ad una partita di calcio o baseball in tv. Figurati se ha quasi 30 anni sto a pensare che bere Coca Cola non è sxe ahahah!!! Ho ben altri problemi, per esempio avere un lavoro più o meno sicuro e pagare l’affitto!


La scena hardcore in Italia, dopo anni di letargo, sembra aver imboccato la via di una timidissima ripresa. Prendo come esempio la zona di Venezia con Trivel Crew, dove a fianco di validi gruppi si è sviluppata una scena fatta di concerti e festival. Recentemente hai suonato lì in un festival con Expire ed altri gruppi... Come ti sei trovato? Mi sembra che i Jungle Fever siano molto amici dei ragazzi di Venezia...
Sì spero sia così! Certamente la zona di Venezia in questo momento è la più attiva sia come band che come organizzazione di concerti e questo è ottimo, sono ragazzi in gamba e non a caso in quella zona stanno nascendo nuove band interessanti. Il concerto con gli Expire a Marghera è stato bello, era una domenica ma c’erano più di 100 paganti e questo è un grande risultato per uno show a livello locale, la serata è filata liscia con buoni set da parte di tutte le band ed in particolare gli Expire hanno spaccato e c’è stato casino di partecipazione dall’inizio alla fine come sempre dovrebbe essere, anche con anche il mio contributo! Ahahah!!! Con molti ragazzi di Venezia siamo in ottimi rapporti e gli siamo grati per averci invitato a suonare a Marghera con una delle band USA che amiamo, è stato figo Poi li ci supportano, forse unica scena in Italia che segue i Jungle Fever divertendosi ai nostri show che è la cosa più importante. Di conseguenza non sprechiamo energie e soldi per suonare spesso in Italia che oggettivamente non ci porta nessun vantaggio, ma senz’altro se in futuro ci chiameranno ancora faremo il possibile per esserci perché quei ragazzi lo meritano. Ne approfitto qui per consigliare a tutti di dare un occhiata ai Wolf Hunt e Hittin’ Random, sono bravi ragazzi con tanta voglia di suonare, ascoltate i loro lavori, aggiungeteli su Facebook oltre a scaricare comprate i dischi!!!

Più in generale come vedi la scena in Italia? Pensi che con gli anni si sia evoluto oppure soffre di croniche mancanze di organizzazione e di posti in cui suonare? Personalmente preferisci suonare nei centri sociali oppure non ti fai problemi pure a salire sul palco dei club? Te lo chiedo perchè per alcuni sembra una bestemmia muoversi al di fuori dei circuiti do it yourself... Forse ho già risposto a questa domanda, comunque sì, in Italia mancano locali e spazi adatti per i concerti hc e questo ci penalizza tanto; ma anche la partecipazione è oggettivamente bassa e questo ha portato molte band in tour a optare per altre soluzioni abbandonando l’Italia oppure mettendola come ultimissima scelta. A me piace suonare quando ci sono le condizioni per suonare. Mi spiego: se il centro sociale ha un minimo di impianto e di spazio consono per farlo non ho mai avuto alcun problema, l’importante è che ci sia la voglia e l’interesse di fare una bella serata con tanti kid pronti a divertirsi, e tante volte non mi sembra così purtroppo. Per i club il discorso è analogo. Chiaro che per entrambi vale il discorso che le band non possono venire a suonare gratis, tutti voi sapete quanto costa la benzina e le autostrade, per cui un rimborso spese è necessario, in particolare per le band in tour che devono affrontare spese anche maggiori. Non si suona hc certo per soldi, ma non si può nemmeno pagare per suonare! Non ha senso a maggior ragione quando hai quasi 30 anni e una marea di spese che la vita adulta ti obbliga vuoi o non vuoi ad avere.

Sei anche un accanito collezionista di dischi... Quali sono i gruppi che ultimamente ti hanno colpito e quali consigli ai nostri lettori? Altra tua grande passione è lo sport. Quali segui in prevalenza e come ti sei avvicinato ad essi? Sò anche che giochi a baseball. In quale squadra? Come ti sei avvicinato a questo sport? Credi che in Italia sia diventato un pò più popolare rispetto agli anni passati?
Ahahah ahimè sì, compro sempre troppi dischi! Sono sempre parecchio aggiornato sulle nuove uscite ma non saprei, in America ci sarebbe troppa roba da dire quindi posso consigliare un po di bands europee con le quali abbiamo avuto il piacere di suonare con i Jungle Fever. Sicuramente i nostri amici Eisberg spaccano, sono i miei preferiti, poi i Risk It specialmente dal vivo sono impressionanti, gli scozzesi War Charge ci piacciono tantissimo e questa estate suoneremo con loro in Svizzera insieme ai Bent Life! Poi sicuramente le 2 bands di Stef Open Up Records (dove suona in entrambi la batteria) che sono Get Wise e Grim, e infine dico Survival e Not Afraid che credo siano le migliori band sxe attualmente attive. Entrambe stanno lavorando a un full length e son sicuro saranno ottimi dischi che comprerò ad occhi chiusi. Da bambino ho sempre giocato a calcio fino a 20 anni, poi la pressione era troppa e quell’ambiente non mi faceva per niente impazzire, si prendevano davano calci e insulti ogni domenica per cui il punk e la mia prima chitarra presero il sopravvento, ma tutt’ora seguo il calcio di alto livello e mi piace molto. Al baseball invece mi sono appassionato circa 4 anni fa seguendo alcune partite di MLB e poi al campo quelle della squadra della mia città che oltretutto è anche lo sport di categoria più alto della mia città a livello nazionale. I Redskins Imola giocano infatti in serie A nell’Italian Baseball League che è in pratica la seconda divisione nazionale, e 3 anni fa ho iniziato a giocare nella squadra B dei Redskins Imola. E’ uno sport molto difficile, dove è necessario abbinare una grande coordinazione con una buona potenza fisica ed ottenere buoni risultati in poco tempo è pressoché impossibile, serve tenacia e costanza. Prima di battere una valida in campo durante una partita bisogna mangiare tanta merda! Ahahah!!! Purtroppo quest’anno sono rimasto senza squadra perché alcuni ragazzi non più giovanissimi hanno smesso ed altri si sono spostati in altre squadre della zona per cui non avevamo il numero sufficiente per partecipare al campionato di terza divisone, ma sto comunque continuando ad allenarmi come posso sperando di riprendere l’attività agonistica l’hanno prossimo. In Italia il baseball è una bella realtà completamente snobbata dalla tv e dai giornali sportivi. Per esempio l’anno scorso a livello di nazionale l’Italia ha vinto il campionato d’Europa e nessuno ne ha parlato! E’ un peccato perché è un ambiente sano piene di persone con tanta passione, è uno sport per molti noioso e lento ma in realtà bisogna osservarlo e capire quanto sia un gioco ricco di dettagli che fanno la differenza, dove astuzia e furbizia possono farti vincere o perdere una partita.

Ho sempre creduto che i gruppi in cui suoni siano più apprezzati all'estero che nella nostra madre patria, vuoi perchè c'è più gente che segue quel tipo di suono, vuoi perchè i concerti sono più frequenti... Sei daccordo?
Sì, sono d’accordo. Credo sia più che altro perché ho sempre ascoltato prevalentemente hc/punk made in USA e ho sempre cercato di scrivere pezzi ed album con quelle sonorità ispirandomi a quel tipo di suono. Come detto prima in altre domande, in Italia è sempre stato più forte un legame alle bands che cantano in italiano magari con messaggi politici, che i miei gruppi non hanno mai avuto. Ecco, perché magari all’estero dove sono decisamente più rilassati, aperti mentalmente ed abituati a relazionarsi con diverse realtà hanno riscontrato più interesse.

Dal punto di vista dell'attitudine c'è chi critica fortemente l'hardcore moderno in quanto fatto solo di gente che porta Nike ai piedi ed è vestita di tutto punto all'ultima moda made in Usa. Ho sempre creduto che ognuno debba avere il diritto di vestirsi come vuole senza essere ogni volta portato davanti al tribunale dei duri e puri. Tu cosa ne pensi? Te lo chiedo perchè sò che ti piacciono molto Nike e affini ehehehehe... Io penso che il 70% dell’hc che conta sia made in USA, dai Minor Threat agli attuali The Rival Mob per cui se c’è qualcuno che odia così tanto gli USA può evitare di ascoltare hc e magari darsi alla musica elettronica che ora va un casino, oppure può fare il freak raccogliendo un pò di margheritine nei campi ahahahah!!! No, scherzi a parte come tu ben sai Paso (Ehhh sì, so fin troppo eheheheh, ndr) il tribunale dei duri e puri ci ha sempre insegnato che poi quelli li sono i primi ha mollare e darsi a tutt’altra vita per cui certamente ognuno è liberissimo di vestirsi come cazzo vuole, anche perché se volessimo fare un discorso etico dietro al vestiario e all’industria delle scarpe penso che non ci si dovrebbe proprio vestire e bisognerebbe andare in giro nudi, per cui mi sembra una gran cazzata. Vestirsi bene è bello a noi Jungle Fever piace molto, come anche le sneaker. A volte organizziamo delle lunghe prove nel weekend in modo da avere anche tempo per fare un po di shopping tutti insieme. Io personalmente acquisto solo Nike e Vans, odio profondamente Adidas e Puma, qualche modello di New Balance è discreto ma non le indosso più da anni. Ultimamente sono andato in fissa con Nike Free run 2, sono davvero comode ed hanno un linea che mi fa impazzire con la suola free che le caratterizza. Perfette per correre, per il tempo libero ed anche per suonare dal vivo. Infatti con i Jfungle Fever le utilizziamo tutti, io ne ho 3 paia in diverse colorazioni. Le Vans Authentic invece le porto solo d’estate senza calze! Per deliziare tutti i presenti ahahaha!!!

Dal punto di vista puramente politico, come ti collochi? Credi che nell'hardcore ci debba essere spazio per essa oppure credi che debba essere solo improntato a parlare di argomernti che riguardano la vita di tutti i giorni? Tu partecipi a livello di testi nei gruppi in cui suoni oppure ti dedichi solo alla parte musicale?
Non mi colloco. Quando provo a leggere un articolo di giornale o a seguire un programma in tv con dibattiti politici mi scende la catena, mi sembra davvero una gran barzelletta, un sacco di parole e parole buttate al vento, come una telenovela alla “Beautiful”, un siparietto atroce. Ritengo la politica, in particolare quella del nostro paese una merda, una cosa per cui provare vergogna, non cambia nulla, non credo a nessuno, credo solo in me stesso. Bisogna lavorare e lottare per ottenere ciò che si vuole e la politica non mi ha mai aiutato e mai lo farà in questo. Nell’hc sono dell’opinione che sia decisamente meglio parlare di argomenti legati alla vita di tutti i giorni, esperienze personali, qualcosa di vero, qualcosa con il quale ci si può rapportare. Un messaggio chiaramente politico non lo trovo interessante e non credo sia il modo migliore di proporlo, anzi, io ho sempre collocato l’hc in qualcosa che mi facesse stare bene, divertire, dove c’è posto per tutti per dare spazio alla propria creatività. Per fare propaganda politica per chi proprio ci tiene ci sono luoghi e situazioni più adatte. Sono contrario a chi dice che l’hc è politica, si sbaglia di grosso. Anni fa in vecchie band ho collaborato, ma ora nelle band in cui suono attualmente no, suono con grandi professionisti ai quali non devo suggerire nulla ahahah!!! No scherzo!!! Comunque no, Aldo nei Jungle Fever ha fatto un ottimo lavoro, i suoi testi mi piacciono un casino e sono molto catchy, idem per Marco nei Chains e Pier nei LDBH.

Credo di averti chiesto tutto... Se vuoi aggiungere qualcosa fai pure e grazie!
Grazie a te Paso e grazie al tuo blog Forthekidsxxx. Io e te siamo oggettivamente tra i pochi romantici rimasti che ancora si emozionano a definirsi straight edge nel 2014 (Yeah!!!, ndr). Speriamo anche solo di poter ispirare qualche giovane kid ad avvicinarsi a questo mondo, formando una nuova band, organizzando concerti, avendo una distro, non so. Non importa come, ma avendo un ruolo attivo ed ascoltando sè stesso che è ciò che più conta.


Jungle Fever | Bandcamp
Chains | Bandcamp
Last Day Before Holiday | Bandcamp

lunedì 17 marzo 2014

Anti You.


Diciamocela tutta: "Blank Stare", ultimo lp uscito della band di Roma è tra le cose migliori che sono state sfornate dal calderone hardcore punk mondiale negli ultimi tempi. Il fatto poi che sia stato prodotto da Agipunk avvalora ancora di più questa mia affermazione. Tornati da un tour in California (con puntatina in Messico), abbiamo contattato Andrea, cantante del gruppo nonchè veterano della scena hardcore della città eterna (lo ricorderete anche nelle line up di Comrades e Die!) per rivolgergli qualche domanda. Enjoy!

Di recente vi siete imbarcati in un tour sulla West Coast americana, che ha toccato città come San Diego, Los Angeles con una puntatina in Messico a Tijuana. Come è andata? Ci pare che non fosse la prima volta che suonavate da quelle parti... Che differenze ci sono tra il modo di concepire l'hardcore che hanno loro e quello che hanno gli europei? I concerti in che modo vengono organizzati e prevalentemente dove si svolgono? Abbiamo saputo che la data a Tijuana è stata la più divertente... Come vi siete trovati a livello di organizzazione e di risposta da parte dei ragazzi e ragazze venuti a vedervi? Avete qualche aneddoto da raccontarci?
Il tour sulla West Coast è andato proprio bene, abbiamo fatto dodici concerti in undici giorni, girando da San Diego e Tijuana (il posto più vicino all'inferno che io abbia mai visto, ndr) a sud a Oakland a nord, con in mezzo un bel po’ di date nella zona di Los Angeles e una puntata a Las Vegas dove, di lunedì, siamo incredibilmente riusciti a fare due concerti. Sì, Tijuana è stata la data più divertente, ci saranno stati duecento pazzi che hanno ballato, cantato, spaccato bottiglie e rotto microfoni dall’inizio alla fine. Stupendo. Anche se dopo siamo finiti a dormire in una topaia fetente, il concerto è stato davvero indimenticabile. Il tour è stato organizzato dal nostro amico Nat, una specie di stakanovista del punk con negozio di dischi (Radiation records a Fullerton, vicino L.A.), etichetta (Puke ‘n’ Vomit records, sulla quale nel 2008 è uscito il nostro 7” ‘Johnny Baghdad’), serigrafia e una passione per il gioco d’azzardo. A poche settimane dal tour ancora non ci aveva mandato un itinerario e, quando ha capito che stavamo iniziando a stressarci, ci ha risposto molto tranquillamente “guardate che qui non è come in Europa, non serve fare le cose con mesi di anticipo, tanto le persone passano tutto il loro tempo su Facebook e sanno tutto”. Ero un po’ scettico ma devo ammettere che è filato tutto liscio, compreso dal punto di vista economico. Anche ai concerti nei giorni della settimana più sfigati siamo stati trattati bene e qualcuno che veniva a vederci e ci faceva un sacco di complimenti c’era sempre. Su dodici concerti, abbiamo suonate nove volte in bar/locali, due volte in case e solo una volta, a Los Angeles, in uno spazio punk autogestito con un’atmosfera più “europea”. Insomma, mi è sembrato un po’ meno underground rispetto a qui o anche rispetto alla East Coast, dove siamo stati nel 2008. Ad esempio 6 anni fa abbiamo fatto molti più “house shows”, che poi sono le situazioni che preferisco: senza palco e in ambienti minuscoli, quindi anche suonare davanti a trenta persone diventa una figata e c’è un’atmosfera di segretezza e di quasi illegalità che trovo molto divertente. Anche il livello dei gruppi con i quali abbiamo suonato mi era sembrato molto migliore rispetto a questo tour: all’epoca abbiamo suonato un paio di volte con Government Warning, poi con Double Negative, Cult Ritual, Libyans, Murder Suicide Pact, Rational Animals, solo per citare i gruppi più conosciuti, ma ad ogni concerto c’era almeno un gruppo che mi sorprendeva davvero. Di questo giro me ne ricorderò pochi: DFMK a Tijuana, Stoic Violence a L.A. e Catholic Spit ad Anaheim. Qualche episodio divertente... La prima notte, mentre dormivo, sono stato svegliato da una telefonata di Paolo, il nostro batterista, che in preda al sonnambulismo è uscito di casa e si è fatto una passeggiata di un’oretta, scalzo e senza sapere l’indirizzo di casa, in un sobborgo californiano sconosciuto. Quando si è risvegliato ha avuto un mezzo attacco di panico. Fortunatamente è ossessionato da Facebook e non si separa mai dal suo iPhone, altrimenti riuscire a ritrovarci sarebbe stato parecchio complicato. Quando abbiamo riattraversato il confine dopo il concerto a Tijuana eravamo tutti un po’ in paranoia, tranne Mila, convinti che ci avrebbero deportati e che il tour sarebbe finito così. Siamo entrati negli USA da turisti per questioni di permessi di lavoro, tasse, ecc. Insomma, arrivo al controllo passaporti e l’agente di frontiera mi chiede cosa fossi andato a fare a Tijuana. E io, “Mah, ero qui in California e ho pensato di andare a fare un giro, sono stato in qualche bar”, “Che tipo di bar?”, “Non QUEL tipo di bar, sono un uomo sposato.”, “Lo sono anch’io, e allora? Se potessi, andrei a Tijuana tutte le sere! Sai di cosa ha bisogno l’America? Di qualche bordello in più! Puoi passare”. A Los Angeles il concerto si svolgeva in una zona un po’ malfamata, a fine concerto eravamo dentro al locale a chiacchierare prima di andarcene, quando si sono materializzati due poliziotti. Hanno cominciato a girare tra la gente e a mostrare la foto di una ragazza che era appena stata ammazzata dietro l’angolo, nella speranza che qualcuno la riconoscesse. Inutile dire che mi sono tranquillizzato non poco quando siamo risaliti in furgone per andarcene. Andare a registrare il radio show di Maximumrocknroll, trovarsi di fronte al loro enorme archivio di dischi. Buttare giù una scaletta di un’ora con solo classici del punk hardcore italiano, bellissimo. Entrare a casa di Martin Crudo a San Francisco e vedere come prima cosa un ritratto fotografico del Melo sulla parete in cima alle scale.

Il vostro nuovo album, "Blank Stares" è uscito su Agipunk Records. Come vi siete trovati a lavorare con l'etichetta di Mila e Koppa? Il vostro precedente lavoro era uscito per un'etichetta americana... Che differenze avete riscontrato tra i due modi di lavorare? Uscirà una versione americana del disco oppure Agipunk cercherà di "spingerlo da sola" pure oltre oceano?
Agipunk è un’etichetta che mi piace molto, le loro uscite sono sempre molto curate, abbastanza varie e non modaiole, sono contentissimo di aver fatto un disco con loro. E dopo essere stato in tour in America con Mila lo sono ancora di più, è un grande. Con gli AY abbiamo sempre fatto dischi per etichette americane, tranne la stampa in Cd del primo Ep, quindi stavolta volevamo anche una stampa europea, tutto qui. Differenze tra Agipunk e le altre etichette con le quali abbiamo lavorato in passato non ne vedo, siamo abituati bene. Abbiamo sempre avuto a che fare con persone in gamba e oneste, lo standard è sempre stato alto, dalla Punks Before Profits alla No Way, da Puke’n’Vomit a Six Weeks a Agipunk. Tutte etichette punk/hardcore serie, portate avanti da persone che ci credono e che non mi sembra siano mai state ossessionate dalle mode del momento. Proprio la Six Weeks ha stampato la versione americana in concomitanza col tour. Quindi saranno di nuovo loro a occuparsi degli USA, dopo aver già fatto il nostro primo LP.


I testi dei vostri brani sono sempre molto diretti e concreti. Da cosa traete ispirazione per scriverli? Il processo di scrittura avviene con tutti i membri del gruppo coinvolti oppure è ad opera solo di alcuni componenti?
I testi li ho sempre scritti io, da solo, tranne pochissime eccezioni. Considera che in tutti questi anni abbiamo registrato più di 50 pezzi, e solo tre dei nostri testi sono stati scritti da Paolo o Marco. Mi ispiro alle cose che vedo o leggo, a ricordi personali, oppure cerco semplicemente di trascrivere sensazioni, frustrazioni, paure. Mi sorprende quasi che tu li abbia trovati diretti e concreti, spesso mi sembrano eccessivamente personali e oscuri. Comunque va bene, il mio ideale sarebbe riuscire a scrivere testi riconducibili ad argomenti precisi e concreti ma rendendoli in qualche modo poetici al tempo stesso. Senza per forza dover essere una serie di slogan, insomma. Il punto è che ho iniziato a scrivere da grande, a trent’anni suonati. Prima degli AY non mi era mai capitato, non ne avevo mai avvertito il bisogno, e qualche volta mi sembra un po’ di sbagliare o di scrivere cazzate, anche se in linea di massima sono abbastanza soddisfatto di quanto fatto finora. Il mio cruccio è la mia inadeguatezza a scrivere testi in italiano. Ho fatto un unico esperimento con il nostro pezzo sulla nuova compilation internazionale di Maximumrocknroll, volevo rendere la nostra canzone “speciale”, ma è stato difficilissimo e non credo che lo ripeterò.

L'artwork del vostro ultimo lavoro è davvero molto bello, anche se un pò misterioso. Cosa raffigura esattamente? Da chi è stato realizzato? Che significato ha?
L’artwork è di Alessandro Maida, detto Scarful, grafico, artista e tatuatore romano, nonché nostro amico. Ai tempi del nostro primo disco io e lui eravamo coinquilini e si è offerto di occuparsi del lato estetico perché il gruppo gli piaceva. Da allora è diventato quasi il quinto membro della band e la sua arte è parte integrante di quello che siamo, non ci sono dubbi. Anche a me piacciono molto le cose che ha fatto per il disco nuovo. Il titolo è “Blank Stares”, sguardi vuoti, e al centro della copertina si vede un occhio opaco, come fosse coperto da una cataratta e quindi impossibilitato a vedere, a fare cioè quello che deve fare un occhio, circondato da un intreccio di dita. Sul retro è raffigurato un uomo che annega, rassegnato, con lo sguardo spento. La mia personalissima interpretazione è questa: ci vedo una rappresentazione della nostra epoca, nella quale veniamo bombardati e disorientati, quindi portati ad una sorta di cecità, da un’infinità di informazioni spesso parziali, distorte, confusionarie, attraverso le quali ci troviamo poi a banalizzare molte delle cose che recepiamo. Lo capisco, succede anche a me, ed è un tema piuttosto ricorrente nei testi che scrivo.

Girando l'inserto interno appare una vostra foto dal vivo a Bologna in Atlantide. Ci sorge spontaneo chiedervi in che rapporto siete con questo famoso posto e che tipo di legame avete stretto con esso e con le persone che lo gestiscono... Mi pare che Bologna sia sempre stata molto ricettiva nei vostri confronti come supporto e risposta...
Per me Atlantide è semplicemente il miglior posto punk in Italia, ci ho suonato due volte con Anti You, due con Comrades e due con DIE! ed è sempre stato fantastico, ottima atmosfera e gente seria a gestire le serate. Veramente grandioso, un esempio di come dovrebbero essere organizzati i concerti nel nostro giro.

Gli Anti You suonano un tipo di hardcore privo di fronzoli che si rifà alla scuola americana dei primi anni '80 (e non solo)... Secondo voi ci sono stati margini di "evoluzione" nel vostro suono rispetto al primo disco? Come gruppo siete intenzionati a muovervi entro determinati "steccati" oppure per il futuro dovremo aspettarci qualche sorpresa?
Qualcosa c’è stato, certo. Agli inizi volevamo solo suonare veloce, poi abbiamo iniziato a fare anche qualche pezzo meno tirato, addirittura con qualche vaga melodia, e questo mi piace. Anche suonare dal vivo è più divertente così, c’è un minimo di varietà. Detto questo, no, non aspettatevi chissà quali sorprese, sappiamo di muoverci entro determinati steccati e penso ci stia bene così. Dopo tutto, siamo nati proprio con l’idea di avere un certo tipo di suono, dovesse venirci voglia di fare altro lo faremmo con altri gruppi oppure ci scioglieremmo.

Tutti i componenti del gruppo vengono da precedenti esperienze con altre band... Credete che questo abbia contribuito a formare il suono degli Anti You?
Sì, è vero, negli anni abbiamo tutti suonato in parecchi altri gruppi, la lista è abbastanza lunga, anche se direi che gli Anti You sono il gruppo più grezzo e minimale nel quale abbiamo mai suonato, così, andando a memoria. Forse il contributo più importante dato dalle esperienze precedenti è quello di riuscire a “togliere” dalla musica, a renderla semplice e diretta. Poi è chiaro che avendo sempre suonato in gruppi punk hardcore, tranne una mia vecchia band e la roba rap del nostro batterista, penso proprio di essere capace a scrivere un pezzo punk che funzioni, così come lo sono anche gli altri.


La scena di Roma ha vissuto importanti evoluzioni nel corso degli anni... Ha dato i natali a gruppi storici come Comrades, Concrete, Los Vaticanos, Growing Concern e per un periodo è stata l'epicentro dello straight edge con la famigerata Legion... Come avete vissuto voi questi mutamenti? Come vi siete rapportati con le differenti sfaccettature della scena hardcore?
Li ho vissuti bene, attivamente, suonando in diverse band, organizzando concerti per un periodo breve ma intenso insieme ad un piccolo gruppo di persone e sostenendo le iniziative che emergevano dalla scena ogni volta che potevo. Cambiare è inevitabile ed è bello. Considera che i quattro gruppi che hai citato li ho tutti molto amati: i Growing Concern sono stati il primo gruppo hardcore che abbia visto a Roma dopo essermi trasferito qui, concerto memorabile all’inizio del ’92 insieme a Isola Posse All Stars; i Concrete sono il mio gruppo romano preferito di sempre, visti dal vivo una marea di volte e sempre straordinari, nonostante non abbiano mai avuto dei bei suoni su disco; i Los Vaticanos erano originalissimi, micidiali e tecnicamente impressionanti; nei Comrades ci ho suonato per tanti anni e mi ci sono fatto le ossa in giro per l’Europa, sono stati importantissimi per me. Per quanto riguarda la cosiddetta Legion non ho molto da dire, era un giro che non mi interessava proprio. I gruppi erano mediocri, noiosi. In più, avendo conosciuto molto bene diversi “capetti” di quel giro, trovavo certi atteggiamenti un po’ forzati.

Come si presenta la scena romana ai giorni nostri? Credete che possa dire ancora qualcosa? Ci sono per esempio gruppi come Strength Approach che suonano veramente tanto... Come la vedete?
Mi sembra che ci sia una marea di gruppi in giro ed un bel po’ di iniziative, anche se forse non sono il più indicato per parlarne, vedi la risposta successiva! Conosco due Strength Approach da parecchio tempo, abbiamo fatto tante date insieme con i DIE! ed avevamo il batterista, Emiliano, in comune. Musicalmente preferivo la roba più veloce e melodica che facevano qualche anno fa ma sono comunque molto contento per loro, suonano sempre e in ogni parte del mondo, se lo meritano.

Ci sono dei gruppi di Roma che potete consigliarci? C'è effettiva collaborazione oppure ognuno tende a "curarsi il proprio orticello"?
Attualmente mi piacciono Poker, Gas Attack e Lexicon Devils. Per quanto riguarda la collaborazione, forse sono proprio io l’ultimo che dovrebbe parlarne. Ho 40 anni, una moglie e due figlie e un lavoro che mi piace molto e che mi porta spesso a viaggiare, quindi la mia disponibilità è molto limitata ed è difficile che vada ad un concerto se non devo suonarci. Ammetto di avere altre priorità. Detto questo... gli Anti You, quando possono, suonano ovunque e con chiunque, per primi o per ultimi, non c’è problema. E poi noto con piacere che c’è sempre parecchia gente che organizza concerti solo con gruppi locali, come il “Questa è Roma mica...” o le matinée hardcore e c’è sempre spazio per tutti. Ecco, il fatto che non ci sia bisogno di avere gruppi in tour dall’estero per fare concerti è un aspetto molto positivo.

Finito! Se avete qualcosa da aggiungere fate pure e grazie!
Grazie a te per lo spazio, leggo spesso il blog e lo trovo molto divertente. A presto!

Anti You | Bandcamp
hardcore17@hotmail.com Anti You | Email

lunedì 3 marzo 2014

Abstracter | Tomb Of Feathers | 12" | Shove Records.

Questa volta Shove Records supera sè stessa e dà alle stampre questo gruppo californiano con alla voce un italiano, tale Matteo Alagna. 3 pezzi, 3 soli pezzi che vi apriranno le porte degli inferi più nerio e fumosi. 3 pezzi per 39 minuti di puro chaos, dove le fondamenta del black metal, del punk, dell'hardcore e del death metal si fondono per dare vita ad un mostro che vi accompagnerà in un viaggio nel vuoto più totale, dove riecheggerà solo la vostra paura più profonda ed il vostro subconscio con i suoi deliri. Tra le migliori cose ascoltate ultimamente.

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Inarrestabili | Hanno Ucciso I Colori | Crazy Records/Rebel Sound Booking | Cd.

La Sardegna non è solo terra di bellissime spiagge, Elisabetta Canalis e Billionaire di Falvione Briatore, ma è anche terra di ottimo punk rock iper vitaminizzato ed energico. E' il caso degli Inarrestabili, giovanissimo power trio dedito ad un veloce e frizzante punk rock di scuola Derozer, con voce super melodica e cori da cantare a squarciagola. Giunti con questo lavoro alla loro terza uscita (escludendo l'ep di esordio), si confermano un gruppo davvero interessante per ciò che riguarda questo tipo di suono. Musicalmente ineccepibili, suonano davvero molto bene e sono l'ideale per un pò di pogo selvaggio sotto al palco. I testi affrontano le esperienze quotidiane con un piglio teen pop. L'unica cosa è che vi deve piacere il genere, ovviamente!

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