venerdì 28 novembre 2014

Cristiano Fini (Concrete, Bruma, Evidence, Si Non Sedes Is).


I Concrete, almeno per me, sono sempre stati un autentico culto. Musicalmente inarrivabili, graficamente ineccepibili. Conservo e riascolto molto spesso i loro dischi in maniera religiosa. Nei miei vagabondaggi su Facebook ho trovato il profilo di Cristiano, chitarrista del gruppo romano, e ho deciso di intervistarlo. Come spesso accade (il blog l'ho aperto pure per questo) sono venuto a conoscenza che è impegnato in un gruppo che si chiama Si Non Sedes Is (del quale, ironia della sorte, dovrò recensire il nuovo lavoro per Salad Days), del quale io ignoravo completamente l'esistenza, avendo perso le sue tracce dopo lo scioglimento dei Concrete. Insieme a lui in questo progetto triviamo Gregorio, che dei Concrete fu il bassista. Inoltre Cristiano scrive anche altro materiale sonoro che poi cataloga come MNTN, in attesa di dargli una collocazione definitiva. Ora mettetevi comodi e sciroppatevi il tutto.

Allora, innanzitutto grazie del tuo tempo. Comincio subito col chiederti cosa vi ha portato a ri registrare e remixare i brani del 10” e quelli del 7” che sono poi sono confluiti nel cd uscito qualche tempo fa “Gvttae Sangvinis”. Che cosa hai pensato quando ti è stata proposta la cosa, oppure è partita da te l'idea? Come mai avete deciso di rimettere le mani proprio su quelli? Nel cd sono presenti anche tre brani “Another”, “Slave” e la conclusiva “E Poi Piove” che mi pare non siano mai state pubblicate. Sono state registrate apposta per quest'uscita, oppue sono brani vecchi con nomi nuovi? Possiamo considerare quest'uscita come il testamento finale dei Concrete?
I primi dischi sono stati composti e registrati principalmente per un urgenza espressiva. Parlo ovviamente a titolo personale. Ricordo con piacere che c’era poca strategia riguardo a struttura e fruibilità del brano, era un sunto di quello che ci piaceva e come ci piaceva suonarlo. Anche per inesperienza, la qualità delle registrazioni di quel materiale era alquanto infima. Il criterio per la scelta dei brani di “Gvttae Sanguinis” si è basato appunto sulla scarsa qualità di registrazione degli stessi brani, ottenuta nei dischi precedenti. La scelta è caduta anche su un paio di pezzi inseriti nel primo demo e mai registrati. Per quello che riguarda il testamento la risposta è... Sì.

Mi vorrei soffermare sul pezzo “E Poi Piove”, in cui c'è una parte recitata da Tommaso Garavini che è davvero suggestiva. Secondo te se i Concrete avessero continuato, i pezzi successivi sarebbero stati su quella falsariga?
Come tutte le cose, la vena compositive dei Concrete si è evoluta. A dire il vero ci sono state cinque evoluzioni diverse e parallele che per un pò di tempo sono riuscite ad interagire con risultati interessanti. Sicuramente se avessimo continuato a comporre, il connotato sperimentale si sarebbe accentuato ancor di più.

Vi ho visto molte volte dal vivo, sia a metà degli anni '90 che nei primi anni '00. Correggimi se sbagliato: mentre i Concrete degli anni '90 eran più sanguigni e muscolari, a partire dal nuovo millennio mi parvero più poetici e con la componente emozionale, che pur essendo stata sempre presente, era decisamente potenziata. Sei daccordo?
Direi di sì. Questa è una diretta conseguenza di quello di cui parlavamo nella domanda precedente.

Un concerto dei Concrete è difficilmente descrivibile se non lo hai vissuto. Ai tempi ero ancora un adolescente, ma mi ricordo che ogni volta che salivate sul palco si creava una sorta di tensione nell'aria fra i ragazzi accorsi a vedervi. Tensione che poi esplodeva al primo riff di chitarra. Dal palco tu come la vedevi questa cosa? Io mi ricordo che ogni volta era infernale...
Ricordo che quando c’era da suonare eravamo sempre molto carichi. Evidentemente questo si percepiva anche sotto palco. Devo confessare che io dal palco mi accorgevo di poco o nulla. Non sò se per fortuna o per disgrazia, quando suonavo mi astraevo completamente, non interagivo ne coi miei soci ne tanto meno col pubblico.

Siete sempre stati a legati a doppio filo con Soa Records, che vi ha prodotto 10”, 7” e cd. Ti ricordi come nacque questa collaborazione? Come vi siete trovati con l'etichetta di Paolo? C'è pure la leggenda su di un misterioso 7” tirato in pochissime copie. Che pezzi conteneva? Ne sei in possesso? Per anni Paolo andò avanti a scrivere nei cataloghi che era inutile che glielo chiedessero...
Paolo era un assiduo frequentatore di tutti i concerti che si organizzavano a Roma. La nostra collaborazione è stata la naturale conseguenza delle nostre comuni frequentazioni. Poi era un uomo molto DIY e questo piaceva a tutti. Il misterioso 7 pollici esiste davvero. Il motivo per cui ce ne sono così poche copie è che era stato stampato molto male dallo stampatore di Roma e quindi si è optato per ripetere l’operazione creando involontariamente un oggetto da collezione. Io il mio l’ho regalato.

Concrete.

Nella seconda metà degli anni '90 anche la scena hadcore fuori dall'Italia si sveglia, e come per magia scopre gruppi come il tuo, By All Means, One Fine Day, ecc. e vi ritrovate a suonare per esempio al Vort N Vis in Belgio. Cosa ricordi di quell'esperienza? E' vero che, almeno agli inizi, erano prevenuti nei vostri confronti? Avete fatto anche dei tour europei mi pare...
Abbiamo suonato due volte a quel festival. La prima volta io ci suonai con due gruppi (anche con Bruma). C’era un’altissima percentuale di band italiane: Concrete, Bruma, Timebomb, By All Means, Burning Defeat e forse anche qualcun altro, non ricordo bene. Ci sono stati molti problemi “meccanici” per raggiungere Ieper, da parte di tutti gli italiani. Ricordo una valanga di auto rotte, cambi sfondati, ruote bucate e cose così. Aggiungi al resto lo stress, i duecento ottantamila gruppi, l’esiguo spazio per dormire comodamente e la follia di alcune scelte organizzative, ed ecco che avrai una miscela esplosiva. È inutile dire che alla fine l’esplosione c’è stata. La seconda volta è andata molto meglio. Campeggio e quindi spazio vitale, un palco più grande e più tempo per tutti di organizzarsi e suonare. Ti dirò, a parte gli sbattimenti della prima volta, a me nel complesso è sempre piaciuto andarci. A noi tutti è sempre piaciuto andare i tour, ci faceva l’effetto “amici miei” di Monicelli, una zingarata di un mese dove poteva succedere di tutto

Ricollegandomi alla domanda di prima: voi siete usciti in un momento in cui della scena hardcore italiana ci si ricordava di Negazione, Indigesti, Wretched e compagnia bella, alcuni dei quali avevano appeso la chitarra al chiodo solo qualche anno prima. Come la vivevi questa cosa? Credi che i Concrete abbiano contribuito a dimostrare che in Italia si poteva suonare hardcore senza necessariamente rifarsi a quei gruppi? Come per tutte le cose, la nostra è stata una generazione di mezzo. Io seguivo pochi di quei gruppi e ne comprendevo solo parzialmente la carica squisitamente eversiva soprattutto dei testi, che erano e sono di spessore ineguagliabile ancora oggi. Gente con qualcosa di vero da dire. Musicalmente però non li reputavo molto attraenti. I miei ascolti dell’epoca erano molto vari: Carcass, Napalm Death, Entombed, Burn, Gorilla Biscuits, Bad Brains, Misfits, Iceburn, Chain Of Strength e via dicendo. Direi che più che dimostrare di poter suonare un hc diverso, lo suonavamo a causa di una conseguenza evolutiva, in parte scevri da quella carica politica così prominente, in maniera del tutto inconscia.

Arriviamo alla definizione del vostro suono, ovvero “Metallo Della Morte”. Come è nata questa definizione? Ti piace? Il vostro suono era molto metallizzato ma non metal a parer mio... Cosa ne pensi?
Tutta questa storia nasce da svariate gag legate alla deriva metal che un po’ tutta la scena romana ha preso a seguire. La definizione non è altro che una becera romanissima divertentissima traduzione di “death metal” che fra l’altro quasi tutti noi ascoltavamo di gran gusto. Queste influenze, come anche tu hai notato, emergevano ma erano ben amalgamate con quello che era il nostro personale sound.

Ai tempi in cui suonavate, a Roma venne fuori la famigerata Roma Straight Edge Legion, che non è mai stata tenera nei vostri confronti. Mi ricordo di interviste in cui vi davano dei borghesi, degli artistoidi impaccati di soldi e vi riconducevano a Piazza Sonnino, con l'appellativo di Sonnini. Mi sembra che, almeno agli inizi, fosse una piazza di Roma che il frequentavate abitualmente, o sbaglio? Come ti rapportavi con i membri della Legion e le loro polemiche? Hai mai apprezzato qualcuno dei gruppi della Legion? Mi pare poi che ai tempi tu fossi vegan straight edge, ma evidentemente questo non bastava a smorzare i loro toni accesi...
Che dire. Si potrebbe scrivere all’infinito su questo argomento. A un certo punto, le cose non si facevano più insieme. C’era un “noi” e un “loro” e devo dire che un sacco di gente ci ha sguazzato. È sempre molto più facile scegliersi un'antagonista finto che un'antagonista vero. Ed è quello che è successo con i legionari ed i sonnini. Ti basti sapere che la “Legion” non mancava mai di attacchinare per i propri eventi pure a Piazza Sonnino, un pubblico folto lo vogliono tutti. Lungi da me fare di tutta l’erba un fascio, erano tutti bravi ragazzi che però avevano l’esigenza di sentirsi inquadrati in modo più specifico. Più che “borghesi”, perché ogni tanto il bue si fa degli scrupoli a dare del cornuto all’asino, ci si dava del drogato o spacciatore o mangiatore di carne o fascista o sessista e via discorrendo, alla giusta occorrenza. Perchè se eri vegetariano magari ti facevi le canne, e se non fumavi consumavi carne, o magari nessuna delle due cose ma avendo la cultura del corpo, essendo proibizionista, eri di destra, quindi era facile trovare un motivo per darti addosso. Essendo vegan straigth edge, io avevo una categoria tutta per me: io ero l’amico dei drogati o come qualcuno amava definirmi, il “democristiano dell’hard core”. Erano ragazzi, li ho fatti stare. Il gruppo più fico di quel giro erano i Dehumanize, in realtà erano fichi a prescindere dall’appartenenza.

In un'intervista dell'epoca (sulla fanzine The Legendary Blumergaster), alla domanda quali fossero i tuoi ascolti, tu rispondesti che gruppi come Unbroken, Chokehold, ecc. al secondo pezzo ti annoiavano di già. Ai tempi cosa girava sul tuo piatto e cosa ti ha influenzato nella stesura dei pezzi dei Concrete?
Ti ho fatto un breve elenco in una risposta poco sopra. C’erano un sacco di hardcore East Coast fra i miei ascolti, ma non tutto, mi piaceva la musica interessante. Se devo farti ancora nomi, posso citare Rorschach, Citizens Arrest, Assuck, Tad, Rapemen, Melvins, Into Another, Cro Mags, Engine Kid, Death, per parlare di musica che ascoltavo all’epoca. Ovviamente queste sono state influenze

Concrete.

Come avveniva la nascita di un pezzo del gruppo? Era una cosa a cui partecipava tutto il gruppo?
La composizione era corale. Si portava un riff e si sviluppava assieme. Si incollavano idee diverse di diverse persone ed il tutto assumeva un connotato collettivo. Faticoso ma bello, perché eravamo sempre tutti contenti del risultato.

La cosa forse più impressionante dei Concrete era Tommy, il vostro cantante. Me lo ricordo piccolo e magrissimo, ma con una voce ed una potenza immane. In più era quasi intimidito di stare sul palco...
Eh eh… Tommy ha sempre avuto un effetto estraniante su chi lo guardavo on stage.

Anni fa mi raccontarono che mentre eri in auto di ritorno da un concerto con alcuni ragazzi del Confino di Cesena, una pattuglia vi fermò e vi perguisii trovando una cucchiaio che era servito per mangiare. Ovviamente credettero che lo aveste usato per scaldare l'eroina... Ti ricordi?
Mi ricordo una miriade di altri eventi legati al nostro non convenzionale look , in quegli anni in cui ancora funzionava dove se avevi un orecchino al naso eri un drogato. Ah, le care forze dell’ordine. Se il criterio di fermo per controlli fosse ancora quello, bisognerebbe fermare tre quarti degli adolescenti in giro per l'Italia. Comunque i miei soci sono sempre stati un branco di drogati, quindi, le forze dell’ordine quando ci fermavano ne avevano ben donde.

Quali sono stati a tuo avviso i migliori concerti mai suonati dai Concrete? Quelli peggiori? Qualche aneddoto da raccontarci?
Per assurdo, i più bei concerti che io ricordi, sono stati quelli in posti con pochissima affluenza. Ricordo un concerto a Rostock con trenta persone, intro di liuto live e gran suono. Che ci vuoi fare?

Sempre da The Legenday Blumergaster, esponeste il vostro pensiero su chi allora era al capo del governo, ovvero il caro vecchio Silvio. Ora invece abbiamo Renzi, ma non mi pare che non sia cambiato molto, anzi la situazione sembra peggiorata. Cosa ne pensi?
Visto che il “partito” è lo stesso, non vedo come qualcosa possa cambiare

Come mai con i Concrete nel 2008 avete deciso di fermarvi? Ti sei pentito di questa scelta?
Detto popolare molto calzante che ho già sfruttato in un’altra intervista: chi ha avuto ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato ha dato, scurammoce o passato, simm a Napuli paesà. No non mi sono pentito, perseverare è diabolico, anche se detta così sembra una ragione in più per perseverare.

Oltre a aver militano nei Concrete, hai suonato anche nei Bruma, con un cd all'attivo sotto Green Records. Cosa ti ricordi di quest'esperienza? Mi ricordo che suonavate un genere ascrivibile all'emo core. Ti trovavi a tuo agio? Come mai avete deciso poi di sciogliervi?
È stata un’esperienza interessante, ma per una serie di motivi, a breve termine Non la definirei emo, il cantato era melodico e mai urlato, era un esperimento.

Con i Comrades invece hai suonato un bel po' e inciso svariati 7” (6 per la precisione). In questo cxaso grind senza compromessi. Come sei entrato in contatto con loro? Cosa ne pensi del loro primo 7”, in cui si definivano commie dark edge? Mi pare poi che nel corso del tempo questo lato sia venuto un po' meno... Sri daccordo? Ad un certo punto entra come seconda voce il bassista dei Concrete, Greg, che affiancava Paolo. Poi Paolo molla e rimane solo Greg mi sembra. Cosa ti ricordi di quell'esperienza? Mi pare che il gruppo non sia più attivo... Aneddoti?
Ho sempre amato il grind, e i Comrades è sempre stato uno dei progetti più divertenti a cui abbia partecipato. È partito tutto come uno scherzo. Prima formazione: alla batteria il cantante dei Timebomb Giorgio, al basso il batterista degli Evidence Matteo, alla chitarra io, alle voci il Petralia ed il Cipolla, allora cantante degli Evidence. Tutti mascherati e con attitudine minacciosa. Dopo un po’ la situazione s’è scompaginata ed è cominciata una trafila di cambi formazione che hanno sdrammatizzato l’immaginario della band. Ti porto un esempio: ricordo un tour europeo con molte date in Belgio, in cui il mood della band era prendersi a botte on stage durante il concerto. Pugni, prese al collo calci volanti, valeva tutto tranne le dita negli occhi. Il pubblico apprezzava molto.

Negli Evidence invece hai suonato e inciso pezzi per due compilation. Anche in questo se vuoi raccontarci un po' di questa esperienza...
Gran gruppo, una bellissima vena compositiva ed un interessante demo all’attivo oltre le compilation da te citate. Mi è dispiaciuto quando è andato tutto a rotoli...

Leggo con sorpresa che hai suonato nei Mudhead nel loro Lp sotto Soa Records. E' vera questa cosa? Se sì, come sei entrato in contatto cn loro e per quanto tempo ci hai suonato assieme?
Ho suonato con loro per due o tre anni ma post Lp per Soa Records. Ci siamo conosciuti ad un festival organizzato dal Laboratorio Anarchico di Milano, a Monte Marenzio, vicino Pontida. Noi eravamo li in veste Concrete ma con il Cipolla alla voce. Durante il concerto, su un palco impraticabile assemblato con pedane per il trasporto merci, Azzali, il bassista dei Mud Head, si spaccò un legamento e finì il concerto seduto per terra con la gamba in alto.

Veniamo ai giorni nostri... Spulciando su Discogs e su altri siti web ho notato che suoni ancora oggi. Un tuo progetto si chiama Solo2, e mi pare sia con tua sorella, o sbaglio? Che tipo di suono proponete e come nasce questo progetto? Siete ancora attivi? Tua sorella apprezza ciò che hai fatto in campo hardcore punk?
Solo2 era un progetto pop rock in italiano a modo suo interessante. Buona produzione ma pessima etichetta. Finiti in causa con la suddetta, il mordente è venuto meno ed il riscontro di pubblico pure. Peccato. No mia sorella ascolta black music, e non sto parlando di black metal.

Si Non Sedes Is.

Hai anche un altro progetto, chiamato MNTN. In cosa consiste? Avete registrato qualcosa? Cosa significa “Working For New Sound”?
MNTN è uno pseudonimo. Siglo in questo modo i brani composti ed ancora non collocati. Mi piace pensare che in un futuro prossimo riuscirò a decifrare un sound interessante ed allo stesso tempo fruibile ai più, ma forse è un’utopia, chi lo sà?

Consultando il tuo profilo sul sito web Sound Cloud ho notato una lunga sfilza di brani, alcuni dei quali a nome SNSI. In cosa consiste questo progetto?
Vedi sopra

Ho notato anche che ci sono dei pezzi il cui unico esecutore sei tu. Credi che cimentarsi da solo nella scrittura, composizione ed esecuzione di un brano sia una sfida alle proprie abilità?
Quello è probabile. In realtà faccio di necessità virtù, in questo modo sfrutto il tempo al massimo senza dover coordinare altre persone in fase di stesura. Una volta buttate giù le bozze cerco di realizzarle con musicisti che mi piacciono e che sento affini all’atmosfera.

Di sicuro avrò dimenticato qualche altro progetto in cui sei impegnato. Se sì, parlacene pure...
In questi ultimi anni si sono sviluppati altri progetti, alcuni già finiti, altri ancora in piedi nonostante le difficoltà legate all’aspetto geografico del mio trasferimento a Milano. Il più attivo su tutti è Si Non Sedes Is: due split ed un lp all’attivo, siamo al momento in promozione con una serie di concerti in giro per lo stivale. L’altro si chiama Laconic: un trio di cervice elettronico/acustica senza voce e senza batteria, dalle atmosfere cinematiche, molto godibile!

Leggo anche hai lavorato per Radio Rai 2. In che veste? Ci lavori ancora? Come giudichi quest'esperienza? Com'è lavorare per un'emittente radiofonica così grande e importante?
La collaborazione con Radio Rai è stata sporadica e non continuativa. È successo più perché avevo bisogno di guadagnare che per una volontà mirata. Divertente ma complicato, come sempre quando si ha a che fare con le grosse entità.

Com'è stato trasferirsi da Roma a Milano? Che differenza riscontri fra queste due città? Posso anche chiederti un parere sui recenti sgomberi avvenuti proprio lì?
Forse sarò uno dei pochi romani a cui lo sentirai dire, ma a Milano mi trovo molto bene. La città è bella, meno di Roma, ma più vivibile. Non mi è molto chiaro perché questo fatto degli sgomberi è diventato un caso solo a Milano. Gli stessi identici fatti accadono a Roma da 10 anni. Mi riferisco non all’estrema soluzione di una famiglia senza un tetto che risolve da sè un problema di competenza del comune, ma al fenomeno degli occupanti seriali che sfondano e poi prendono soldi da persone disperate in cerca di un alloggio, per cedere il diritto di occupare. Tutta la polemica gira intorno a queste figure. Il resto è demagogia, il classico serpente che si morde la coda, un circolo vizioso di case sfitte da anni non si sa perché, e di persone che occupano abusivamente per necessità, scavalcando altri disperati in lista d’attesa dagli stessi anni in cui le case erano sfitte. Condisci tutto con demagogia, allarmismi xenofobi, polizia, interessi economici e strumentalizzazioni, ed eccola la ricetta.

Nel corso degli anni ti è mai venuto voglia di ributtarti a suonare hardcore, oppure consideri quell'esperienza un capitolo chiuso e preferisci concentrarti sul dove puoi spingerti musicalmente?
Non ho mai smesso di suonare hard core. Vedi SNSI, non è un capitolo che si può chiudere.

A livello di approccio alla musica, l'esperienza maturata all'interno dell'hardcore ti ha aiutato nel muoverti meglio all'interno delle tue esperienze musicali odierne?
Direi di no. Il mondo della musica “convenzionale” è tutto diverso e molto meno schietto. Se non hai fatto già il callo ti trovi abbastanza male.

Ok, mi sembra di averti chiesto tutto. Grazie ancora e se vuoi aggiungere qualcosa sei libero di farlo...
Grazie a te.

Concrete | Facebook
Si Non Sedes Is | Facebook
Si Non Sedes Is | MySpace

martedì 25 novembre 2014

The Bleeding Eyes | Gammy | Go Down Records | Lp/Cd/Digital Download.

Il nuovo disco dei Bleeding Eyes è un progetto ambizioso. Il genere proposto dai nostri è il Gammy, ovverosia la loro definizione dell'essersi stancati di dover etichettare la propria proposta musicale. Dal canto mio considero questo disco un mix di sludge, doom, sperimentazioni ed hardcore spruzzato di metal. Strumentalmente ci troviamo di fronte ad un gruppo molto affiatato e che sà ben maneggiare la materia. Il cantato è in italiano, cosa che a me non fa impazzire, infatti credo che l'uso dell'inglese avrebbe sortito effetti migliori. Patrocina il tutto Go Down Records, che dopo aver stampato quasi esclusivamente garage rock and roll sta sondando nuovi terreni. Uscita prevista 12 dicembre 2014. Promossi.


Bleeding Eyes | Web Site
Go Down Records | Web Site

The Smashrooms.


Ho avuto modo di vedere i The Smashrooms solo una volta dal vivo, a Cesena. Ho conosciuto Gab tramite Facebook e poi per via dei dischi che ho comprato dalla sua meravigliosa distro. Oggi il gruppo ha annunciato il suo scioglimento. Bene, oggi la scena hardcore punk italiana, quella vera, lontana anni luce dai tatuaggetti colorati, i selfie da duro/a nel bagno di casa, dei concerti per finti "ribelli del sabato sera" nelle discoteche dove si fa a gara a chi compra più magliette (nella quasi totalità dei casi, orripilanti), da quell'ignoranza razzista/fascista/nazi che è ben presente in una buona fetta dell'hardcore italiano di oggi (se fate finta di non vederla, o ne fate parte oppure avete le fette di seitan sugli occhi), da quella superficialità che contraddistingue moltissima gente che frequenta il "giro", ha perso un tassello fondamentale del proprio puzzle. 3 ragazzi che con umiltà, stile e dedizione hanno creato un "piccolo mondo" di note e soprattutto parole. Che rimarranno per sempre.


Qualche giorno fa ci siamo trovati a parlare un po' delle nostre vite e di questo gruppo, che di esse è sempre stato una parte molto importante. Abbiamo parlato tanto e alla fine abbiamo preso una decisione che, per quanto sofferta, crediamo sia la più giusta da prendere in questo momento.

THE SMASHROOMS SI FERMANO, A TEMPO INDEFINITO.

Non abbiamo voluto parlare di scioglimento. Non è uno scioglimento. Perchè questo di solito arriva quando le persone non vanno più d'accordo, le band non hanno più niente da dire o non possono portare avanti il proprio progetto. Invece la nostra amicizia e ciò che condividiamo come gruppo e come individui sono ancora intatti. Sentiamo che il nostro messaggio, parte importantissima della nostra musica, è ancora vivo, per noi che negli anni lo abbiamo portato in giro, così come per tutte quelle persone che da esso hanno ricevuto qualcosa. Persone che ci hanno sempre dimostrato affetto, supporto disinteressato e amicizia.

Le cose che ti permettono di continuare a fare ciò che ami e ciò in cui credi sono molteplici, ma può capitare che l'energia, gli stimoli, la motivazione, possano venir meno. Abbiamo sempre voluto dare il massimo per questo gruppo e oggi questo non ci risulta possibile.

“Il futuro non è scritto”, hanno detto. Noi crediamo che sia così. Non sappiamo cosa succederà in futuro, ma sappiamo che qualsiasi cosa faremo nelle nostre vite, cercheremo di farla al meglio delle nostre possibilità, come abbiamo sempre fatto.

Suoneremo ancora tre concerti, quelli che erano già in programma.

28.11 | Arcore (MB), Arci Blob
06.12 | Germany, Schwäbisch Gmünd, Esperanza
07.12 | Germany, Nürnberg, Projekt 31

Se vi sarà possibile esserci, ci farebbe tanto piacere vedervi.

Grazie a chiunque ci abbia accompagnato in questi anni, speriamo di essere stati in grado di avervi dato qualcosa, così come voi avete dato qualcosa a noi.

Gab / Cello / Cesko | The Smashrooms, 2014

The Smashrooms | Facebook
The Smashrooms | Bandcamp

domenica 23 novembre 2014

Hobos | Assurd Records | 12".

Mi scuso fin da subito per l'immagine usata come cover, ma non sono stato in grado di reperire quella ufficiale (che tengo a precisare, è spettacolare per marciume e nefandezza). Gli Hobos giungono finalmente al debutto in vinile e Assurd Records non si è affatto risparmiata per loro terza uscita. 12" one sided, serigrafato in due edizioni differenti e limitate a 213 pezzi. Ciliegina sulla torta, il lavoro di stampa è stato eseguito da Serimal, sempre sinonimo di qualità eccelsa. Musicalmente i nostri suonano un roaboante hardcore sporcato di death, thrash, punk e hard rock; un calderone di velocità e testi vomitati in faccia. Assolutamente imperdibili dal vivo, dove sprigionano una potenza immane. Come nel caso degli Slander, Venezia Hardcore sforna un altro gruppo di primissimo ordine. Continuate così!

Hobos | Facebook
Hobos | Bandcamp
Assurd Records | Facebook
Assurd Records | Bigcartel

Slander | The Rush | Tuna Records, Lobster Records + Altri | 7".

In poco più di un paio di anni gli Slander di Venezia hanno archiviato più di tante altre band che suonano da molto più tempo di loro. A parer mio dietro tutto ciò c'è una grande umiltà e voglia di mettersi in gioco, due elementi fondamentali se vuoi raggiungere qualcosa. Dopo un cd, svariati tour in giro per l'Europa e la madrepatria, con il sostegno della Venezia Hardcore e di altre realtà come Tuna Records e Lobster, tornano con questo nuovo 7", in gradevolissimo vinile verde trasparente. 5 bordate di hardcore in bilico fra vecchia e nuova scuola, suonato con passione e tanta ma tanta dedizione alla causa. Dopo svariati cambi di loine up, Samal (il vero motore del gruppo) passa alla voce e lo fa con risultati davvero efficaci, avendo un timbro di voce abrasivo che si alterna con il growl del chitarrista (credo sia lui, non mi ricordo molto bene, abbiate pietà). Musicalmente possono ricordare la pazzia dei Thrash Talk, ma in salsa tutta italiana. Bene, ora non dovete fare alro che acquistare questo 7" e correre appena suonano vicino a casa vostra, visto che i loro show sono sempre assai divertenti.

Slander | Facebook
Slander | Bandcamp
Tuna Records | Facebook
Lobster | Web Site
Lobster | Facebook

lunedì 10 novembre 2014

Gerda | Your Sister | Shove Records + Altri | 12".

Shove Records festeggia l'uscita numero 50 con il nuovissimo 12" dei Gerda. In tutta sincerità conosco questo gruppo solo di nome, in quanto non ho mai approfondito il discorso, visto che solitamente non ascolto questo tipo di suono. Comunque che ci sappiano fare è un dato di fatto: post hardcore venato di screamo e di noise, a tratti veloce, a tratti lento, ma con una certa pesantezza di fondo sempre ben presente. Il gruppo sò che è molto seguito e conosciuto nell'ambiente. Questo 12" credo proprio che accalappierà nuovi adepti. Shove Records si riconferma sinonimo di qualità e di grande costanza.

Gerda | Facebook
Gerda | Bandcamp
Shove Records | Facebook

venerdì 7 novembre 2014

Stefano Bertelli (By All Means, Product, Ageing).

Ageing.

Conosco Stefano direttamente da qualche anno. Prima l'avevo visto in azione con i Product e come spettatore a diversi concerti. Mi fa molto piacere che abbia accettato di rispondere ad alcune mie domande, visto che ha suonato in tre gruppi che hanno segnato la scena hardcore italiana degli anni '90. In più mi sono tolto lo sfizio di saziare alcune mie curiosità. D'altronde ho aperto questo blog anche per questo, quindi mi pareva giusto. Bene, bando alle ciance e buona lettura!

Stefano tu hai militato negli anni '90 nei By All Means. Puoi raccontarci un pò di quella esperienza, cosa suonavi, cosa hai registrato con loro e se intrattieni ancora dei rapporti con gli altri ex membri del gruppo? Mi pare che la tua fuoriuscita dal gruppo fu un pò polemica. Una volta fuori, hai più seguito il gruppo? Se sì, cosa ne pensi dei loro passi successivi?
Innanzitutto, ciao Paso e a tutti i lettori e grazie per l’intervista. Sì, io al basso, il Gallo alla chitarra e il Melo alla voce abbiamo formato i BAM nel 90/91. Poi durante una delle tante domeniche dove si girava per i vari paesi della zona a skeitare o skateare, abbiamo conosciuto Adriano, un batterista eccezionale che era represso a suonare in una cover band dei Litfiba. Siamo partiti subito a mille registrando un demo, uno split con gli Equality per Green Records, un 7” per la Inaudito Records e nel '93 un 12” sempre su Green Records. E' stata una bellissima esperienza, soprattutto perché eravamo amici da anni e formare una band è stata come la coronazione della nostra amicizia. Abbiamo suonato con nomi tipo Agnostic Front, Sick Of It All, abbiamo fatto un mini tour di 4 date con gli Yuppicide a una edizione dell’Hardcore Blow Out a Roma con i gruppi più tosti del periodo. Abbiamo suonato in tutta Italia e anche ai tanti festival organizzati dai ragazzi della Green Records! Pensa che siamo pure stati invitati a Pula in Croazia ad un mega metal festival e ci trovammo a suonare con i Carcass! La mia dipartita nel '94 è stata un pò causa di “cheap talk” come si dice in inglese, cioè di pettegolezzi. Nell’ultimo periodo ero passato alla seconda chitarra e al mio posto al basso era subentrato Matteo degli Immoral Majority di Modena con i quali eravamo molto amici. Diciamo che volevo dare un pò una svolta alle sonorità della band e passare al cantato in inglese, ma queste mie richieste non furono esaudite. Così, tenendo presente che avevo già in cantiere il progetto Product con Stefano Milani, me ne andai. Per quanto ne sò si vociferava che me ne fossi andato perchè in quel periodo mi ero messo assieme a una ragazza... Poi a distanza di qualche anno scoprii una cosa che mi aiutò a far chiarezza sull’accaduto, che qua però non posso dire! Una volta fuori non seguii più cosa fecero gli altri, non mi interessava proprio, anche perchè nel frattempo i Product erano già formati. Vedendo poi che tipo di attitudine avevano preso i By All Means, non mi pentii affatto di averli mollati. Loro incisero un altro 12” e fecero un tour negli States con gli Avail. Diciamo che non ho più avuto nessun tipo di rapporto con i restanti membri. Mi capitava solo di vedere il Gallo dato che aveva aperto un tattoo shop, ma anche con lui i rapporti, almeno da parte sua erano parecchio cambiati nei miei confronti. Che dire, gli starò ancora sul cazzo perché gli ho mollati. Quello che mi ha dato più fastidio è stata la totale indifferenza nei miei confronti e nel non essere mai citato in tutte quelle e varie situazioni in cui il gruppo veniva rimesso in ballo. Alla fine diciamocela tutta, il 70% dei By All Means ero io!

Dopo qualche anno sei entrato nei Product, dove hai corretto il tiro suonando un furioso hardcore straight edge di marca Chain Of Strenght e Youth Of Today (correggimi se sbaglio). Come gruppo avete suonato numerose volte in Europa e pure nel Sud della California. Cosa ti ricordi di quell'esperienza? Hai qualche aneddotto da raccontarci?
Sì, in realtà come dicevo prima i Product nacquero nel '94 da me e il Milo, poi dopo innumerevoli cambi di formazione trovammo la stabilità nel 95/96 con Dan alla voce, io e Paolo alle chitarre, il Milo al basso e Chris alla batteria, già negli Open Close My Eyes dalla Svizzera. Ovviamente il suono era orientato verso le nostre band preferite, soprattutto del Sud della California dove abbiamo fatto 2 tour nel '98 e nel '99. Nel '98 registrammo i 4 pezzi di "Watch Your Step" a casa di un certo Rusty per 100 dollari in presa diretta con un mixer a 16 canali un rack con 3 pezzi e la strumentazione nel garage. Nel '99 mixammo "Not An Answer", poi suonammo molti concerti in Italia e un alcuni in Europa, con Mainstrike, Floorpunch, Eyeball e tanti altri. Eheheh di anedotti ce ne sono a vagonate, ma quello che non scorderò mai è quando forammo una gomma sulla 405 nel bel mezzo del traffico delle 5 di pomeriggio quando tutti là negli Stati Unitii smontano dal lavoro. Nemmeno il tempo di accorgerci dell’accaduto e subito una volante della polizia fermò tutta la highway, un fiume di lamiera a 5 corsie, ci fece accostare e aspettò che cambiassimo la gomma e poi fece ripartire tutta la massa di macchine e nessuno osò suonare neppure un clacson. Ad un concerto in Svizzera, non ricordo con chi, ad un certo punto sparisce la batteria. Praticamente dietro a Chris c’era una porta che si è aperta e lui è caduto fuori dal locale a spalle all’aria! Poi ovviamente show indimenticabili con i ragazzi dei Life's Halt a farci da roadie! Il più bello forse fu proprio il primo, nemmeno in programma, la sera successiva al nostro arrivo in California con Speak714, Justice e Collision al Public Storage di Anaheim, che poi è diventato il Chain Reaction. Poi allo Showcase Theatre di Corona con Ten Yard Fight, Fastbreak e altre band locali, e uno fantastico a Vienna con gli Ageing. Io suonavo in tutte e due le band in un locale in centro stacolmo!

I Product fanno la loro comparsa mentre in Italia quasi tutto l'hardcore di marca straightedge, veggie e vegan seguiva la scena di un suona metalloso, che poi fungerà da base per la nascita del fenomeno metal core. Mi ricordo di avervi visti parecchie volte suonare in compagnia di gruppi come Purification e Reprisal, solo per citarne alcuni. Vi trovavate a vostro agio? Avete mai avuto problemi? Ma soprattutto: apprezzavate quei gruppi ed il loro messaggio?
Guarda, ai tempi non è che si guardasse tanto che tipo di sonorità aveva un gruppo. Noi suonavamo old school, Reprisal, Sentence, Purification metal edge. Il fatto è che si era tutti amici, non c’erano distinzioni di genere, si veniva tutti messi nella stessa pentola. Poi alla fine il messaggio era un pò lo stesso, ovvio che se non fossimo stati una band sxe all 100% non sò come sarebbe finita. Però chi organizzava era al corrente del fatto che ovviamente le band che suonavano avevano tutte in comune le x sulle mani! Non dimentichiamo che nel '94 usci un 12”, sempre su Green Records di un certo gruppetto di Carpi chiamato Headsman, che di metal ne sapeva qualcosa. Un disco strepitoso e pazzeschi live!

Recentemente ho scovato una pagina Wikipedia dedicata proprio ai Product. Cito testualmente: "I testi delle canzoni portavano messaggi dichiaratamente straight edge, ma anche sociali, criticando in modo particolare le ipocrisie mascherate da ideologia politica presenti nel proprio ambiente musicale. Questo ha portato una certa polemica nei confronti della band che sembra essersi placata solo dopo lo scioglimento della stessa." Ecco, puoi spiegarci nel dettaglio in cosa consdistevano le polemiche seguite a determinate vostre prese di posizione? Ad un certo punto c'è chi diceva addirittura che il vostro seguito fosse composto essenzialmente da nazi e fasci... Cosa puoi dirci riguardo a ciò?
Ma dai una pagina di Wikipedia dedicata ai Product, ahahah! Non lo sapevo! Tutta sta storia iniziò per via del rip off che facemmo con la copertina dei Judge con la scritta “North Side Crew”. Da li venimmo catalogati come gruppo leghista e fascio. In realtà nei Product la politica influiva il 10%, i testi erano solo ed esclusivamente inerenti alla nostra visione delle cose, in più Dan si divertiva a prendere spunti e a fare qualche metafora dal mondo dei cartoni animati dei robot giapponesi, vedi lo testo di “New Type”. Per il resto, sì eravamo 5 elementi molto integralisti e sono capitati episodi, soprattutto in qualche centro sociale italiano, (in cui come ben sappiamo gira di tutto), dove magari certi tipi ci fumavano addosso o venivano a scroccarci soldi per bere e lì, soprattutto io, non ci andavo leggero. Poi a chi ci seguiva non stavamo di certo li a chiedergli di che fazione politica fossero!

Ageing

Un altro gruppo che era tacciato di simpatie di destra erano i Last Man Standing da Bolzano, gruppo al quale mi pare foste legati anche da amicizia e con il quale avete suonato parecchie volte dal vivo. Cosa puoi dirci in merito a queste voci? Sei rimasto in contatto con loro?
Sì sì, con i ragazzi dei Last Man Standing abbiamo suonato parecchie volte. Il nostro primo batterista, Davide suonava proprio con loro. Anche loro erano catalogati come gruppo di destra, sò per certo che qualcuno lo era, ma anche in questo caso ti dico che la cosa poi era fine a sè stessa, nessuno andava in giro a malmenare o a fare dimostrazioni con simboli nazi, era una visione politica e basta. Poi, ti ripeto io personalmente e anche gli altri della band, non ci siamo mai considerati un gruppo politicizzato, anzi tutt’altro, lo scopo era divertirsi e lasciare un certo tipo di messaggio. Poi come dicevo prima, girando anche per centri sociali frequentati da pseudo anarchici frikkettoni e chissà cos'altro, bastava poco per essere etichettati in un certo modo!

I Product incorporavano nel loro logo le parole "straight edge" in un momento in cui sembrava ci si dovesse vergognare di esserlo. Molto spesso chi era straight edge veniva tacciato di fascismo, intolleranza et similia. Io ho sempre pensato che questo fosse il frutto di una visione un pò punk della cosa, cioè: "Sì ok, tutti contro il sistema, però alla cannetta e alla birretta non ci rinuncio". E' una cosa che mi ha sempre dato da pensare, visto che droghe ed alcol sappiamo benissimo tutti chi le controlla... Cosa ne pensi?
Ecco, vedi Paso, hai centrato proprio il punto. Questa cosa ci gasava ancora di più. In quegli anni ci si confrontava spesso con gente che non aveva nulla a che fare con lo straight edge e noi eravamo ancora più fieri di esserlo. Come dicevo prima, si suonava in certi posti frequentati da pseudo anarchici/frikkettoni di 30/35 anni ancora a fare l’università con i soldi del papi,e questi tizi venivano a fare la morale a noi, appunto con la canna in una mano e la birra nell’altra!

I Product sono sempre stati molto legati a Green Records, forse l'unica label in Italia ai tempi che fosse giusta per voi. Puoi elencarci le uscite per l'etichetta patavina? Ne sei rimasto soddisfatto? Sei ancora in contatto con Giulio? Cosa ne pensi della nuova reincarnazione di Green Records in skate shop?
Ah beh, i ragazzi della Green Records sono sempre stati dei grandi amici in primis e una grande label in Italia, penso la migliore insieme alla SOA del Petralia. Beh, per Green Records uscì “Dedication” in collaborazione con Twilight Records e “Not An Answer”. Sì, sempre super soddisfatto, erano veramente in gamba. Con Giulio ci siamo rivisti dopo anni al concerto dei BL’AST a Bologna, dove c’eri anche tu e sono partiti subito aneddoti, ricordi e gran risate! Riguardo allo skate shop, alla fine penso sia stata una bella mossa: tutti eravamo legati al mondo dello skate e anche come negozio ha sempre portato avanti un pò di attitudine hardcore organizzando contest con gruppi, quindi un gran in bocca al lupo ai ragazzi e a Giulio in particolare!

A livello europeo siete uscite per Genet Records, ai tempi grossa label e negozio di dischi belga. Come nacque la cosa? Anche qui ne sei rimasto soddisfatto?
Ecco, qua invece stendiamo un velo pietoso. Ti spiego: inizialmente sembrava che “Watch Your Step” dovesse uscire per Crucial Response, poi si fece avanti il tipo della Genet, di cui ora mi sfugge il nome (Bruno, ndr). Dal punto di vista della produzione e distribuzione lo trovammo anche negli States, ma fu un pacco per l'organizzazione dei concerti. Pensa che ci chiamò su a Gent per suonare al record release party, quando a 30 km c’era un mega festival di tutta la H8000 crew. Puoi immaginare quanta gente ci fosse da noi! Il nostro più grosso rammarico fu che i tipi dei Carry On ci chiesero di farlo uscire per la loro etichetta, ma noi eravamo già in parola con la Genet. Siamo stati dei babbi!

Dulcis in fundo il vostro lp uscì per Xcane recordsX, label nella quale tra gli altri era impegnato Paolo Gaiarsa, che poi per un certo periodo fu anche il vostro batterista. Anche qui se vuoi darci qualche impressione...
Io in quell’anno me ne ero già andato e non sò dirti più di tanto!

Dal vivo spesso suonavate la cover degli Earth Crisis "Firestorm". Era una burla oppure ci piaceva suonarla per ciò che esprimeva? Che rapporto avevi con gruppi come loro e con i loro testi?
No no, ci piaceva proprio! Gli Earth Crisis a me piacevano molto. Quando uscì “All Out War” fu una vera e propria fucilata al petto. I loro testi mi gasavano parecchio e come dicevo più su avevamo un buon rapporto con gruppi del loro genere!

Siete apparsi anche su diverse compilation, tra cui quella "Milano Hardcore". Che rapporto avevi con la scena hardcore milanese? Mi pare che lì abbiate sempre avuto un discreto seguito...
Mah, ti dico che a Milano in quegli anni si contavano non di più di 4/5 band tra cui noi. Scena molto scarsa, solo Dario con la sua Youth Crew Records e il negozio Firestorm organizzava qualcosa di carino, ma a memoria ti posso dire che a Milano città non abbiamo mai suonato, forse solo una volta all’Acquatica ad un festival di 2 giorni dove c'erano praticamente tutti i gruppi italiani ancora in pista!

Nel 2003 tour europeo di reunion degli Youth Of Today. Come gruppo di supporto avreste dovuto suonare, ma causa la copiosa pioggia che cadde quel giorno, la vostra esibizione fu tagliata per evidenti ritardi. Cosa hai pensato in quel momento? Credo che tu abbia visto gli Youth Of Today in azione nel tour europeo del 1989, che differenze riscontrasti con la versione 2003? Le reunion hanno un senso, o sono solo per vecchi nostalgici?
Sì, io li vidi all’Isola Nel Cantiere e al Leoncavallo. Dovevamo suonare con la vecchia formazione ma fu un disastro quella sera! Mah, non sono un fan delle reunion. Penso che ogni gruppo vada visto nel suo periodo di azione. Ho visto delle reunion veramente ridicole, altre con un pò più di senso, ma in genere penso che siano solo mosse commerciali. Dimmi che senso avrebbe vedere oggi gli Youthy Of Today o band simili di quel periodo!

Ti ricordi di quando Dan, vostro cantante, si buttò dal palco e nessuno lo prese al volo? C'è chi dice che alcuni si scansarono apposta... Mi pare fosse ad uno degli ultimi festival della Green Records... Sai che non ricordo!

Product.

Guardandoti indietro, cosa rifaresti e cosa no nella tua esperienza con i Product?
Beh, sicuramente curerei di più le registrazioni e come dicevo prima dopo il primo tour in California avremmo dovuto prendere la palla al balzo e rimanere là.. Per il resto è stata una bellissima esperienza, innumerevoli km macinati e divertimento al 100%. Siamo ancora tutti in contatto e ogni tanto si parla appunto di una reunion, ahahah.

Parliamo ora degli Ageing, forse la più controversa band straightedge italiana di sempre. Purtroppo non ho fatto in tempo a vedervi dal vivo, ma il 10" me lo gusto ancora oggi. Puoi parlarci di quell'esperienza? Aneddotti sui vostri tour?
Oddio gli Ageing. Sì,eravamo una band di burloni prima di tutto. Allora, anche qua si parla del 94/95. Il tutto nasce da un'idea di Freddy e Gonzo, all'epoca in forze nei Think Twice e di Rino. Io fui reclutato e poi e feci l’ultimo anno dei Think Twice al basso. Nel frattempo formammo gli Ageing con Giangiacomo al basso!

Come intendevano gli Ageing lo straight edge? Mi sembra che vi divertiste un mondo a proporlo non nella solita maniera...
Eravamo probabilmente la band sxe più controversa, precisando che tutti eravamo straight edge benchè fossimo stanchi dei soliti clichè e dei soliti slogan fini a se stessi. Cosi affrontammo la cosa da un punto di vista differente, più sul divertimento e la provocazione!

Una cosa che mi è sempre piaciuta è la scritta, sul foglio del 10", che metteva in chiaro come gli Ageing vestissero solo con indumenti trendy... Ed in effeti non posso che darvi ragione... Che tipo di reazione vi fu nei vostri confronti? D'altronde ai tempi c'era tutta la scena straight edge del giro Ebullition che vestivano alla "scappato di casa" ed erano super seri nell'approccio alla cosa... Volevate essere una risposta a tutto ciò?
Questa cosa ci divertiva un sacco, confrontarci con quelli che noi definivamo Bbulition style o barboni, prendendo in giro chi suonava scalzo e cose del genere. Eravamo odiati al tal punto che in Italia suonammo pochissimo. Il top fu quando ad una Two Days Of Struggle esponemmo uno striscione con scritto che tutti i membri degli Ageing vestivano solo con marche tipo Calvin Klein, Stussy, ecc. Cosa ovviamente non vera. Alla fine gli Ageing erano un gruppo di amici a cui piaceva divertirsi e basta, non impatanandosi in discorsi e ideologie che oramai avevano fatto il suo tempo. Da non scordare che abbiamo suonato con nomi tipo Ignite, Undertow, Earth Crisis, Backdraft, Acme!

Rino Valente, che suonò con te negli Ageing, nell'intervista che gli ho fatto qualche mesetto fa ricordava non troppo bene i suoi trascorsi nella band. Colgo l'occasione per dare spazio alla tua versione dei fatti...
Guarda io leggendo la sua intervista sono rimasto abbastanza sorpreso da certe sue affermazioni, come fosse stata la vittima sacrificale della band. Innanzitutto lui conosceva Freddy prima di me ed erano già amici. Io li conobbi dopo, ma il fatto che lui e Giangiacomo fossero stati sempre presi di mira e umiliati personalmente non ha alcun fondamento. Io e Rino eravamo grandi amici, spesso andavo a casa sua e lui altrettanto. Il fatto è che tutti ci si prendeva in giro. Freddy era il re delle burlate e siamo passati tutti dalle sue mani, ma ci si divertiva e basta. Sapessi quanto mi ha torturato perché stavo con una ragazza che era Hare Krishna. Ha persino detto agli altri ragazzi dei Product che non ero più straight edge e che mi facevo le canne. Ovviamente cosa non vera, ma da questo a fare la vittima veramente ce ne passa. Ha persino rinfacciato il fatto che ha tatuato alcuni di noi a gratis e quando Dario voleva i master del 10”per ristamparlo nessuno lo avrebbe convocato. Il fatto che lui e Giangiacomo hanno fatto carriera e gli altri sono rimasti dei pezzenti, beh complimenti, ma lui non sà un cazzo di quello che faccio io ora. Mi sembra che si sia fatto pò troppe seghe mentali, anche perché una volta sciolti è sparito, come se non avessimo mai investito 5 anni in un progetto che da subito è partito da una idea di vecchi amici. Lui era parte integrante del gruppo come tutti e ha contribuito non poco alla composizione dei pezzi, quindi mi è sembrata veramente una esternazione esagerata e ripeto priva di fondamento. Poi che devo dire ognuno è fatto a suo modo e Giangiacomo era uno spacca palle davvero notevole, vero GG?!

Come mai ad un certo punto la corsa dei Product e degli Ageing si è fermata?
Sono subentrati problemi e impegni personali, la distanza che ci separava, le solite cose per cui una band si scioglie!

I gruppi in cui hai suonato che tipo di rapporti avevano con il mondo dei centri sociali e l'antagonismo in generle? Se con i By All Means la cosa è scontata, con gli altri due lo può essere stata molto meno...
Beh a questa domanda penso di avere gia risposto prima. Comunque sì, con i By All Means era quasi scontata, mentre con Product e Ageing era più difficile per le cose che ho elencato appunto prima! Sai vedevo tanta gente falsa, solo pronta a criticare per come eri vestito, per cosa mangiavi e cazzate del genere e una volta sciolti i due gruppi mi presi una pausa perché quell’ambiente cominciava a darmi fastidio!

Sei ancora in contatto con i membri dei Product e degli Ageing?
Con i ragazzi dei Product tutti, gli altri degli Ageing sono spariti.

Dei Product mi pare che il solo Dan abbia proseguito con altri gruppi... Li conosci? Degli altri membri sai nulla? Sì, Dan è entrato poi nei No More Fear, grande band e attualmente canta nei Set Me Free. Paolo ha cominciato a produrre una sua marca di ampli, la Breach Amp, Stevo ha appeso il basso al chiodo e il Chris si da alla bella vita, ahahah!

Dopo la fine dei Product hai militato in altri gruppi o hai appeso lo strumento al chiodo?
Sì sì, le mie chitarre hanno sempre suonato. Ho formato con amici della mia zona due gruppi, gli Heart Turns Black e gli Engraved, ora entrambi sciolti.

Ancora oggi segui la scena hardcore... Hai qualche gruppo da consigliarci? La scena italiana la segui?
Hai voglia, la fame di hardcore è insaziabile| Diciamo che sono tornato alle origini, ascolto molta roba anni '80 e tutti quei gruppi nuovi Boston style che stanno uscendo a valanghe. Beh, da consigliare ovviamente i Boston Strangler e i francesi Raw Justice, italiani i miei amici Overdrive Banzai.

Cosa ne pensi di coloro che arrivati alla soglia dei 30/35 anni mollano di colpo?
Che non sono mai stati convinti del tutto di quello che hanno fatto e vissuto!

Credi che l'hardcore possa essere ancora una minaccia o tutto è talmente sdoganato da essere ormai sullo stesso piano del pop o del metal?
Ahahah, ma quale minaccia! Oramai è tutto un calderone. Faccio solo l’esempio dei Terror, gruppo che a me fa cagare (gusti personali): hanno più merch loro che un intero negozio. Questo non è hardcore, è solo business! Forse qualcuno lo ha capito e infatti ora vedi questi nuovi gruppetti che hanno ricominciato a fare demo in cassetta!

Direi che ho concluso... Se vuoi aggiungere qualcosa sei libero di farlo e grazie!
Intanto grazie a te per l’intervista. Vorrei solo dire alle nuove leve di non volere a tutti i costi fare i cloni di altre centinaia di band, di essere più umili e tirare fuori quello che veramente sentite di essere. Ormai tutto è stereotipato, c’è bisogno di passione non solo di suoni spessi! Ciao a tutti!

Ageing.

Ageing | Facebook
Product | Wikipedia

lunedì 3 novembre 2014

Hobos.


Fuori ora su Assurd Records il primo lp degli Hobos. 213 copie, vinile nero.
Per ordinarlo:
Assurd Records