martedì 30 dicembre 2014

Chains.


I Chains (straight edge hardcore da Bologna, Imola, Rimini) hanno un nuovo pezzo online. Entro breve uscirà anche il primo full lenght intitolato "Crawling Stronger". Domenica 4 Gennaio suoneranno con Praise (Baltimora/Usa - React Records) e Upward (Milano/Voghera - Assurd Records) al Freakout di Bologna.

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lunedì 29 dicembre 2014

Coloss.


I Coloss sono un gruppo di Roma a mio modesto avviso molto valido. Suonano un'hardcore molto potente influenzato da mille altri stili musicali. L'anno scorso hanno rilasciato un nuovo vinile dal titolo "The Sound Of Engine", che ha riconfermato ancora una volta la loro classe e bravura. Mi è sembrato doveroso intervistarli. Alle mie domande risponde Mimmo, bassista e una delle voci del gruppo.

Come vedi la scena hardcore punk romana di oggi? A me è sempre piaciuta, oltre per le innumerevoli gag che ha partorito nel corso degli anni, soprattutto perchè c'è sempre stato un numero molto variegato di gruppi e situazioni. Sei d’accordo?
Sono sostanzialmente d’accordo. Devo dire però che rispetto al passato si registra molto meno coinvolgimento. Oltre agli innumerevoli concerti ed alle varie sfaccettature di situazioni e sonorità più che giustificate in una città grande come Roma, negli anni trascorsi c’era anche maggiore partecipazione attiva del pubblico, che viveva il concerto molto più "fisicamente". Questo accade in forma minore oggi; ovviamente se il gruppo che stai vedendo in quel momento non ti esalta particolarmente e te ne stai diciamo “in disparte”, non te se ne può fare un biasimo. Ma ormai capita spesso di vedere molti gruppi suonare di fronte ad un pubblico poco ricettivo e persino poco “curioso”, specie di fronte a formazioni nuove ai loro primi concerti. Scene di paura e delirio se ne vedo poche ormai; e a volte ai concerti ci sono 30 persone, anche se chi suona meriterebbe più attenzione: in primis per lo sbattimento, e poi perché altrimenti morirebbe tutto. Non voglio fare il disfattista ne il duro e puro, ma spesso ho la sensazione che si giochi a fare una passerella dell’alternativo, più che vivere una cosa con sincerità e che dovrebbe combattere certi stereotipi della società.

I Coloss sono recentemente ritornati sulle scene con un vinile ("The Sound Of Engine") uscito qualche tempo addietro. Ne sei soddisfatto? Come è uscito in una veste molto particolare come il picture disc? Sono previste altre versioni?
Personalmente mi ritengo complessivamente soddisfatto del disco, sia per come girano i pezzi, sia per la registrazione - con particolare menzione delle parti di batteria suonate e registrate con cura certosina - che per la particolare veste grafica; quest’ultima in realtà molto semplice ma che ben si lega col titolo del disco e dei pezzi in esso contenuti. Vivere freneticamente è, volenti o nolenti, un aspetto tutt’altro che secondario nelle nostre vite; ci siamo imbarcati pertanto nella stesura di questo disco dove ogni testo è metaforicamente legato al mondo dei motori, anch’essi parte integrante dei nostri arrovellanti quotidiani. Era un po' che avevamo quest’idea e la abbiamo realizzata, divertente ma abbastanza vincolante devo dire. Nella scelta del Picture Disc abbiamo anche tenuto conto che comunque avremmo messo i pezzi tutti su un unico lato, entrandoci questi agevolmente. Di conseguenza abbiamo deciso di sfruttare il lato vuoto con un’immagine che in qualche maniera fungesse da copertina stessa. In principio pensammo eventualmente di affiancare una versione cd, qualora avessimo fatto fuori i vinili in breve tempo e senza particolari spasmi economici, ma questo non è accaduto e pertanto per il momento non se ne fa nulla. Ci rendiamo conto che il cd è per larga parte maggiormente fruibile, ma ormai abbiamo deciso che, sbattimento per sbattimento, alla fine vogliamo avere tra le mani la cosa che più ci dà soddisfazione ed è in grado di restituire la misura di quello che c’è dietro un gruppo hardcore, fosse anche questo inteso come immagine romantica diciamo... Un vinile, certi gesti e certe attenzioni sono per sempre! Pertanto non ci precludiamo ad uscite in cd o quant’altro, ma ormai la priorità è solo per il vinile.

Il nuovo disco è uscito per Hell Smell Records e Passpartout Records. Come vi siete trovati a lavorare con queste due etichette? Il vostro lavoro "Play Fast" e lo split con i Die! Erano usciti sotto Valium Records, che è legata al mondo di Hellnation Shop. Come mai questa volta avete optato per il cambiamento?
Beh per quanto riguarda Hell Smell non poteva essere altrimenti, essendo Alessandro all’epoca il nostro batterista e titolare dello studio di registrazione. Per quanto invece concerne Passpartout è andata più o meno così: dopo aver contattato alcune “etichette” (termine forse abusato oggi a mio avviso…) ed aver ricevuto mezze risposte se non addirittura non averne ricevute per niente, piuttosto che fare una cordata d.i.y. a colpi di mezze piotte, eravamo ormai entrati nell’ottica di fare tutto da soli e a nostre spese. Poi una sera a un concerto incontro una coppia di cari amici, mi chiedono che stavamo combinando e i progetti futuri. Dopo una breve chiacchierata, con nostro immenso piacere, si offrono di sostenere la stampa del disco; di lì a breve avevamo un bel Passpartout 001 tra le mani. Bontà loro forse gli toccherà anche lo 002 sempre firmato Coloss. In buona sostanza se proprio andiamo a vedere, "The Sound Of Engine" esce senz’altro grazie al sostegno e all’amicizia che ci lega a Claudia e Marco, ma soprattutto grazie alla solidità economica di un ristorante del centro di Roma. Và invece dato atto a Hellnation che anche questa volta ha comunque giocato un ruolo importante, aiutandoci a smazzare non poche copie del disco.

Il suono dei Coloss è un miscuglio di hardcore, metal e rock and roll, suonato a velocità telluriche. Come mai avete deciso di dare questa impronta al vostro suono? Nel gruppo ognuno ha ascolti ben definiti, oppure un pò tutti ascoltate un mix tra i vari generi che poi confluiscono nel suono creato dal gruppo?
Non penso che “decidere” sia il termine giusto. Ci limitiamo a suonare quello che ci viene spontaneo; e se qualche volta accarezziamo l’idea di “decidere” che direzione dare a un pezzo, il tentativo naufraga miseramente poco dopo... L’importante alla fine è che quello che ne viene fuori piaccia a tutti. Ognuno di noi ascolta tante cose diverse, hardcore e non. Ma ti assicuro che non tutti gli ascolti di un singolo sono pienamente condivisi dagli altri del gruppo, anzi! Nonostante ciò però ci troviamo molto bene tra di noi; dei gusti condivisi comunque li abbiamo e dopo tanto tempo ci capiamo al volo. Riusciamo a fare una sintesi che, non lo neghiamo, ci soddisfa.

Credi che il vostro sound abbia subito un'evoluzione nel corso degli anni? Se sì, puoi spiegarci in cosa e a cosa è dovuto?
Credo di sì. Per fortuna non tutti la pensano così, ma mi è capitato di sentire tra il serio e il faceto facili ironie sul fatto che i pezzi siano tutti uguali o che i dischi addirittura siano tutti uguali: io personalmente non lo credo affatto. Sicuramente i pezzi di oggi sono nel complesso meno esasperati rispetto al passato, anche se non mancano a volte delle "sfuriate", ecco. Non siamo ancora arrivati a fare un pezzo con un ritornello che sia uno (è uno di quei tentativi di direzione naufragati di cui ti parlavo prima), ma le canzoni girano un po' di più. Capisco che un orecchio poco attento o poco allenato non se ne possa accorgere, ma io la penso così. Sicuramente il fatto di sentire tutti cose diverse gioca un suo ruolo, seppur indiretto; ma è chiaro che lo vediamo assolutamente come un bene. D’altra parte, per quanto spontanei possiamo ritenerci, c’è comunque la volontà nelle nostre teste di non fare un disco uguale ad un altro. E credo che sinora non sia mai successo. Fare dischi con sfaccettature diverse ma pur sempre riconducibili all’imprinting del gruppo: è quel che ci farebbe per così dire "piacere" se ci fosse riconosciuto.


Mi ricordo che qualche mese dopo aver acquistato il vostro ultimo lavoro, avreste dovuto suonare a Faenza al Capolinea. Purtroppo il concerto saltò sancendo anche il vostro scioglimento. Cosa successe? Mi pare che ora però il gruppo si sia riformato. Cosa è cambiato rispetto al passato? Mi sembra che ora siate in 5, mentre la vostra pagina Facebook segnala solo quattro membri... Avete uno special guest dal vivo?
E’ successo che poco prima di quella data si erano create delle fratture a mio avviso insanabili con il nostro ormai ex batterista; non scendo nei dettagli sia perché lo reputo poco elegante sia perché non vorrei tediare i tuoi affezionati lettori. D’altro canto, se per qualcuno forse è normale salire su un furgone e andare a suonare insieme, magari anche per l’ultima volta, come se nulla fosse, beh per me sicuramente non lo è affatto! Ovviamente non ero l’unico a pensarla così. Con grande rammarico, non abbiamo potuto fare altro che annullare la data con la speranza di recuperarla quanto prima. Ci tengo però a precisare che non ci siamo mai sciolti! Quando il gruppo si scioglierà sarà senz’altro per nostra decisione e non per fattori "esterni" che, per quanto demoralizzanti e difficili da affrontare, non potranno mai azzopparci definitivamente: ho sempre avuto questo punto fermo nella mia testa e alla fine ne siamo usciti vivi. Spiegare la girandola della line up a questo punto è esercizio complicato ma se chi ci legge avrà la bontà di seguirmi ci provo volentieri: dopo esserci lasciati con Alex, anche Davide pensa di mollare seppur per la delusione e non certo per l’entusiasmo profuso; ci ritroviamo di fatto in 2. A questo punto entra Mirko alla chitarra ma ci manca sempre un batterista. Ce ne stiamo zitti e buoni da una parte e, non lo nego, abbastanza sconfortati. Poi un bel giorno dal nulla salta fuori Luigi: è lui a trovare noi! E, devo dire, parlando del gruppo, è stata la cosa più bella che sia mai capitata, perlomeno per come la vedo io. A questo punto rientra anche Davide, ma di lì a poco Luca lascerà per i troppi impegni personali. Siamo stati in 5 giusto il tempo di un concerto per salutare Luca. Ora io e Davide abbiamo ripreso i nostri rispettivi posti anche alle voci e abbiamo 2 chitarre, un’idea che in fondo cullavamo da tempo. Che dire… Die hard, still here!

Voi siete nati nel 1999, che è (a mio parere) un pò uno spartiacque per l'hardcore nostrano. Quasi finita la sbornia di suoni metal all'interno dell'hardcore, tutti riscoprivano il brivido della velocità e di conseguenza nacquero tanti gruppi ascrivibili al filone thrash core. Quanto ciò ha influenzato la nascita dei Coloss? Avete condiviso un split con i vostri concittadini Die!, che ai tempi erano un pò i portabandiera del genere... Che ricordi hai di quei tempi?
Questa cosa dei suoni metal è senz’altro vera, ma ricordo che quando ci formammo eravamo fissati coi gruppi Per Koro tipo Systral, Morser, Gomorrha... Più altri gruppi delicatissimi come Monster X o Dropdead... E poi anche a Roma ci eravamo beccati per anni bei grindoni, con gli inarrivabili Comrades a fare da testa di serie. Il nostro primo mini cd è la testimonianza diretta di ciò che ascoltavamo maggiormente all’epoca. Da Play Fast in poi iniziammo a cambiare un po' rotta: bastava dire "625" per riconciliarsi con l’universo, con Spazz e Scholastic Deth a farla da padroni. Anche in quel caso non decidemmo nulla ma avvenne tutto spontaneamente; come dici tu nacquero tanti gruppi ascrivibili a quel filone. Non se a tutt’oggi possiamo ancora o no essere associati, almeno in parte, a tutto ciò; ma molti di quei gruppi non esistono più, e a posteriori penso che tutto questo ingarellarsi per il thrash fu un po' una moda del momento esasperata ed esauritasi nel giro di poco tempo. D’altronde non è la prima e non sarà l’ultima… Per quanto riguarda i Die! oltre allo split condividemmo anche varie date in Italia e un tour di 10 giorni in Europa. Non posso che avere ottimi ricordi: non per fare quello "a quei tempi era meglio e noi c’eravamo", ma ricordo che ogni concerto era veramente divertente e coinvolgente... Una vera e propria festa, specie tra le mura amiche.

Per ciò che riguarda i concerti, cosa mi sai dire? Avete suonato anche fuori dall'Italia? Come è stato il responso? Che differenze riscontri tra l'estero e il nostro paese nell'organizzazione? Hai qualche succoso aneddoto da raccontarci?
Non mettiamo piede fuori dall’Italia dalla lontana estate del 2008 quando suonammo ad un festival in Finlandia. Andò più o meno così: biglietti aerei su volo di linea con compagnia di bandiera finlandese pagati in anticipo per noi e i nostri strumenti, bungalow a nostra disposizione, free drinks e e-mail mesi prima della partenza in cui gli organizzatori ci domandavano che marche e modelli di casse testate e batteria ci occorrevano per suonare... Per 3 giorni ci siamo sentiti delle rockstar; rockstar dei crust ma pur sempre rockstar... Dei concerti all’estero precedenti ho solo buoni ricordi: anche se erano infrasettimanali e in piccoli posti, comunque erano organizzati alla grande e la gente era curiosa di sentire il gruppo anche se magari non lo conosceva. Mentre in Italia di aneddoto succoso abbastanza recente ricordo un concerto in cui ormai era notte fonda e di suonare ancora non se ne parlava... Prima di salire sul palco facemmo in tempo a ubriacarci, riprenderci dalla sbronza e riubriacarci di nuovo: colpa dell’attesa estenuante che ci attanagliava. Di gente ne sortiva ben poca, a un certo punto il gestore del locale ci fa una delle proposte più indecenti che abbia mai sentito (e ti assicuro che ne abbiamo passate tante): ci propone metà dei soldi pattuiti ma noi avremmo fatto solo metà scaletta... Peccato che per tornare a casa non avremmo dovuto fare solo metà strada. In tutto ciò inoltre l’organizzatore del concerto si era reso irreperibile. Per la cronaca alla fine abbiamo preso tutti i soldi sennò non schiodavamo. A te le debite considerazioni su Italia ed estero: non è sempre così, però...

Guardando il tuo profilo Facebook ho notato che sei appassionato di Vespe e Lambrette. Da cosa nasce questo tuo interesse? Ti interessi anche di tutto ciò che ci gira intorno, compresa la musica?
Sono solo appassionato di Vespe e di vecchi ciclomotori Piaggio a 2 tempi. Lambrette se proprio devo... E’ una fissa mia che ho da tanti anni, butto soldi e tempo ormai in modifiche varie non so più nemmeno io da quando... Perlomeno a Roma si registra da qualche anno una vera smania per i mezzi d’epoca; essendo in questa cosa da anni a volte mi capita di dilettarmi su modifiche o riparazioni anche su mezzi di amici e conoscenti. E se faccio qualche particolare lavoro ho piacere a postarlo. Per il resto sono però un cosiddetto cane sciolto, non aderisco a nessun club o altro, amo solo lavorare e andare in giro su certi mezzi. E’ pur vero che conosco tanta gente legata direttamente o meno alla cosa, e si sà i vecchi scooter sono legati ad una certa sottocultura; mi capita pertanto a volte di finire in serate non propriamente hc, dove comunque apprezzo la musica e la compagnia.

Il 10 gennaio suonerete al "Questa è Roma", nuovissima edizione 2015 di questo festival. Cosa ti aspetti da ciò? Quanto è importante continuare ad organizzare simili concerti, unendo i vari suoni riconducibili al punk e all'hardcore?
Nonostante il festival vada avanti da anni, ad ogni edizione si vedono comunque un po' di gruppi nuovi avvicendarsi sul palco, tutti con le loro peculiarità; oltre che un importante momento di aggregazione, è anche l’opportunità per molti di suonare di fronte a un pubblico sicuramente più consistente, e ciò non è affatto male. L’anno scorso la partecipazione è stata davvero oceanica e tutti si auspicano che la cosa si ripeta. Ormai è un vero e proprio evento di "successo" passatemi il termine. Segno che gli sforzi possono portare a grandi soddisfazioni.


Non posso evitare di farti questa domanda: cosa ne pensi dei recenti fatti che sono stati sintetizzati nella definizione "Mafia Capitale"? E di questo nuovo Papa che tanto vuol cambiare in seno alla Chiesa, cosa ne pensi?
L’italia è quel che è, e Roma ne è la (in)degna capitale. Onestamente pensare che si scopra tutto solo adesso e tutto insieme mi sembra una grande ipocrisia. E più in televisione ci propinano fatti e misfatti, più latentemente ci stanno prendendo ancora in giro. Ma a mio avviso nulla cambierà. Questo papa predica una chiesa povera e diritti civili; ma qualunque sia la tua visione della religione e delle religioni, trovo che alle parole non seguano i fatti: un gesto eclatante in questa direzione non arriverà mai. E lo stesso Vaticano è legato alla cupola del malaffare romano. Le "ingerenze" della chiesa in Italia….

Quali sono le prossime mosse per i Coloss? Registrerete qualcosa a breve?
Sul fronte live, abbiamo un paio di concerti a Gennaio; nel mentre stiamo lavorando ai nuovi pezzi. Il piano è far uscire un nuovo 7” verso fine Marzo inizio Aprile, e poi se una serie infinita di congiunzioni astrali ce lo consentiranno, di partire in Europa una decina di giorni a fine Aprile. Ma il condizionale a tutt’ora è d’obbligo.

Ho finito... Grazie molte del tuo tempo e se vuoi aggiungere qualcosa fai pure... Grazie.
Sono io che ringrazio te. A presto nella vita reale, Yo!

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domenica 28 dicembre 2014

Vort N Vis.


A Partire da fine anni '80, il Vort'N Vis in Belgio è stato un punto nevralgico per i concerti e le attività in campo hardcore/punk in Europa. Mandato avanti in maniera totalmente Do It Yourself, ha visto sulle sue assi gruppi come Assuck, Contropotere, Chaos U.K. e moltissimi altri. Questo blog ripercorre gli anni che vanno dal 1989 al 1999, quando ospitò anche le edizioni del famoso festival che si teneva ogni anno ad agosto (ora, essendo diventato infinitamente più grande e includendo anche molti "nomi grossi" del panorama metal, è stato spostato nelle campagne e all'aperto). Personalmente ho partecipato a 3 (1999, 2000, 2002) edizioni del Festival, ma purtroppo non svoltesi nel locale (era già stato spostato all'aperto in uno spazio molto più grande, prima di essere ancora una volta trasferito nelle campagne belghe, come ho accennato più sopra). Durante il tour invernale 2004 i Memories Of Apocalypse suonarono una data lì dentro e siccome li accompagnavo, ho potuto finalmente visitarlo. Ovviamente mi piacque moltissimo, atmosfera rilassata e gente veramente simpatica. Il modo in cui io concepisco i concerti. Di materiale e di aneddoti ce ne sono veramente tanti, il tutto condito con polemiche contro l'attitudine violenta dell'allora imperante H8000 crew (vi ricordate gruppi come Liar, Arkengel, Sektor, Facedown, ecc. ecc.?) e l'affarismo di certi personaggi che gravitavano attorno alla scena. Questo perchè il tipo responsabile del progetto, Brob (che era pure parte del collettivo Smurfpunx e autore della fanzine Tilt, presenti anch'essi con due blog interamente dedicati, anche in questi casi ricchissimi di aneddoti e info, linkati nell'apposita sezione), entrò in conflitto con una parte di quella scena e ne prese le distanze. Come se ciò non bastasse, ogni concerto menzionato contempla anche i pensieri di chi vi ha preso parte, sia come musicista che come spettatore. Bene, non vi svelo altro, e vi consiglio caldamente di andarlo a spulciare.
Questo blog mi è stato segnalato da Andrea, in arte Ics, che ringrazio veramente tanto.

Vort'N Vis In The '90s | Web Site

venerdì 26 dicembre 2014

Cavaverman | 8 Bit From Hell | Ep.

Dopo esser passati da qui con il loro full length "James Dead Again", tornano i Cavaverman, questa volta con un Ep di 5 pezzi, tutto dedicato ai mitici videogiochi degli anni '80. Potente ed ispirato horror punk di matrice Misfits, ottimamente suonato, con testi che parlano di videogame storici come Golden Axe, Final Fight, Space Invaders, eccetera. Il risultato è davvero convincente, magari registrato un pochino più lo fi rispetto al loro debutto sulla lunga distanza, ma non per questo peggiore. Un'altro centro, continuate così! P.s.: l'Ep è scaricabile gratuitamente dal loro profilo Bandcamp.

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domenica 21 dicembre 2014

100,000.

Indigesti.

Dopo due anni di esistenza, Forthekidsxxx sfonda le 100.000 visite, ed io non posso che essere molto contento di ciò. Questo blog, che è nato quasi come un giochetto per passare il tempo, mi ha dato numerose soddisfazioni. Molti lo hanno apprezzato, qualcuno lo ha criticato, ma fa parte del gioco. L'hardcore ricopre una fetta molto importante della mia vita, e il mio spirito è rimasto intatto come quando iniziai verso i 15 anni ad interessarmi a questo variopinto mondo. Sono sempre entusiasta di scoprire nuovi gruppi, di ascoltare nuovi dischi e presenziare ai concerti. Nel corso degli anni molte facce sono scomparse, altre nuove si sono affacciate, ma io non mollo di certo. Grazie a voi lettori e lettrici, a tutti coloro che hanno risposto alle mie domamde (e pure a chi non lo ha fatto. Tranquilli, io sono implacabile, quindi prima o poi mi concederete un pò del vostro "preziosissimo" tempo), a chi mi ha spedito del materiale da recensire, e pure a te, che magari sei capitato qui per la prima volta. Yo!

martedì 16 dicembre 2014

A Theory Of Justice | Memorial Records/5Fett Under Records | Cd/Digital Download.

Da Lodi giungono questi giovani Atoj. Post hardcore con un tocco di math core, per chi ama sonorità alla Converge (dei primi tempi), Botch e Dillinger Escape Plan. Il risultato non è affato male. I nostri suonano davvero bene, i pezzi sono molto granitici e coinvolgenti. Suoni moderni ma niente affato freddi, anzi molto caldi e coinvolgenti. Voce urlata che incanala rabbia, disperazione e frustrazione. Decisamente un buon debutto.

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giovedì 11 dicembre 2014

Zona D'ombra | Promo 2014 | Autoprodotto | Demo.

Gli Zona D'Ombra di Como sono un gruppo che suona un hardcore vecchia scuola diretto e senza fronzoli. Il mio preferito. Questi 3 pezzi andranno a comporre il loro disco di debutto nel 2015 dal titolo "Guerra All'Apatia". Questo antipasto mi è piaciuto parecchio. I nostri suonano potenti e precisi, i testi sono molto interessanti e si sente che sono ragazzi che ci mettono passione. Prendete i Sottopressione ed uniteli a quel tocco Strife ed otterrete un gran bel mix. Cercano coproduttori per far uscire il disco, quindi fatevi sotto!

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mercoledì 10 dicembre 2014

Because The Bean | Venus In Pain | Pest und Cholera Records | Lp/Cd.

Se non mi avessero scritto una email in italiano, giurerei che i Because The Bean sono un gruppo del sud della California. Punk hardcore sparato a mille, suonato benissimo e davvero coinvolgente. Immaginate un mix tra i Social Distortion, i Rancid e tutto quesllo che ci sta in mezzo. Voce potentissima, strumentalmente impeccabili. Tempi veloci di matrice hardcore punk ultra melodico, si fondono con passaggi in puro stile rock and roll. Non danno un attimo di tregua i Because The Bean. Davvero un ottimo modo per festeggiare i 10 anni di attività. Consigliatissimi!

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Pest Und Cholera Records | Webv Site

domenica 7 dicembre 2014

Tadzio Pederzolli (Holy, Komplott).

Holy.

E' con estremo piacere che ospito su Forthekidsxxx Tadzio, amico nonchè mente di gruppi come Holy e Komplott. Con lui ho parlato (ovviamente) dei suoi gruppi (presenti e passati), di veganesimo, di tour, del suo lavoro. Buona lettura.

Tadzio comincerei quest'intervista chidendoti se sei soddisfatto del nuovo disco degli Holy. Puoi parlarcene un pò? Esce ancora una volta per Adagio830, una piccola grande etichetta. Come mai questa scelta? Com'è lavorare con loro?
Ciao Paso, innanzitutto grazie per avermi donato spazio per la seconda volta sul tuo blog! Sono soddisfatto in egual misura di ogni cosa fatta con gli Holy, ma quest'ultima uscita è quella a mio avviso riuscita meglio e quella che ci rappresenta nel migliore dei modi, o almeno così mi sembra ascoltando le 5 tracce dell'Ep. Abbiamo voluto mantenere il suono e l'impatto il più possibile vicino all'aspetto live (registrato in sala prove come tutti i nostri dischi, e mixato/masterizzato con le sapienti mani di Icio all'Hate Studio), e a livello di songwriting ci sembra di essere riusciti ad ottenere un disco più personale rispetto al passato... Insomma sì, direi che mi ritengo molto soddisfatto, l'unica "pecca", se vogliamo proprio trovarla, è la brevità del disco: mi sarebbe piaciuto fare un Lp, ma con Giacomo in partenza per gli Usa la vedevamo come una scelta un po' più complicata in questo periodo di transizione. Robert di Adagio830 è un mio e nostro carissimo amico, e ci è sembrata la scelta più naturale possibile. Abbiamo ricevuto altre proposte prima di farlo uscire, alcune anche "invitanti", ma rimanere per così dire fedeli a lui è stata una scelta unanime. Far uscire dischi con persone con cui abbiamo un legame extra musicale condisce l'esperienza rendendola qualcosa di ancora più speciale. Robert gestisce una delle migliori etichette in Europa in questo momento, è preciso, puntuale e amorevole con tutte le sue bands, lo consiglierei a chiunque.

Quest'estate sei tornato per la seconda volta, se non erro, negli Stati Uniti con gli Holy. Come è andata? Differenze rispeto alla volta precedente? Come concepiscono l'hardcore punk i ragazzi e ragazze statunitensi? Concordi con l'affermazione che sono meno politicizzati rispetto a quelli europei? Secondo te come può conciliarsi un'etica hardcore punk in un mondo come quello americano dove c'è tutto e di più? Siete riusciti a starci dentro con le spese?
In realtà era il mio terzo tour negli Usa, ci sono stato nel 2006 coi LaPiovra (diocan 8 anni fa!), e con Holy abbiamo fatto nel giugno 2013 il tour sulla costa ovest, quest'ultimo era sulla est. Di differenze ne ho viste parecchie, a livello di venue soprattutto (sulla costa est si suona più spesso in casa rispetto alla ovest), a livello di pubblico, a livello di risposta, di distanze, di cibo... Sono 2 posti agli antipodi di un continente, quindi di differenze ce ne sono parecchie. Il punk negli States è estremamente metabolizzato, nel senso che non è un genere musicale così di nicchia come in Italia e in Europa, è più facile incontrare kids (ho sempre sognato di usare questo termine) per strada, in locali e ristoranti, rispetto alla scena qui. Diciamo che in Usa è tutto amplificato viste le dimensioni, si trova tutto in maggiore quantità. Non mi sembra che siano meno politicizzati, non me la sentirei di generalizzare... Dipende da città, da persona, dalla "scena" in cui ti trovi. Credo che il punk nell'era del consumo sia un genere che non solo possa, ma anche debba continuare a proporre una visione differente. Così negli Usa come qui in Europa come altrove, non vedo una società capitalistica come elemento antitetico ad una contro-cultura punk... Semplicemente ci si trova in mezzo, e si fa quel che si può per migliorare. Con le spese direi di sì, grazie soprattutto al tour Europeo di luglio (precedente a quello americano, ad agosto) siamo riusciti a coprire praticamente tutti i biglietti d'aereo, mentre noleggio macchina, benzina, spostamenti e spese interne li abbiamo coperti coi rimborsi e soldi del merch venduto... E siamo tornati a casa con un botto di roba da far fuori. Il bilancio direi che è stato decisamente positivo, merito anche e soprattutto della grande generosità dei gruppi con cui eravamo in tour che ci hanno prestato tutta la backline.

In tour in Europa ci andate invece molto spesso e molto volentieri. Che differenze riscontri rispetto alla natia Italia? Se dovessi fare una classifica dei posti migliori e peggiori dove hai avuto modo di suonare, cosa inseriresti?
L'Europa è bella ma dopo un po' che fai lo stesso giro hai bisogno di qualcosa di diverso, e le persone inziano a non sopportarti più... Suonare più di 2 volte in un anno nella stessa città (inclusa la nostra Milano) non ha nessun senso secondo me, io per primo non andrei a vedere il mio gruppo preferito (se esistesse) per la terza volta consecutiva... Sicuramente la Germania è lo stato in cui suoniamo più volentieri, sia a livello umano (ci sono davvero tante persone che vanno ai concerti e supportano i gruppi in tour) sia a livello organizzativo (il 99% delle volte ci siamo confrontati con posti e promoter super organizzati e precisi). In Italia è bello suonare, ma è sicuramente diverso... Salvo 3-4 posti, sparsi sulla nostra penisola, devo ammettere che il livello medio di concerti all'estero è decisamente più alto. Molte volte suonare in Italia non mi da stimoli e sensazioni positive, mi sembra di "fare un favore" a qualcuno, più che avere una reale soddisfazione in quello che sto facendo. Posti migliori? Sicuramente il Fluff Fest in Repubblica Ceca è stata una delle situazioni più belle in cui mai mi sarei aspettato di suonare 3-4 anni fa. Abbiamo suonato 2 volte ed entrambe le volte è stato incredibile. Anche gli Usa sono stati davvero una bomba, soprattutto la costa Ovest ha regalato delle super emozioni. Il concerto di quel tour che ricordo più volentieri però è in Messico, a Tijuana, dove a causa dell'eccessiva affluenza di pubblico (piu di 200 persone in un infrasettimanale) hanno spostato il concerto, trasformandolo da un house show quale doveva essere (la casa era grande come camera mia tra l'altro, ahah) in un concerto nel cortile di casa... In sintesi, 200 persone impazzite schiacciate nel cortiletto di una casa a schiera messicana, c'era talmente tanta gente che c'erano persone sedute sul cancello d'ingresso, per strada (tra l'altro ostacolando il traffico). Il mio timore è che la polizia con tutto quel casino arrivasse dopo 2 secondi a bloccare tutto... Ma il concerto è finito senza intoppi. C'era un video su Youtube ma temo l'abbiano rimosso! Posti peggiori? Credo che le peggiori date che abbiamo mai fatto siano state in Portogallo, avevamo preso accordi con un'etichetta di lì per un mini tour di qualche giorno nel febbraio 2014... Non ho mai vissuto un clima di tale disorganizzazione, disinteresse ed imprecisione. Fino al giorno prima di partire non sapevamo come ci saremmo spostati, quante date sarebbero state, come avremmo fatto con i rimborsi e se avremmo dovuto suonare con un altro gruppo o no. Non avevamo manco idea della backline, essendo in aereo avevamo bisogno pure di chitarra e basso... Insomma è stata una merda totale, salvo un paio di date organizzate da dei nostri amici. Tra l'altro in quel tour abbiamo suonato il nostro 100esimo concerto, che non è stata esattamente una festa: concerto last minute in cui ci siamo infilati a caso avendo un day off, in un bar nella provincia spagnola. Arrivati durante una bufera di neve, abbiamo suonato a "volume basso" perchè durante il nostro set è arrivata la polizia e voleva bloccare tutto, non essendo quel bar solito a concerti punk. In tutto questo noi non avevamo manco gli strumenti per poter suonare. Sicuramente un concerto che non ci dimenticheremo, diciamo così!

Tadzio con il Morone (Serimal).

Gli Holy sono un gruppo dichiaratamente vegan. Non ti sembra che da qualche anno a questa parte l'interesse per tematiche animaliste sia scemato all'interno della scena hardcore mentre sia aumentato in modo esponenziale in ambienti al di fuori di esso? Te lo chiedo per due ragioni: la prima è che stiamo assistendo alla nascita di posti interamente vegan o all'inserimento di pietanze vegan all'interno di menù di posti in cui mai te lo saresti aspettato; la seconda ragione sta nel fatto che tu mi sembra lavori in uno di questi posti a Milano. Che impressioni ti sei fatto in base alla clientela con cui sei a contatto tutti i giorni? C'è effettivamente qualcuno che dopo aver assaggiato i piatti si fa delle domande oppure come spesso accade è l'alternativa settimanale alla bistecca ai ferri?
Sinceramente non mi sembra che le tematiche animaliste siano scemate, semplicemente si sono spalmate su diversi ambiti. Soprattutto faccio fatica ad avere un'idea precisa di quella che tu definisci "scena", nel senso che non esiste più questo contenitore astratto in cui possa mettere gruppi e persone, contenitore abbastanza definito negli anni '90 e primi '00. Quello che vedo sono persone che si interessano e persone che non si interessano, punto. Che sia dentro o fuori la "scena" ha poca importanza. Non mi piace parlare di obiettivi, ma se ne avessi uno sarebbe proprio quello di portare fuori dalla cosiddetta scena certe tematiche e certi modi di pensare, trovandolo un ambiente fin troppo autoreferenziale. Mi capita troppo spesso di assistere a discorsi, fatti da bands "politicizzate", che sembrano essere fatti solo per ricevere un applauso, più che per una reale intenzione nella diffusione di qualcosa e reale volontà di cambiamento. Sicuramente fuori dal punk e dall'hardcore (per fortuna) è esploso l'interesse per l'informazione animalista, io trovo che sia estremamente positivo. Spero che tra qualche anno tutto questo sia socialmente metabolizzato, e che sia qualcosa di comunemente accettato e conosciuto, come è già da tempo negli Stati Uniti, in Inghilterra, Scandinavia e Germania. In Italia c'è ancora un retaggio bigotto e "frikkettone" in cui i "vegani" sono dei reietti della società, in cui c'è una costante ricerca dell'"io sono più vegano di te". Dico questo perchè ho visto atteggiamenti simili su qualche pagina di Facebook, ma anche di persona al lavoro (lavoro come cuoco in un ristorante vegan), mi capita di leggere e vedere non pochi casi umani all'eterna ricerca della polemica e della discussione. Milano, e in particolare il quartiere in cui vivo, è diventata una città decisamente vegan friendly, lo vedo sicuramente come aspetto positivo di crescita verso un futuro più etico, e verso un'accettazione maggiore da parte di tutti di questo tipo di scelta. Ma allo stesso tempo questo cambiamento è fatto "all'italiana" per cui c'è una costante ricerca della speculazione su una scelta etica che con la speculazione ha ben poco a che fare... Cercando lavoro mi sono reso conto che un sacco di gente (manco vegetariana, semplicemente desiderosa di investimenti e di calcare il trend del momento) vuole aprire posti vegan. Insomma noi italiani ci facciamo sempre riconoscere.

Molti dicono che chi è vegan se lo può permettere, in quanto la stragrande maggioranza di cibo cruelty free non è che sia a prezzo abbordabilissimo. Secondo me sapendo dove infilare le mani, usando qualche trucchetto et similia, si può essere vegan essere sani, senza spender un'enormità. Tu come la vedi la cosa?
Il nostro corpo è un tempio, e come tale va rispettato. Di conseguenza vivere di salumi da discount può essere economico, ma non so quanto possa giovare alla propria salute. Per quanto mi riguarda non trovo più costosa una vita senza consumo di prodotti animali, anche perchè sono diventato vegan più di 10 anni fa quando ancora non mi mantenevo e non avevo una lira. Si può condurre una vita all'insegna del risparmio da vegani e onnivori, rimane che mangiare merda non è positivo, da vegani e non. Per quanto mi riguarda cerco di mangiare il più possibile solo frutta e verdura, possibilmente crudi. Lavorando come cuoco questo ovviamente non è la prassi, ma credo che sia la cosa più sana raccomandabile. Da quando sono vegan la media della mia spesa settimanale è sempre stata sulla media dei 30 massimo 40 euro settimanali, non mi sembrano cifre astronomiche. In ogni caso ho sempre preferito, da vegano ma pure prima da onnivoro, spendere di più per avere un prodotto di maggiore qualità, il cibo è sempre stata l'unica cosa su cui non ho mai lesinato. In pù nell'arco di questi anni ho visto quanto si siano abbassati i prezzi dei prodotti basic "da vegano", ovvero latte di soia, seitan e tofu etc... Insomma, il futuro è in questa direzione, non ci sono dubbi.

Le grafiche che usate negli Holy sono molto oscure e d'impatto. E' frutto della mente di voi quattro assieme, oppure sono sviluppate da un unico membro della band che poi ve le sottopone? C'è un'artista in particolare con cui vorreste lavorare?
Le grafiche dei primi 2 dischi sono state curate da Maro Rapisarda, a partire dalle foto, fino al layout. Quest'ultimo disco è stato curato a 6 mani: Luca Santese di Cesura Lab ha fatto le foto, Marco il layout e la nostra cara amica Martina ha curato l'impaginazione. Le grafiche delle maglie sono sempre state idee nostre rielaborate assieme. In ogni caso le idee si sono discusse sempre tutti assieme. Non abbiamo mai collaborato con artisti, anche se Alexender Heir (che ha curato le grafiche dei Komplott e dei Torso, nostri sideproject) è uno degli artisti che mi piace di più ultimamente.

Nella copertina di "Age Of Collpase" c'è Gesù Cristo in croce. Che rapporto hai con la religione? Cosa ne pensi per esempio della minacca Is in Medio Oriente, della escalation di violenze in Africa a cause dei dissidi religiosi? Oppure ancora dell'eterna diatriba tra Palestinesi ed Israliani?
Personalmente trovo che nel 2014 sia assurdo continuare a seguire un culto religioso, non credo che sia sintomo di lucidità mentale ostinarsi a perseguire un credo precostituito, strutturato e gerarchizzato, quale è ogni religione su questo pianeta. La religione è sempre stata causa di cecità, di sofferenza e prevaricazione. Personalmente non mi definisco ateo, nel senso che non escludo la possibilità di un'esistenza astratta e indefinita, esistenza che qualcuno potrebbe definire "Dio", qualcun altro "Caos", altri ancora "Nulla". Semplicemente non me ne interesso, allo stesso modo in cui quest'entità astratta (sempre che esista chiaramente) si disinteressa a me, e ne abbiamo prova tutti i giorni. Trovo invece che tutti dovremmo fare un grande lavoro su noi stessi, come prima cosa. Ultimamente mi sono reso conto di quanto "dare" in maniera disinteressata mi porti a "ricevere" allo stesso modo. Credo che quello che molti definiscono "Karma" un pochino esista, insomma. Di conseguenza la mia visione di qualsiasi guerra e conflitto, a maggior ragione se a sfondo religioso, non può essere altro se non negativa. L'Uomo forse un giorno imparerà ad aprire gli occhi e a vedere in modo diverso l'odio e la prevaricazione con cui sono conditi i conflitti che hai citato. Fino a quel giorno temo non ci sia scampo. Per esempio la questione Palestinese ha un'unica soluzione razionale ed effettiva, ovvero l'abbandono del territorio palestinese da parte dello stato israeliano invasore. Ma mi sembra decisamente un pensiero utopico...

Gli Holy sono un gruppo dichiaratamente politicizzato. In cosa consiste questa politicizzazione?
Non ci siamo mai definiti politicizzati, razionalmente abbiamo sempre respinto le etichette. Troviamo semplicemente che parlare di odio, sfruttamento e abuso sia doveroso e utile per costruire un mondo migliore. Diamo il nostro piccolo contributo, sperando che, anche se la nostra opinione è una briciola rispetto alla mole dei problemi, si possa se non migliorare almeno non peggiorare la situazione.

Di recente mi è capitato di recensire un demo quattro pezzi degli Schifo, gruppo in cui suoni. Come nasce il gruppo? Il vostro suono è un violentissimo hardcore vecchia scuola contro tutti e tutto. I testi di cosa parlano? E' un progetto stabile oppure è una cosa fatta in amicizia per sfogarsi un pò al di fuori dalle vostre band principali?
Gli Schifo sono un gruppo che io e Piff (Left in ruins/Crop circles) abbiamo fatto a gag mille anni fa. In 3 prove abbiamo fatto 5-6 pezzi, l'idea non è mai stata (e non è tuttora) quella di fare un gruppo vero e proprio, semplicemente eravamo e siamo amici, e avevamo voglia di fare qualcosa assieme. Per un breve periodo abbiamo provato a renderlo un gruppo "vero", introducendo Carlo (Thrash Brigade, Cusack) alla chitarra, ma io alla batteria faccio davvero troppo schifo (appunto), e l'ennesimo gruppo a distanza era troppo sbattimento... Così abbiamo lasciato perdere. Dopo aver registrato anni fa abbiamo finalmente di mixare e buttare fuori questi 4 pezzi, ne abbiamo altri 3 che non credo usciranno mai (sono senza voce). I testi sono abbastanza idioti per cui i fatto che non si capiscano mi riempie di gioia! Ahah! É una band fatta al 100% per fare e dire cazzate al di fuori delle nostre band "serie". Magari un giorno suoneremo anche live... Chissà.

Komplott.

Tempo addietro hai suonato negli Skruigners, un gruppo che si discosta un pò a parer mio da ciò che suoni abitualmente. Come sei entrato in contatto con loro, per quanto tempo ci hai suonato, cosa hai registrato e quali sono stati i concerti più belli che hai fatto con loro? Che differenze riscontri fra il tipo di pubblico che va a vederli dal vivo ed il tipo di pubblico che segue un gruppo come gli Holy?
Ho iniziato a suonare con gli Skruigners nel 2005 abbastanza per caso. Sono amico di Carlame (batterista e mente del gruppo) da quando ho 15 anni, l'ho incontrato a caso ad un concerto, dopo tanti anni che l'avevo perso di vista, e mi ha proposto di fare una prova con il gruppo. E' stato strano iniziare a suonare con loro devo dire. Sono stati uno dei miei gruppi preferiti quando mi sono avvicinato al punk quando ero ancora alle superiori, poi i miei ascolti si sono spostati su altri lidi, e quando mi hanno fatto la proposta di suonare con loro non ero sicuro che avrei accettato. Invece da subito è stata una figata, credo che Carlo sia uno dei migliori batteristi con cui abbia mai suonato, e suonare i pezzi che mi hanno emozionato da giovane ha tirato fuori un pochino quel ragazzino che c'è in me. Dopo l'ultimo tour di 11 date che abbiamo fatto 2 anni fa abbiamo deciso di prenderci una pausa a tempo indeterminato. Carlo si è concentrato sul suo progetto techno, i Laforcah, e sta suonando con Tommi E Gli Onesti Cittadini, Mattia (basso) sta suonando negli Yokoano, e io mi sono concentrato su Holy e Komplott... Anche se devo dire che ogni tanto butto lì l'idea di tornare a suonare, mi manca parecchio l'aspetto live degli Skruigners. Con loro ho registrato in studio solo l'ultimo disco, "Niente Dietro Niente Davanti". Non c'è un concerto in particolare che mi è rimasto impresso, devo dire che ho avuto la fortuna di vivermi il periodo migliore di questa band. Le date migliori forse sono state la festa dei 10 anni al Bloom di ;ezzago, o la data coi Dropdead al Dordoni. Forse quella di cui ho conservato il ricordo migliore è quella al vecchio Boccaccio di Monza, c'erano una cosa come 600 persone stipate in quella stanza, è stato abbastanza incredibile. Differenza di pubblico tra Holy e Skruigners? Più che differenza forse direi quantità, essendo Holy un gruppo che in Italia ha un seguito decisamente minore rispetto a Skruigners. Sicuramente con i secondi era più facile vedere un maggior numero di creste e borchie, e l'età media era un po' più bassa rispetto allo "standard" di vecchiaia che si trova nella "scena" HC.

Pescando ancora dal tuo passato mi ricordo di quando suonavi nei The End Of 6000 Years. Cosa ti ricordi di quel periodo? Il disco in cui hai suonato ti piace ancora? Concerti migliori fatti? E' vero che il nome non ti è mai piaciuto?
I TEOSTY sono stati il primo gruppo con cui sono riuscito a costruire qualcosa ed a suonare in giro. Sono legatissimo a quel periodo della mia vita, ero all'università e vivevo per suonare e scrivere canzoni, capitava non di rado che stessi alzato fino a ore piccole, suonando la chitarra e registrando idee nella mia cameretta. Allo stesso tempo ho però un ricordo di stress, sbattimenti e fatiche insormontabili dovute principalmente alla distanza tra i vari componenti della band. Vivere in 5 città diverse era davvero complicato e rendeva tutto ancora più difficile del dovuto. Ricordo dei weekend a casa di Matteo (batteria) passati nella sua sala prove a comporre pezzi, la pasta ai fagioli che ci faceva sua mamma, il gelo che si provava in soffitta, senza riscaldamento, quando ci si metteva a dormire... L'unico modo per riuscire ad andare avanti era la full immersion nel progetto un paio di weekend al mese. Rircordo anche lo stress palpabile prima di registrare "Isolation", mi trovavo da solo con Matteo 2-3 volte a settimana, per fare delle preproduzioni, per provare i pezzi a metronomo, per sistemare tutti i passaggi e gli stacchi, per prepararci allo studio per evitare soprese dell'ultimo minuto o imprevisti... E' stata un'impresa decisamente faticosa, ma credo ne sia valsa la pena. Chi mi conosce bene sa quanto sono maniacale a livello compositivo, sono abbastanza ossessionato dalla precisione e in questo disco, essendomi occupato degli arrangiamenti e della registrazione di entrambe le chitarre e del basso, credo di aver messo al 100% quest'aspetto della mia personalità. Ogni tanto mi capita di beccare qualcuno che mi parla ancora di "Isolation", e questo ovviamente mi fa molto piacere, vuol dire che tutti gli sbattimenti alla fine forse a qualcosa sono serviti. Questo disco mi piace ancora, anche se non mi capita praticamente mai di ascoltarlo, trovo che sia un disco abbastanza moderno anche se è stato registrato qualche annetto fa, e mi piace proprio perchè è difficilmente categorizzabile al contrario del 99% del metal che è uscito negli ultimi anni... Sono molto orgoglioso di come sia uscito e del fatto che abbia raggiunto così tante persone diverse e distanti fra loro. Concerti migliori? La prima volta in Sardegna è stata una figata, anche per i viaggio/vacanza annessi. Io ho poi un bellissimo ricordo del mio ultimo concerto con loro, all'Anti MTV day. Il nome non l'ho mai sopportato, e non ho mai smesso di rinfacciarlo a Niculo!

Altro gruppo in cui militi sono i Komplott, con Mila Agipunk alla voce. Come nasce il gruppo? Che tipo di messaggio portate avanti? Anche in questo caso è un progetto stabile oppure vi beccate ogni tanto? Il 12" mi pare sia andato molto bene...
I Komplott sono un gruppo nato quasi per caso, da un'idea mia e di Giacomo, che ha poi coinvolto Andrea (Horror Vacui e grande amico d'infanzia di Giacomo). Dopo 3 concerti con la formazione a 3, in cui io cantavo e suonavo la chitarra, Mila si è proposto di entrare nel gruppo e così abbiamo fatto... Il giorno prima di registrare "Sei Vivo, Sei Morto, A Nessuno Importa" Mila è salito a Milano per provare. E' stato tutto super veloce e immediato, la semplicità è stato l'aspetto che più ho apprezzato di questo gruppo. Riff e testi sono passati dalla mia testa alla realtà in un batter d'occhio, senza tutte le menate che solitamente mi faccio a livello compositivo. I testi li ho scritti in un momento di disillusione nei confronti del prossimo... E credo che il messaggio che uscirà dai prossimi testi rimarrà sulla stessa linea. Il progetto non è particolarmente stabile... L'ultima data che abbiamo fatto è stata 9 mesi fa, e ora Giacomo vive negli Usa, Andrea è occupato con gli Horror Vacui, Mila è sempre in tour, quindi sinceramente non sò quando e se torneremo a suonare. Il disco è andato meglio di ogni aspettativa! Le prime 300 copie sono andate soldout in 3 mesi, e la seconda ristampa di 200 sta finendo... Mai ci saremmo aspettati che senza avere un sito o una pagina Facebook saremmo riusciti a raggiungere così tante persone. In tutto abbiamo fatto 6 concerti, il che rende ancora più incredibile la risposta del pubblico...

Tempo fa sul tuo profilo Facebook hai postato un video dei Purification durante un concerto che organizzasti anni fa, scatenando un putiferio di ricordi, polemiche, ecc. Cosa ti ricordi di quel concerto? Possiamo dire che il veganesimo in quel caso specifico ha falllito, visto che molti di quei personaggi dell'epoca oggi non lo sono più? E' invecchiato bene quel suono o nel 2014 risulta un pò ridicolo?
Il ricordo che ho di quel concerto è super positivo, non mi sembrava vero di vedere 300 persone in una stanza che facevano casino nella mia città, in cui non sono mai stato abituato a vedere più di un concerto all'anno in cui c'erano massimo 40-50 persone. In più è stato il mio primo concerto da organizzatore, quindi la carica emozionale era anche maggiore. Credo che quel tipo di propaganda sia fallita, direi per fortuna! Credo che nel 2014 certe tematiche siano all'ordine del giorno grazie a persone che stanno combattendo per la "normalità" di certe scelte. Vedere gli slogan e le pose tipiche di quel giro fine '90 inizio '00 fa capire quanto fosse autoreferenziale e effimera come scelta. E infatti si son viste le conseguenze... Continuo ad apprezzare poche band del periodo, credo che sia parecchio difficile invecchiare bene senza risultare un pochino ridicoli, come dici tu...

Sò che tu sei un finissimo buongustaio di prelibatezze vegan, ed io ti appoggio in pieno. Quali sono i tuoi piatti preferiti? Ti cimenti anche in cucina?
Da un paio d'anni ormai sto facendo il cuoco di professione, per cui ho fatto di una passione un lavoro, e mi ritengo parecchio fortunato. La mia cucina preferita rimane quella tradizionale italiana, credo che non ci sia veggie-burger o cupcake che possa reggere il confronto con uno spaghetto al pomodoro e basilico fatto coi controcazzi.

Holy.

In Italia c'è la moda di combattere la disoccupazione creando fantomatiche booking agency, che molto spesso vengono mandate avanti da persone che si improvvisano manager ma ache in realtà dimostrano molte lacune in fase organizzativa e di trattamento dei gruppi. Hai avuto esperienze spiacevoli a riguardo? Sò che ogni tanto organizzi qualche concerto. Come ti muovi a livello di contatti e di organizzazione?
L'approccio che ho nell'organizzazione di quello che faccio è al 100% DIY, è molto difficile che ci siano intermediari tra me e la band che deve suonare, e se ci sono sono persone che lo fanno per passione, non per lavoro o per guadagnare. La cosa che non capiscono molte persone è che il punk è un settore musicale in cui non c'è ritaglio dal punto di vista economico. Si parla quasi sempre di gruppi piccoli, che hanno bisogno di una mano per suonare, non di bands che diano la possibilità al promoter di farci dei soldi. E credo che la nascita e repentina morte di queste fantomatiche booking sia dovuta proprio allo scontro con la realtà.

Che idea ti sei fatto della scena della tua città, Milano? C'è collaborazione oppure ognuno tende a colivarsi il proprio orticello?
Negli ultimi tempi devo dire che si è creata una rete di collaborazione che è davvero una figata. Si respira quasi un'idea di "Unity" che da tempo non vedevo. Abbiamo un gruppo chiuso su Facebook in cui si trovano tutti gli organizzatori di concerti di Milano, fatto proprio per avere un minimo di cooperazione tra di noi, per aiutare gruppi in tour e per evitare accavallamenti di serate. Devo dire che le cose stanno migliorando sempre di più, anche grazie alla comparsa (per fortuna) di un po' di giovani ai concerti.

Com'è avere Martina come driver e factotum dei vostri tour?
Dovresti più che altro chiedere a lei com'è sopportarci ogni giorno in ogni condizione igenico/atmosferica e guidare nel frattempo! Martina tvb.

Come vedi la situazione politica, economica e sociale del nostro Bel Paese?
Prossima domanda?

Guardandoti indietro, sempre all'interno della tua esperienza nell'hardcore e nel punk, cosa rifaresti e cosa no? Ci sono situazioni che ti hanno lasciato un pò di amaro in bocca?
Guardandomi in dietro credo che avrei cercato di suonare di più nel periodo in cui non stavo ancora lavorando... A parte questo non mi pento di nulla, sono fiero dei risultati e degli errori.

Ho finito. Grazie del tuo tempo e se vuoi aggiungere qualcosa fai pure...
Grazie a te caro! Un abbraccio e YO!

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Komplott | Bandcamp

Ruggine | Iceberg | V4V Records | Lp/Cd.

Hanno un piglio molto anni '90, questi Ruggine. Un suono nervoso, energico e sofferente. Mi vengono in mente i Massimo Volume, il crossover e certo post hardcore di matrice Quicksand o Orange 9mm. Cantato in italiano, testi che rappresentano la società in cui viviamo. Suoni potenti e ottimamente calibrati. Rabbia, frustrazione, ma anche voglia di riscatto. Questo è il mondo dei Ruggine.

Ruggine | Website
Ruggine | Facebook
V4V Records | Website

And So Your Life Is Ruined | V4V Records | Lp/Cd.

Rimini dista pochi chilometri dalla città in cui abito, Cesena. Tuttavia non avevo ancora messo le orecchie su questo giovane gruppo proveniente dalla città della movida romagnola. Emo pop core dal gusto anni '90, per intenderci alla Promise Ring, The Get Up Kids, Braid ed Appleseedcast. Melodia, voci soffuse, cantato in italiano, ma anche molta energia. Veramente ben fatti questi pezzi, usciti su un solo lato in vinile serigrafato. Completa questo ottimo lavoro la grafica curata dal mio amico Luca Zamagna e la sua Errata Disain, che si conferma aver un gran gusto, esplicitanto in maniera visiva quello che i nostri esprimono musicalmente.

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lunedì 1 dicembre 2014

Zeit | Zoe - Bios | CdEp | Autoprodotto.

Gli Zeit sono un gruppo proveniente dalla prolifica scena veneziana. Questo cd di due pezzi è un antipasto ad un più succulento full lenght che arriverà nel nuovo anno. Si discostano un pò dal tipico suono a cui Venezia ci ha abituati, infatti i nostri suonano un intricato post hardcore venato di math core sulla scia di gruppi come Converge, Botch, Dillinger Escape Plane e primissimi Cave In. Il risultato è eccellente. I pezzi sono ottimamente strutturati, ricchi di varie finezze e filano via che è un piacere. Voce potente e grintosa completa un quadro che fa davvero ben sperare per il futuro. Dategli un'ascolto, credo proprio non ve ne pentirete. P.s.: questi due pezzi sono in free download sul loro Bandcamp, un motivo in più per ascoltarli.


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