lunedì 27 aprile 2015

Meatball Explosion | Shamanna | Ep.

Una bomba! Non ho altre parole per descrivere il debut Ep dei marchigiani Meatball Explosion. Speed rock a manetta, sulla scia di band come Tytus, Peter Pan Speedrock e The Shrine. Musicalmente suonano in maniera eccelsa e sono potentissimi, mischiando sapientemente la velocità del punk con la tecnica del rock and roll. 4 pezzi perfetti, che vi faranno muovere il sedere da subito! Non vedo l'ora di sentire i nuovi pezzi!

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Frana | Odds And Ends | Shove Records | Ep.

I Frana sono un gruppo post core in cui 3 su 4 dei loro membri vive a Monaco Di Baviera. Il suono è molto potente ed ottimamente suonato, carico di rabbia, frustrazione. Hanno un retrogusto molto anni '90, ed è anche per questo che non sono affatto male. A mio modesto parere, i quattro pezzi qui contenuti dal vivo devono fare faville, supportati ovviamente da un bel muro di decibel, come è giusto che sia.

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lunedì 20 aprile 2015

Marziona (Kontatto, Horror Vacui, Ancient Cult, Doxie).

Foto: Antu Nee.

Se vi capita di bazzicare i concerti a Bologna e Agipunk Records, vi sarete imbattutti di sicuro in Marzia. Batterista, chitarrista, camminatrice e amante di luoghi occulti e sperduti. Quest'intervista è una delle mie preferite, visto che traspare una persona umile, con i piedi piantati per terra e soprattutto molto concreta. La nostra scena hardcore punk ha bisogno di persone come lei. Come bonus, è dotata di un grandissimo senso dell'umorismo. Buona lettura.

Marzia, io comincerei con il chiederti se sei soddisfatta del nuovo lavoro degli Horror Vacui. Mi sono accaparrato un test press e devo dire che è veramente un grande disco...
Bella Paso! Devo dire di si, soprattutto se penso alla demo di solo qualche anno fa e a come suonava il tutto. Hai fatto bene a prendere il test press perchè con tutti i ritardi che sta avendo l'uscita dell'edizione europea non si sa mai!

Che tipo di differenze puoi tracciarci tra il nuovo Horrror Vacui e i lavori precedenti? Credi che ci sia sta un'evoluzione? E' stato più difficile lavorarci, oppure avete fatto tesoro delle precedenti esperienze e quindi è stato più semplice? Sei soddisfatta della registrazione? Per ciò che riguarda la grafica, cosa mi puoi dire?
E' venuto tutto fuori in modo molto spontaneo. Questo secondo lp fa trasparire maggiore compattezza di suoni e composizione in generale derivanti da una naturale evoluzione delle cose. Le sonorità e le canzoni stesse sono più personali, per quel che mi riguarda. Per la registrazione, il grande Fede di Authoma Studio è un maestro nel gusto e nella praticità delle decisioni: veloce e professionale, in soli tre giorni conclude tutto. Ci troviamo benissimo con lui. Per la grafica, quando ho visto le immagini delle (povere) colombe del papa di merda attaccate dai corvacci a San Pietro le ho trovate tristemente belle da un lato e iconograficamente perfette dall'altra quindi, vai di elucubrazioni come il male sul bene, i cattivi sugli innocenti, l'ingiustizia sulla giustizia, satana su dio e via così.

Come avviene la creazione di un brano degli Horror Vacui? Partecipate tutti quanti partendo da un riff, oppure c'è qualcuno che arriva in sala prove col il pezzo quasi pronto e poi lo affinate tutti assieme?
Di solito mi appare in sogno Mariottide che mi canta una sua hit e io seguo la via, ahah! Diciamo che arriva qualcuno con un riff fischiettato spesso al cellulare per non dimenticarselo e poi si parte tutti insieme con i frankenstein musicali, chi allunga la strofa, chi attacca un bridge o un ritornello. Spesso però qualcuno ha portato qualche pezzo già fatto che di solito va bene a tutti. Andrea (chitarra) è la parte compositiva più appartenente all'emisfero destro, creativo e sentimentale, io e Koppa la parte sinistra, più grezza, semplice e anche punk nelle sonorità. Lara ed Enrico cementificano la base.

Il nuovo album esce per la sotto etichetta di Agipunk Legion Of The Dead, in collaborazione con Avant Records e distribuita da Agipunk. In America, invece, esce per Black Water Records. Leggo che la titletrak è leggermente differente rispetto alla versione europea. In cosa differisce? Come mai questa scelta? Come vi siete trovati a lavorare con Black Water Records? E invece con Avant Records? Il disco è stato fatto uscire in concomitanza con il vostro tour di ottobre/novembre in America... Questo vuol dire che è uscita prima la versione americana di quella europea, giusto? Come mai questa scelta?
Era necessario avere la stampa dell'lp in tempo per il tour in America, sia perchè c'era molta richiesta sia perchè la gente in America supporta un sacco e predilige (come un po' tutti) la produzione in lp. Abbiamo avuto dei ritardi anche nella stampa della versione Usa quindi c'era un numero limitato ma considerevole di copie che è bastato al pelo a coprire tutte le date. Black Water e Avant sono due istituzioni per il nostro genere di riferimento, siamo onorati di avere a che fare con persone del calibro di Keith (che per me oltre ad essere B.W. è anche forse il mio batterista vivente preferito a cui devo moltissimo per quel che riguarda il mio approccio alla battera) e Andrea, un boss e un signore con la "S" maiuscola. Gran gusto e gran occhio, in entrambi i casi. Soprattutto, grande modestia in tutto, dalle uscite alla gestione dell'etichetta, a vantaggio della qualità. Legion Of The Dead è invece la nostra etichetta di gruppo, con cui ci autoproduciamo molte uscite e che da il nome anche a concerti a cadenza trimestrale diy ma dark/goth/wave oriented. La stampa europea contiene alcune tracce diverse rispetto a quella americana per variare tra le due versioni.

Come ho accennato nella domanda precedente, avete suonato in America fra ottobre e novembre. Che città avete toccato? Come ti sei trovata a suonare di fronte al pubblico Usa? Che differenze hai riscontrato tra lì e l'Europa? Sò che ci sei stata pure per il tour con i Kontatto... Quali sono a parere tuo le differenze nell'averci suonato con questi ultimi e i Kontatto?
Questa è stata la mia quarta volta in America e non è mai abbastanza. La carica, il supporto, l'interesse e la professionalità musicale anche nel diy è impressionante. Con i Kontatto abbiamo suonato quasi sempre in basement o house show (i miei preferiti) mentre con gli Horror Vacui, soprattutto per esigenze di chi ha bookkato il tour, abbiamo suonato anche in qualche locale. Questa volta abbiamo tagliato la parte centrale degli Usa volando da una costa all'altra quindi nella West Coast siamo andati da Seattle a San Francisco passando per Los Angeles, San Diego e altre città spingendoci per una data anche a Tjuana, dove spero vivamente di tornare per esplorare di più. La East Coast ci ha portato nei grandi classici come Boston, Philadelphia (dove oltre alla ormai tradizionale statua e scalinata di Rocky, ho visto il ristorante/museo della pizza, che bomba), New York, ecc. con una data in Canada, a Montreal.

Negli Horror Vacui tu suoni la chitarra, mentre nei Kontatto suoni la batteria. Come mai hai scelto proprio questi due strumenti? E' venuta prima la batteria o la chitarra? A livello di impegno, quali dei due è quello che ti ha richiesto maggior tempo? Quale ti da più soddisfazione?
Dunque, in ordine cronologico/temporale per primo viene il piano, l'unico strumento per cui ho preso lezioni per anni da piccola e infatti ho prontamente abbandonato seppure fosse quello che suonavo meglio, colpa della scoperta del punk. Poi il basso, poi la batteria (che è il mio strumento principale) e poi la chitarra. La chitarra è capitata per caso così come il modo in cui la suono. Ho un approccio molto one chord wonder allo strumento, ho molto il senso del ritmo quindi me la cavo nei fill e nella ritmica, mi piace molto tenere melodie semplici e prediligo un bel riff ai virtuosismi del caso, impossibili senza studio quindi automaticamente scartati dalla sottoscritta. Se mi ci metto però imparo, è che non ne ho voglia nè tempo sinceramente. Vedo dei miglioramenti ma si può sempre fare di meglio e, considerato il tempo che ci dedico (quasi zero) e il genere abbastanza abbordabile, va benissimo così. La batteria invece è una compagna di vita. Suonare mi ha dato tantissimo in termini di crescita personale. Se avessi avuto modo di possederne una e una cantina per suonarla senza vicini cagacazzo, forse avrei saputo fare di più, in termini tecnici... Ma alla fine non me ne frega niente, mi siedo, suono, vado in tour, suono in qualche postaccio di merda pieno di merda e sono felice. In conclusione mi danno molta soddisfazione entrambe ma se dovessi rinunciare a una, sarebbe la chitarra. Nessuna delle due mi richiede tempo perchè le trascuro entrambe e non ho mai preso lezioni se non per imparare una specie di fill che uso con un altro gruppo che ho, Ancient Cult, ma più '70s, quindi altra storia.

Foto: Jana Chržová.

Passiamo ai Kontatto. Avete inciso due album e alcuni 7". L'ultimo è del 2010. A quando un nuovo full lenght? Dobbiamo aspettarci un evoluzione del vostro suono oppure procederete spediti con quello che avete sempre suonato?
Finalmente quest'anno registriamo il nuovo Lp!!! Purtroppo con altri gruppi attivi e altre cose da registrare è spesso difficile dare energie a tutti in egual misura, soprattutto quando tra le palle hai anche un lavoro fisso al piede. Con i Kontatto ci siamo quasi, i pezzi sono fatti, alcuni li suoniamo già da un po', saremo sempre uguali per fortuna o per disgrazia, e spediti come al solito con qualche tocco di midtemponi qua e la.

L'ultima volta che ho visto i Kontatto è stato all'XM24 di Bologna durante la terza giornata del Bologna Brucia. Quello che ho notato è che il vostro suono mi ricorda molto quello dei Wretched, ma con quel filo di metal che loro non avevano. La voce poi si avvicina molto... Sei d'accordo?
Mario, che è la voce dei Kontatto, ha una carica ignorante che appartiene a un mondo che forse non esiste più, ma di cui lui fa ancora parte. Dal suo "cantato" emerge il suo modo di vivere ed essere: un punk vecchio stile, senz'arte nè parte. Inizialmente consideravo la sua ignoranza (nel senso positivo del termine) come pura mancanza di tecnica ma ora mi rendo conto che il suo spesso andare fuori tempo o metrica, non badare alla resa estetica o da palco, sparare di gola a muso duro è quello che lo rende genuinamente old school, per così dire. Questo dà il tocco grezzo che mi piace nei Kontatto, soprattutto dal vivo perchè nei dischi il tutto è comunque registrato a modo. Ai Wretched noi dobbiamo tutto, ma come persone, prima che come gruppo. I testi, la rabbia che avevano, la semplicità e la genuinità. Quando ci cresci e consumi le cassette è un po' come andare a catechismo. Musicalmente fare un gruppo ne è stata forse la conseguenza anche se ovviamente quando parti e vuoi fare un gruppo punk, soprattutto all'epoca dei fatti, loro assieme agli AntiCimex erano forse gli esempi che sentivamo più vicini quindi inconsciamente porti delle schitarrate grezze come quella roba lì. Le particine metal qui e la sono un po' colpa mia perchè mi piace molto come genere ma anche perchè a volte danno quel sapore un po' trionfale a un riff che con le nostre (come prima) inesistenti doti tecniche rende il tutto più interessante. Ci hanno paragonato ai Puke svedesi, soprattutto nel primo disco perchè suonava comunque più grezzo, un complimento enorme per noi, sia per il gruppo sia per chi ha fatto il paragone. Da qualche anno abbiamo dei sostenitori anche tra le fila dei metallari che bazzicano nel nostro ambiente o a volte noi nel loro (ciao Quinto!) ed è bello mescolare influenze e scene, quando si trovano punti in comune.

Anche con i Kontatto sei stata in tour in America. Cosa ti ricordi di quell'esperienza? Come vi hanno trattato? Che città avete toccato? Se hai quale gustoso aneddotto da condividere con i miei fedeli lettori e lettrici...
Con i Kontatto le abbiamo viste praticamente tutte in due riprese, 2009 e 2010. Per me vuol dire molto poter viaggiare e vedere la scena musciale da protagonista e non da spettatrice, con il mio gruppetto modesto e senza pretese. E' la soddisfazione più grande. Ti ripaga di tutte le fatiche e la merda che quotidianamente devi mangiare per ripetere a te stesso che ci sei dentro perchè ci credi e non perchè ti ci sei trovato o perchè lecchi il culo a qualcuno. Conoscere le persone realmente e vivere le situazioni da dentro è fantastico. Dalle grandi, fighissime metropoli ai villaggi più sfigati e sperduti, da Las Vegas a New York, da New Orleans a Portland, abbiamo assaggiato ogni attimo con gioia, e sono stati tutti frangenti meravigliosi, mai uno scazzo, mai un diverbio, il nostro driver non è solo quello ma anche un amico eccellente, nonchè promoter impeccabile. Abbiamo conosciuto un esagero di gente e vissuto mille aventure. Aneddoti ce ne sono mille, molti imbarazzanti, molti divertenti. Un tornado a Dallas è stato molto tipico, diciamo. Sposarmi in tour a Las Vegas anche quella è stata una bella gag, così come conoscere "Elvis" che ti dedica una canzone (gratis, cosa non da poco). Avere un assaggio di funerale voodoo a New Orleans è stato emozionante e vedere le "X" sulle case distrutte ad indicarne i feriti o i morti è stato crudo. Così come gli scarafaggi volanti di 3 metri circa che impestano la zona e te li trovi nel letto. Ah, ho suonato con un gruppo spalla il cui cantante era vestito da Winnie the Pooh, molto carico. Ho ricevuto in regalo una bottiglia di Nightrain. Potrei andare avanti ore ed ore a dire stronzate.

I gruppi in cui suoni sono legati a doppio filo con l'etichetta Agipunk. Quanto è importante avere un'etichetta e una cerchia di amici che aiutano gli Horror Vacui e i Kontatto in maniera diretta? Credi che avresti fatto più fatica senza la loro presenza, per ciò che riguarda lo stampare i vinili, l'organizzare date e tour?
Beh la cosa è molto diversa da quello che sembra da fuori. Lo dimostra il fatto che con gli Horror Vacui abbiamo creato Legion Of The Dead proprio per autoprodurci i dischi interamente a spese nostre. Il fatto che Koppa condivida etichetta e gruppi che spesso escono per la stessa non c'entra nulla tant'è che nessuno di noi Horror Vacui aveva preso in considerazione Agipunk come etichetta per stampare il disco, anche perchè avevamo precedentemente ricevuto l'offerta da parte di Avant records che ritenevamo all'unisono più che adeguata per una produzione del genere. Per i Kontatto invece Koppa ha sempre prodotto anche in passato i suoi gruppi per la sua etichetta (all'epoca e per i primi 7" infatti è stata Disastro Sonoro, la sua vecchia etichetta poi inglobata in Agipunk) e di conseguenza è venuto spontaneo affidarsi ad Agipunk anche perchè il genere è completamente in linea con il resto delle produzioni. Non pensare quindi che abbiamo avuto trattamenti preferenziali, anzi, spesso proprio per il "conflitto d'interessi" in cui Koppa è coinvolto, le nostre uscite discografiche su Agipunk sono spesso state "sacrificate" per agevolare altre uscite in programma. Ad esempio, avrei sempre voluto fare un gatefold, ma dato che il budget a disposizione per le nostre uscite è quello che è (........), non lo abbiamo mai fatto e questo risparmio ha permesso ad altri gruppi su Agipunk di poter avere prodotti migliori. Invece per quel che riguarda i tour, i contatti e le date, la stragrande maggioranza li avevamo già a livello personale, derivanti da rapporti epistolari (in passato), telematici (in seguito) o da conoscenze strette durante concerti organizzati per gruppi che sono passati in tour in passato, nei posti che gestivamo, ecc. Quindi devo dire che unendo l'esperienza di Koppa, Mila e Borys (quando era della triade), la mia e di altri amici di vecchia data posso affermare che è il contrario, cioè è Agipunk ad aver basato il suo network di contatti su una rete già pre esistente a livello individuale ma che si è rivelata utile ai fini dei booking nella pratica, quando cioè a partire dal 2006 circa la Agipunk family ha iniziato a bookkare costantemente tour in Italia e in Europa in modo costante e sempre più capillare, ricevendo sempre più richeiste e quindi unendo nuove conoscenze a quelle già esistenti.

Siccome io sono un grandissimo curiosone e anche un pò nerd, sono andato a studiarmi la tua paginetta su Discogs. Subito mi è saltato all'occhio un demo tape a nome Pussy Face, in cui ovviamente hai suonato. Discogs riporta che è stato uno dei primissimi gruppi Riot Grrrl italiano, con base a La Spezia. Ti va di parlarci un pò di questo gruppo? Cosa ha rappresentato per te il movimento Riot Grrrl? Credi che sia una cosa passata, oppure alcune di quei concetti espressi te li porti dietro ancora oggi? Avete mai suonato dal vivo? Ho visto che avete anche uno spilt 7"con i Goofball ed un'altro 7" condiviso con altri gruppi... In un pezzo ti cimenti pure alla voce...
Ho scoperto da pochissimo che c'era una specie di mio riferimento su Discogs, non so chi l'ha fatto ma è un aiuto a non perdere i pezzi, dovrei capire come aggiornarla. Da lì ho ritrovato alcune cose ormai perse delle Pussy Face. Le Pussy Face sono un gran bel pezzo di cuore per me, temo che potrei dilungarmi. Sono state la mia palestra, la mia primissima esperienza musciale. Nate da un precedente gruppo femminile formato a cavallo tra la terza media e la prima superiore, 1995. In quell'anno vidi il mio primo concerto (i Necrobestiality!) e da lì sono impazzita perchè ho capito che potevo suonare anch'io, se volevo. L'evoluzione è stata quella di tutti quelli che suonano, credo, anche se in tempi diversi tra loro: nel mio caso, metà anni '90, gruppetto di amici con poche pretese, zero tecnica, voglia di gridare il disagio adolescenziale, prove come modo per beccarsi e scambiarsi le cassette. Nel mio caso ho avuto un gruppo di ragazze per caso seppur con cognizione di causa, perchè sentivo (allora) l'esigenza di maggior spazi in una scena che davvero era al 99% cazzocentrica. Ma NON era un problema, era una realtà, ed è stato stimolante vedere che lo status quo era tale solo perchè probabilmente alle tipe non interessava suonare e non perchè non "potevano" farlo. Infatti l'abbiamo fatto senza tragedie, rivoluzioni, rivendicazioni o altro. Vuoi suonare? Suona. Vivevamo l'ondata che arrivava da Olympia, giravano ancora i volantini delle Antigenesi con i vademecum "How To Non Rompermi Il Cazzo Per Strada", assieme ai Wretched si ascoltavano le Bikini Kill, le Voodoo Queens etc, e la fusione mi ha permesso di crescere con una corposa consapevolezza sia di genere che politica. Le Pussy Face erano volutamente provocatorie ("Bitch Is Right" era diventata un inno), puntavamo molto al messaggio "Riot" ma non abbiamo mai vissuto la femminilità del gruppo come una riserva indiana in cui piagnucolare perchè ci mancavano spazi. Ce li siamo presi, se volevamo (vedi il 1° e 2° Grrrl Pride Festival organizzato alla Villa Occupata di Coverciano) o abbiamo semplicemente suonato in tutti i posti che ci piacevano, punk, occupati, liberati, ecc. per molti anni, sciogliendoci poi quando il nostro cuore pulsante Consuelo (basso e voce) andò a vivere a Londra, dove vive ancora oggi. Era tutto molto movimentato e fresco, giravano un sacco di fanzine, io a mia volta ne facevo una (demenziale, ovviamente), ma ho sempre avuto a che fare con dinamiche miste infatti da li a poco ho iniziato a far parte anche di altri gruppi con ragazzi, non ho mai avuto i paraocchi tagliacazzi "maschi di merda" ma ho sempre giudicato basandomi sull'evidenza dei fatti. Non mi piace la caccia alle streghe, vedere mostri dappertutto, perchè in generale, di solito ne è incline chi poi brucia in fretta. C'era spesso molto estremismo, anche separatismo a volte nelle iniziative femministe o femminili. In generale stavo nel mezzo, è sempre bello vedere le motivazioni di ciascuna fazione. Il Riot Grrrl per me è stato un movimento e non un genere musicale anche se poi ti affibbiavi il termine nella didascalia del gruppo. Le Pussy Face effettivamente sono state uno dei primissimi gruppi Riot (appunto... Aha!) assieme alle Juicy Shoes, SexySuperPornoHC, Fuckin' Barbies, le mitologiche Mumble Rumble, le Bambine Cattive, le Allun e via così (se ti interessa, ti consiglio il libro "Le Ragazze Del Rock" di Jessica Dainese, enciclopedia del punk femminile italiano dalle origini ad oggi, già autrice della geniale Screaming Sheep 'zine del periodo). Abbiamo registrato una demo su cassetta (Bitch Is Right) in cantina, due 7" (che a ripensarci, sia ai mezzi che al modo in cui li abbiamo fatti, mi sembra fantascienza! Split con le francesi Goofball e con le polacche Pieklo Kobiet) e un cd-r finale (Pussy Goodbye) tipo canto del cigno che delinea quelle che sarebbero state poi anche le iniziali divergenze di gusti musicali fisiologici della post adolescenza, quindi non mi piace molto. Abbiamo sempre suonato abbastanza male, io stessa non mi sono mai evoluta prima del 2006 quindi era tutto motlo grezzo, ma fiko. Un po' di gente me li ha anche domandati ma è tutto andato e non so se ci siano copie in giro oltre a quelle personali. I concetti e la filosofia del periodo mi hanno plasmato quindi me la porto dietro nel senso che è parte di quello che sono oggi. Ultimamente c'è un po' un revival anni '90, vedi anche le varie reunion delle Babes in Toyland e L7. Per me è una cosa normale così come lo è avere, a distanza di un sacco di anni, un altro gruppo femminile, le Doxie, nate nello stesso modo del 1995 ma due anni fa, cioè tra una birretta e l'altra, con una gran voglia di suonare, non in contesti per forza femministi. Le mie istanze di genere le ho risolte in adolescenza quindi non credo di avere molto da rivendicare come donna e musicista, mi sento completa e appagata, grazie anche alla collaborazione e all'amicizia con moltissime persone interessanti, maschi o femmine. Ho molti dubbi e critiche riguardo alla moderna figura della donna, su questo potrei andare avanti giorni, ma è un'altra storia.

Foto: Covo Club.

Invece dei Death From Above cosa mi sai dire? Uno split 7" all'attivo con i Give Up All Hope... Ci avete fatto un tour assieme, da quello che riporta sempre Discogs... Che ricordi hai?
E' stato il gruppo che ho formato a Londra quando vivevo là nel 2005, per sopperire alla mancanza di dbeat dato che avevamo messo i Campus Sterminii in stand by per la nostra partenza. Eravamo io, Koppa e Gianluca (Nailbiter, Give Up All Hope e Hellbastard per un periodo), un pilastro della scena diy punk londinese. Volevamo fare raw punk/dbeat mega effettato e riverberato ma considerando che squattavamo e non avevamo un soldo siamo riusciti a fare una cosa accettabile con i pochi mezzi a disposizione. Abbiamo suonato per tutto l'anno della nostra esistenza e poi abbiamo fatto qualche concerto in seguito come quelli con i Give Up All Hope (in tour), Moderat Likvidation e Hellshock, nel 2008/2009. Il tour è stato molto carino, era il rientro dalla Finlandia all'Italia del tour Giuda/Campus Sterminii nel 2008. Abbiamo lasciato i Giuda in vacanza nel Nord Europa e abbiamo caricato i Give Up All Hope scendendo in Italia. E' stato bello, soprattutto quando la cantante dei Guah si è ammalata diciamo, e Koppa ha dovuto cantare al posto suo a caso per le ultime due date...

Quando ti sei avvicinata al punk, cosa ti ha colpito maggiormente? Che gruppi ti hanno influenzata? Come credi che il punk sia cambiato rispetto a quando hai iniziato? A parere tuo c'è stata un'evoluzione o un'involuzione? Può essere ancora una "minaccia"?
Amavo i Queen alla follia. Ho visto il Freddie Mercury Tribute e ho scoperto i Metallica e i Guns 'N' Roses. Da lì, i Misfits, i Damned e gli Uk Subs per via delle loro cover quindi il punk e il metal sono arrivati un po' insieme, seguendo il filone metallichiano da un lato e scoprendo i gruppi punk dall'altro. Mi piaceva il metal, molto, ma il punk era più immediato, mi ha colpito proprio perchè permetteva anche a un cane dotato di chitarra a una corda scordata di poter suonare. E allora fanculo, a me piace quello! I testi poi mi consolavano quando litigavo con i miei (Nerorgasmo, Wretched, Negazione e Impact a manetta sempre) mentre il punk femminile mi faceva affrontare benissimo le prese per il culo per come mi vestivo, perchè non ero "figa". Il metal era per i momenti "seri", quando dovevi fare la presa male con gesù, schifare le tue amiche conformiste ani '90 che guardavano "Non E' La Rai", ma anche divertente per far ridere la mia sorellina in cameretta con una chitarra di legno finta facendo headbanging. Il punk era già cambiato quando io l'ho scoperto, dagli anni '80 era passato un treno merci di cambiamenti, e a sentire i "vecchi" faceva tutto schifo all'epoca del mio capolino. A me è sempre piaciuto tutto, ogni fase è diversa e particolare. Sono nata nell'81 poi, non posso giudicare molto. C'è sempre a mio avviso un'evoluzione e se si vuole, sì, si sono persi un po' alcuni contenuti, soprattutto a livello politico, ma si è arricchito l'aspetto più leggero del far parte di una scena che a volte, inizio 2000 sopprattutto, a mio avviso era molto conservatrice. Si dice spesso che una volta si faceva qua e si faceva là così e cosà... Verissimo, ma Internet è un macigno nella nostra vita, certe dinamiche di condivisione, di collettività, sono state soppiantate anche dalla più facile capillarizzazione delle informazioni e dalla facile raggiungibilità della controinformazione. Se invece osserviamo quanto, grazie o a causa di Internet, sia facile per i giovani punx raggiungere conoscenze politiche o musicali ma anche sociali (Facebook) che una volta crescevano solo ed esclusivamente grazie al diretto coinvolgimento e partecipazione, posso dire che osservo molte meteore arrivare e passare oltre in fretta senza coscienza di causa, credere di aver raggiunto traguardi che erano già pronti e poi bruciare le tappe velocemente. Da un lato, so che manca la sostanza molte volte, ma dall'altro... Beati i giovani, che con un "click" possono scaricarsi la discografia di tutto e tutti o dire di conoscere il cantante di questo o quello solo per un "like" su Facebook. Avessi avuto Facebook a 14 anni forse ci sarei andata completamente sotto, ahah! Altro che farsi le toppe con la santissima trinità fotocopia logo gruppo + lenzuolo tagliato a rettangolo + trielina! Sarei stata molto più cool, invece che farmi prendere per il culo per come cazzo mi vestivo :-) Il punk per me non è più una minaccia, non è nemmeno più comunicazione e controinformazione, anche se credo nel potere di entrambe. Per me il punk è un'arma di sopravvivenza. Se esploro il mondo reale, quello dei miei colleghi, dei ragazzi della scuola dove lavoro, se vedo i commenti sotto certi post su Facebook, se leggo il giornale, se guardo la TV, ho paura e orrore. Voglio vivere nel mio piccolo ghetto di punx, emarginati, gente e situazioni borderline, ambienti a me affini, perchè il mondo vero, mi fa SCHIFO.

Le Pussy Face erano un gruppo di La Spezia, quindi ho fatto "due + due" e deduco che tu sia ligure. Cosa ti ha spinto a cambiare città e regione per venire a vivere a Bologna? Come primo impatto come la trovasti? Ti piace viverci? Secondo te è ancora una città "viva", oppure come alcuni affermano, negli ultimi anni non c'è più quella scintilla che animò posti come L'Isola Nel Kantiere?
Yes, Ligure e fiera di discendere da un popolo di barbari dediti al culto dei falli di pietra che si nascondono nei nostri boschi, a pratiche pagane o al semplice e caro "mugugno" (lamentela, ndr). Dopo Londra sono finita qui perchè era l'unica realtà che poteva farmi sopportare il distacco da una delle città più fighe del mondo. In scala, anche a Bologna puoi essere anonima come in una metropoli, la gente è molto polleggiata e sì, forse in 10 anni anch'io inizio a vedere un po' il cambiamento, ma mi va bene così perchè sarò per sempre una forestiera di adozione e non avrò mai modo di fare paragoni. Bologna è per me viva e stupenda anche se forse tra la gente "normale" serpeggia il terrore del "degrado" e degli "schiamazzi", per non parlare delle temibili scritte sotto i portici! Devo però dire che forse prima c'era più educazione e semplicemente intelligenza da parte di tutti: a me sta sulle palle vedere un bel palazzo storico o un monumento rovinato con scritte a caso, oppure le vie che puzzano di piscio, le birre rotte per terra, le merde dei cani perchè la gente non sa stare al mondo. Mi rattrista e preoccupa molto invece l'accanimento contro gli spazi sociali, vedi Atlantide, sotto attacco continuo da parte di gente condannata a morte nel suo quieto vivere.


Degli Ancient Cult cosa mi dici invece?
E' un altro gruppo che ho con alcuni amici (Davide e Claudio, Bland Vargar, Undead Creep, Gravesite, Montenegro, e Francesco, Wormhole) e in questo ci dedichiamo al culto del primissimo rock settantiano. Questo genere non è semplice se non si studia o ci si forma. Mi piace perchè oltre ad amare il genere di riferimento, posso sperimentare nuove cose e non limitarmi a quello che già "sò" fare. E poi vado più lenta, dato che l'età avanza, ahah! Tuttavia non è semplice, nemmeno andare lenti, o fare quelle robe lì che facevano quei batteristi della madonna del periodo. Quando suono avverto le bacchettate dello spirito di Bonham sulla testa per la serie "datti all'ippica". Però suono con la barba finta e la bandana, spero che nell'aldilà avranno tutti pietà di me per quello che sto facendo! :-) Abbiamo appena registrato e uscirà tra spero poco tempo.

Sò poi che suoni anche in un gruppo tutto al femminile, ma perdonami, mi sfugge il nome... Vuoi parlarcene un pò?
Doxie, come ti accennavo prima. Abbiamo una demo registrata in sala prove a caso ma andremo a registrare la creatura vera e propria a metà maggio. Suono con Silvia e Federica (al loro primo esordio) ma tra le fila ho le veterane Lara (IntoTheBaobab e Horror Vacui) ed Elvira (Jack And The Themselves, Ollie Arson, Montenegro) con cui già suonavo nell'embrione pre Doxie qualche anno fa (Hellwires, 2012, mai registrato niente nè fatto concerti però).

Se ti chiedo invece dei Campus Sterminii?
I Campus Sterminii, il mio primo gruppo crust nato nel 2001, sono in stanby da tempo perchè siamo un po' diasporizzati qua e là e perchè abbiamo tutti altri mille gruppi e alcuni anche dei figli. L'ultimo concerto formale è stato nel 2013 ma sono almeno 5 anni, cioè dell'uscita dell'ultimo disco. che siamo in un simil stato di ibernazione. Il periodo in cui abbiamo calcato la mano e suonato ovunque è stato tra il 2002 e il 2009. Poi vari cambi di line up, città, routine, eccetera. Dal 2001 ad oggi c'è una vita in mezzo, a pensarci bene. Vedremo cosa riserva il futuro. Abbiamo sempre una gran voglia e mi piacerebbe in caso di ripresa dell'attività, poter ripartire dalla formula grezza e iniziale. I Campus Sterminii sono stati nel 2001 il primo gruppo italiano definito stench core, per sonorità e approccio. Ovviamente non era semplice ricreare con mezzi come sempre di fortuna ed espedienti sonori quello che volevamo. E' stato diciamo un gruppo all'avanguardia per alcune cose (ovviamente, nulla è inventabile nel recente passsato e presente, si parla di cose già fatte a suo tempo negli anni '80, ovviamente) e si è stagliato sull'ondata successiva di gruppi crust italiani che è culminata a metà 2000 per poi declinare. Non ci precludiamo di suonare ancora a breve, ma di certo abbiamo molte altre cose in ballo per il momento.

Se ti dico Atlantide, tu cosa mi sai dire? Quanto è importante per te quel posto? Cosa ne pensi delle recenti diatribe sulla sua presenza nel quartiere e sulla proposta di trasferirlo da un'altra parte? Ctedi che la magia che circonda quel luogo possa dissolversi?
Non faccio parte formalmente del collettivo anche se da anni aiuto quando posso e supporto forever, quindi anche se non ti parlo dall'interno mi sento molto legata ad Atlantide, ma come tutti noi, indipendentemente dall'impegno diretto o indiretto. La magia la conosciamo tutti, come dici tu, e non sò cosa riserva il futuro... Vedremo...

Dalla tua esperienza, sia sopra che sotto al palco, come giudichi la scena punk hardcore italiana? A parer mio, ogni tanto la situazione è talmente disperata che vengono fuori cose eccezionali... Sei d'accordo?
La scena c'è ed è viva, con accezioni diverse da posto a posto e da città a città. Non mi piace molto suonare o vedere concerti in certe tipologie di locali perchè c'è poca vibra, ma generalmente amo tutte le situazioni in cui mi trovo e mi diverte appunto sia la disperazione di alcune serate come dici tu che l'eccellenza di altre. Noi a Bologna siamo abituati bene, passa tutto di qui, abbiamo sia squat che club o locali. Vediamo quasi solo gruppi prestigiosi e a portata di tasche vuote. C'è ampia scelta. Mi piace spesso suonare in province e in paesini sperduti, con gruppi a caso, pubblico assurdo, per non perdere il contatto con altre realtà meno dinamiche ma che mi aiutano sempre a ricordare da dove vengo.


Mi pare che tu faccia l'insegnante. Di cosa ti occupi? Lavorando "dall'interno" che tipo di opinione ti sei fatta sul sistema scolastico italiano? Io cerco sempre di tenermi informato e non mi sembra che ci sia molto da stare allegri...
La mia occupazione primaria è educatrice in un centro per minori adolescenti in grave situazione di disagio e rischio devianza, e sono a contatto da quasi un decennio con situazioni di pura disperazione. Ma quella vera, non il "disagio" inflazionato e usato dai guerrieri di una sera, dopo 3 Becker's sgasate o una serata a pippare. Vedo il no future vero, vedo una generazione morta dentro, per davvero. Vedo genitori incapaci. Vedo ragazzi lobotomizzati. Tutto questo al pomeriggio. Al mattino, sono educatrice di sostegno alle superiori, e mi occupo anche qui di disagio e ritardo nell'apprendimento. Qui invece vedo che oltre a non imparare un cazzo, non troveranno mai un lavoro. E vedo insegnanti che nella purtroppo stragrande maggioranza dei casi, sono demotivati, non incidenti, non motivanti (non tutti, per fortuna). Purtroppo anche al lavoro sono inserita in contesti molto difficili quindi la mia percezione è distorta... Lavorassi in un liceo sarebbe diversa. La maggior parte dei ragazzi che vedo crescono a "Coca Cola" e "Jersey Shore", gli insegnanti non hanno ruoli autorevoli e manca il rispetto delle basilari regole di convivenza civile. Spesso vedo talmente nero alla fine delle mie giornate che non posso tollerare nemmeno il pensiero di uscire e vedere altra gente. Quindi hai ragione, la situazione è una merda in pratica.

Invece del progetto del 2009 che vedeva protagonisti il gruppo Bollywood Rose? Ho letto l'articolo che hai postato tra le tue foto del profilo Facebook e mi è parsa una gran bella idea... In un paese come il nostro, in cui l'immigrato è visto come una persona da respingere a priori, è bello vedere iniziative di questo genere... Puoi parlarcene un pò? Il gruppo poi ha inciso il disco?
Ahah! Era un progetto nato all'interno del centro di aggregazione dove lavoro, curato da me e dal mio ex collega nonchè fratello JJ Stigliano, Klasse Kriminale, Laser Geyser etc. Avevamo un gruppo di ragazzi/e motivati e incuriositi dalla nostra vita non convenzionale, quindi per caso li abbiamo iniziati a suddividere in due gruppi e facevamo delle "prove" al Vecchio Sono aka da Steno, che ogni volta passava un po' di tempo con loro e gli raccontava le sue gag adolescenziali. A lui dobbiamo la possibilità di aver realizzato un anno di laboratorio nelle sue salette. Molte delle ragazzine erano rom quindi ti lascio immaginare il background in cui crescono, sessista e definito in base ai ruoli. Per loro è stata una ventata di aria fresca e abbiamo passato un anno interessante. Lavoro solo con immigrati, spesso ci sono barriere di cemento armato. Il progetto è durato un anno e si è concluso con un concerto ma mai una vera e propria registrazione, purtroppo, per ovvia mancanza di mezzi e tempo, ma anche perchè i ragazzi e le ragazze erano alle primissimissime armi e non ne erano molto in grado, era più che altro un divertimento. Abbiamo però ricevuto nel 2009 un abbonamento ad honorem da parte di Radio Città Del Capo per il progetto di integrazione culturale tramite la musica grazie all'interesse di Jonathan Clancy, e lo stesso abbonamento lo ha vinto Atlantide, nelle figure di Koppa ed Enrico, l'anno successivo, per la promozione di cultura a livello cittadino, assieme a Oderso Rubini... E poi vogliono sgomberare...

Da cosa nasce la tua passione per i luoghi abbandonati tipo chiese, fabbriche, ecc? Cosa ti piace visitare maggiormente? Sei mai incappata in strane situazioni?
Credo sia perchè i miei mi hanno regalato "Brivido" quando ero piccola! Mi intrippavo tantissimo a giocare con quel teschio fosforescente che rotolava giù per le scale del castello spettrale. Inoltre alle elementari mi hanno portato 100.000 volte a vedere il "Museo Delle Statue Stele" di Pontremoli, dove sono esposte strane pietre dalle fattezze antropomorfe, misteriose. C'ero sotto totalmente! In Liguria ci sono un sacco di castelli abbandonati, rievocazioni storiche e un grande passato di culti antichi (cerca la "Farfalla Dorata Del Caprione", per farti un esempio). Mi piaceva molto da piccola immaginare la vita in altre epoche, mi affascina l'abbandono come bolla temporale. Prediligo castelli e rovine storiche. Amo la natura soprattutto perchè si sposa bene con la musica di certi gruppi e perchè ha una funzione catartica nel senso che una bella camminata ti permette di dedicare tempo a te stesso così come una formula magica o un rito ti permettono (se ci credi ovviamente) di concentrarti su ciò che si vuole raggiungere. Ho a questo proposito creato la pagina Hiking Metal Punx", ispirandomi alla canzone dei Darkthrone, che è più una gang per misantropi sociali amanti della natura che una pagina. E' viva grazie ai contributi dei supporter. C'è anche una toppa e una maglietta disponibile con il logo disegnato da Christophe Szpajdel. L'intento è quello di raccogliere foto e contributi da tutto il mondo, per poter avere suggerimetni dalla viva voce dei local circa luoghi e zone che spesso non si conoscono. Ci condivido anche una specie di calendario pagano che faccio per documentarmi in modo generale sul perchè si celebrano certe festività o si hanno determinate usanze. C'è chi va dal parrucchiere e c'è chi butta via nottate a fare queste cazzate, ahaah!

Della tua esperienza londinese, cosa mi puoi raccontare, invece?
Sono andata a Londra in Erasmus soprattutto per usare la borsa di studio dell'università per noi figli della working class come base per poter schiodare il culo, altrimenti non avrei mai avuto un fondo cassa (ridicolo, comunque..) per poter iniziare. Era talmente alto che in un mese, seppur risparmiando, è finito. Koppa mi ha seguito e ci siamo lanciati. Era il 2005 e non avevamo nessun tipo di contatto là, solo un amico che però non frequentavamo da moltissimo. Anche se erano solo 10 anni fa, non usavo ancora MySpace nè c'era Facebook, avevo a malapena una mail e le connection erano reali quindi o conoscevi sul campo o non conoscevi nessuno. I primi mesi sono stati di assestamento, trovato lavoro come schiava a Camden Town, poi abbiamo identificato gli squat della zona sud e abbiamo iniziato a girare e a stringere amicizie. Abbiamo abitato in uno squat a Brixton per un anno, messo su i Death From Above e fatto tantissima balotta con i punx locali, molti italiani, che organizzavano tra le altre cose lo Scum Fest e ancora lo fanno. Clifton Mansion (rip) e il Grosvenor erano le zone di riferimento del nostro quartiere, Brixton, appunto. Abbiamo assaggiato ogni pezzetto di Londra. Mi manca terribilmente anche se sò che le cose sono molto cambiate, la scena è cambiata, molta gente è partita. E' una città stupenda, anche strutturalmente, i colori cupi, gli edifici tristi o oscuri, i negozi di dischi usati in cui passavo ore ed ore ed ore ed ore e trovavi le chicche migliori a 1 pound... mi sentivo dentro ad "Alta fedeltà" di Nick Hornby ogni volta che entravo in un buy sell trade ahah! Non parliamo dei negozi di vestiti usati o dei mercatini settimanali delle pulci: incantevoli. A me che piace anche il dark, ci andavo a nozze con Londra: andavamo a ballare allo Slimelight, Dead and Buried e Inferno, ai concerti punk negli squat o nei pub, a bere dopo lavoro, tutti noi sfruttati di Camden andavamo all'Elephants Head o al Devonshire Arms, al World's End e poi hot dog vegan da Metro prima di prendere l'88 notturno verso Brixton. Nella zona di Soho si andava all'Intrepid Fox prima che lo spostassero e perdesse un po' la magia, e al Crow bar con il jukebox punk e un bel Magner's gelido. Abbiamo vinto i mondiali quando ero a Londra e abbiamo seguito tutte le partite a Little Italy, compreso festeggiare in un fiume di casi umani immigrati o in vacanza la vittoria a Tottenham Court Road. Mi stai facendo tronare in mente molti ricordi. Mi piaceva molto esplorare ogni cosa. Lavorare e studiare era durissima, ma è andata bene. Ogni settimana facevo poi un banchetto per la chiusura di Huntingdon Life Science con gli attivisti della zona, andavamo ad Oxford Circus con cartelloni e volantini in taxi da Finsbury Park dove abitava un tizio, faceva ridere sbaraccare tutto sul taxi. Una volta uno non ci ha fatto pagare la corsa perchè supportava la causa. Ho avuto modo di girare l'Inghilterra anche per le mie fisse megalitiche, soprattutto la zona a nord, e tutta la Scozia. Paese fantastico, humor tagliente e che fondamentalmente non capisco, cibo che all'inizio ti schifa poi ami, libertà espressiva in tutto, popolo con poche seghe mentali, poche paranoie di genere, lassismo sulla pulizia e sulla genitorialità, recupero cibo scaduto senza pippe. Altro mondo. Non mi sono più riabituata a vivere come prima, dall'allargare le vedute e avere concezioni più aperte su molte cose, a cazzate come bere il the caldo con la pizza. Soprattutto mi ha fatto sentire immigrata, estranea a casa di qualcuno, e ho visto bene cosa pensano degli italiani immigrati, cosa che vorrei far capire a chi ancora sproloquia sugli immigrati che arrivano da noi.

Mi sembra di averti chiesto tutto... Grazie per il tuo tempo, e se vuoi aggiungere qualcosa fallo pure...
Paso credo di aver scritto già un casino! Ahah, sei mega preparato e dettagliato :-) Mi ha fatto piacere condividere con te questa chiacchierata autoreferenziale e spero che possa darti altri spunti per il tuo blog. Complimenti a te per il tuo lavoro e la tua dedizione. Concludo con un tributo a te: YO!!!!!!!!



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sabato 18 aprile 2015

Severance | A Scream In The Face | Autoprodotto | Ep.

Dal bresciano mi giunge questo ep di 6 pezzi. Hardcore metallizzato un pò chugga chugga (come andava di moda nei nineties), con voce urlata e molto grintosa. I pezzi sono veloci con alcuni stacchi mosh, ed in generale si ascoltano molto volentieri. L'unico appunto che mi sento di muovere è che le chitarre sono registrate un pochino basse. Ma queste sono solo dettagli, se vi piace l'hc suonato con tanta energia e voglia di fare, dategli un'ascolto!

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giovedì 16 aprile 2015

Veér | 27 | Caverna Abismal Records | Cd.

Da Budapest giunge questo gruppo dedito ad un moderno black metal. A differenza di altri gruppi dello stessso filone, i nostri ungheresi non eccedono quasi mai con la velocità, preferendo un suono lento e lugubre, dominato da una voce demoniaca e profonda. A spezzare l'atmosfera che si viene a creare, fanno capolino ogni tanto delle svisate veloci tutte giocate sul blast beat. I nostri tendono a precisare che i testi non parlano di satana, chiese bruciate e caproni, ma bensì sondano la "parte nera" dell'animo umano. Decisamente consigliati.

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mercoledì 8 aprile 2015

Augurus/Deathgrave | Sentient Ruins Records/Shove Records | 7".

Questo 7" split è un autentico cataclisma sonoro. Da un lato gli Augurus, con il loro hardcore grind super distorto e pesantissimo. Voce slabbrata e demoniaca, suoni marci ed infetti. Dall'altro i Deathgrave, che suonano sulle medesime coordinate sonore, ma un pò più sludge. Anche qui il marciume regna incontrastato. Un altro centro Sentient Ruin e Shove Records.

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domenica 5 aprile 2015

Gianluca "Freddy" Tricarico (Think Twice, I Deny, Ageing, Snowfall, Thoughts To Share).

Think Twice.

Dopo un rapido scambio di email Italia - Brasile (dove Freddy vive) ha preso forma quest'intervista. Freddy è un veterano della scena punk hardcore italiana, ha suonato negli Think Twice e negli Ageing (fra gli altri) e quindi ho colto la palla al balzo per rivolgergli la consueta "cascata" di quesiti. Quello che ne è venuto fuori è una chiaccherata che ripercorre la sua "carriera" sopra e sotto ad un palco. Buona lettura!

Allora Freddy, togliamoci il dente, e sentiamo cosa rispondi alle dichiarazioni fatte da Rino Valente nell'intervista che gli feci tempo addietro... Con Stefano Bertelli invece, mi pare che non ci siano problemi... O no?
Con Stefano siamo grandi amici, anche se da tempo non ci si sente e vede, ma le amicizie restano anche se non ci si incontra regolarmente. Solo per aprire e chiudere una pseudo polemica con Rino, cui non porto alcun tipo di risentimento. Forse quello che in parte si è montato la testa atteggiandosi da rockstar, è stato proprio lui; nel momento che in cui ha conosciuto la fama negli ambienti dei tatuatori, ha cominciato a tirarsela ed a camminare 3 metri da terra. Che fosse nel mirino degli scherzi era in buona parte per goliardia, ma per carità niente di malefico e premeditato. Nel gruppo esiste sempre uno preso piú di mira degli altri, comunque nessuno gli hai mancato di rispetto. Il fatto abbia aspettato tanti anni per togliersi questi sassolini non lo capisco. Per carità, nessuna invidia nei suoi confronti e complimenti per i suoi successi, ma proprio non mi preoccupa di che fa e chi vede. Forse qui si sbaglia, se c´era un'amicizia ed è finita, non credo di dovermene assumere tutte le responsabilità. Tutti abbiamo colpe, ma passare per vittima, mi sembra un atteggiamento debole ed anche codardo. Se hai qualcosa da dirmi: SAY IT INTO MY FACE. SuGiangiacomo non commento poiché è stato chiamato in causa, non per colpa sua. Comunque, caro Rino, prima di prendere per il culo molti tuoi amici non presenti, fatti un bell´esame di coscienza, a buon intenditor.. Ora una pietra sul passato e parliamo di cose piú interessanti.

I Think Twice sono l'unico gruppo ad aver inciso, agli albori degli anni '90, un lp con la tedesca Crucial Response. Come siete entrati in contatto con essa e come si è comportata nei vostri confronti? Mi ricordo di aver visto un flyer in cui vi definiva "the mafia pizza sons from Italy"... Non credi che fosse un tantino stereotipata e banale come definizione? Poi di sicuro sarà stato per ridere... All´epoca Gonzo ed io facevamo una fanzine che si chiamava “My Attitude”, era una 'zine che si occupava molto della scena cresente scena straight edge. Diciamo che fummo la prima fanzine straight edge. italiana. Questo ci permetteva di entrare in contatto con gente del mondo intero, dall'Europa agli Usa. In qualche modo, la scena tedesca era una delle piú attive (ricordate i Charlies's War, i Crivits...)e cosí diventammo amici di Peter Hoeren e Andreas Gruter. Non molti lo sanno, ma erano in due amici a dirigire Crucial Response agli inizi. Coincise che nel 1991, in concomintanza con il secondo tour dei Gorilla Biscuits, Andreas e Peter decisero di venire a trovarci a Vicenza. In quei giorni in cittá a visitarci c´era anche la crew dei Gorilla Biscuits con cui eravamo in stretta amicizia sin dal primo tour '89.(a proposito, un abbraccio a Wally, Civ, Alex, John...) Quindi immagina, Vicenza capitale H.C. S.E. in quei giorni prima del mitico show all´Isola Nel Kantiere (esiste una vhs molto bella per dare l´idea di che show memorabile fu). Si stabilì quindi un forte legame con i nostri amici teutonici, inoltre non eravamo contenti del trattamento riservatoci dalla Break Even Point Records (etichetta del loro primo 7”, ndr), così Peter si offrì di realizzare il primo lp che i Think Twice avessero mai realizzato. Nel 1992 “Unrealized” vide la luce su Crucial Response Records, ma non prima di aver preso parte, con 3 pezzi, alla raccolta “Share Common Ground” nel 1991. Nell´estate del 1993 Peter ci confezionó un tour di 7 date in Germania e Belgio, che fu un´esperienza indimenticabile. Con lui ci siamo poi persi di contatto, ma sò che l´etichetta è ancora attiva. Peter, poi, è un gran tifoso del Bayern Munich. Avrei tanti aneddoti di quel tour, eh eh eh. Peccato che poi il quell'lp non sia stato ristampato su cd. Comunque quella degli stereotipi sull' italiano è una cosa che ancor oggi vale. Credo, però, che fosse visto píù da un lato umoristico. A dire il vero non ci ha dato mai fastidio all´epoca. Ti dirò che alla fine quella parte mistica della mafia dei Corleone, Good Fellas, De Niro e Pacino, ha ancora fascino per molte persone nel mondo intero. Te lo posso confermare vivendo in Brasile da 7 anni: l´Italia per lo straniero, nell'immaginario collettivo, resta ancora quello legata al Sud, quindi mafia, pizza, paparazzi, ed ora con Gomorra, ancor più. Pochi sanno che nel nostro paese esiste una differenza tra Nord e Sud, usanze, costumi, tradizioni, lingua, cultura. In tutti i paesi del mondo esistono differenze all´interno della medesima nazione: negli Usa tra nord e sud, la stessa Germania, Francia, Spagna. Anche qui in Brasile, Nord e Sud sono quasi due paesi completamenti differenti, nonostante la stessa lingua parlata.

Come mai i Think Twice si sono sciolti? Mi ricordo di aver assistito ad un vostro concerto di reunion a Ravenna anni fa... Con Paolo Head X On alla batteria... Dei membri originali, oltre a te, chi ne faceva parte? Come mai decideste di riunirvi? Come mai poi vi siete sciolti di nuovo? Ai tempi Paolo mi disse che eran stati registrati anche dei pezzi nuovi, dove sono finiti? Nessuna possibilità di ascoltarli? Saranno mai dati alle stampe?
Allora, i Think Twice cominciarono nella primavera 1989, subito dopo lo show degli Youth Of Today al Leoncavallo. Abbiamo continuato con vari cambi di formazione fino alla metá degli anni '90, poi quando cominciammo con gli Ageing, diventò con il tempo complicato gestire due band contemporaneamente, senza pregiudicare l´una o l´altra ( oltretutto stavano nascendo anche gli Snowfall). Dopo quasi 6 anni si stavano perdendo le motivazioni con i Think Twice. Il meglio era stato dato, l´energia e lo spirito non erano piú quelli iniziali, sentimmo che era il momento di chiudere un capitolo. A dire il vero non fu uno scioglimento ufficiale, solo smettemmo di suonare. Nel 1997 all´Acqua Fun facemmo una reunion, ma fu una porcheria. Poi, nel 2007, mentre stavo registrando il cd degli Snowfall, mi riavvicinai all´hardcore. Ricontattai Sergione e Gonzo e in una pizzeria decidemmo di ritornare sul palco. Fu il desiderio di comunicare emozioni e parole, di liberare l´energia dentro di noi ammanettata per molti anni, a spingerci a ridare vita al gruppo. Devo dire che di tutte le band con cui ho suonato, i Think Twice sono sempre stati la creatura piú amata, quella píu mia. Scrivevo quasi tutta la musica, buona parte dei testi, le grafiche dei dischi. C´era molto di mio, della mia anima, del mio sangue e sudore in quella band. Della formazione originale nel 2007 eravamo in tre: Sergio,Gonzo ed io. Poi Gonzo lasciò e subentrò il mitico Paolo “fart” Gaiarsa fino al concerto d´addio. La formazione ruotò sempre tra noi tre, mentre il bassista è stato rimpiazzato in varie occasioni. Questa è, più o meno, la biografia della band:

1989/1992
Sergio Of Today- vocals
Freddy – guitar
Walter – bass
Gonzo – drums

1992 Pprimavera – Estate):
Sergio Of Today – vocals
Freddy – guitar
Massimo Corona (One Step Ahead – Growing Concern) – bass
Gonzo – drums

1992 - 1994
Sergio Of Today - vocals
Freddy - guitar
Andrea Rigablood (Salad Days Magazine) - bass
Gonzo - drums

1994 - 1995
Sergio Of Today - vocals
Freddy – guitar
Stiv Bertelli - (Product) bass
Gonzo-drums

1997 (Reunion Show)
Sergio Of Today - vocals
Freddy - guitar
Andrea Spazza (Snowfall - Thoughts To Share – Derozer) - guitar
Ale Rizzi - bass
Gonzo - drums

2007
Sergio Of Today - vocals
Freddy - guitar
Fred Zotta (Inner Reason)
Luca Burro - bass
Gonzo - drums

2008
Sergio Of Today - vocals
Freddy - guitar
Fred Zotta (Inner Reason) - guitar
Luca Burro - bass
Paolo X Gaiarsa (Pkr – Fratellanza - Inner Reason) - drums

Quel concerto che tu citi fu nel giorno del mio compleanno a Ravenna e Paolo era giá con noi. Due settimane prima della mia partenza (novembre 2008) abbiamo inciso una mezza dozzina di pezzi nuovi che avevamo scritto con l´ultima formazione. Non sono mai stati pubblicati (a parte sul profilo di My Space). Sono sicuramente la miglior cosa che abbiamo registrato per qualitá di registrazione, suono e mix. Peccato che non ci sia stata data possibilità da parte di alcuna etichetta di darli alle stampe. Approfitto dello spazio per lanciare un´appello a qualsiasi persona interessata, ci contatti. Paolo, tra l´altro, ha copia dei pezzi. Sono 6 con la parte vocale ed uno a cui manca (ri -registrazione di “Rivers Of Blood”). I brani sono molto fighi, direi quell´hardcore moderno tipo Carry On, Champion, The First Step ma con l´anima dei Think Twice. Nulla da invidiare a band americane delle ultime generazioni. (A parte il fatto che noi le abbiamo passate tutte).

Think Twice - New Jersey.

Perchè non tutti i membri originali del gruppo fecero parte della reunion? Sei ancora in contatto con loro?
Diciamo che della line up originale solo noi tre (Gonzo, Sergione ed io) eravamo fissi. infatti quando ci riformammo eravamo noi, piú due nuovi membri. Gonzo in seguito se ne andò e Paolo subentrò come nuovo membro in maniera naturale, vista la grande amicizia che ci univa e ci unisce. Sono in contatto con molti degli ex e non Think Twice, ma io non amo i social network. In qualche maniera sono sempre in contatto con Paolo, Sergione, Fred, Burro e quando torno in Italia andiamo sempre a cenare assieme. Sergione e Paolo sono veramente fratelli, Burro lo sento attraverso mia moglie (ora vive a NYC, ciao Burroooooo!), con Fred ho rapporti di business, Gonzo l´ho perso di vista dalla mia partenza, Rigablood lo sento attraverso Salad Days, Massimo Corona in qualche maniera ci si sente saltuariamente (Sergione conversa spesso con lui). Mentre con il Bertelli sono molto amico, ma causa la mia pigrizia e non avendo un profilo Facebook non mi sono preso cura di lui... Eh eh, scusami fratello, approfitto ancora di queste pagine per mandarti un saluto e chiederti perdono in ginocchio... Forgive me bro! Insomma, direi che con la maggior parte dei passati membri dei Think Twice mi mantengo in contatto, questo nonostante la considerevole distanza materiale che ci separa. Vedi, Marco, la band non era solo musica e messaggi: era, direi, un vincolo di amicizia e quello rimane indissolubile per la vita intera. Le fidanzate e mogli vanno e vengono, ma gli amici veri, quelli con la “A” maiuscola, che non ti sputtanano alle spalle e che sempre ti appoggiano nei momenti di allegria, ma soprattutto nel bisogno, bene, quelli rimangono 'till death. Questa è la lezione di vita che mi ha lasciato la band, quello che mi ha insegnato il vero significato di valori come l´amicizia, la lealtà, l´onestà, che mi ha dato molta ricchezza emozionale e spirituale. Sono questi sentimenti ed attimi che niente e nessuno potrà cancellare dal mio cuore e dalla mia mente. A proposito, c´era un altro membro non ufficiale dei Think Twice, ma è sempre come se lo fosse stato, per l´amicizia che ci lega e per quello che fece per la band, ed è il mitico Marco Candioli. Un grande amico, di quelli veri. Vorrei sottolineare l´integritá morale di Marco ed i suoi grandi valori spirituali, spesso non apprezzati da molti nella scena, ma che sempre ha avuto il mio-nostro appoggio... Ciao Marco. (E' stato il primo vocalist dei Product).

Sempre negli anni '90 avete fatto un mini tour in America, suonando tra gli altri con i Mouthpiece. Come è nata la cosa? Che tipo di impatto avete riscontrato con la scena straight edge americana? Dove avete suonato, con chi e come è andata? Hai qualche aneddoto da raccontarmi?
Beh quel tour fu molto divertente, fu soprattutto una vacanza. Eravamo noi, piú Gianni Pantaloni dei Growing Concern. Fu tutto organizzato da Jeff Terranova degli Upfront/Smorgasboard Records. Jeff è una persona molta divertente, per non parlare di suo padre (sembra un boss del Padrino...), una sagoma. Stazionammo nella sua casa con piscina e poi a Boston da Tim Schmoyer, batterista degli Upfront e con Todd Rensick dei Far Cry. Mitica fu la cagata che lascíò Gonzo sul tappeto (nel vero senso del termine) del bagno di Tim dando poi la colpa al gatto, ma fu lui. Fu una delle cose piú divertenti ed ancora oggi con Sergione ci burliamo del Tim´s Carpet; eravamo come in un accampamento, dormivamo per terra: Gonzo tipo mummia e si alzava tipo Michael Mayer eh eh eh, Sergione sulla poltrona, si svegliava distrutto il mattino. Poi i viaggi con il van fino al Vermont e poi giú a Washington. D.C. Dovrei scrivere un libro sulle tante persone che abbiamo conosciuto. A parte gli show con Mouthpiece, Ashes, Kingpin, Junction, Iconoclast, ecc. Per esempio suonammo a Boston al mitico Middle East, che era un locale cult, show organizzato da Al Quint di Suburban Voice 'zine, uno di quelli tosti della scena americana. Incontrammo anche il chitarrista dei Lifetime, visitammo il negozio di Newbury Street dove lavorava il batterista dei Slapshot, la corsa sulla scalinata del campidoglio di Boston emulando la Boston Crew. Lo show alla radio On The Edge di Chris Kelly fu come uno show comico: Kelly non era tutto centrato e noi on air a sparare cazzate, Jeff danzando e Jon Field suonando con noi. Sapevo a memoria “We're Not In This Alone” degli Youth Of Today e suonavamo i pezzi una dietro l´altro. Poster di donne nude, una cosa allucinante. Peccato non abbia la registrazione di quello spettacolo. Poi a Syracuse dove il nostro show fu cancellato ma restammo ospiti di John Mackaig e DJ Rose: le cose stavano nascendo a quell´epoca a Syracuse, gli Earth Crisis erano ancora agli inizi. Poi a D.C. ospiti della Positive Force di Mark Anderson. A cena al ristorante di Dante Ferrando degli Iron Cross, Chris Bald e Jeff Nelsson. Incontrammo e facemmo amicizia con la crema della scena del tempo. Quando suonammo a Washington con i Mouthpiece (grande show, loro mitici, mi diedero una shirt in regalo) chiamammo Taylor Steel dei 4 Walls Falling che venne a vederci da Richmond. Un anno dopo avremmo suonato insieme con loro a Salzgitter nel miglior show dei Think Twice di tutti tempo. Un ultimo aneddoto per gli amanti del collezionismo: a casa di Chris Kelly c´era un armadio pieno già all´epoca di t shirt rare: Massimo Corona indossava una shirt tarocca dei Judge (credo un bootleg italiano o tedesco) e Kelly lo imploró, e fecero uno scambio. Tre per una maglietta dei Judge tarocca. Massimo si portó via una Insight ( quelli dello Utah, mai vista altra t-shirt loro in vita mia) una Turning Point inedita e la terza mi sembra fosse un'altra raritá dei 4 Walls Falling. Che affarone! Massimo puó confermare l´episodio e quali furono gli oggetti del baratto. Non posso dimenticare anche le numerose multe che prendemmo e le tre volte che fummo fermati dalla polizia, minacciandoci e scambiandoci per latino americani. Concludemmo gli ultimi giorni a NYC nell'appartamento ultra chic di Sammy Siger degli Touth Of Today/Judge/Gorilla Biscuits/Project X/Rival Schools. Fummo suoi ospiti, abitava in un loft di famiglia a Manhattan, quasi sulla Broadway, a fianco della NY University. All´epoca lavorava da Dean & De Luca. L'appartamento era dotato di ascensore privato che entrava direttamente nel loft ed aveva una stanza e esclusiva insonorizzata solo per la batteria. Un appartamento che oggi potrebbe valere 3o 4 milioni di dollari.

Gli Think Twice erano un gruppo dichiratamente straight edge. Negli anni in cui avete suonato cominciava a venire fuori tutta la scena metal edge, con conseguente impennata di stili di vita come il veganesimo. Come vi ponevate nei confronti di ciò?
Iniziammo come Youth Crew, che era quello che ci piaceva. Youth Of Today, Gorilla Biscuits, Uniform Choice, Wide Awake. Però, nel 1989, con lo scioglimento degli Youth Of Today, la scena di quel genere negli Usa era già in declino. Quando nell´estate del '90 andammo in America per la prima volta, da un lato rimanemmo in parte delusi: tutte o quasi le band erano sciolte o avevano cambiato stile e look. Gli stessi Gorilla Biscuits non erano quasi piú straight edge, i capelli crescevano e stavano muovendo i primi passi band come Quicksand e Burn. Non era già più tempo di “X” sulle mani a NYC. Noi nel corso degli anni mutammo un poco stile e ci adeguammo involontariamente ad uno stile piú moderno e ricercato, mischiando ancora ritmi veloci con cose piú pesanti ed anche con un po' di emo. I Turning Point split per darti un´idea. Avevamo pezzi fichi e Rigablood era molto bravo tecnicamente. Io ero molto migliorato, era naturale evolversi e cercare un sound meno rude. Avevamo conservato sempre l´impronta dei Think Twice, però. Di quei pezzi esistono solo i video e nessuna registrazione. Non sono mai stato attratto e inflluenzato dal veganesimo. Sono stato vegetariano per una decina d´anni, ora non lo sono piú. Per quanto riguarda lo straight edge, iniziammo proprio la band per questo motivo: all´epoca l´hardcore (come io lo intendevo) era morto. In Italia le gloriose band degli inizi o si erano sciolte o erano Metal Bangers capelloni, vedi Negazione, Impact, Upset Noise, Crash Box. Birra e droga erano il contorno, attitudine da rock star. Fu questo, a livello mondiale, l´impulso per il ritorno dello straight edge e insieme riappropriarsi dell´hardcore come era inteso alle sue origini. Fu questo il motivo che mi fece abbandonare gli I Deny nel 1987: io volevo continuare su una linea, gli altri no.

Con il gruppo apparite nella compilation "It's Pounding In", storico concerto del novembre 1990 all'Isola Nel Kantiere... Cosa ti ricordi di quella serata? Fu l'inizio di una nuova era per l'hardcore in Italia? Cosa ha rappresentato per L'Isola Nel Kantiere di Bologna?
Quella sera fu la svolta epocale della scena italiana, tra l´altro l´Isola nel Kantiere era stato il palco del tour '89 di Youth Of Today e Gorilla Biscuits. “It's Pounding In” non fu solo uno show mitico e storico, ma permise a molte persone di conoscersi, di fare amicizia. Ricordo le chiaccherate con i ragazzi dei Growing Concern, con il Depla e gli Hide Out giá ci si conosceva, poi One Step Ahead (con Massimo che poi avrebbe fatto parte dei Think Twice). Tutti erano presenti. Ho foto con il Bertelli (allora non lo conoscevo) sotto il palco, Marco Candioli, che indossava la sua fedele maglietta dei Chain Of Strength, era presente. Quante amicizie solidali sono nate quella notte. Peccato che non possieda nemmeno una copia di quel disco, solo il poster (in cattive condizioni, tra l´altro). L´atmosfera quella sera fu magica, ci sentimmo per la prima volta una scena unita, con idee ed illusioni comuni, una crew, come essere al CBGB´S per un matinee o all´Anthrax. Un ricordo ancora vivo, nonostante siano passati 25 anni.

Think Twice - Belgio.

Tu, ancora prima dei Think Twice, hai avuto una lunga militanza nel circuito hardcore punk. Quando hai cominciato ad interessarti ad esso? Qual è stato il gruppo che ha scatenato in te questo coinvolgimento?
Ti confesserò che sono nato con il punk e vi sono passato per tutte le sue fasi. Ho cominciato ad interessarmi e comprare i primi dischi a 14 anni vedendo un documentario alla Rai che parlava del fenomeno punk a Londra, i Sex Pistols, eccetera. (Penso che il programma di prima serata era su Odeon Tv, “Tutto Quanto Fa Spettacolo”). Molti dei punk di quell´epoca furono influenzati da quel programma, non esisteva Internet all´epoca. Quella fu la svolta della mia vita che poi influenzò il resto del mio cammino. Comunque, agli inizi di sicuro furono i Ramones (tutt'ora), Sex Pistols e Dead Boys. Poi ho vissuto le varie epoca del chiodo borchiato, il Virus (anzi, i vari Virus di Milano), Leoncavallo, Disco D´oro a Bologna, i Nabat, i Wretched, CCM, il Tuwatt di Carpi ed altri locali dell´epoca. Poi la prima band nel 1981 (vocalista dei Elektrovoice, stile Anti Pasti, Discharge), poi vennero I Deny, Think Twice, Ageing Snowfall, Thoughts To Share. Tutte le band che in ogni modo hanno poi marchiato buona parte della mia vita musicale e non, sotto tutti i punti di vista sono un poker, i magnifici 4: Minor Threat, Uniform Choice, 7 Seconds e Youth Of Today. Uno step cronologico-temporale e che assommano quello che piú apprezzo sia come sonoritá, messaggio, visuale. A questi quattro aggiungerei anche i Chain Of Strength (la catena). Diciamo la riserva di lusso.

Puoi descriverci, secondo il tuo punto di vista, com'era la scena hardcore punk italiana degli anni '80? Come veniva visto l'essere straight edge?
Il concetto di straight edge era confuso agli inizi, parlo dell´epoca dei Minor Threat, SSD, Faith, DYS. La gente non sapeva esattamente cosa fosse: la scena punk ed hardcore essendo antagonista e controcorrente era conseguentemente invasa da droghe ed alcool. Punk rock andava a braccetto con distruzione ed autodistruzione, protesta, quindi abusare o fare uso di stupefacenti e alcool era normale, anzi d´obbligo. Io al contrario non ero attirato da quell´attitudine, mi presi sempre cura del mio corpo, e pur non essendo straight edge, all´epoca giá simpatizzavo con questa filosofia. Vedere persone sconvolte o distrutte da alcool, colla e eroina (anche molti amici), mi faceva male ed incazzare. La rabbia e la protesta, a mio avviso, dovevano essere convogliati contro la società, le istituzioni, il potere, non farsi le pere e crollare come uno zombie in un atrio di uno squat o di una stazione dei treni braccato dalla polizia. All´epoca molti non straight edge si marcavano la “x” ed indossavano i guanti construction gloves (vedi Spasio dei I Deny - Derozer), ma era come dire: guarda io sono hardcore, non sono un semplice punk. Era un modo per distinguersi dai punk inglesi borchie e chiodo, colla, birra e droga. La “x” sulla mano era la nuova generazione di hardcorer che ascoltavano le nuove band americane ( Void, Minor Threat, Scream, Black Flag, Verbal Abuse, MDC), essere attivo nella scena, organizzare show, formare una band o produrre una fanzine. Questo ero piú o meno inteso all´epoca lo straight edge in Italia, la base ideologica che avrebbe dato impulso al ritorno della seconda ondata s.e. Del 1987: riprendersi semplicemente quello che “ci” era stato rubato da altri.

Quali sono i gruppi di quell'epoca che ti hanno maggiormente colpito, anche tra quelli esteri? Che concerti ricordi con maggior piacere? Anche qui se hai qualhe gustoso aneddoto da regalarci... Le quattro band che ho citato prima sono quelle “forever”. Poi nelle varie epoche ce ne sono state varie, di quelle italiane, musicalmente senza dubbio Raw Power, CCM, Indigesti, Declino, Negazione, ma anche Nabat, Dioxina e Upset Noise. Estere: direi del primo hardcore GBH, Discharge, One Way System, Blitz, inglesi. Poi Circle Jerks (che furono il primo gruppo hardcore vero, veloce e furioso che ascoltai), poi direi Verbal Abuse, Youth Brigade, Abused, Faith, Void, Scream, MDD, N.O.T.A., Crucifix, Jerry's kids, Poison Idea. Concerti, beh, direi parecchi (anche qui andrei per fasi). Come impatto che cambiò il mio destino direi in primis Youth Of Today al Leoncavallo, poi Youth Brigade a Milano nel 1985, “L´Offensiva Di Primavera” al Virus con la crema delle band italiane dell´epoca, Dead Kennedys a Gorizia nel 1981, Toxic Reasons, il “Superbowl” al Ritz di NYC nel 1990 in cui suonarono: Gorilla Biscuits, Sick Of It All, Killing Time, Burn, Token Entry, Quicksand (che raduno, cazzo!). Poi sicuramente gli Unbroken a Bologna, 108 sempre a Bologna, il primo tour degli Integrity. Il primo tour degli Ignite con Undertow a Rovereto, i 7 Seconds alla gabbia quando Kevin Seconds non era un barile, credo fu nel 2006-2007, meraviglioso. Per ultimo, Fugazi a Bologna nel 1990.

La prima volta che ti ho visto è stato al concerto dei Better Than A Thousand a Padova nel lontano 1999... Te ne stavi accovacciato su una cassa assieme a Ray Cappo... Cosa ti ricordi di quel concerto?
Dimenticavo quello show, uno dei migliori in assoluto, di sicuro nella top 10. Il clima era perfetto, una notte unica, mi sonodivertito tanto. Era un´epoca in cui non bazzicavo molto la scena ma non potevo mancare: ricordo molti stage diving, il caldo, il sudore, Ray che non vedevo da tempo; mi chiamò “Hardcore Feeddy” e fu un onore. Poi i tanti amici, i Product, Stiv Milani, il Bertelli, Sergione, Giulio Repetto.

Il vostro primo 7" è uscito per la romana Break Even Point. Cosa ricordi di quell'esperienza? Come vi siete trovati con essa?
L´esperienza fu contradditoria, nel senso che fummo grati di farne parte e avere questa chance, ma dall´altro lato ci fu molto disinteresse, nessun tipo di promozione, nessuno show organizzato, poche copie in cambio, curammo tutta la parte grafica, poco supporto, insomma. Direi che con Youth Crew Records ho ricevuto un trattamento incomparabile: grazie Dario Sartori, per tutto quello che hai fatto per la scena e per me.

Leggo dalla pagina a voi dedicata su sito web della Crucial Response, che durante il vostro mini tour negli States, avete suonato adurante il programma "On The Edge" di Chris Kelly alla radio. Che ricordi hai di quell'esperienza?
Chris Kelly era veramente un personaggio, ricordo che viaggiammo di notte per andare a questa College Radio dallo stato di NY al NJ, ci fermò la polizia, e vari cervi incrociarono il nostro cammino. Andammo con Jon e Jeff degli Up Front, fu molto divertente, facemmo casino e suonammo poco, fu quasi uno show comico. Ricordo che Chris fu molto gentile, fece delle t-shirt personalizzate per il nostro show, 4 modelli diversi, credo siano una raritá. La mia la regalai, ma non ricordo a chi, peccato. Fu comunque un´esperienza diversa e Chris era un kid very dedicated all' epoca, un poco nerd, ma molto simpatico.

Ageing - Napoli.

Sempre dalla pagina su Crucial Response, riportano una tua frase in cui dicevi che lo straight edge è un attitudine mentale. Puoi spiegarcela? Tu sei ancora straight edge?
Non ricordavo quella frase, ma direi che ancora calza rispetto alla mia attitudine, nel senso, che alla fine è la testa che conta, non una “x” o una scritta su una maglietta, oppure se bevi o no una birra, se sei totalmente straightedge o no. Quello che ho sempre apprezzato e che sempre applico nel mio lifestyle è l´apertura mentale, la forza interiore della propria anima e cuore, il valore dell´individuo. Credo che non siano semplici regole scritte, ma è questione di avere una propria moralità. Ognuno, a mio avviso, ha la propria interpretazione dello straight edge, taluni con la diretta militanza ed astinenza, altri con piú coinvolgimento mentale. Di sicuro l´età dell´adolescenza e della pubertà è molto pericolosa e può portare a deviazioni fatali. meglio restarne lontani e vivere una vita sana a poison free, poi crescendo con la maturità ogni individuo sa come equilibrare la propria vita. Un bicchiere di vino a tavola o una birra con la pizza non ti rendono un disgraziato o un tossico. per tornare alla domanda, no, non sono attualmente straight edge nel senso letterale della parola, ma ancora ammiro chi lo è e per un certo verso come attitudine mi sento tale. Non fumo, non uso droghe o super alcolici, ma soprattutto la mia mente è sempre lucida e allerta. Le mie sono scelte sempre personali e non influenzate da altre persone e sostanze artificiali, credo questa sia l´essenza di tutto: fare le proprie scelte di vita, di filosofia, di stile, libero da ogni tipo di catena che sia chimica o psicologica. Le droghe non sono solo quelle chimiche: le dipendenze possono essere di vario tipo e genere. Oggi le persone senza cellulare, Facebook o Twitter non riescono a vivere. Le dipendenze da gioco di azzardo, le macchinette, il porno su internet, le chat line sono a volte molto piú dannose che una birra o due bicchieri di vino. Comunque “never i drink and drive”, prima di tutto rispetto per gli altri e te stesso ! “Mentally straight, physically strong”: queste quattro parole mi hanno sempre accompagnato. Praticare sport e mantenersi in forma, è il segreto, il resto viene da sé: con la salute del corpo viene anche quella dell´anima!

Come mai il vostro unico lp si chiama "Unrealized" e ha in copertina un uomo dentro ad una gabbia?
Ci piacque il disegno, il significato intrinseco dell´immagine. Ognuno può dare la propria interpretazione: “gabbia” nel senso materiale di prigione per un detenuto, criminale, “gabbia” nel senso di società che c´ingabbia nelle loro regole e leggi, “gabbia” nel senso di dipendenza da qualsiasi tipo cosa sia chimica che fisica, “gabbia” nel senso di gabbia dove siamo collocati, sezionati, osservati, condannati, processati e giudicati. Molte sono le interpretazioni che ognuno puó scegliere. “Unrealized” era una canzone dei Think Twice e rappresentava le nostre frustrazioni di sogni e desideri incompiuti. Questo si può applicare anche alla nostra vita quotidiana attuale: quanti sogni, desideri, aspirazioni non realizzate abbiamo. Nella vita sempre si cerca di realizzare e raggiungere scopi e cose che non siamo riusciti a realizzare nel passato, un titolo che calza per la vita intera.

Dopo lo scioglimenti dei Think Twice, ti ritroviamo alla voce negli Ageing, una sorta di all star band. Come vi siete formati? Avete inciso un 10" sotto Twilight Records... Come siete venuti in contatto con loro? Come vi siete trovati? Sei soddisfatto di quel vinile? Come mai poi vi scioglieste?
A dire il vero Ageing hanno convissuto per un periodo contemporaneamente ai Think Twice. Tutti eravamo amici da tempo e tutti erano fan dei Think Twice. Rino poi in particolare ci chiamò a suonare a Firenze con gli Hide Out agli inizi della carriera, era la primavera 1990, un anno di vita e solo una manciata di show sulle spalle, pochi contatti. Si creò cosí un legame e un´amicizia che ci ha unito per parecchio tempo. Rino inoltre curò la grafica di copertina del 7” “Loyalty” dei Think Twice, il volantino dello show degli Up Front che organizzammo a Vicenza con gli Equality. Cosí il desiderio di formare un nostro progetto con Gonzo, mio amico e partner nei Think Twice, nacque spontaneo. Io avevo il desiderio di cantare, Stiv Bertelli era nostro grande amico, sapevamo del suoi scazzi con i By All Means e ne approfittammo; era tempo che si parlava di suonare insieme. Giangiacomo poi si unì a noi, non ricordo bene come, ma faceva già parte della nuova ondata di kid con gli Ivory Cage. Il progetto musicale era in sintonia con il nostro rapporto di amicizia, desideravamo avere un progetto comune e condividere l´esperienze del palco. Molte cose ci accomunavano all´epoca, anche la voglia di suonare uno stile un poco differente dai Think Twice, sebbene all´interno della medesima scena. Poi anche l´idea di unire persone provenienti da quattro realtà diverse e lontane, era una nuova sfida. Un pò come quelle band americane che univano scene di coste diverse ( basti pensare a Mark (californiano) degli Hard Stance - Inside Out che suonò per un pò (e fece pure un tour) con i Gorilla Biscuits, oppure Vic Dicara che dal NJ finì a suonare negli Inside Out in California). Il 10” ebbe una grafica da paura e molto curata, il suono non fu quello che speravamo, un peccato. Nel '97 registrammo la cover “Understand” degli Youth Of Today per una tribute compilation americana, che peró non vide mai luce. Un peccato perché quella cover spacca davvero, Stiv dovrebbe averne una copia.

Con gli Ageing non siete mai stati troppo supportati in Italia... Secondo te, perchè? Avete suonato il vostro primo concerto all'estero, e avete concluso sempre all'estero, se non ricordo male...
Credo tu abbia ragione. Il primo show, però, non ho certezza se fu all´estero. Sono sicuro che l'ultimo show fu Vienna nell'estate 1997, sul palco con i fratelli dei Product (con il Candioli ancora alla voce). Ottimo show e ci divertimmo molto, sebbene stessero giá nascendo degli attriti al´interno della band. Vero, non ricevemmo molto supporto e simpatia a quell´epoca, ma è anche vero che la scena emo Ebulltion style freak di Kent Maclard stava spopolando. In quei giorni lo straight edge era diventato una cosa tipo hippy, dreadlock, screamo rotolarsi per terra, vinili fotocopiati su carta riciclata, lo stereotipo era del kid: 1/2 intimista, sempre triste e sfigato, depresso, con lo zainetto sulle spalle, dondolando agli show. Noi invece eravamo ancora legati alla old school e ne approfittammo anche per divertirci e provocare certe persone. Inoltre ci siamo auto creati un mito, molto per la stupidaggine e chiusura degli altri. Odiati o amati? Non sta a me dirlo, certo non stavamo simpatici a tutti ma non era il nostro obbiettivo, alla fine meglio essere ricordati come contraddittori, che come bonaccioni insipidi. Molti si offendevano a livello personale, ma in realtá furono molti scenester local che costruirono un muro intorno a noi, spesso sputtanandoci, spargendo malelingue, boicottandoci ed evitando che potessimo suonare in molti show. Non mi sembra molto un´attitudine democratica per chi si vantava di essere il paladino dei deboli, di difendere le minoranze e supportare la scena, ma se non si lecca il culo e sei amichetto di quello o quell´altro, o fai l´ipocrita con il boss di turno, anche nelle scene cosiddette alternative, ci si scontra con i pregi ed i difetti della vita reale. Ti diró che anche dei Chain Of Strenght se ne dicevamo di peste e corna, che bevevano, che fossero come i New Kids On The Block dell´hardcore. Pensa che un'idiota francese quando eravamo ospitati nell´appartamento nel Queens dei Gorilla Biscuits, sfascíò in mille pezzi il nuovo 7” dei Chain Of Strength che era appena uscito, proprio per quel motivo. Lo lanciò davanti ai nostri occhi sulla parete urlando contro di loro. 'Sti cazzi! Comunque è andata così: potevamo fare molto di più, avere più chance, ma c'est la vie, acqua passata.


Hai qualche anedotto da raccontarmi sui vostri tour? Mi pare che abbiate suonato parecchie volte con gruppi stranieri...
Suonammo con Mean Season, Spawn, Feeding the Fire, Earth Crisis, Shift, Culture e molte altre band che ora non ricordo. Con piacere ricordo lo show sulle montagne del modenese ( credo fosse una due giorni che erano tanto popolari a tempi). Fu uno concerto mitico, come anche quello della “Two Days Of Struggle”, dove letteralmente facemmo esplodere, metaforicamente, la casa dei “Diritti Sociali” a Padova. Le cose piú belle e marcanti erano le trasferte, i viaggi in van, spesso avevamo con noi un seguito, come quel mini tour fino a napoli al Tien Amen, dove vennero solo punk abbestia e fuggimmo per non dormire con i topi, arrivammo a casa del Petralia all´alba per suonare a Roma. Non aveva nemmeno l´acqua calda il Paolo, alla fine rimasi senza voce e Sergione cantò molta parte del concerto al Garage. Il mini tour in Germania con i Think Twice fu molto divertente: Sergione in mezzo al van dando pugni a destra e a manca, dando il morso del ciucco a Rino, (è vero, era spesso preso di mira, ma se la cercava, e poi era una goduria prevaricare il Rino, ora molto inacidito nei nostri confronti), la puzza di ascelle, scoregge a raffica (quelle di Sergione memorabili), le discussioni con Giangiacomo che difendeva sempre i deboli ed era il “Il Cavaliere Rosso dell´H.C”; con lui si facevano lunghe discussioni politiche ed anche animosamente. Sergione. che era già notoriamente il piú intollerante, si divertiva a chiamare Giangiacomo “amico dei marocchini”. Molti erano scherzi goliardici, non ci si dava peso in modo serio. Chissà se con il senno di poi tutti la pensano alla stessa maniera sull´immigrazione… Sto lanciando un sassolino che potrebbe scatenare diatribe e dibattiti violenti, sono sincero molti miei pensieri sono cambiati negli ultimi vent´anni. Un altro viaggio che ricordo con molta nostalgia, ma anche con una certa rabbia, fu quando ci chiamarono a suonare a Stoccarda in un festival: ci misero nella scaletta come ultima band alle 2.00 del mattino, stanchi dal viaggio, il locale giá svuotato, sfiancati nell´assistere all'esibizione 20 band screamo con i loro proclami on stage. Alla fine, sentendoci presi per i fondelli ci rifiutammo di suonare, prendemmo il rimborso e rientrammo in Italia. Fu a dir poco massacrante, un intero week end trascorso in macchina. Altro capitolo importante fu il festival di Will in Svizzera, vicino a Zurich: c´era gente da tutta europa, band, svizzere, tedesche, italiane, belghe, olandesi. Alla fine, dopo l´esibizione capitammo nella casa di una persona figlia di emigranti italiani, non ricordo come ci capitammo, ma accadde. A volte i ricordi si sovrappongono. Una cosa era il denominatore comune in tutti questi show – tours: fame, freddo, sonno, sete, bagni sporchi, ascelle pesanti e aliti pesanti al mattino con lo stomaco digiuno... Eh eh eh!

Colgo l'occasione per chiederti una cosa: chi è il tipo in giacca cravatta è fotografato con voi in un parcheggio? Sono anni che mi perseguita questo dubbio...
Quel tipo lo incontrammo tornando dallo show a Napoli, fu su una piazzola di sosta dell´auto strada, un Autogrill. Era un personaggio che richiamò la nostra attenzione, una specie di burino, tipo Bombolo o Jimmy Il Fenomeno. Ci fu immediatamente simpatico, e noi da gran casinari ce lo facemmo amico, scattammo delle foto che diventarono cult. Nemmeno mi ricordo il nome. Fu uno che casualmente incrociò il nostro cammino.

Sbirciando su Discogs mi sono imbattutto in un 7" degli I Deny, dove tu figuri come cantante in alcuni pezzi. Ammetto candidamente la mia ignoranza e ti chiedo di parlarmi un pò di questo gruppo...
Questa band inizió nel 1983, prima della mia partenza per la naia. Fu la prima hardcore band vicentina. Suonammo in quegli anni con tutto il meglio della scena italianam tutti dico tutti, da Negazione, Declino, Kina, Upset Noise, Raw Power, Crash Box, scena modenese, Granducato Hardcore. Realizzammo un 7’ e un pezzo su una compilation americana. Io volevo cantare in inglese, e stavamo spostandoci su uno stile 7 Seconds, ma gli altri volevano evolversi sulla scia del post hardcore degli Husker Du. Quindi lasciai la band. La scena di quell´epoca era veramente molto piú grande, ai concerti venivano molte piú persone letteralmente da tutta Italia e viaggiando spesso in condizioni precarie non esistevano blocchi contrapposti o fazioni, eccetto tra anarchici e nazi.

Prima di I Deny e degli Think Twice, hai suonato in altre band?
Nel 1981 suonai per circa un anno in una band punk locale che si chiamava Elektrovoice. Il cantante originale aveva abbandonato, andavo sempre in sala prove, quindi mi proposero di subentrare alla voce. era il periodo dei boots, creepers, bondage trousers e borchie. Facevamo un punk inglese inizi ´80, covers dei Discharge, Uk Subs, Anti Pasti. Feci un solo show, poi ci sciogliemmo. Di quella band faceva parte Massimo Bellini dei Peggior Amico, ma era ancora un Punk... E no politica !


Degli Snowfall cosa mi sai dire? Come mai ti sei messo a suonare un genere così distante da quello dei tuoi precedenti gruppi? Come mai vi siete sciolti? Qualche aneddoto?
Gli Snowfall sono nati con il desiderio di sperimentare un nuovo cammino, suoni diversi e un approccio più rock. Era l'epoca dei Quicksand, Texas Is The Reason, Fugazi, Jawbox. L'hardcore era in una fase di stagnazione, dopo tanti anni sentivo il desiderio con Gonzo di testare un sound più maturo ed anche un pubblico più vasto. Ci siamo sciolti perché tutti i percorsi hanno un finale, spesso dovuto a mancanza di stimoli da raggiungere e motivazioni, inoltre gonzo si era sposato e diventava tutto più difficile. Comunque nel 2007 abbia registrato molto materiale inedito e nuovo ed il CD su Youth Crew Records ne è la testimonianza! Aneddoti... Non molti: molti concerti in spazi piccoli ed in culo al mondo... Avevamo un bel seguito femminile, siamo arrivati ad un passo dal firmare un contratto con la Watermark Records e fare un un tour negli Usa. Poi all' ultimo saltò tutto. Ricordo che suonammo anche con i Baby Gopal che erano la band della moglie di Ray Cappo !!!!

La tua ultima esperienza furono gli Thought To Share... Uscì un cd sotto Youth Crew e Green Records se non sbaglio... Parlamene un pò... Come mai vi siete sciolti? Aneddoti?
I Thoughts To Share furono una breve ed intensa parentesi, credo che durammo nemmeno l'arco di un paio di anni! Mi chiamarono non molto dopo lo scioglimento degli Ageing: i fratelli Rigano avevano questo progetto di harcore oldschool tipo Ignote, Civ, Shelter, ed io avevo desiderio di cimentarmi alla voce. Siamo riusciti a produrre un cd, poi per colpa mia la band si è fermata. Avevamo anche parecchi pezzi nuovi. Ti dirò, io non sono per progetti a lunga durata, a parte il capitolo Think Twice, il resto non è mai durato più di 3 o 4 anni. Quando si perdono gli stimoli, è giunto il tempo di abbandonare...

Sono ormai 7 anni che vivi in Brasile. Come mai hai deciso di vivere proprio lì? In quale parte stai? Come ti trovi? Che tipo di differenze riscontri tra l'Italia e il Brasile? Ti manca il nostro paesello?
Abito a Porto Alegre, nel Sud del Brasile da 7 anni. E' una regione di frontiera con Argentina e Uruguay, potremmo paragonarlo a quello che è il Texas negli Usa. Esiste una fortissima emigrazione italiana, tedesca e polacca, che credo componga quasi la metà dei residenti dello stato dove risiedo, specialmente veneta; infatti il fratello di mia madre è emigrato qui 60 anni fa quando era un ragazzino. Alcuni anni orsono visitando mio zio ed i miei cugini ho conosciuto Ana, amica di mia cugina ed è scoccata la scintilla, ho preso armi e bagagli e via! Certo, a mente fredda una mezza pazzia, ma ci vuole anche un briciolo d´incoscienza per prendere certe decisioni tanto nette. Sentivo la necessità di un cambiamento drastico, un´esperienza di vita all´estero, rimettermi in gioco. Cosí, detto fatto: amore e vita nuova. Ti diró, certo non è stato facile abbandonare famiglia, amici e legami, un lavoro proprio, tutto, veramente tutto, ed in parte un salto nel vuoto, ma d´altro canto direi che ora avrei difficoltà a riambientarmi allo stile Italiano. Torno quando posso una o due volte l´anno e vedo con apprensione gli amici piú cari. Mi manca suonare, ma credo che oramai la mia stagione sia passata definitivamente. Con il cibo me la cavo in cucina, quando poi si abita lontani da casa, s´impara ad apprezzare il valore del proprio paese, le cose semplici ed essenziali, cambiano le prioritá. Ci si rende conto che alla fine, per quanto se ne parli male, l´Italia è un paese meraviglioso come pochi altri ed offre tutto. Certo bisogna trattarlo bene e deve quanto prima trovare la forza per ritornare agli antichi fulgori, fuori da questa situazione di stallo e depressione economica e motivazionale, che sta bloccando lo sviluppo. Le carte in regola ci sono tutte.

Credo di aver concluso... Grazie mille e se vuoi aggiungere qualcosa fallo pure...
Le mie sfide non sono ancora finite, oggi sono a Porto Alegre, ma domani ? Non so rispondere. Quando s´intraprende una marcia, non ci si vuole arrestare ! Grazie Marco per avermi dato a disposizione questa opportunità e spazio, ho ancora molti amici in giro per tutto il mondo che vorrei ringraziare ed abbracciare insieme calorosamente, siete troppi per citarvi tutti ma alcuni nomi non possono mancare sulla mia lista: Sergione e Renato, GONZO, Paolo Gaiarsa, Marco Candioli, Stiv Milani , Dario Sartori, Fred Zotta, Luca Burro, Rigablood, Massimo Corona, Stiv Bertelli, Jeff Terranova, Walter Scheifels, Peter Hoeren, Tim Schmoyer, Spasio, Sebi, Spazza, Anthony Civorelli, Ray Cappo, Giulio Repetto, Jenny Catucci, Terranova Family, Giacomo.

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mercoledì 1 aprile 2015

TigerShot | Bring Back Your Life | Autoprodotto | Digital.

Sarà che negli anni '90 mi sono sparato parecchio i 25TaLife e Madball (gli ultimi), ma questi 5 pezzi dei Tigershot da Cagliari, mi sono piaciuti. Mosh core potente e ben suonato, con stacchi e ripartenze brucianti. L'ideale per chi si mette ancora i pantaloni della tuta e ama la violent dancing. Ottimamente registrato, con un paio di guest star di gruppi più o meno conosciuti, i Tigershot non brilleranno certo per orginalità, ma il piedino ve lo faranno muovere. Ovviamente se amate questo tipo di hardcore. Altrimenti passate tranquillamente oltre.

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Troglodytes | Avoid/Survive | Yamabushi Records | Tape/Digital.

Yamabushi Records strike back! Questa volta tocca ai Troglodytes, che vedono tra le sue fila proprio Umberto, mente dietro all'etichetta di stanza a Londra. Crudo e deragliante hardcore punk, suonato in maniera furbonda e sguaiata. 10 schegge suonate con ferocia e tanta dedizione. Come in tutte le produzioni Yamabushi, l'atmosfera è plumbea e apocalittica, specchio dei tempi che stiamo vivendo. Davvero molto consigliati.

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