sabato 22 ottobre 2016

Afmagt | Den Sidste Kamp Taber Du Alene | Ep | Digital | Autoprodotto.

Velocissimo, depresso e tagliente hardcore dall'asse Danimarca/Svezia per questi Afmagt. Il mio tipo preferito di hardcore è proprio questo: sporco, dritto come un treno, violentissimo. Cinque schegge abrasive, in cui una voce al vetriolo si scaglia su un tessuto sonoro bastardo e fulminante. Spero in un vinile quanto prima.

Afmagt | Facebook
Afmagt | Bandcamp

Vermin Womb | Decline | Sentient Ruin Laboratories | Tape.

Un attacco sonico di proporzioni apocalittiche, ecco cosa sono questi dieci pezzi a firma Vermin Womb. Un concentrato di odio, disprezzo, dileggio, morte, sofferenza e malattia. Un suono oscuro, sulfureo, capace di attacchi violentissimi e di squassanti break, in una girandola infernale e fuori controllo. Un growling lugubre e profondo, chitarre down tuned e su tutto una sezione ritmica spacca teste. Inutile dirlo, un altro centro da parte di Sentient Ruin.

Vermin Womb | Facebook
Vermin Womb | Bandcamp
Sentient Ruin Laboratories | Facebook

Alga Kombu | In Fin Dei Corpi" | Cd-R + Fanzine | Sincope Records.

Alga Kombu è un progetto made in Bologna, e suona un lo-fi punk sporcato col garage e con il noise. Inutile dire che mi è piaciuto già dal primo accordo. Musica oltre il concetto stesso di musica: fragorosa, mutabile, fresca, un fiume in piena di emozioni, parole e sensazioni. Davvero impressionante. Cuore, il resto non conta.

Alga Kombu | Facebook
Alga Kombu | Bandcamp
Sincope Records | Facebook

Six Feet Tall | Cd Ep | U'A Records.

sixfeettall_cover Post core con un tenue (ma molto tenue) tocco di noise alternative rock per questi Six Feet Tall. Ascoltarli mi riporta indietro a quando avevo venti anni e mi divertivo a sollazzarmi i padiglioni auricolari con parecchi gruppi che rientravano nel calderone "post", che in quegli anni era di gran moda. Un suono caldo e nervoso, una voce melodiosa ma potente, un songwriting robusto e ispirato. Fossi in voi gli darei un'ascolto.

Six Feet Tall | Facebook
U'A Records | Facebook

Shit Fucking Shit | Life Of Excess | Murder Records | Cd.

Shit Fucking Shit sono un gruppo death grind gore che mi ha piacevolmente stupito. Solitamente non seguo affatto il genere, perche' mi sembra troppo spesso una parodia di un suono serio come il death metal e il grind. Invece questa volta mi sono lasciato prendere. Un latrato infernale accompagnato da un suono marcio e funesto, ricco di blast beat, stacchi di basso e riff imputriditi vi faranno precipitare direttamente nello sterco più fetido e schifoso. Continuate così!

Shit Fucking Shit | Facebook
Shit Fucking Shit | Bandcamp
Murder Records | Facebook

martedì 18 ottobre 2016

Zeit | Monument | Assurd Records/Tanato Records/Epidemic Records | 12"/Cd/Digital.

Gli Zeit tornano dopo il bellissimo lp denominato “The World Is Nothing” con questo Ep di tre pezzi più cover. Inutile dire che ci troviamo di fronte ad un gruppo di caratura eccelsa, che dimostra ancora una volta il suo indubbio valore. Il loro post metal è suonato con perizia e precisione millimetrica. Nulla è stato lasciato a caso su questo vinile: i suoni sono dissonanti e nervosi, tortuosi ma anche meravigliosamente impattanti. La voce è un urlo disperato ma calibrato, e non prevarica mai sul resto. Il drumming è quanto di più vario e meticoloso io abbia sentito ultimamente in questo genere: vario, pieno di filler molto studiati e davvero sentito. Il problema di questo tipo di gruppi, molto spesso, è che suonano divinamente ma sono allo stesso tempo molto gelidi. Gli Zeit aggirano questa trappola con la passione e la dedizione, dipingendo un quadro cromatico complesso e completo, in cui amalgamano colori freddi e caldi, portandoli alla saturazione. Il riffing è a livelli maniacali: stratificato e multiforme, si dipana attraverso cambi di tempo, in una serpentina che difficilmente vi lascerà indifferenti. Il basso è pulsante e quadrato, sostenendo in maniera egregia siffatta impalcatura sonora. L'ultimo pezzo è uno dei capolavori degli At The Gates, quella “The Swarm” uscita nel 1994 su “Terminal Spirit Disease”, qui riproposta in maniera ineccepibile, ideale fondamenta di ciò che il suono Zeit è oggi. Il gruppo veneziano mi ha sempre colpito per l'estremo ordine e disciplina con cui crea il proprio tessuto sonoro. Non c'è nulla fuori posto, non c'è la minima sbavatura. Sono davvero curioso di sentire come il loro suono si evolverà.

Zeit | Facebook
Zeit | Bandcamp
Assurd Records | Facebook
Tanato Records | Facebook
Epidemic Records | Facebook

martedì 11 ottobre 2016

Serena "Doe" Mazzini.

Seguo da parecchio tempo le creazioni di Serena, sia sul suo profilo Facebook che su quello Instagram. Riesce a concepire visioni ipnoteche nella loro semplicità. Per inaugurare l'autunno, mi è sembrato giusto e opportuno rivolgerle qualche domanda sulle sue collaborazioni (come ama chiamarle) e su molto altro. Buona lettura.

Serena io comincerei col chiederti se la città in cui vivi, Torino, esercita su di una qualche forma magnetica nell'aiutarti a creare la tua arte. Te lo chiedo perché da sempre è considerata una città "magica", custodendo al suo interno un certo fascino...
Torino è sicuramente una città particolare. In realtà io vivo qui da meno di due anni, sono cresciuta in un piccolo paesino sul Lago Maggiore. Poi ho trascorso cinque anni a Bologna e qualche mese a Londra. L'impatto con questa città è stato molto suggestivo. Ci ero già venuta altre volte ma solo di sera, per dei concerti, in location neanche troppo vicine al centro. Quando ho iniziato a viverci mi sono innamorata delle sue strutture architettoniche, delle sue luci, delle sue statue. E' una città molto grigia e malinconica, forse l'opposto di Bologna. Viverci è abbastanza complesso perché il suo essere così introversa si riflette molto anche sui torinesi. In un certo senso potrei dirti di sì, sicuramente l'ambiente torinese ha tirato fuori delle parti di me che ancora non si erano del tutto plasmate. E poi stiamo parlando della città che ha ospitato diversi film di Dario Argento, compreso uno dei suoi capolavori, "Profondo Rosso". Quando passo da Piazza CNL mi metto sempre ad imitare i protagonisti!


Uno dei tuoi ultimi lavori è stato con il gruppo degli Implore, che so che ami molto. Puoi parlarmi un po' di come sei entrata in contatto con loro e cosa hai realizzato? Come è stato lavorare con Gabriel, che mi pare sia un personaggio che ha le idee molto chiare su che tipo di imprinting dare al suo gruppo?
Ho conosciuto gli Implore un annetto fa perché hanno suonato a Torino. Li ho poi raggiunti qualche mese più tardi, a Genova, per vederli con gli AcxDC che non avevo mai visto (ed ho fatto giusto in tempo!). Sono sempre stati molto gentili con me, abbiamo iniziato a sentirci su Facebook e a seguirci su Instagram e, proprio tramite i social, hanno visto alcune delle mie foto scattate nei vari cimiteri monumentali che spesso visito. Quando hanno pubblicato il teaser di Thanatos ho pensato che mi sarebbe piaciuto rendermi utile in qualche modo, avendo centinaia di fotografie che potevano essere utilizzate per diverse tipologie di grafiche. Una mattina mentre parlavo con Gabbo, gli ho mandato una cartella con alcuni dei miei scatti preferiti. Ovviamente ha preso subito la cosa con entusiasmo, dicendo che le aveva già viste e che gli piacevano molto. Una foto è stata scelta per realizzare il poster per il loro tour in Sud America. Qualche settimana fa invece Gabbo mi ha fatto una sorpresa e mi ha mandato una foto dell'edizione limitata della tape per la quale è stata utilizzata una mia fotografia. Sono stata molto contenta di aver partecipato in qualche modo al loro progetto!


Quando ti approcci ad un nuovo lavoro, come cominci ad organizzare il tutto? Ci sono stati dei casi in cui ti sei proposta tu, oppure sono le band o i singoli che vengono a cercarti?
Sai, in realtà io non li definisco "lavori" ma, piuttosto, collaborazioni. Sono cresciuta con mia sorella che ha dieci anni più di me quindi già attorno ai 12-13 anni avevo abbastanza chiaro il concetto di DIY. Mi portava con lei ai concerti, nella nostra casa giravano decine di dischi e di 'zine. Per me realizzare grafiche o video è il mio contributo alla "scena", non chiedo soldi per queste cose. Piuttosto, mi fa piacere ricevere dischi o t-shirt! Di solito sono io che contatto le band, sento un pezzo che mi piace e dico "Ho un'idea che devo assolutamente realizzare!". In questo modo sono nati diversi video e live visual che ho creato ad hoc per alcuni eventi, come il "Macigni" di Milano. Ultimamente però sono le band che mi contattano, forse perché il nome ha iniziato a girare. Tra i progetti più interessanti che sto preparando per i prossimi mesi c'è la creazione della parte visuale per il X DESTINATION MORGUE di Roma e la realizzazione dell'artwork per il vinile di "The Sacred Drones of West Kalimantan", un progetto di etnomusicologia dell'artista LDGU che s'è occupato della registrazione di suoni nella parte indonesiana dell'isola del Borneo. Nelle prossime settimane invece usciranno un paio di video: uno realizzato per gli Zeit e l'altro per i Tutti i colori del buio.

Che tipo di studi hai fatto? Credi che ti siano serviti per formarti meglio, oppure come spesso accade, la pratica è la migliore via?
In realtà il mio percorso di studi c'entra molto poco con quello che faccio. Ho una laurea triennale in Studi Internazionali ed una Magistrale in Cooperazione e Sviluppo Internazionale. Ho fatto una tesi in statistica, figurati! Ho seguito questo percorso perché ho sempre voluto realizzare documentari, già alle superiori avevo seguito dei corsi organizzati dal liceo di montaggio video. Ho realizzato un video, che ha vinto un concorso, ed ho passato più di una settimana in una scuola di cinema di Hilversum, in Olanda. Diciamo che ci sono diverse vie per arrivare agli stessi risultati. I miei studi in ambito economico-statistico mi hanno consentito di trovare un lavoro a tempo indeterminato presso un'azienda. Questo lavoro mi consente di avere delle attrezzature che non avevo mai potuto avere. Tutto ciò che riguarda la fotografia, il montaggio e la grafica, l'ho imparato da autodidatta, sicuramente i tutorial che si trovano su YouTube sono stati un grande aiuto!

Il tuo modo di creare riflette il tuo essere interiore? Mi spiego meglio: osservando le tue foto, i video che realizzi e le grafiche che assembli, c'è sempre predominanza di bianco e nero ed una certa dose di decadenza. Caratterialmente sei così, oppure è solo un lato del tuo carattere che prende il sopravvento?
In realtà chi mi conosce bene sa che sono un po' borderline. So essere molto spigliata e divertente ma il carattere dominante è quello schivo e malinconico, son sempre stata così fin da bambina. Del resto, sono cresciuta in una casa molto isolata, in un paese in cui d'inverno non accendono nemmeno i lampioni! Ho passato molto tempo della mia infanzia a casa da sola o, al massimo, con mia sorella che però era un'adolescente quindi si chiudeva in camera con la musica a tutto volume. Il lago, la montagna e il bosco sono i luoghi in cui sono cresciuta e che mi hanno resa un po' un lupo solitario. Sicuramente i miei lavori sono stati influenzati da tutto questo.


Uno degli ultimi progetti in cui ti stai cimentando è una serie di scatti in cui i fiori vengono posti in punti del corpo che ai tuoi soggetti fotografati non piacciono, correggimi se sbaglio. Un'idea molto originale e interessante. Ti va di parlarmene un po'? Credi che le persone dovrebbero mettere di più in mostra i propri difetti per stare meglio con se stessi e per acquisire maggiore sicurezza?
Il progetto è iniziato da uno scatto che ho fatto a me stessa. Ho una malformazione ossea al livello dello sterno che s'è scoperta quando avevo 12 anni, in piena età pre-puberale. La cosa mi ha sempre fatta sentire deforme e ripugnante, ho passato davvero tanti anni a tentare di nascondermi. Peraltro, non è una cosa che si vede, se non te la faccio notare io. Così ho pensato di creare Flow/ers, un gioco di parole tra “fiori” e “flusso”, inteso come qualcosa che scorre, che trascina. Ho pensato che questi scatti potessero trascinare via un po' di quel dolore che spesso chi si ritrova ad avere difetti fisici può provare. Lo scatto finora più bello che ho fatto vede protagonista Federica, che ha una cicatrice sul basso ventre, risultato di un'operazione per eliminare un tumore benigno dell'utero. Mostrarlo, condividerlo, vederlo "bello" grazie alla luce e ai fiori è servito molto a Federica per stare meglio. Sono già in contatto con altre ragazze che fotograferò a breve.


Un soggetto che ricorre spesso nei tuoi lavori è quello dei cimiteri e delle tombe/statue ivi contenute. Cosa ti attrae di questi luoghi? Possono essere un ponte di connessione fra la vita nell'aldilà e quella dei vivi? Che tipo di sensazioni provi nel vistarli? Lo fai da sola? Per esempio un gruppo come gli Abysmal Grief usa on stage usa molto materiale proveniente da essi... Cosa ne pensi?
Io sono totalmente atea quindi non penso ci possa essere alcun tipo di connessione tra la vita e la morte. Sento però una fortissima energia quando visito questi posti. Ti direi che provo una sorta di riverenza nei confronti della morte. Non so definire esattamente cosa mi attragga, ma posso dirti che mi è capitato spesso di intraprendere viaggi con lo scopo di visitare Cimiteri Monumentali, come quello di Staglieno a Genova. Ho girovagato per ore e mi sentivo in pace. Mi sono spesso messa anche in situazioni "pericolose" arrampicandomi per riuscire a racchiudere in uno scatto la sensazione che mi provocava in quel momento quella statua. Qualcuno la definisce "tanatofilia" però non sono ancora ai livelli di "Buio Omega", giuro! Sinceramente non conosco gli Abysmal Grief ma questo tipo di estetica è abbastanza utilizzata ed abusata nell'ambiente musicale, probabilmente proprio per il fascino che la Morte esercita su ognuno di noi.


I cimiteri sono un'ambientazione molto cara anche ai fu Nerorgasmo, forse il più oscuro gruppo punk hardcore toriniese e italiano. A dire il vero guardando le grafiche dei loro dischi, ritrovo certi elementi che a te sono cari. Sbaglio, o su di te hanno avuto una qualche influenza?
I Nerorgasmo sono stati una delle band più influenti della mia adolescenza. Come ti dicevo, sono cresciuta con mia sorella quindi per me un certo tipo di musica è stato più che un sottofondo fin da quando ero piccola. Mi ricordo la prima volta che mi ha portata ad un concerto. C'erano ragazzi con la cresta, ragazzi coi rasta. Qualche tempo dopo in casa mia arrivò uno strumento potentissimo: internet. Fu abbastanza scontato per me partire subito col cercare notizie sulla musica, in particolare mi ricordo che cercai subito notizie sul punk italiano. In poco tempo ero già iscritta ad un paio di forum e avevo iniziato ad usare Soulseek. Poi un giorno mi ritrovai nel pc "Passione nera". Avevo 14 anni ed abitavo in un paesino di meno di 5.000 abitanti che ancora adesso pare il set di uno spin-off di Twin Peaks. Quel pezzo è stato illuminante per me, rappresentava esattamente ciò che sentivo in quel momento. La figura magnetica di Luca Abort, i suoi testi, la sua vita, tutto aveva avuto un impatto molto forte su di me. Ti dico solo che quando mi sono trasferita qui sono andata al cimitero a cercare la sua lapide. C'è un sistema informatico che viene utilizzato per localizzare le persone, con lui non funzionava, mi diceva l'area ma non il numero. Ha iniziato a piovere, me ne sono fregata ed ho passato 3 ore a leggere tutti i nomi. Non l'ho trovato, ma c'era una lapide completamente bianca con dei fiori secchi. Ho deciso che quella doveva essere la sua lapide.

Oltre alla fotografia tu ti cimenti anche nell'ideazione e creazione di video. Quando hai cominciato ad interessarti a questa forma di comunicazione? E' venuta prima essa o la fotografia? Che tipo di artisti ti influenzano?
In realtà ho iniziato coi video ma per solo per un fattore economico: su qualsiasi pc si possono installare tool per la creazione di filmati e il materiale online da poter tagliare, montare e rielaborare è talmente ampio da non dover necessariamente registrare video ad hoc. Non ho mai avuto soldi per altra strumentazione, mi son pagata l'università facendo la lavapiatti! Gli artisti che più mi hanno influenzata sono vari ed eterogenei: sicuramente il muto è forse la più alta forma di espressione che il cinema abbia avuto. Penso ad esempio ad Epstein, Murnau. Poi c'è tutto il filone del cinema sperimentale, Gioli e Tambellini su tutti. Giravano su pellicola e modificavano tutto analogicamente, incidendo o rovinando il girato. Poi lo sanno tutti, la mia passione sono gli horror: Bava, Argento, Fulci e Carpenter su tutti.

Chi sono invece gli artisti che ti influenzano maggiormente nel campo fotografico?
In campo fotografico non ci sono artisti che mi hanno influenzata particolarmente. Per me la fotografia è quasi un gesto liberatorio. Ho sempre una macchina fotografica con me, quando vedo qualcosa di bello certo di immortalarlo esattamente come lo vedo. Come se volessi congelare un istante per renderlo eterno.

Per caso disegni anche a mano libera?
Ahahah, assolutamente no! Ti dico solo che al liceo sono stata esonerata da disegno tecnico, il professore era disperato e mentre gli altri disegnavano mi faceva fare ricerche sulle Chiese!

Dal punto di vista letterario invece, cosa ti influenza maggiormente? Hai qualche libro e fumetto che ritiene fondamentale per la tua arte?
Io sono veramente vorace di qualsiasi cosa, passo dalla saggistica alla narrativa più o meno contemporanea alle graphic novel. Odio il fantasy. Davvero. Posso dirti alcune delle opere che più mi hanno impressionato: da bambina mi ritrovai tra la mani un numero di Dylan Dog, fatto comprare con l'inganno da mia nonna al mare. Me ne innamorai. Tra i libri di mio padre trovai una versione illustrata dei racconti di Edgar Allan Poe. Ancora adesso, è uno dei miei scrittori preferiti, insieme a Lovecraft. Di narrativa contemporanea non leggo molto, sono più legata ai classici, soprattutto ad autori russi. Per quanto riguarda i fumetti, penso non ci sia un autore più geniale di Alan Moore. Poi, siccome sono anche una noiosona, mi piace molto leggere saggi di filosofia o sulla percezione. Sono tutte cose che mi aiutano a capire come relazionarmi con la realtà e come rappresentarla al meglio.

Il tuo background è decisamente vario: si va dal metal, passando per l'hardcore per finire a cose molto sperimentali. Il tuo modo di realizzare i tuoi progetti è influenzato in qualche modo da ciò che ascolti?
Ciò che ascolto è un elemento fondamentale. Spesso chiudo gli occhi e mi lascio semplicemente travolgere da quelle che io chiamo "evocazioni". Un termine che sottende anche una qualche forma di misticismo ma è un processo difficile da spiegare. Io ascolto della musica e istantaneamente mi si creano delle immagini nella testa, immagini che poi tento di concretizzare con le fotografie, i video o, spesso, scrivendo racconti. Ascolto musica anche 10-12 ore al giorno, in ufficio sto sempre con le cuffie. Ogni genere ha i se qualcosa che mi aiuta ad "attivarmi" nel fare qualcosa, che sia lavoro o progetti visuali.

Oltre a creare visivamente, scrivi pure per diverse web zine. Cosa ti ha spinto a voler saggiare pure questo lato creativo? Cosa cerchi di esprimere attraverso ciò che scrivi?
Ho iniziato a scrivere di musica sul giornalino delle superiori. L'ho sempre fatto, l'ho messo da parte qualche anno mentre facevo l'università perché non avevo davvero tempo. Ora scrivo per Salad Days e The New Noise. A volte mando i pezzi in redazione con scritto "Stavolta mi buttate fuori". Ho un modo strano di recensire la musica, mi interessano molto i messaggi nascosti, mi perdo molto a cercare di capire la copertina, a cercare i riferimenti letterali o musicali che ci sono all'interno di un lavoro. Non so quanto possa interessare ad un utente medio questo approccio però il mese scorso un mio pezzo sui Sunn O))) è stato tradotto e pubblicato su Cvlt Nation, condiviso oltre 800 volte e letto da più di 3000 persone. Devo dire che sono ancora eccitata!

Prima di iniziare un nuovo lavoro, hai un qualche rituale per trovare l'ispirazione? Magari un luogo particolare nel quale ti ritiri a meditare in solitudine...
In verità, no. Mi serve solo una stanza vuota e un po' di buio. Riascolto il materiale per ore ed ore, fino ad assorbirlo completamente. E poi cerco di concretizzare quello che ho immaginato.

Quali sono fino ad ora i gruppi con il quale ti sei trovata meglio nel collaborare? Quelli invece da dimenticare?
Uno dei gruppi che ho amato di più sono stati i The Haunting Green, Cris e Chanty sono due persone meravigliose e con loro ho realizzato un lunghissimo video che aveva come base delle immagini tratte da "Il Cavallo di Torino" di Bela Tarr (Blind Me, Night). Non farò nomi sui gruppi da dimenticare, dico solo che ce ne sono stati un paio che hanno fatto cose senza senso. Prima di finire un video mando sempre una prova a qualità ridotta per far vedere se quella tipologia di montaggio possa andar bene. Una band ha caricato su YouTube quella prova, senza nemmeno mettere il mio nome, haha!


Parliamo un po' della tua etichetta, Tanato Records. L'ultimo lavoro che pubblicherà è il nuovo Ep degli Zeit. Cosa ti ha complito maggiormente di loro? A mio parere il loro sound si sposa davvero bene con alcune delle tue creazioni... Il nome della label è il cognome del tuo ragazzo, che poi è il bassista dei Tutti I Colori Del Buio, giusto?
Hahaha, no, Simone ha un cognome finto su Facebook! Quando stavamo cercando il nome volevo qualcosa che ci rappresentasse e che, allo stesso tempo, fosse molto forte. Tanato, secondo la mitologia greca, è la personificazione della morte. Un nome azzeccato, no? Gli Zeit mi piacciono perché sono persone molto riservate che però appena salgono sul palco ti spettinano. La prima volta che li ho visti mi hanno subito trasmesso una certa "urgenza" comunicativa, oltre al fatto che sono dei musicisti validissimi e delle persone incredibili. Abbiamo subito fatto amicizia, li considero una delle migliori band in circolazione ed è stato naturale far parte della produzione del loro nuovo Ep, "Monument", in uscita il 29 ottobre.


Per ciò che riguarda il lato pratico della Tanato Records, come vi muovete? Intendo dire a livello di promozione, distribuzione, eccetera. Con che criterio scegliete i gruppi da produrre? Fin'ora mi pare siano state coproduzioni... Vi cimenterete mai in una produzione "intera"? Fino ad adesso quante uscite avete in catalogo e quali band? Progetti in cantiere per il futuro? Solo vinile?

In Tanato ci siamo io, Simone e Francesco, cantante del Mare del Ross. Diciamo che il mio ruolo nell'etichetta è quello di nazista suprema. Nel mio lavoro mi occupo di marketing quindi questo è il lato che curo maggiormente. Abbiamo infatti deciso di rimanere sempre nell'ottica di piccole produzioni, non solo in vinile ma anche in cd, come nel caso degli Zeit, offrendo però alle nostre band un supporto a 360°. Questo significa che ci occupiamo, laddove necessario, anche di grafica e, soprattutto, di ufficio stampa. Per tutte le nostre band ho realizzato un press-kit in italiano e in inglese, ho attivato un servizio di newsletter includendo webzine e riviste italiane e straniere e mando decine di mail al giorno per assicurarmi che le nostre produzioni abbiano l'attenzione che meritano. Per ora le nostre uscite sono tre: Il mare di Ross, Zeit e Drawbacks, una giovanissima band di Lille che propone un new hardcore davvero potente e coinvolgente. Il futuro riserverà un paio di chicche italiane, a breve faremo un Bigcartel e stiamo preparando una sorpresa da indossare!

Torino ha avuto una scena hardcore punk importantissima pure durante gli anni '90. Mi ricordo che i gruppi della zona eran sempre molto originali, tant'è vero che facevano scena a se rispetto al resto d'Italia... A cosa è dovuto secondo te questo essere così elitaria? Come vedi la scena della tua città al giorno d'oggi?
Come ti dicevo, Torino è una città strana e le persone tendono ad essere molto introverse, chiuse. Da quando abito qui ho iniziato davvero a capire i testi di Nerorgasmo e Negazione, a vivere il disagio che esprimevano. Non so dirti se ci siano dei fattori socio-culturali che hanno innescato questo meccanismo,. Torino ha una conformazione molto "geometrica", nel senso che la sua conformazione urbana è proprio schematica e netta. Non so se questo ha avuto delle ripercussioni sulla mentalità dei torinesi. La scena di Torino, purtroppo, non è vivissima in questo periodo. Quello che appare più evidente è che non c'è stato assolutamente un ricambio generazionale. Le persone che frequentano i concerti o che suonano hanno quasi tutte più di 34-35 anni. Qualcosa inizia a muoversi, ma riuscire ad organizzare qualcosa spesso è difficile.

Di quella metal (o comunque più pesante) invece cosa mi sai dire?
Non ci sono sinceramente band metal che mi fanno impazzire, in realtà ce ne sono davvero poche e spesso sfociano nel metalcore, che non mi piace per niente. Uscendo dalle sonorità hardcore probabilmente i progetti più interessanti sono ad esempio i Nibiru, che hanno anche suonato al Roadburn quest'anno.

Suoni in qualche band?
Al momento no, ho fatto diverse prove per cercare di mettere insieme una band black metal/hardcore ma il tempo è davvero poco ed è difficile trovare persone costanti nelle prove. Io comunque suono il basso, ho suonato e cantato in diverse band che però facevano davvero schifo, ahah!

So che è partito un nuovo progetto che debutterà con un live degli Zeit a breve. Puoi parlarmene un po'? Credi che porterò una ventata di aria fresca e contribuirà a migliorare lo stato delle cose?
Il progetto è una collaborazione tra vari collettivi torinesi. I ragazzi di Longail Records sono giovanissimi, hanno 18-20 anni e finora hanno organizzato concerti nelle proprie case. Sono davvero in gamba! Poi c'è I-denti della vecchia, un collettivo che da davvero moltissimi anni si occupa di organizzare live a Torino e di cui fa parte Francesco, batterista di Tutti i Colori del Buio/Marmore. Con Tanato Records siamo stati i promotori di questa nuova stagione di eventi, abbiamo trovato un locale in centro, a cinque minuti a piedi dalla stazione. I gestori sono padre e figlio ex panettieri, hanno voglia di sperimentare e di mettersi in gioco per far funzionare il loro locale. Ci hanno dato carta bianca, abbiamo accettato la sfida, speriamo che il Drunk or Sober possa diventare un reale spazio di ritrovo e condivisione per concerti ed eventi legati al DIY.

So che ti piace molto viaggiare. Credi che possa essere un arricchimento per il tuo lavoro, confrontarsi con paesi anche molto lontani? Quale è stato il paese che hai visitato ultimamente che ti ha colpito di più?
Quando visito una nuova città mi sveglio prestissimo e girovago tutto il giorno, soprattutto nei musei. Sicuramente alcune cose hanno avuto un impatto grandissimo su di me, ad esempio la mostra che ho visto per celebrare il lavoro di Bosch nel suo paese natale. Il paese che mi ha letteralmente rubato il cuore è la Repubblica Ceca. Praga è una città magica, me ne andavo in giro sorridendo e amando ogni cosa. Poi ho visitato anche Kutna Hora, dove c'è il famoso Ossario di Sedlec. Un posto incredibile, bisogna assolutamente vederlo!

Dell'Italia invece cosa mi sai dire? Ci sono luoghi che ti sono rimasti, in un certo senso, impressi dentro?
La città che ho amato, amo e amerò di più per sempre è Bologna. Per tutto quello che mi ha dato, per le esperienze che mi ha fatto vivere, per tutto ciò che ha rappresentato rimarrà per sempre la città più importante della mia vita e a volte mi piange ancora il cuore a pensare di non poter più entrare in Atlantide.

Cosa gira ultimamente sul tuo piatto? Cosa ti senti di consigliare, anche visivamente e da leggere ai nostri lettori?
Come ben sai, quando si scrivono recensioni, si ascolta quasi esclusivamente quello che ti passano dall'alto, anche se devo dire che ho sempre avuto molta libertà in quello che scrivo! Negli ultimi giorno ho ascoltato molto "Forever & a Day" di Syndrome, progetto solista di Mathieu, chitarrista degli Amenra. Poi mi è piaciuto molto il disco di debutto degli Unyielding Love, band grindcore irlandese. Una lettura al volo? Il numero per il trentennale di Dylan Dog e da vedere "Sei Donne Per L'Assassino” di Mario Bava. Poi da settimana prossima potrete ascoltare il nuovo Ep degli Zeit!

Credo di averti chiesto tutto. Grazie mille del tuo tempo e aggiungi ciò che vuoi...
Grazie mille Paso, dalle domande che mi hai fatto si vede che sei una persona molto attenta e sensibile, non avrei mai pensato che qualcuno mi avrebbe intervistata! Ti stimo molto per tutto quello che fai e per il tuo essere sempre presente in tante forme e modi! Daje forte tu e un saluto a tutti quelli che hanno avuto la pazienza di leggere tutto!

Serena Doe Visual Art | Facebook

Marzolo Occupata | 31 Ottobre.



Marzolo Occupata | 31 Ottobre

domenica 9 ottobre 2016

Tutti I Colori Del Buio | Initiation Into Nothingness | Lp/Digital | Shove Records.

Con questo primo lavoro sulla lunga distanza, Tutti I Colori Del Buio centrano l'obbiettivo, messo a fuoco con il precedente 7” uscito qualche tempo fa. Volete sapere qual è? Il male, il puro e semplice male. Quella forma che si presenta con mille facce diverse, quella forma che potete osservare e subire in mille modi diversi. Il male, strisciante, abominevole, caldo, freddo, sulfureo, diabolico. Il male, sul quale un buon 70% della nostra società odierna è basato. Il male. Punto e basta. Ma i nostri sono anche qualcosa di più. Sono un quartetto in grado di fondere alla perfezione il suono sludge, con l'hardcore più sanguigno, il tutto filtrandolo con un'ottica punk. Basta sentire i suoni di batteria: secchi, precisi, senza fronzoli. Diretti a spaccarvi in due, come tradizione punk vuole. I riff sono scariche di nausea, imbastarditi da quelle accordature tipicamente hardcore, che gli conferisce quella sensazione di attacco fulmineo e inesorabile. Il tutto permeato da un'atmosfera pesante, plumbea, dove sì sono presenti i colori, ma del buio. Ecco, qui mi permetto di aprire una piccola digressione: il nome del gruppo è quello di un film, “Tutti I Colori Del Buio”, con la Fenech. E' un titolo affascinante, misterioso, ,a anche profondamente disturbante (come il film, del resto). Tutti sappiamo che al buio i colori non si distinguono. Qui sarebbe davvero fuori luogo attribuire al termine “colori” quello che abitualmente intendiamo. Qui i “colori” sono il portale di accesso verso il nostro subconscio più profondo e deviato, quello che cerchiamo di mascherare quando siamo in mezzo agli altri, ma che viene fuori quando siamo da soli, la sera, a casa. Morbosità, disagio, frustrazione, dolore. Tutto questo è rappresentato da questo vinile.

Tutti I Colori Del Buio | Facebook
Tutti I Colori Del Buio | Bandcamp
Shove Records | Facebook

mercoledì 5 ottobre 2016

Shameless | Fourth Floor | 7"/Digital | Rumagna Sgroza Records.

Semplici e diretti, i calabresi Shameless tornano con un bel 7". Hardcore vecchia scuola velocissimo, ricco di cori e con una voce potente. Quello che mi piace di loro è che sono davvero senza fronzoli, ovvero: prendere o lasciare. Un altro bell'esempio di come l'hardcore in Italia sia vivo e vegeto.

Shameless | Facebook
Shameless | Bandcamp
Rumagna Sgroza Records | Facebook

domenica 2 ottobre 2016

Lurking Terror | Deafening Void | Autoprodotto | Tape/Digital.

Con i romani Lurking Terror è subito 1991! Sì perchè il death metal old school suonato da questi ragazzi si nutre dal frutto marcio e putrescente di band come i primissimi Morbid Angel, Entombed, Carcass, Unleashed, Goreaphobia, Rottrevore, eccetera eccetera. Un suono paludoso e catramoso, un riffing down tuned assassino, una sezione ritmica martellante ed una voce direttamente dall'aldilà. Sono rimasto davvero impressionato da questo debutto e spero vivamente di poterli ascoltare dal vivo quanto prima e, perchè no, di mettere sul piatto un bel vinile col loro nome. Ah, cover dei Sacrilege per chiudere il massacro...

Lurking Terror | Facebook
Lurking Terror | Bandcamp

Palcosceniko Al Neon | Radice di Due | Autoprodotto | Digital.

Robusto ed ispirato hardcore moderno, suonato e registrato molto bene. Musicalmente mi ricordano gli Stretch Arm Strong, quindi sono molto quadrati e potenti, con cori molto coinvolgenti ed una voce graffiante. I testi analizzano la società odierna e come essa influisca sui rapporti interpersonali. Decisamente non è il tipo di hc che ascolto abitualmente, ma ci sanno fare.

Palcosceniko Al Neon | Facebook
Palcosceniko Al Neon | Bandcamp

Fanculo Merda | Autoprodotto | 10"/Digital.

Con un nome così sapevo già cosa aspettarmi: hardcore griffato di metal, con vocione gutturale che si alterna con strilli e urletti vari. Personalmente sono giunto alla fine con molta fatica, visto che non mi hanno entusiasmato particolarmente. Se comunque vi piacciono i gruppi che si prendono poco sul serio, che suonano a tutta manetta e che amano parlare di donne col pisello e zombie infettati di aids, troverete pane (ammuffito) per i vostri denti.

Fanculo Merda | Facebook
Fanculo Merda | Bandcamp