venerdì 21 luglio 2017

Cerimonia Secreta | Da Sempre | Occult Punk Gang | Tape/Digital.

Avevo già sentito nominare i Cerimonia Secreta, ma non avevo ancora potuto ascoltarli. Ora, dopo che mi hanno contattato, posso gustarmeli. Sono rimasto letteralmente rapito dal loro punk occulto e nero come la morte. Mi vengono in mente un bel po' di nomi sia italiani che stranieri al quale paragonarli, ma vi lascio la sorpresa di farlo da voi stessi. Un suono freddo e distorto, che non rinnega le sue radici anche nella new wave più grigia e disperata. Una registrazione nebbiosa e carica di mistero sonoro. Una voce che è una litania, con dei riff disturbanti ed un basso e batteria marziali. Suoni secchi e netti, come una lametta che vi si conficca nel polso. Non vedo l'ora di ascoltarli su vinile...



Occult Punk Gang | Facebook
Occult Punk Gang | Bandcamp

lunedì 17 luglio 2017

NOFU | Interruzione | Assurd Records | Lp.

Dopo l'ottimo "Mito Ciclicità", i NOFU tornano con un nuovo album dal titolo "Interruzione". Il risultato cambia di poco: hardcore suonato col cuore e la mente lucida. Forse il tutto si è un po' più metallizzato, ma non temete, il risultato non cambia. Testi molto belli e poetici, da cui traspare la passione passione per ciò che fanno e registrato in maniera pulita e senza fronzoli. Non posso fare altro che fargli i complimenti. Continuate così!

NOFU | Facebook
NOFU | Bandcamp
Assurd Records | Facebook

domenica 9 luglio 2017

Chains.


I Chains sono uno dei gruppi che ultimamente mi hanno più colpito in ambito hardcore. Veloci e potenti, i nostri sono formati da vecchie conoscenze dell'hc italiano. Quest'intervista l'avevo nel cassetto da un po' e ora ve la propongo con qualche taglio e aggiunta, visto che è vecchia di qualche mese. Alle mie domande risponde Simone, chitarrista e fondatore. Buona lettura.
Pictures by: marcopasinivisuals

Come siete venuti in contatto con Farewell Records? Fino ad ora come vi siete trovati? Credi che un'etichetta straniera possa dare una spinta in più ai Chains in termini di vendite e concerti?
Conobbi di persona Thomas e Gregor qualche anno fa suonando insieme in Germania Est, all’inizio ebbi la sensazione che quasi ci snobbassero invece avendo modo di parlare un po insieme ci fu subito un feeling in quanto a gusti musicali e su altre questioni legate ai concerti / tour e da quel concerto mantenemmo i contatti, in seguito scambiammo anche qualche t-shirts e pur non sentendosi e vedendosi affatto spesso credo sia rimasta una certa connessione e stima reciproca, rimasi molto impressionato quella sera vendendo i Risk It (dove Thomas e Gregor suonano) chiudere quello show con circa 350 paganti, fu un live davvero potente e inusuale per noi suonare con così tanto pubblico. Ci stiamo trovando benissimo, sono bastate poche righe, gli ho girato un link dove potevano ascoltare il master con tutte le tracce in anteprima e sono piaciute subito, mi hanno dato un ottimo feedback e da li ci siamo accordati per fare questa uscita. Non saprei dire ma sicuramente per noi è un ottima cosa, non abbiamo obbiettivi particolari, ma senza dubbio anche grazie a Farewell Records ci sarà la possibilità di fare belle cose.

Cosa dobbiamo aspettarci dai nuovi pezzi contenuti 7”? Ci sono differenze rispetto al passato, oppure avete mantenuto la formula collaudata fino ad adesso?
In linea di massima credo si percepisca un filo conduttore con "Crawling Stronger" anche se la costruzione dei pezzi è nettamente migliorata, questo perché io e Pier abbiamo avuto modo di lavorarci sopra con più tempo. Pur essendo sempre pezzi molto brevi da un minuto minuto e mezzo, ci sono stacchi e cambi di tempo che non sono per niente semplici e scontati, inoltre anche i testi di Marco sono ben scritti e cantati magistralmente con delle metriche non elementari. Questa volta sono davvero soddisfatto del lavoro finito, ringrazio ancora una volta sia Marco che Pier per aver lavorato con me a questo EP con grandi sacrifici ma grandissimo entusiasmo.

Il vostro precedente lavoro, "Crawling Stronger", è uscito per Assurd Records. Come vi siete trovati a lavorare con la label di Alessio e Paolo?
Siamo molto contenti di come "Crawling Stronger" è stato realizzato tra mille peripezie. Ad esempio Pier che si è imparato 13 tracce di batteria giusto 4/5 giorni prima di andare in studio a registrare!!! (Fenomenale). Poi anche con le grafiche abbiamo tribolato un po' ma nonostante tutto credo sia nel complesso un buon disco, e questo anche grazie alla pazienza e alla dedizione di Alessio e Paolo che fanno tutto questo per pura passione e nient’altro in cambio, ritagliandosi del tempo per portare avanti l’etichetta facendo i salti mortali tra lavoro e vita privata, quindi non possiamo che ringraziarli sentitamente.

Una cosa che mi incuriosisce molto, è la copertina di "Crawling Stronger". E' per caso un omaggio alla passione di Marco per le tematiche inerenti alle due guerre mondiali e alla tua invece per il baseball?
Inizialmente c’era tutta un altra idea per la copertina ma poi visti i tempi molto stretti io e Marco ci siamo parlati ed abbiamo lavorato insieme optando per quell'immagine che risale agli anni 50, ispirandoci al settimanale Americano "LIFE" dedicato al foto giornalismo durante la seconda guerra mondiale e la guerra fredda, poi successivamente sul finire degli anni 70 divenne un mensile per poi chiudere i battenti nel 2007. Anche la foto nel retro dell'LP è molto bella, quella spiaggia che si intravede attraverso il filo spinato è Utah Beach in Normandia dove avvenne il cruciale sbarco delle forze alleate il 6 giugno del 1944. Sia io che Marco siamo appassionati di storia e dei grandi conflitti mondiali, Marco colleziona anche cimeli di guerra per cui ci siamo trovati in totale accordo lavorando insieme a questa idea, e come dici tu forse siamo riusciti inconsciamente a racchiudere un po' parte delle nostre passioni in quella grafica.

I Chains dal vivo hanno un approccio molto studiato. In poche parole: non lasciate nulla al caso. Sei d'accordo?
Diciamo che cerchiamo di dare sempre il massimo in ogni situazione, non c’è nulla di particolarmente studiato ma allo stesso tempo neanche niente al caso! Suoniamo con grande energia e impatto cercando di divertirci ancora.

L'attuale scena hardcore è davvero piena di gruppi, label, fanzine, blog, eccetera. Questo soprattutto all'estero, in Italia un po' meno. Hai qualche notizia su come siano percepiti i Chains all'estero?
Non so risponderti con precisione, ma credo ci sia un discreto interesse intorno ai Chains pur essendo una band che non suona tutti i weekend.

Ti sei imbarcato qualche tempo fa in un mini tour europeo. Alla voce non c'era Marco, ma Sgari dei Busted Out. Come giudichi quest'esperienza? Tu hai molta esperienza in fatto di tour all'estero... La situazione a tuo avviso è migliorata ancora di più oppure è peggiorata rispetto al passato?
Si a fine Ottobre abbiamo fatto un weekend di 4 date in Germania e Svizzera insieme ai Knightzz e con noi c’erano Lorenzo (Sgari) alla voce ed anche Alessandro (Sanso) al basso che sostituivano rispettivamente Marco e Johnathan. E’ stato decisamente un ottimo week end, abbiamo suonato 4 buoni show in bei posti con band locali altrettanto valide, conosciuto un po di persone nuove, ed è stata un’occasione anche per noi per conoscersi più da vicino in una sana atmosfera positiva e divertente. Li ringrazio ancora una volta entrambi per il grande impegno con il quale hanno affrontato queste date, in sole 2/3 prove si son fatti trovare prontissimi, Lorenzo ha una gran voce poi non è facile fare il frontman specialmente quando si è così lontani da casa in una band che poi non è neanche la tua! Ma lui se l’è cavata benissimo dimostrando grande passione e fegato da vendere, Alessandro invece è un vero musicista pieno di talento e grande umiltà che nonostante la sua giovane età ha già raggiunto obbiettivi importanti con la sua band, è stato un vero piacere poter suonare insieme a lui. Poi che dire, anche insieme ai ragazzi dei Knightzz già dopo poche ore dalla partenza si era creato un bel gruppo coeso e unito, dopodiché son stati 4 giorni di puro divertimento in cui è filato tutto liscio. Tenete d’occhio i Busted Out dove sia Lorenzo che Alessandro suonano, di cui è uscito il demo per Assurd Records, ed anche i Game Over che sono la band thrash metal nella quale Alessandro fa follie alla chitarra! Io non sono molto esperto in materia, ma a mio parere sono sensazionali.
Posso dire che in Germania è sempre un piacere avere l’occasione di poter andare a suonare, non è migliorato perché non c’era nulla da migliorare penso, loro hanno sempre grande organizzazione in quel che fanno, a volte anche troppa ehehe. Ma riguardo ai concerti 8 volte su 10 ci sono bellissimi jugendzentrum dotati di spazi idonei per suonare con ottimi impianti, cucine dove si preparano cene e colazioni per le band inoltre posti letto per poter trascorrere la notte e poi ripartire. Ad esempio durante quest’ultimo week end la prima data abbiamo suonato all’AJZ di Leising (vicino a Liepzig) dove avevo già suonato, credo nel 2006 e nel 2008 e quel jugendzentrum è molto famoso, storico nella Germania Est, bellissimo, li sono passate un po tutte le band storiche negli anni '90 e '00, e fa un certo effetto osservare gli sticker e i poster di band così importanti e cruciali nel panorama hc/punk attaccate sulle pareti e pensare di solcare quello stesso identico palco, è stata ancora una volta una bella sensazione.

Ultimamente in Italia sembra che le cose stiano riprendendo il loro corso. I gruppi del Venezia Hardcore macinano dischi e date e sembra che anche in altre zone del nostro paese ci sia del fermento. Concordi con me? Come giudichi la cosa? Ci sono band italiane che vuoi segnalarmi?
Credo di si, sicuramente l’area di Venezia continua ad essere una delle più produttive ma credo ci sia anche dell’altro. Per esempio non molto tempo fa quando abbiamo suonato a Roma mi sono piaciuti parecchio i Rake Off, non li conoscevo ma sono davvero bravi dal vivo e di grande impatto, credo meriterebbero sicuramente maggiore attenzione. Ti segnalo inoltre ancora una volta i Busted Out e i nostri cugini Siege Stompers che vedo migliorare concerto dopo concerto.


I Chains sono un gruppo praticamente straight edge, a parte il vostro batterista, correggimi se sbaglio. Eppure leggendo i vostri testi mi ha colpito il fatto che siano molto ben fatti e che si distacchino dai soliti cliché alle quali le band paladine delle tre x ci hanno da tempo abituati. Questo è dovuto ad una precisa scelta stilistica e di contenuti, oppure al fatto che, come scrivevo più su, non siete completamente edge?
I Chains nascono come band sxe anche se tra i vari cambi di formazione e necessità varie non sempre la formazione live lo è interamente, come ti dicevo prima nella formazione "ufficiale" c’è Pier alla batteria che è sxe e al momento stiamo cercando un membro stabile al basso (ora il posto vacante credo sia stato riempito da Sgari dei Busted Out, ndr). Detto questo non è mai stato ne per me ne per Marco un punto centrale della band, i testi sono piuttosto vari e sebbene io sia un grande romantico riguardo allo straight edge preferisco che sia così, tante volte una sola frase per chi ha la capacità di coglierne l’essenza può significare molto di più di 10 slogan triti e ritriti. Noi senza la pretesa di inventare nulla proviamo semplicemente a fare sia musicalmente che a livello di testi qualcosa di personale e che ci soddisfi.

Molto spesso i gruppi hardcore di matrice straight edge sono tacciati di essere solo capaci di sfoggiare le ultime sneaker oppure di muoversi solo attraverso slogan triti e ritriti. Queste critiche mi fanno un po' ridere, visto che poi se andiamo a pescare in altri contesti, i modaioli ci sono dappertutto... Cosa rispondi a chi muove ciò?
Bhè hai ragione, le mode ed appunto i cliché ci sono un po in tutti i generi musicali e anche in altri contesti, per cui prima di puntare il dito e criticare sempre bisognerebbe un attimo guardare semplicemente a se stessi, ti basta pensare alle band thrash metal col jeans stretto e le Adidas bianche, le band rock con i chitarristi che portano 6/7 anelli, oppure le bands Oi! con bretelle e boots... Il discorso sarebbe lo stesso e potrei continuare per altri generi e sottogeneri, questi luoghi comuni li trovo abbastanza normali, a volte fanno un po' ridere ma ci sta, fa un po' parte del gioco, non credo abbia senso demonizzarli troppo, allo stesso tempo però capisco certe critiche ad esempio a certe bands youth crew che magari per troppo tempo non si sono mai evolute ed hanno costruito "carriere" solo sull'immagine e lo stile che ripescato dal 1988 riproponevano senza nulla di innovativo. E’ un discorso un po' controverso perché in fondo alcuni cliché, oppure certi "riti" se vogliamo chiamarli cosi, fanno anche parte di questo movimento culturale, io personalmente come ho detto prima sono molto romantico riguardo all’sxe, per cui per me è dura trovare qualcosa di più figo, le foto anni ’80, le vecchie copertine dei dischi...Ecc ecc... Ho sempre trovato tutto perfetto e ancora oggi ha una grande attrattiva su di me, poi anche avere una certa connessione di stile con ragazzi e ragazze sxe di altri paesi è una bella sensazione, è come una società segreta a tutti gli effetti e non ci vedo poi niente di male. Io ci sono cresciuto fin da ragazzino ed è parte di me in tutto e per tutto.

Hai suonato in parecchie band, anche con suoni molto distanti le une dalle altre... Questo “bagaglio culturale e tecnico” ti sta aiutando nel gestire meglio tutto ciò che ruota attorno ai Chains?
Non saprei, forse in piccola parte si ma nei Chains è tutto parecchio spontaneo, cerco di scrivere pezzi che mi soddisfino, che siano divertenti da suonare cercando di dare un filo logico e stilistico alla band, ma sicuramente in questi anni ho sperimentato anche altro con altri progetti musicali più o meno riusciti cercando di imparare sempre qualcosa di nuovo allargando il più possibile i miei orizzonti.

Che tipo di obiettivi ti sei prefissato con i Chains? Te lo chiedo perchè i gruppi in cui hai suonato mi sono sempre piaciuti moltissimo, ma in quanto a longevità erano un po' corti, eheheh!
Nessun obbiettivo particolare, come detto prima la nostra è una band che ha come priorità svago e divertimento, viviamo un po' alla giornata da questo punto di vista, quello che ci sarà possibile fare faremo! Riguardo alla lunghezza delle mie bands, bè ovviamente non sempre è facile gestirsi e gestire 4/5 persone differenti con rispettivi impegni, per cui le band nascono ma spesso muoiono in fretta per i più disparati motivi. Ad ogni modo i Chains se non sbaglio hanno iniziato a fare le prime prove attorno aprile/maggio 2013 e ad oggi abbiamo fatto uscire una demo tape, una promo tape, un LP, un EP, non è affatto male in 3 anni e mezzo di attività.

Sei anche vegan. Questa scelta di vita credi si coniughi bene con il tuo essere straight edge? Sono due cose distinte, come alcuni credono, oppure sono l'una complementare dell'altra? Personalmente ho sempre trovato naturale l'interconnessione fra di esse...
Sì, lo sono tornato dopo un periodo nel quale avevo smesso e cambiato completamente abitudini alimentari. Credo di aver vissuto quel periodo nel quale passati i 30 ci si senta per assurdo troppo adulti e senza più forti motivazioni per continuare a mantenere una scelta così anti sistema o se vuoi "radicale", che porta spesso a una graduale esclusione, che addirittura spaventa e attira antipatie in certi ambienti "convenzionali" della vita di tutti i giorni, basti pensare a quello lavorativo o sportivo per esempio. Per me è stato così, avevo perso quello spirito che da ragazzo mi contraddistingueva e da questo punto di vista mi ero omologato come la società ti vuole, ma ho gradualmente capito che non ero felice, il vero me era un altro, nel profondo era ancora quel ragazzo, e per mia fortuna sono riuscito a trovare la lucidità e una ritrovata forza d’animo nel dire: "No, non voglio essere una di quelle persone che chiude gli occhi davanti all'evidenza e si piega al cospetto di un mercato basato sullo sfruttamento dai sistemi contorti e vigliacchi, io ho la forza di poter scegliere". Del resto nessuno di noi o quasi nasce con questa consapevolezza per cui non siamo macchine perfette e in questa vita terrena ci confrontiamo ogni giorno con ogni difficoltà, dalla più banale alla tentazione più difficile alla quale scegliere se resistere o cedere. Dobbiamo lottare ogni giorno per essere le persone che vogliamo essere. Ora non voglio entrare nel merito di discorsi etici, economici o salutisti riguardo alla scelta di una dieta vegana perché non sarebbe nemmeno il "luogo" adatto per farlo ma mi limito a dire che sono fermamente convinto che avere oggi questa sensibilità e consapevolezza ci proietta nel futuro, perché in futuro non molto lontano non sarà più sostenibile mantenere uno standard di alimentazione basato sul consumo di prodotti animali, per cui da pazzi visionari diventeremo precursori della storia. A mio parere c’è senza dubbio una grande connessione tra le due cose e si completano vicendevolmente, allo stesso tempo per altre persone non è così, ognuno fa i conti con la propria coscienza e personalità.


Classica domanda per saziare la mia curiosità: cosa gira ultimamente sul tuo piatto?
Bellissima domanda questa! Tantissima roba, ogni volta che appoggio la puntina su un vinile della mia collezione è pura adrenalina. Tantissimi classici per lo più, ma recentemente hanno girato tanto: "Region of Ice" degli Uniform CHoice, "Step" degli Snapcase, "Lost My Way" dei Supertouch, "A Light In the Dark" degli Outspoken, la compilation "Hardcore 1999", "Perfection Of Desire" degli Shelter, il live in LP "The Oath That Keeps Me Free" degli Earth Crisis poi la raccolta in LP "Looking Back" dei BOLD. Di bands più recenti invece, mi piacciono molto i Fury, Abuse of Power, Discrepancy, Protester, Line of Sight, Mizery, Glory, Ecostrike, Domain, Belief, Frame of Mind e Insist.

Cosa ne pensi di tutti questi gruppi storici come Judge, Youth Of Today, Gorilla Biscuits che sono tornati in pista? E del fatto che addirittura i Turning Point suonino una sorta di tributo a Skip, il loro cantante scomparso anni fa per problemi di droga? E dei Floorpunch, che sebbene non siano più da tempo un gruppo straight edge, suonano quei pezzi senza farsi troppi problemi? Quest'ultima domanda è riferita anche ai tre gruppi menzionati sopra...
Non so... Secondo me questi reunion show vanno presi un po' così per come sono senza pensare troppo al perché al per come, certo volendo essere negativi e disfattisti si potrebbe pensare lo facciano solo per far soldi col minimo sforzo offrendo per di più spesso dei live non sempre all’altezza delle aspettative anche per ovvi motivi anagrafici; invece volendo essere super positivi da un lato credo ci sia da parte loro ancora la voglia di condividere sopratutto con le generazioni più quel sentimento all’epoca rivoluzionario da loro stessi creato e fondato suonando ancora quei pezzi che tutt'ora rimangono dei classici per il genere. Forse la risposta è un po' nel mezzo. Io nel 2003 quando vidi per la prima volta gli Youth Of Today a Padova fu magico per me, quindi presumo che per un ragazzo che oggi ha 18/20 anni aver l’occasione di poter vedere band di quel calibro sia una grande occasione, pur sapendo che non suoneranno come nei live che ti puoi guardare su youtube, ma stare a casa davanti al pc sarebbe un errore. Riguardo ai Turning Point in effetti sembra un po' una cosa sforzata il tribute show, ma il loro impatto musicale sull’intero movimento hc è innegabile, personalmente avendo la possibilità di andare a vederli non mi farei troppi problemi. Tim Mcmahon (Mouthpiece, Hands Tied, Search, ndr) alla voce più tutta la formazione originale... Forse anche Skip da lassù vorrebbe che andassi. Stesso discorso vale per i Floorpunch: credo lo facciano per lo più perché glielo chiedono e si divertono tra amici, personalmente troverei stupido giudicare chi è ancora sxe e chi no, credo siano tutti padri di famiglia per cui le loro priorità saranno ovviamente altre.

Quali sono i progetti futuri per i Chains?
Nell'immediato promuovere al meglio il nuovo EP, poi mi piacerebbe scrivere un altro full length.

Credo di averti chiesto tutto. Grazie del tuo tempo e aggiungi pure ciò che vuoi.
Grazie a te, niente da aggiungere. Ciao!

Chains | Facebook
Chains | Bandcamp

sabato 8 luglio 2017

Straight Opposition | The Fury From The Coast | Indelirium Records | Cd

I pescaresi Straight Opposition tornano con il loro quinto lavoro sulla lunga distanza, ma la sostanza non cambia. Hardcore in bilico tra new e old school. Voce nerboruta, riffing roccioso molto groove, ed una sezione ritmica che non si risparmia di certo. Registrazione molto pulita e solito packaging curato. Non li ho mai seguiti a dirvela tutta, ma dal vivo li ho visti un paio di volte e ne ho apprezzato l'energia. Chi li segue non rimmarrà deluso neppure questa volta.

Straight Opposition | Facebook
Indelirium Records