giovedì 23 febbraio 2017

Crotes/Definite | I Want To Believe Tapes | Tape/Digital.

Due nuovi gruppi hardcore sono i protagonisti di questa tape split, sotto l'egida di I Want To Believe Tapes. Da un lato troviamo i Crotes, con il loro hardcore veloce e con un pizzico di melodia. Dall'altro i Definite, un pò più dritti e old school. Seppur non ami particolarmente questo tipo di suono (sono per l'hc più oscuro), ho apprezzato. Supportate.





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mercoledì 22 febbraio 2017

L'Ordegno | Racconti Di Vita Quotidiana | Autoprodotto | Cd.

Old school hardcore molto melodico e davvero ben fatto. Questo è il nuovo lavoro degli L'Ordegno, da Trieste. Sono un gruppo molto concreto, che suona con spirito e dedizione, credendo molto in ciò che dice. I testi sono davvero belli e il brano "Per Il Viaggiatore" è un inno di speranza per coloro che si spostano, per ragioni economiche, di guerra nel proprio paese d'origine o più semplicemente perchè ne hanno voglia. Il mondo è un posto orripilante per certi aspetti, ma gruppi L'Ordegno ci regalano un minimo di speranza...

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mercoledì 15 febbraio 2017

xINQUISITIONx | Wasted Youth | Autoprodotto | Cd.

Da Marsiglia, gli xINQUISITIONx, mi bombardano con quindici pezzi in venti minuti. Hardcore velocissimo, ricco di parti grind, che deve molto alla scena sud californiana di band come Infest. Voce urlata, pezzi brevi ma che sanno come fare male e un ottimo senso dell'umorismo. Tre cover in chiusura, a voi scoprirle. In attesa del nuovo album in uscita il prossimo settembre. Go!

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Closer Photozine | Numero 1.

Margherita e Matteo confezionano una cosa che non vedevo dalla metà degli anni '90: una photozine. Il risultato? Meraviglioso. Limitata in 100 copie, caratterizzata da una grafica semplice e molto pulita. Il tutto stampato professionalmente e con una resa fotografica eccellente. Troverete le bellissime foto che il nostro duo scatta ai concerti, in bianco e nero. Dei gruppi presenti non vi svelo nulla, vi basti sapere che si spazia dall'hardcore, al punk in tutte le sue forme. E ora? Attendo il secondo numero, ovviamente.

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martedì 14 febbraio 2017

Haram | Lo Sgretolamento | Ep Digital | Autoprodotto.

Impressionante. L'unico aggettivo che mi viene in mente per descrivere il suono degli Haram. Un coacervo di post core e screamish, fatto di parti lente ed ipnotiche, in cui si viene completamente spazzati via. Il muro di chitarre è un magma incandescente, mentre la voce è apocalittica e feroce. Un gruppo davvero interessante, che spero torni al più presto con dei pezzi nuovi di zecca, visto che questi hanno già un paio d'anni sulle spalle, ma godono di una sorta di rigenerazione sonora. Sarebbe un delitto ignorarli.

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lunedì 13 febbraio 2017

Soundeep | The Shades Of All Your Eyes | Duff Records | Ep/Digital.

Sebbene i miei trascorsi all'interno dell'hardcore melodico siano stati molto fugaci e risalenti a qualche decina di anni fa, devo ammettere che il debutto dei Soundeep mi è piaciuto. Sei tracce di potente e ben fatto hc intriso di melodia, tutto giocato su una voce ispirata e che si intreccia con cori molto azzeccati. Musicalmente, nonostante la giovane età, ci sanno davvero fare, confezionando un prodotto che farà la felicità di chi si ciba di queste sonorità. Avanti tutta!

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Confine | C.I.O.D.E. | Digital | Autoprodotto.

Il nuovo lavoro dei veneti Confine è una cannonata! Hardcore tiratissimo, pezzi che ti entrano subito in testa e testi che mi hanno fatto sganasciare dal ridere. L'evoluzione rispetto ai precedenti lavori è innegabile: ora suona tutto più coeso e massiccio, forte anche di un riffing metallizzato che si dimostra vincente già dal primo pezzo. La registrazione è perfetta, la voce di Maximilian è tra le migliori attualmente in Italia in campo hardcore. Non ho altro da scrivere, se non andate ad ascoltarli!

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Porro | Numero 1 | Fanzine.

Correva l'anno 1992. Il mondo del metal e dell'hardcore stava mutando forma. Il thrash quasi scompariva, l'hc cambiava pelle, il grunge e le posse stavano esplodendo. Mentre io muovevo i primi timidi passi in un universo che per me oggi è molto familiare, in Sicilia (a Messina per la precisione) c'era già chi agitava le acque imputridite con una fanzine. Sto parlando di Porro Zine, che per me è leggenda. Dario (il creatore) in questo primo numero spazia senza alcun timore tra hardcore e metal, proponendoci una sfilza di gruppi che vanno dagli Agent86 passando per i Catacomb (i futuri Novembre), attraversando l'hip hop dei Nuovi Briganti fino agli Extrema del contratto con Contempo Records e della release di "Tension At The Seams". Da lacrime poi le foto dei Metallica a Milano nel 1992 ed in quarta copertina l'annuncio di un concerto dei thrasher Jester Beast al Fata Morgana di Messina. Graficamente cut and paste, curata, belle interviste. E' stata di recente ristampata in una una limited edition. Un pezzo di stora della musica estrema in Italia passa pure da qui, quindi non fate l'errore di non acquistarla ora che ne avete l'occasione.

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domenica 12 febbraio 2017

Grumo - Death/OnOff | Set Yourself On Fire | 7" | Green Records/Assurd Records.

Finalmente due dei miei gruppi preferiti uniscono le forze e danno vita a questo split 7" (400 copie, 100 in vinile giallo/verde vomito). Non posso fare altro che inchinarmi. Da un lato i ferraresi Death On/Off con il loro grind core schietto e senza fronzoli. Una vera manata in faccia. Dall'altro lato i modenesi Grumo, grind core maggiormente virato al death metal, totalmente abrasivi. Il tutto confezionato in un gradevole packaging che trasuda morte, disperazione e orrore. Ripeto, non posso fare altro che inchinarmi di fronte a cotanto disprezzo e odio tradotto in chaos sonoro.




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martedì 7 febbraio 2017

Petrification | Summon Horrendous Destruction | Tape/Digital | Sentient Ruin Laboratories.

L'arpeggio iniziale del pezzo "Summon Horrendous Destruction" vi introdurrà in un inferno sonoro di proporzioni epiche. Da Portland, Usa, giungono i Petrification. La loro abnegazione è totale per l'old school death metal di matrice europea, in special modo per quella finlandese. Da esse ereditano il gusto per le atmosfere dark e nebbiose, per i rallentamenti quasi doom e per la violenza nelle accelerazioni. Per ciò che mi riguarda, il miglior demo uscito fino ad ora nel 2017.

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lunedì 6 febbraio 2017

First Brawl | Full Of Nothing | Cd/Digital | Indelirium Records.

Da Modena i First Brawl suonano un hardcore moderno e cadenzato figlio di band come Terror, No Turning Back e Death Before Dishonour. Il risultato è molto massiccio e farà la felicità di coloro che amano questo tipo di suoni. Registrazione perfetta e perfetta padronanza degli strumenti. Non propongono assolutamente nulla di nuovo e credo che il meglio lo diano dal vivo. Personalmente non seguo questo tipo di hardcore, ma se siete giovani, vi piacciono canotte, tatuaggi e violent dancing, potreste aver trovato un nuovo gruppo su cui sintonizzare le vostre orecchie...

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xVICOx | La Necessità Della Ricerca | Autoprodotto | Tape.

Classico hardcore punk cantato in italiano che più classico non si può per questo gruppo con membri di NOPROVE e Malore. Lontani echi dei Tear Me Down e dei gruppi storici della Tuscia Hardcore. Registrazione non esaltante e tecnica esecutiva che mi ha lasciato un tantino perplesso. La voce ogni tanto fa un po' fatica a seguire il tutto. Non mi hanno particolarmente esaltato, ma indubbiamente premio la dedizione che ci mettono. Date un occhio ai titoli dei pezzi e ai sampler piazzati tra un brano e l'altro... Tape limitata in 30 copie.

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venerdì 3 febbraio 2017

Tadzio (Sempre Peggio).

Sempre Peggio | Pic. by: Valentina Atzori

Terza volta che Tadzio appare su queste pagine virtuali, ma averlo qui è sempre un piacere. Ho approfittato per domandargli sul suo nuovo gruppo chiamato Sempre Peggio, per parlare della sua attività di vegan chef e per chiedergli qualcosa sul suo passato. Buona lettura.

Il nuovo progetto che ti vede protagonista è il gruppo oi! Sempre Peggio. Onestamente quando sono venuto a conoscenza del fatto che tu ne sei il batterista, la cosa non mi ha stupito troppo. D'altronde ti è sempre piaciuto cimentarti con suoni diversi, mantenendo però le radici ben salde nell'underground. Puoi parlarci di questo gruppo? Sei entrato a giochi fatti, oppure ne sei fondatore? So che a breve uscirà l'esordio vinilico su Anfibio Records, che è un'etichetta storica del giro Oi! e affini...
Ciao Paso! Innanzitutto grazie mille per avermi concesso dello spazio per la terza volta sul tuo blog che seguo dal giorno 1 con grande interesse! In effetti come tu stesso hai capito la batteria non è esattamente lo strumento a cui ho dedicato maggiori attenzioni negli anni passati... Diciamo che questo gruppo è nato letteralmente per caso. Un giorno sono andato a trovare Pietrone (SOLO libri e vinili), che coinvolgendo Martin (che allora dava una mano in negozio) quasi per scherzo, ha tirato in ballo quest'idea pazza e malata di mettere in piedi un gruppo Oi! Io non avevo mai suonato prima la batteria in modo "serio" (se non da ragazzino o nell'ultimo periodo con Lorenzo Piffer in un progetto mai decollato, gli SCHIFO, in cui ho suonato sia batteria che basso), così abbiamo tirato in mezzo Marra alla chitarra (Martin si è proposto al basso spalleggiando la mia scelta di iniziare il gruppo imbracciando uno strumento mai suonato prima...), e dopo la prima prova in 4 avevamo già un paio di pezzi (primo in assoluto: "Vincenzo", il cui testo è stato scritto da Martin in tram, sulla strada per arrivare alla prima prova). Insomma probabilmente siamo stati risucchiati in una sorta di crisi di mezz'età prematura che ci ha unito in questo folle progetto, unendo amici di vecchia data apparentemente distanti tra loro, ma vicini per affetto ed affinità. Dopo poco Pietro si è tirato indietro, questa cosa è diventata più "grossa" e "seria" di quanto chiunque di noi si aspettasse, primo di tutti lui, che con gli impegni di cuore e lavoro non aveva abbastanza tempo da dedicare alla band. E dopo poco si è aggiunto Ste, militante prima dell'ORSO ed ora del Cuore in Gola, a fare la sua sporca figura sul palco con noi. Con questa formazione (io alla batteria e cori, Marra chitarra e cori, Martin al basso e voce principale, Ste alla seconda voce e cori) abbiamo registrato una demo nel dicembre del 2015 che è uscita solo online. Durante lo scorso ottobre abbiamo registrato il nostro primo LP, che è uscito in vinile+CD (per far contenti tutti...) a gennaio 2017 con una coproduzione tra le nostre tasche e quelle di Anfibio, al 50%.

Il suonare con i Sempre Peggio ti ha di sicuro portato a misurarti con una scena come quella Oi! che presenta punti di incontro con quella hardcore ma anche delle differenze... Come ti trovi ad interagire con essa? Che tipo di differenze riscontri? Come ti trovi a raffrontarti con il motto: "birra, oi! divertimento"?
Devo dire che di differenze tra le scene ne ho viste parecchie, anche se l'attitudine che muove la scena punk, quella hardcore e quella streetpunk/Oi! è la stessa. È bello vedere persone diverse ma fondamentalmente uguali anche in ambiti che non avevo mai frequentato prima. Nella scena Oi! l'approccio politico è molto diretto e senza fronzoli, ho conosciuto tante persone che si schierano in prima linea per quello che credono, rischiando letteralmente la pelle per difendere idee, spazi e persone. Nella scena punk spesse volte si sente un gran parlare ma di fatti se ne vedono pochi, e in questo ambito di gente che non si fa problemi a "sporcarsi le mani" ne ho vista parecchia. Allo stesso tempo tante volte vedo uno sbattere la testa un po' fine a se stessi, più che semplificare vedo un complicare le cose... Ma quello si può dire di qualsiasi scena, temo. Per quanto riguarda il motto da te citato: devo ammettere che l'approccio alle sostanze ricreative nella scena Oi! è un tantino molesto per i miei standard di sopportazione. Io non sono mai stato sxe, ma allo stesso tempo non ho mai tollerato le esagerazioni, e per la prima volta in vita mia mi ritrovo ad essere quello "strano" perchè non si droga... Credo che si passi sopra questo argomento troppo spesso, in ambienti in cui si professa una controcultura contro lo sfruttamento e la capitalizzazione della sofferenza. Evitando i moralismi, collego lo spaccio e il consumo di droga anche e soprattutto a questo, oltre che nell'immediato manifestarsi del peggior lato che un essere umano possa raggiungere... Questa è chiaramente la mia opinione, e mi fa sorridere che nei miei gruppi passati quello strano ero io, perchè ogni tanto mi bevevo qualche birretta. Insomma ci vuole una buona dose di pazienza ed adattamento, quello è sicuro...

Essendo tu vegan ormai da molti anni, ti è capitato mai di discutere di queste tematiche con ragazzi che vengono a vedere i Sempre Peggio, che magari sono skinhead? Trovi che ci sia interesse per questo tipo di argomenti?
Devo dire che finora non mi è mai capitato di affrontare l'argomento in modo concreto. Anche se credo sia necessario che tutti gli ambiti della cosiddetta "contro-coltura" abbiano la mente aperta al cambiamento e alla comprensione. È ormai evidente che il mondo si sta spostando in una direzione sempre più vegetariana, e non capisco perche' non dovrebbe farlo anche il punk in tutte le sue sfaccettature, professandosi per antonomasia come ambiente incontaminato dall'indottrinamento mainstream. Come detto prima è facile parlare di sfruttamento umano e di come combatterlo, è evidente ed è attorno a noi. Ma come detto tante altre volte per quanto mi riguarda le battaglie possono andare di pari passo, l'una non preclude l'altra. Il fatto che posti come ad esempio i CPT (ora CIE) siano delle strutture di prigionia che l'uomo ha costruito per l'uomo non esclude il fatto che l'uomo abbia creato e continui a creare delle strutture di prigionia per altri esseri viventi, come qualsiasi allevamento. Sono entrambi esempi di una manifestazione umana errata, ma non per questo uno dei due merita meno attenzione dell'altro, o almeno io la penso così. Con quello che decidiamo di comprare tutti i giorni conduciamo la più grande delle battaglie. Tante volte è difficile spiegare ad un attivista per i diritti umani che cosa voglia dire per me avere a cuore i diritti degli animali, proprio perche' non ci siamo ancora scrostati di dosso il nostro antropocentrismo, che, volenti o nolenti, anche nell'antagonismo detta legge...

I Sempre Peggio hanno da poco fatto uscire un video, che funge un po' da apripista per l'imminente uscita del vostro primo album. Come è nato il concept che gli sta dietro? Ti sei divertito a girarlo? Puoi parlarci un po' della canzone che gli sta dietro?
Per l'uscita del disco fare un video ci è sembrata un'idea carina, inizialmente pensavamo di girarne uno per "Al Bar Di Gola" (idea che rimane in cantiere), ma alla fine ci è sembrato più sensato cercare di spingere un pezzo inedito, rispetto ad una canzone che chi ci conosce già ha in mente. La canzone "Miglior Nemico" nasce da una mia idea, poi sviluppata in maniera oserei dire sopraffina da Martin (che cura la stesura di tutte le liriche dei Sempre Peggio), di evidenziare gli atteggiamenti decisamente incoerenti dei movimenti di destra che noi tutti conosciamo bene, sbeffeggiando quello che per "loro" è sacro, mentre per "noi" è solo assurdità. Abbiamo deciso per l'appunto di fare un video sulla musica di questa canzone proprio per mettere in chiaro da subito la nostra posizione, nella migliori delle cornici possibili, ovvero il festival che ha celebrato la rinascita della SHARP a Milano, lo scorso ottobre. Le conseguenze alla pubblicazione del video sono state immediate, ovvero alcuni "troll" sulla nostra pagina di Facebook, animati da qualche testa rasata appartenente a movimenti della destra extraparlamentare... Ma questa è un'altra storia. Girare il video comunque è stata una figata, è stato tutto estremamente spontaneo, dall'idea al concepimento alla messa in pratica, è scattato tutto con una telefonata di qualche giorno prima delle riprese, in cui ho buttato lì la proposta agli amici che hanno ripreso e montato (Drogui, Annina e Bergoe, grazie ancora!). Dulcis in fundo la partecipazione straordinaria di Mirko from Salò che da parte sua ha pure aggiunto quel tocco di ignoranza in più.

Parliamo un po' del nuovo album di prossima uscita. Come si intitola? Quali sono le tematiche trattate? E' stato semplice comporlo?
Le teste dei Sempre Peggio sono assai diverse fra loro e fanno spesso fatica a trovare soluzioni e compromessi reciproci, andando dalla stesura di un testo, alla composizione di una canzone, ad una grafica. E così è stato anche per la scelta del "concept" del nostro primo disco. Per farla breve: visto che non riuscivamo ad andare d'accordo su un titolo o una copertina, abbiamo optato per il classico "self-titled" e "copertina nera con logo"... Insomma: W la fantasia! Scherzi a parte sono e siamo molto soddisfatti del risultato, sia graficamente, che musicalmente, che liricamente. Io sono quasi commosso dal vedere che poco più di un anno fa manco mi sarei sognato di toccare la batteria, e invece ora tra le mie mani ho un LP in cui l'ho suonata. Sono soddisfazioni. E devo dire che per la prima volta dopo tanto tempo ho assaporato i momenti spesi a comporre e produrre idee. Suonare con i miei compagni di viaggio è stato semplice fin dal primo accordo, essendo tutti focalizzati verso lo stesso obbiettivo. Sono molto soddisfatto anche della resa delle canzoni, che trovo in qualche modo (con gli inevitabili limiti del genere) anche "originali" e "personali". Mi piace il fatto che i pezzi suonino semplici, sporchi ed essenziali, per me il punk deve essere così. Ed i testi di Martin a mio avviso sono semplicemente perfetti, lui ha una capacità unica di catturare concetti nella testa di tutti, e declinarli in quattro parole non scontate, evidenziandone l'essenza e il significato senza bisogno di ulteriori spiegazioni. Questo gruppo senza i testi di Martin non sarebbe decisamente nulla. Le tematiche? Diciamo che ne abbiamo da dire una contro qualsiasi cosa, più o meno... Sarà complicato continuare a trovare cose che ci stiano sul cazzo per testi futuri! La composizione è stata molto fluida e veloce, siamo davvero andati avanti con un processo di produzione di 1 pezzo fatto e finito ogni 2-3 prove massimo. Tra di noi c'è sicuramente intesa, e trovo splendido che tutti portiamo idee e spunti, che sia un processo collettivo di composizione.

Nei Sempre Peggio stai dietro alla batteria. Nei tuoi gruppi precedenti ti ho sempre visto al basso o alla chitarra... Come mai questo cambiamento? E' un modo per sfidare i tuoi limiti e vedere fino a dove puoi arrivare?
Come ho già detto prima è stato davvero un caso che io mi sia messo dietro le pelli. Dopo lo stop con gli HOLY ho avuto un periodo di qualche mese in cui avevo delle idee in testa (che ho tutt'ora) di un nuovo progetto sulla falsariga dei Komplott, ma concretamente durante questo periodo non ho suonato affatto. Sono stato letteralmente assorbito dal lavoro per la prima volta in vita mia, e non riuscivo più come prima a vedere nella musica la mia priorità. Con la nascita di questo progetto ho sicuramente ritrovato una nuova voglia di mettermi in gioco ed attivarmi sul fronte creativo, voglia che già da prima della fine degli HOLY avevo perso. Suonare in un gruppo che succhia così tante energie come sono stati gli HOLY mi ha dato tantissime soddisfazioni, ma allo stesso tempo aveva prosciugato la mia voglia di fare, e mi aveva portato a vedere il gruppo solo come uno stress da "secondo lavoro", non come una distrazione dalla routine. Con i Sempre Peggio da subito mi sono divertito come non mi divertivo da tempo, e da subito, come già detto, c'è stata intesa e cooperazione. A livello compositivo dopo gli HOLY mi sono decisamente esaurito sul fronte della complicatezza nella struttura delle canzoni e ricerca di cose sempre nuove e diverse (nel limite del possibile). Con questo gruppo è decisamente tutto più semplice e spensierato, anche se non privo di stress e impegno, soprattutto durante le trasferte essere quello più morigerato non gioca a mio favore, diciamo...

Sempre Peggio

I Sempre Peggio sono un gruppo dichiaratamente anti fascista. Hai avuto mai dei problemi con fasci o nazi a Milano? Cosa rispondi a chi afferma che l'Oi! dovrebbe essere apolitico?
Io personalmente non ho mai avuto problemi fisici e diretti veri e propri con fasci e nazi, Ste e Martin, che sono decisamente più attivi di me, sì. Ste è stato accoltellato qualche anno fa da delle teste rasate e se l'è vista parecchio male, per fortuna la sua testaccia dura resiste anche a questo, ma non è stata l'unica volta che lui, come tanti altri, ha vissuto situazioni simili. Purtroppo a Milano come in tutta Italia le destre edulcorate a livello mediatico stanno prendendo sempre più piede, vengono ripulite per bene dall'immaginario negativo che si portano appresso, e vendute a gente di ogni età ed estrazione sociale, che si compra tutte le cazzate che dicono. Io sono una mozzarella, ed ammetto che non sono sicuramente il militante che si mette in prima linea giorno dopo giorno, ad ogni occasione. La prima cosa che mi viene in mente, è stato aver salutato calorosamente un caro vecchio amico che non vedevo da tanto tempo, ed aver ricevuto in cambio da lui distacco e minacce fisiche, essendo costui passato al "lato oscuro della forza", diciamo... Ma anche questa è un'altra storia. Per concludere l'Oi! può essere sicuramente apolitico, o addirittura di destra, come può esserlo il punk in tutte le sue sfaccettature, tutto a questo mondo può essere tutto, anche se trovo ridicolo accomunare una musica intrinsecamente politica e non conforme, ad un genere musicale come la musica da discoteca o il liscio, come gli apolitici alla fine fanno...

Passiamo ora a parlare della tua grande passione per la cucina vegan, che ti ha portato a diventare un cuoco a tutti gli effetti (correggimi se sbaglio). In questi giorni terrai anche un corso in merito. Quando hai cominciato ad interessarti a ciò, che tipo di studi hai fatto e che tipo di approccio hai dietro ai fornelli? Ti senti uno sperimentatore?
Anche qui, come nel concepimento dei Sempre Peggio, è stato tutto frutto del caso, più o meno... Hai presente la classica situazione di vita in cui va tutto a rotoli? Ecco, io ci sguazzavo alla grande, qualche anno fa. Dopo quasi cinque anni, la mia professione di meccanico e gestore del negozio di DODICI CICLI mi aveva saturato, l'azienda non mi pagava da mesi (DODICI tra l'altro è appena ufficialmente fallita, ed il carissimo ex militante nonchè ex anarchico Jacopo Volpe - XcanerecordsX e XfratellanzaX, fondatore di DODICI- mi deve ancora un bel po' di soldi tra l'altro... come credo ne debba a mezzo stivale, dagli anni '90), la mia ragazza del tempo mi aveva lasciato per mettersi con un mio ex caro amico, mi ero trasferito in un'altra casa, passando dalla confortevole convivenza con la ex, ad una burrascosa e rumorosa condivisione con varie persone ed animali... Insomma avevo bisogno di un nuovo inizio. E per caso ho iniziato a lavorare in un ristorante vegan vicino casa nuova, che dopo poco mi ha affidato la gestione e direzione della cucina del progetto di vegan bakery che avevo loro proposto. Le cose poi crescono e cambiano, ed ad oggi mi trovo a gestire la cucina di una gastronomia vegan, in cui sono cuoco a tutti gli effetti. Non mi sarei mai aspettato di vedere i frutti di questi anni di militanza dietro fornelli di centri sociali e cucine improvvisate, usando cibo di recupero, per sfamare le band del concerto organizzato. Tutti i posti visitati in giro per il mondo in tour, tutte le idee e consigli ricevuti negli anni da amici vicini e lontani, tutto questo mi ha arricchito professionalmente ed umanamente. L'approccio DIY è formativo. Se vuoi fare una cosa ci puoi riuscire senza l'ausilio di scuole, corsi e attestati. E così è stato per me, mi sono letteralmente buttato in una professione che ho imparato a svolgere strada facendo, passo passo, traendo spunto da tutto il mio bagaglio di esperienza di vita. E, riferendomi al corso che ho tenuto poco fa, è stato a dir poco commovente vedere che questo bagaglio è stato prezioso per altre persone come è stato per me accumularlo e condividerlo.

Cosa ne pensi di tutto questo hype nei confronti del veganesimo, con addirittura marche come Granarolo che hanno dato vita a linee di prodotti interamente a base di soia? Molti lo vedono come un passo avanti, altri come un controsenso...
La mia scelta ha come obbiettivo non la coerenza massima e totale (se no mi sarei già trasferito in campagna e coltiverei la terra vivendo dei prodotti del mio orto, basandomi sull'autoproduzione...), ma il raggiungimento di un numero sempre minore, tendente allo 0, di animali sfruttati ed uccisi. Credo e spero che il mercato si stia spostando sempre di più in questa direzione, e il mercato è fatto di consumatori, si basa su di essi, e tendenzialmente i consumatori sono troppo pigri per pensare, e si limitano, appunto, a consumare. Maggiore è la facilità con cui si può avere una valida alternativa e minore è la possibilità che la pigrizia porti a fare la scelta sbagliata. Questo per dire in sintesi che io non comprerei il prodotto da te citato perche' conosco valide alternative, ma credo sia funzionale che ci sia un'alternativa anche per chi non ha la voglia e la forza di trovarne. In più in un mondo utopico senza prodotti di origine animale le industrie dovrebbero pur vivere di qualcosa, no? Vediamo questo momento storico come un momento di transizione, lenta, ma costante...

Quali sono i piatti che preferisci cucinare? Ti piace creare cose elaborate o rimani sul classico? D'altronde tu una volta hai scritto una frase molto veritiera: “Potete creare i piatti vegan più ricercati, ma un bel piatto di pasta al sugo di pomodoro cucinato come si deve, resta imbattibile”... Sei ancora di questa idea?
La cucina tradizionale italiana è sicuramente quella che preferisco, anche se non disdegno la sperimentazione. Sottoscrivo e rinnovo quanto tu hai citato! La semplicità è sempre la soluzione, e la cosa molte volte più difficile da ottenere.

Gli Holy sono stati un gruppo che ha avuto un certo impatto nella scena hardcore negli anni passati. Dischi e tour vi hanno visto molto impegnati. Che ricordi hai di quei giorni? Come mai ad un certo punto vi siete sciolti? Hai qualche rimpianto in merito? br> L'esperienza con gli HOLY come ho già detto mi ha sicuramente segnato, è stato il primo gruppo in cui sono riuscito davvero a raggiungere dei traguardi che vedevo lontani da me, sin da quando ero ragazzino. In quel periodo per me suonare era davvero la priorità, e non vedevo l'ora di mettermi su un furgone per partire per il prossimo tour. Sicuramente come dici tu siamo stati molto impegnati, forse pure troppo, specialmente nell'ultimo periodo. I rapporti tra di noi si sono un po' incrinati, gli ultimi mesi prima dell'ultimo tour che abbiamo fatto (negli Stati Uniti assieme a Dangers e Graf Orlok) hanno segnato un costante clima di tensione tra di noi, dovuto all'imminente partenza di Giacomo per gli States, e stress dovuto al paletto, da noi stessi imposto, di scrivere e registrare in tempo zero un EP, per avere nero su bianco un nuovo lavoro prima che la formazione a 4 da Milano si spalmasse su 2 continenti, rallentando tutto. Per me questo trasferimento e questa fase compositiva pre- registrazioni hanno segnato la fine di questo gruppo, gli stimoli da parte mia nello scrivere pezzi nuovi e proporre nuove idee, nel pianificare nuovi tour, sono completamente scomparsi. Vedere che il progetto in cui ho creduto così tanto si stesse inevitabilmente sgretolando mi ha fatto completamente passare la voglia di continuare. Dopo la pausa (e non scioglimento) ci ho messo quasi un anno per palesarlo apertamente agli altri. Non mi è mai piaciuta l'idea che una cosa debba andare avanti all'infinito, molte folte faccio fatica a vedere i grigi delle situazioni, e nell'ultimo periodo gli HOLY mi sembravano completamente grigio, non più il tono acceso di un tempo. Dopo aver detto che la catena da parte mia era scesa, che per me non avrebbe avuto alcun senso tirare avanti un gruppo a distanza, che avevo esaurito idee ed energie per il progetto, i rapporti con gli altri si sono incrinati, ed in particolare quelli con Giacomo in maniera direi definitiva. Mi ha ferito parecchio la sua reazione alla mia decisione, del tutto inaspettata da parte di una persona che consideravo prima di quel momento uno dei miei migliori amici, al di là di qualsiasi gruppo, e, contrariamente ai due Stefano con cui ho parlato e riallacciato il rapporto come se niente fosse accaduto, con lui i ponti si sono completamente tagliati. Da quel momento devo dire che oltre il brutto colpo della rottura, mi si è anche e soprattutto tolto dallo stomaco un grosso peso, tutta l'ansia dell'ultimo periodo di questo gruppo se n'era finalmente andata. Non credo di avere rimpianti, guardando indietro ho avuto sicuramente molte soddisfazioni, e sono più che orgoglioso di quello che abbiamo raggiunto. I dischi li ascolto ancora ogni tanto e credo che abbiamo resistito più che dignitosamente al passare del tempo, anche se non ne è passato poi così tanto.

Una cosa che mi fece molto ridere è quando siete atterrati per il primo tour negli Stati Uniti... Siete andati in bagno e vi siete cambiati una volta passati i controlli per non destare sospetti...
Ahahah, si quello è uno dei ricordi più bizzarri che conservo di quest'esperienza. Eravamo letteralmente terrorizzati dall'idea che ci rimandassero indietro in Italia, trattamento che viene riservato per chi non lo sapesse a qualsiasi band che fa un tour negli States senza visto lavorativo... Per fortuna è andata bene, quello è stato forse il nostro tour più bello, sarebbe stato davvero un peccato non farlo!



Molti si ricordano di te anche perchè hai suonato nei TheEndOfSixThousand Years, un gruppo che gode di un certo rispetto nell'ambiente... Anche in questo caso, cosa ti ricordi di quel periodo? Mi ha fatto sempre sorridere il fatto che il nome non ti piacesse troppo...
Sono molto legato a quegli anni, i TEOSTY sono stati il primo gruppo con cui sono riuscito a registrare un disco, suonare e fare dei tour. Conservo un ottimo ricordo, ero ancora studente universitario quindi riuscivo a dedicare al gruppo un sacco di attenzione, forse pure troppa vista la laurea raggiunta 2 anni fuori corso... Ricordo la difficoltà organizzativa nel gestire un gruppo di 5 disperati provenienti da 5 parti diverse dello stivale. Ricordo la morbosità con cui ho analizzato in ogni minimo dettaglio le pre-produzioni in sala prove di "Isolation", e ricordo la soddisfazione dopo averlo registrato. Ricordo anche il grande sconforto nel ricevere la notizia della dipartita di Matteo (batteria) dopo le registrazioni, infrangendo il mio sogno di allora di suonare in lungo ed in largo il più possibile. Non lo posso biasimare, credo che in quel periodo ho toccato il massimo per quanto riguarda ossessione per il gruppo, devo averlo asfissiato! E credo ne sia la prova il fatto che poco dopo la mia dipartita, qualche tempo dopo, lui abbia deciso di tornare in pianta stabile in formazione... Se dovesse mai leggere queste righe, gli mando ora le mie scuse ufficiali. Dopo il cambio di batterista in formazione ho continuato un po' a suonare, ma sia per la mancanza di una line up stabile, sia per la rottura dell'entusiasmo, sia per la mia evoluzione musicale e di vita, ho deciso che quel progetto, da me creato e amato, non facesse più per me. Ho visto che hanno continuato a suonare, sono felicissimo per loro, non sono ancora riuscito a vederli dal vivo, e mi spiace un sacco non vedere più Sandro e Niculo come un tempo.

Con i The End Of Six Thousand Years sei stato anche molto legato a Still Life Records, un'etichetta che secondo me ha rappresentato l'hardcore in Italia nei 2000, insieme a Refoundation Records. Cosa ti pare sia cambiato nella scena odierna rispetto a quegli anni? Soprattutto, è anacronistico parlare di scena nel 2016/17?
Still Life e Refoundation hanno sicuramente segnato gli anni 2000. Credo che le cose siano cambiate ma non necessariamente in peggio, vedo tante persone sbattersi e fare cose, con un'attitudine che è invariata e che anzi si è evoluta. Io personalmente non sono mai riuscito a dare una faccia al nome "scena", credo sia un concetto che appartiene ad un'epoca precedente a quella in cui ho iniziato a bazzicare per concerti...

Hai militato anche negli Skruigners, forse la band più "famosa" in cui tu abbia mai suonato. Che ricordi hai? In Italia in molti sentono ancora la vostra mancanza a distanza di anni dallo scioglimento... Mi pare che tu entrasti dopo la loro formazione... Come mai poi il progetto è svanito?
Ho iniziato con gli Skruigners nel 2005 mentre parallelamente ancora suonavo nei TEOSTY. Loro si formarono nel 1996, ed ho continuato con grande entusiasmo fino alla pausa, a tempo indeterminato, che ci siamo presi nel 2011. Loro sono stati il gruppo che sicuramente mi ha portato a suonare davanti a più persone (esclusi alcuni concerti, per lo più festival, cui ho avuto la fortuna di prendere parte con gli HOLY), ma prima di tutto sono stati un gruppo fondamentale per la mia crescita musicale da adolescente. Ricordo la prima volta che ascoltai "La Cosa Che Non Ha Importanza", avevo 15 anni e fui letteralmente risucchiato da quel disco. Io per primo sento la mancanza di questo progetto. Anche se ho vissuto solo gli ultimi anni con la band già avviata ed io abbia registrato solo l'ultimo disco, "Niente Dietro Niente Davanti", ho messo anima e corpo in questo gruppo, e con il suo congelamento mi si è congelata anche una fetta di cuore. Carlo ha avuto e sempre avrà l'ultima parola, batterista ma mente assoluta del gruppo, musiche e testi sono tutta farina del suo sacco. Il 2011 ha segnato per lui, e per noi, un momento di stallo: passati 15 anni dalla formazione e con svariate date, dischi ed esperienze sulle spalle, eravamo in un clima di indecisione sul da farsi, e di saturazione dal presente di allora. Non posso dire con certezza se questo gruppo sia da considerarsi morto, posso solo dire che conservo dei bellissimi ricordi, che con Carlo ho uno splendido rapporto ad oggi (oltre al suo progetto elettronico Laforcah, ora canta anche nei Discomostro), e che se un domani lui dovesse decidere di riprendere in mano la cosa, da parte mia ci sarebbe grande entusiasmo. Sono anche dell'idea però, come ho già detto, che le cose devono avere una fine come hanno avuto un inizio... Insomma, si vedrà, di più non so manco io che dire.

Cosa ascolti prevalentemente in questo periodo? Hai qualcosa da consigliare ai miei lettori, anche in campo cinematografico, letterario, ecc. ecc.
Devo dire che sto facendo sempre più fatica a trovare roba nuova che mi prenda bene, sono rimasto un po' indietro, anche se mi piace (con riserbo su molte cose...) l'ondata Oi! francese che sta andando un po' "di moda" ultimamente, così come sono molto affezionato ai grandi classici punk che mi ascolto da sempre. Film e libri? L'ultimo di Zemeckis al cinema l'altro ieri, mi ha fatto cagare. Sto leggendo "Il Giallo Di Via Tadino" che mi ha regalato Stefano per il mio compleanno (grazie Stefy).

Quali sono i progetti che hai per il futuro, sia in campo culinario che musicale?
Ho appena cambiato posto di lavoro e mi sto finalmente concentrando al 100% sulla cucina, ho in ballo vari corsi di cucina vegan da Eataly, programmati fino all'estate, ho iniziato a collaborare con un'agenzia di eventi e catering per spingere una linea vegan, sto facendo da tempo corsi privati a domicilio... Insomma, lavorativamente sono parecchio preso! Con i Sempre Peggio abbiamo appena registrato un pezzo che uscirà su un 7" split con Automatica Aggregazione e Shot In The Dark, ad aprile, e quest'anno se sopravvivo mi piacerebbe registrare 4-5 pezzi di roba 100% composta e suonata da me... Vediamo se ci riuscirò.

Finito. Se ti va, aggiungi pure ciò che vuoi e grazie del tuo tempo.
Paso grazie ancora dello spazio! Continua così e sempre e comunque: YO!

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