martedì 21 marzo 2017

OxCx/XABORTIVEX | Autoprodotto | Tape/Digital.

Due belle realtà hardcore che si incontrano su questa tape split. Da una parte gli xOhxCristox passati già su queste pagine, con il loro power violence violentissimo e molto umoristico. Da un lato gli XABORTIVEX con un fast core molto ispirato (tributano pure un gruppo assai famoso sul finale). La cospirazione do it yourself si fregia di un altro importante tassello...




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lunedì 20 marzo 2017

Valgrind | Seal Of Phobos | Everlasting Spew Records | MiniCd.

La migliore uscita di tutto il catalogo Everlasting Spew, ecco cos'è questo minicd dei Valgrind. Death Metal di scuola americana di inizio anni '90. Oscuro, pesantissimo, suonato in maniera ineccepibile. In alcuni momenti mi sembra di ascoltare i Morbid Angel del capolavoro "Covenant" (ma con anche una bella spruzzata di Incantation). Assoli che spuntano fuori all'improvviso e completamente malati, drumming maniacale ed una registrazione perfetta. Long live death metal!

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Stupid Karate | Punk Is A Free Pricing Corpse | Autoprodotto | Ep.

Secondo Ep per i francesi Stupid Karate. Il tiro non cambia: furioso hardcore suonato alla velocità supersonica della luce, il tutto con il solito taglio umoristico. Anche questa volta, davvero consigliati.

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giovedì 16 marzo 2017

Scornthroats.


"Misfortune" degli Scornthroats è entrato di diritto nella mia top list dei dischi perferiti di questa primavera 2017. Il gruppo sardo, prosegue con gli stessi membri ed attitudine il discorso aperto con i Rise After Defeat. Oscuro hardcore venato di crust e black metal, caotico e nefasto. Ho rivolto qualche domanda a Carl, cantante e fondatore. Buona lettura.

Il primo album degli Scornthroats uscirà tra qualche mese, ma ho avuto già modo di ascoltarlo e di recensirlo. Bhe, in tutta onestà ha davvero una bella pacca. Ne sei soddisfatto? Puoi parlarci del processo creativo che ne portato alla nascita? Cosa ti soddisfa di più?
"Misfortune" nasce dal processo evolutivo che ha portato i RAD a cambiare nome in Scornthroats. Era una cosa che avevamo in mente di fare già per Adrift nel 2013 ma che alla fine abbiamo continuato a rimandare. Una volta trasferito oltre mare, la band ha preso una sottospecie di pausa dall’intensa attività live (chiamiamolo anno sabbatico) e abbiamo iniziato a scrivere "Misfortune" a distanza (i ragazzi in italia ed io in UK). Una volta ultimate le pre-produzioni abbiamo deciso che la band sarebbe tornata in campo sotto un altro nome perchè come detto prima era una cosa che era nell’aria sin dal 2013. Stesse persone, Stessa band, stessa attitudine, semplicemente nuovo nome. Tornando al discorso di quel che mi soddisfa di più personalmente di questo disco è che è totalmente prodotto diy, l’abbiamo scritto, registrato, mixato, impacchettato, stampato e promosso totalmente noi quattro. L’unica cosa non curate totalmente da noi è stata la fase di mastering che è stata curate da Giuseppe Melis al Solid Music Studio che è un caro amico e supporter della band nonchè collega di Simone al DIY. Ovviamente c’è da menzionare qualche co-produzione ed aiuto consistente ricevuto da Andrè di Anchors Aweigh, Manuel di Shove e Antonie di East Rain, ma sì, è nostro al 100%.

Il suono del gruppo è ciò che io amo definire blackned hardcore, che poi è anche la mia tipologia di hardcore preferito. Sei d'accordo con questa mia definizione? Gli Scornthroats però incorporano anche un certo gusto metallico per il crust e il black... Sei d'accordo?
Le etichette le lasciamo ai critici e alla stampa ma comunque sì, in linee generali è una definizione appropriata: per semplificare quando ci viene chiesto definiamo il tutto come "Chaotic Hardcore/Crust". A noi piace pensare che siamo punk che ascoltano tanto gli Slayer e metalhead che ascoltano tanto i Black Flag ed i Wolfbridage perchè d'altronde è ciò che siamo.

La copertina del vostro debutto sulla lunga distanza mi è piaciuta molto nella sua immediatezza e semplicità. Puoi spiegarmi il concept che sta dietro ad essa ed il significo del simbolo che avete utilizzato?
L’artwork l'ho curato io stesso per questioni logistiche, tempistiche e di budget a disposizione in cassa della band. Ci tengo a specificare che NON sono un graphic designer ma comunque sono pratico nell’utilizzo dei software del pacchetto di Adobe. L'artwork in se è stato concepito per essere una cosa semplice e di impatto, qualcosa che ti ricordi e che volendo puoi metterti e rielaborare tu stesso come quel simbolo che ormai ci portiamo dietro da tempo sempre concepito da me. Credo che al giorno d’oggi sia andata perduta un po' quella semplicità diretta che stava dietro questa musica e modo di essere, gli album ed il merch hanno grafiche super elaborate che alla fine dopo qualche anno passano nel dimenticatoio appunto perchè nonostante siano bellissime sono troppo complesse per essere ricordate, quindi esattamente come hai detto tu stesso alla lunga la semplicità se creata bene ripaga ed è stato concepito esattamente per essere un immagine che ti rimanderà sempre alla band.

"Misfortune" è il titolo che avete dato al vostro album. Come mai lo avete scelto? Può in qualche modo riflettere i tempi in cui ci troviamo a vivere? Credi esplichi il tipo di testi e di suono che la band ha?
Anche qui vale lo stesso discorso che ho fatto per l’artwork, nomi lunghissimi alla lunga annoiano, abbiamo sempre preferito la parola "giusta" piuttosto che una frase elaborata. Il nome "Misfortune" nasce principalmente dal contenuto delle lyric, che come hai già avuto modo di visionare sono molto nichiliste, incentrate sui fallimenti e sfortune personali e/o sull'attuale situazione sociale del mondo in cui viviamo (siano essi di natura anti-politica, anti-religiosa etc) ed anche dal fatto che le tracce all'interno siano tredici.

Ti va di raccontarmi pezzo per pezzo tutti i brani che compongono "Misfortune"?
Lo farei molto volentieri se potessi riassumere il tutto in due parole, ma dietro ogni pezzo c’è la sua storia e potremmo dilungarci troppo.

Quali sono le principali influenze degli Scornthroats? Non solo musicali, ma anche letterarie, culturali, eccetera...
Tutti e quattro facciamo parte di altre band, ascoltiamo diversi generi musicali oltre a quello che suoniamo e abbiamo una visione pragmatica, nichilista, anti-politica del mondo che ci circonda molto simile. Le influenze che ci accomunano di più tra tutte sono senza dubbio l'hardcore di stampo americano, il crust punk, il thrash e il black metal.

A maggio vi imbarcherete in un mini tour che vi vedrà suonare anche al Venezia Hardcore Festival. Che tipo di aspettative hai? Suonerete con una band molto ben rodata come gli Implore. Ti piacciono? Del Venezia Hardcore festival e della scena veneziana che tipo di opinione ti sei fatto?
Con il Veneto abbiamo sempre avuto a che fare sin dagli albori di questa band. Conoscemmo gli Step On Memories e andammo in tour con loro nel 2011. Fu il primo tour europeo di entrambe le band e si creo tanta sintonia e da li è stata pura amicizia e collaborazione fino ad ora, che comunque ci ha portato a collaborare e stringere solidi rapporti anche con i Discomfort (con cui siamo veramente tanto amici oltre le rispettive band), tutti i ragazzi di Padova, gli Slander da Venezia, eccetera. Nutriamo grande stima per tutta la scena veneta e un pò di sana invidia se posso permettermi di dirlo, perchè cazzo diciamocelo chiaramente, SPACCA, ed è esattamente come dovrebbe essere in tutto resto dell'Italia. Per quanto riguarda gli Implore, tanta stima anche per loro, grande hardworking band, sarà un piacere dividere il palco per qualche data assieme a questo giro.

Gli Scornthroats provengono dalla Sardegna. Puoi parlarci un pò della scena locale? Che tipo di difficoltà incontrate nell'organizzare date all'interno dell'isola? Il provenire da lì rende le cose più difficili a livello di spostamenti, anche solo per suonare nel resto dell'Italia?
La scena locale è florida di nuove leve, nuove bands e band rodate da tempo e spazia in tutti i sotto generi dell'hardcore punk, da quello di stampo americano, punk rock, garage punk, crust punk, all’emo violence, al metal core, metal estremo e sludge non ci si può sicuramente lamentare che non ci sia una scena locale per tutti i gusti e di un certo livello. Per nominarne alcune, realtà che meritano sicuramente attenzione: Stigmatized, My Own Prison, Charun, Coma, Abduction, Mexoff, The Moorays, Raw, Bosozoku, Iato, Ubiquity, Abysso, Second Youth, Every Saturday Punches, i Padrini, Il Mare Di Ross, Tigershot, Drought, The Rippers, The Oops, e tantissime altre che sto sicuramente dimenticando.

Leggendo le info sul vostro profilo Facebook, ho notato che originariamente siete conosciuti come Rise After Defeat, che ho apprezzato in passato. Posso considerare gli Scornthroats come i nuovi Rise After Dead (stesso suono, stessa line up), oppure sono una band totalmente nuova? Come mai hai deciso di porre fine al progetto precedente? Rimpianti?
Nope. NO REGRETS, NO SHAME. Come detto prima gli Scornthroats, vanno semplicemente considerati come i Rise After Defeat con un nome nuovo, non rinneghiamo gli album fatti in passato e continuiamo a suonarli pure in live. Il nome "Rise After Defeat" non ci è mai piaciuto, ma, un po' per paura, un po' per pigrizia non prendevamo mai la decisione di farlo, e alla fine lo abbiamo fatto.

La filosofia Do It Yourself è da sempre parte integrante del tuo essere e del tuo modo di fare. Che tipo di significato ha assunto secondo te nel 2017? Per esempio tu ti ti muovi tramite la tua etichetta Strikedown Conspiracy. Che tipo di difficoltà incontri nel portarla avanti? Ti va di parlarcene un po'?
La label è in uno hiatus a tempo indeterminato, devo ancora decidere se posso continuare o meno a fare dischi dando la dovuta promozione e considerazione ad ogni band nel rooster e ad ogni release se no non ha senso. Nel frattempo uso il nome per la promozione e organizzazione di eventi o collaborazioni che includono la mia persona in questo ambito. E per rispondere alla prima domanda, non so che significato ha per la gente nel 2017, ma per me DIY vuol dire TUTTO, vuol dire te stesso, i tuoi sforzi, i tuoi fallimenti, le tue vittorie ed è un concetto a cui mi sento molto legato.


Leggo che la formazione degli Scornthroats si divide tra l'Italia e l'Inghilterra. Ho letto bene? Se sì, come riuscite ad organizzarvi per provare, registrazioni, concerti, eccetera?
Sì, io risulto ancora residente in UK, nonostante sia tornato per un periodo determinato in Sardegna principalmente per dedicarmi alla band. Ora che sto qui è tutto regolare, prima era un po' un casino ma nonostante la distanza abbiamo scritto e registrato "Misfortune" con me oltremare che scendevo per registrare, provare o fare concerti. Alla fine il discorso è sempre lo stesso, se le cose le vuoi fare, trovi la maniera di farle, no matter what no matter how.

Il vinile è stato prodotto (oltre che da tua Strikedown Conspiracy) anche da altre realtà, come la consolidata Shove Records. Sei soddisfatto di come sono state organizzate e portate avanti le cose? E' stato difficile mettere insieme questo manipolo di etichette?
Beh direi proprio di sì, l’aiuto di Andrè di Anchors Aweigh che è un amico di vecchia data nonchè persona rodata nel settore che ci aiuta a seguire la promozione eccetera, Manuel di Shove e Antonie di East Rain che faranno girare il tutto tramite i loro canali ha sicuramente fatto la differenza nelle tempistiche, modalità di uscita e nella promozione che avrà questo disco, lasciando comunque a noi la totale libertà di gestire il tutto a modo nostro.

La prima tiratura è prevista in duecentocinquanta copie. Come mai proprio questa cifra? Credi di ristamparlo nel caso andassero esaurite?
Nessuna cospirazione in particolare, non volevamo stamparne troppi e nemmeno troppo pochi, e sì, speriamo di esaurirli e ristamparli.

Progetti per futuro?
Tour e ancora tour, perchè d’altronde è quello che abbiam sempre e solo voluto fare, suonare il più possibile ovunque.

Finito. Grazie e se ti va aggiungi ciò che vuoi...
Grazie mille per lo spazio che mi/ci hai concesso Marco, spero di non essere stato proprio noiso. A tutti i lettori italiani; siamo in tour a maggio per qualche data in italia per presentare e promuovere “Misfortune” nello stivale (Roma, Bologna, Cesena, Venezia e Milano). Trovate i dettagli dei prossimi shows, news, la nostra musica in streaming, video, merch e tutto nelle nostre pagine web.

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mercoledì 15 marzo 2017

Common Eider, King Eider | Shrines for the Unwanted, Respite for the Cast Aside | Sentient Ruin Laboratories | Tape/Digital.

Recensire un gruppo come i Common Eider, King Eider non è affatto semplice. Cinque pezzi lunghissimi (si va dai 10 ai 32 minuti) di suoni rarefatti, melanconici, soffusi ma allo stesso tempo violenti. Voci lontane, sussurri, atmosfere dilatate. Gli spiriti chiamano, le voci rispondono. Benvenuti.

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giovedì 9 marzo 2017

Skalp | Murung Records | Tape.

Altro giro altra corsa, per la giovanissima Murong Records. Questa volta tocca agli Skapl, con il loro rutilante d-beat punk. Suono spigoloso e senza via d'uscita, un ultimo rantolo prima di veder sprofondare nell'abisso questa società fatta di subumani. Questo è il suono degli Skalp: nessuna luce, solo cieca violenza contro cieca violenza. Apocalittici.

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Sect Mark | Demo | Murung Records | Tape.

Da Roma giungono questi Sect Mark, che mi sparano dritto dritto in bocca sei pezzi di d-beat crust core. Sporcizia e disgusto la fanno da sovrani, ed io non posso che gioirne. I nostri punk capitolini suonano con una tale ferocia e violenza, che vi spappoleranno le casse dello stereo. Odio, solo ed esclusivamente odio.

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Dadar | Murung Records | Tape.

Questi Dadar (ma sarebbe meglio parlare al singolare) sono davvero carini, e vi faranno muovere il piedino per tutto il tempo della durata di questa tape. Pop garage rock and roll melodico ed energico, voce coinvolgente ed un songwriting davvero efficace nella sua semplicità. Tre pezzi uno attaccato all'altro, senza respiro. Come è giusto che sia.

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Suirami | Novilunio | Strigide Records | Lp.

I forlivesi Suirami tornano con un secondo album, dopo l'acclamato debut del 2014. La matrice sonica è sempre la stessa: emo pop core frizzante e molto ben fatto, che mi ricorda gruppi come The Promise Ring, The Get Up Kids, Jejune e Eversor. In pratica la crema di quel suono che nei nineties aveva mandato in brodo di giuggiole un bel pò di ragazze e ragazze in giro per il globo. Un impatto sonoro molto corposo e sentito, reso ancora meglio da una registrazione non troppo levigata, che rende queste pezzi vivi e pulsanti. Ascoltatevi il brano che da il titolo a questo nuovo lavoro, li sta tutta l'essenza dei Suirami...




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Bvioingola | Il Nuovo Mare | Sentient Ruin Laboratories | 12".

Non posso fare altro che inchinarmi in profonda adorazione per quello che i Bvioingola sono riusciti a creare con questo "Il Nuovo Mare". Il perfetto connubio tra doom crust, impreziosito dalla new wave e da fredde reminiscenze industrial. Un suono molto complesso, a tratti profondamente disturbante e disturbato. Per il sottoscritto, un autentico capolavoro. I Bvioingola hanno creato un portale di accesso verso un universo parallelo ostico, in cui perdersi completamente. Ora sta a voi varcarne la soglia...

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martedì 7 marzo 2017

ScornThroats | Misfortune | Shove Records | Lp.

La malignità e il dolore profondo che traspaiono dal debutto degli ScornThroats mi hanno pietrificato. Il loro blackened hardcore, ricco di parti velocissime quasi black metal, si candida a pieno titolo in cima ai miei ascolti. Un album nero come la morte, imperniato di sporcizia e di odio intrinseco. Per me, una delle migliori uscite dell'anno. Non vedo l'ora di gustarmeli da vivo...

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Mindful Of Pripyat/Stench Of Profit | New Doomsday Orchestration | Everlasting Spew Records | MiniCd/12".

Due gruppi grind core assassini, zero fronzoli tutta sostanza. Figli degeneri di Napalm Death, Carcass, Terrorizer e Cripple Bastards, Mindful Of Pripyat e Stench Of Profit polverizzeranno i vostri stereo senza tanti complimenti. Suono primitivo e bastardo, ideale per i tempi cupi che stiamo vivendo.

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Naga | Inanimate | Everlasting Spew Records | Cd/Digital.

Everlasting Spew rilascia sul mercato la versione cd di "Inanimate" dei napoletani Naga, il cui vinile è uscito in precedenza per Lay Bare Recordings. Un monolite pesante e furibondo, debitore dello sludge e del doom più sulfureo. I Naga sono un'autentica macchina da guerra che non avrà pietà alcuna nel deflagrarvi lo spirito e il corpo. Un suono lento, pachidermico, inesorabile, che vi toglierà il fiato. Cover a sorpresa. Devastanti.

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The Sade | Grave | Autoprodotto | Cd/Digital.

Con questo terzo lavoro, i The Sade centrano in pieno l'obiettivo di creare uno sporco pugno di pezzi che fondono il blues e l'hard rock, passando per Danzig e Nick Cave. Il risultato è folgorante. La voce calda e profonda di Andrew Pozzy (ex OJM) è perfetta per narrarci storie di morte e passione. Il riffing oscuro è pesante e ammantato di lerciume, mentre il piano e il synth regala un certo retrogusto classico e un pò new wave al tutto. Una sezione ritmica secca e precisa (in cui troviamo Mark Sade dei Messa al basso) completa un disco bellissimo e che vi consiglio molto caldamente.

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lunedì 6 marzo 2017

Closer Fanzine.

Già da qualche tempo seguo Closer Fanzine, un progetto fotografico che viene interamente realizzato da Margherita e Matteo. Mi sono avvicinato ad esso prima in maniera online, poi con il primo numero stampato della loro photozine. Mi piace molto l'approccio che hanno e le foto che scattano, anche se spesso ritraggono gruppi che non rientrano nei miei gusti. Di seguito troverete qualche domanda che gli ho rivolto.

Closer Fanzine è uscita finalmente con il primo numero su carta, dopo avermi deliziato sul web. Quando vi è venuta l'idea di portarla in questo formato? In base a quale criterio avete scelto le foto da pubblicare? Siete soddisfatti del risultato finale?
È stato tutto abbastanza spontaneo e poco programmato. Abbiamo iniziato caricando foto online poi abbiamo cominciato a sentire il bisogno di rendere la cosa più concreta, di creare qualcosa di materiale che richiedesse un approccio diverso alle immagini.La scelta delle foto è stata abbastanza veloce, abbiamo semplicemente scelto quelle che più ci piacevano, anche se è stato difficile doverne escludere alcune.Alla fine però siamo soddisfatti di come è venuta fuori.

Slander

La fanzine si presenta davvero molto bene: impaginata in maniera semplice ma molto curata, ottima resa grafica e carta di buona qualità. Quando avete cominciato a crearla, avevate già in mente di realizzarla in questa maniera, oppure c'è stata un'evoluzione durante il processo?
Dovendo lavorare a costi contenuti c’erano alcuni limiti per il progetto grafico che comunque non hanno ostacolato la progettazione, anzi, forse ci hanno aiutati a ridurre le opzioni. Buona parte dell’impaginazione ci era comunque abbastanza chiara sin da subito, volevamo una sequenza dinamica che rispecchiasse le situazioni fotografate, senza perdere però quella pulizia necessaria a dare attenzione alle immagini.

L'idea di pubblicare le didascalie delle foto nelle ultime pagine in uno spazio apposito la trovo geniale. In questo modo il lettore non è distratto dalle parole ma può dedicarsi esclusivamente alla visione dei vostri scatti. Siete d'accordo con questa mia analisi?
Si, volevamo creare una narrazione fluida fatta solo di immagini ma allo stesso tempo dare la possibilità al lettore di contestualizzarle.

I gruppi che ritraete nelle vostre foto sono di estrazione hardcore, ma spesso sconfinate nel punk e nei suoni affini. Riflettono i vostri gusti in fatto di musica?
Fondamentalmente si, anche se non ci dispiace spaziare in generi molto differenti. Quello che ci interessa sono anche le situazioni che si creano oltre al concerto in sé.

Sono sempre stato convinto che per scattare delle foto che risultino “vive” in campo hardcore punk (ma anche metal), chi le realizza debba avere un minimo di cognizione in materia, e soprattutto ascoltare quel genere di suoni. Siete d'accordo? Il fatto che ascoltiate i gruppi di cui scattate, vi aiuta ad ottenere risultati migliori?
Sicuramente fotografare un gruppo che ascoltiamo ci aiuta ad entrare nel “mood”. In ogni caso è importante l’energia che una band ed un luogo sono in grado di creare. C'è la volta che finisci un rullo fotografando un gruppo che nemmeno conoscevi e la volta in cui magari fatichi a fare due foto al gruppo che aspettavi di vedere da mesi.

Molto spesso ci si ritrova a realizzare foto in mezzo a gente che si muove e vola da tutte le parti. Vi è mai capitato di ritrovarvi in mezzo a situazioni pericolose per voi stessi e per le vostre macchine fotografiche?
Fortunatamente sì. Solitamente è proprio da queste situazioni che escono le foto più spontanee. Per esempio, uno di questi è stato sicuramente il live dei La Quiete al Freakout di Bologna, non si riusciva letteralmente a toccare il pavimento coi piedi. È stata una serata tutta sudore e lividi, bello così! Delle macchine fotografiche ci preoccupiamo poco, viaggiamo sempre leggeri con delle compatte 35mm.

LeTormenta

Una cosa che ho notato guardando i vostri scatti è che sono assolutamente naturali, senza l'utilizzo di una tecnica che io amo assai, che è quella del flashing. Come mai le scattate in questo modo? Continuerete così oppure in futuro adotterete altre tecniche?
Volevamo un approccio schietto che rispecchiasse il contesto. Ci piace molto l’immediatezza che riusciamo ad avere con le macchine che usiamo e al momento non riusciamo a pensare ad un modo migliore per rappresentare la visione che abbiamo delle situazioni e della musica che fotografiamo.

Da quello che ho potuto notare guardandovi operare dal vivo, utilizzate delle macchine analogiche e non digitali. Come mai avete optato per questa scelta? Io trovo il digitale molto più pratico dopo anni di utilizzo della pellicola, ma sono conscio che vi siano delle differenza di resa. Concordate? Come gestite i costi di stampa? Stampate dei provini o delle diapositive? I rullini riuscite a reperirli facilmente?
Sicuramente con il digitale si ha il vantaggio di poter verificare istantaneamente i risultati, ma il bello dell’analogico sta proprio nei limiti che ti pone. Anche il fatto di non avere infiniti scatti a disposizione può essere un modo per mettersi alla prova e concentrarsi solo su quello che realmente ci interessa. Abbiamo la fortuna di avere a disposizione una camera oscura che ci permette di contenere i costi. Una volta sviluppata la pellicola digitalizziamo gli scatti con uno scanner per negativi. Per quanto riguarda i rullini, in questi anni ne abbiamo provati vari. Al momento ne utilizziamo un tipo specifico che non è facilissimo trovare nei negozi e in questo internet sicuramente aiuta.

Un'altra cosa che ho notato è che scattate sempre in bianco e nero. Perché? A parer mio l'utilizzo dei colori “affoga un po' i dettagli” che invece con il bianco e nero vengono fuori in maniera molto più dettagliata... Siete d'accordo?
Proprio così, pensiamo che eliminando il colore tutta l’attenzione ricada sul soggetto.

Ci sono dei fotografi a cui vi ispirate e che hanno influenzato il vostro lavoro? Sul versante libri invece, avete qualcosa che avete letto e guardato di recente che vi va di consigliarci?
Non abbiamo riferimenti particolari a cui ci ispiriamo, ma dobbiamo dire che gli scatti di Bill Daniel ci hanno sempre affascinati in modo particolare per la loro naturalezza e la loro componente antropologica. Per questo non sono le classiche foto di band ma rappresentazioni della cultura punk di quel periodo. Per quanto riguarda i libri, è da poco uscito un volume che dobbiamo sicuramente inserire in libreria: "Oh So Pretty: Punk in Print 1976–1980", una collezione di artwork dalle fanzine ai flyer di concerti della scena punk britannica.

Le foto che realizzate sono quasi sempre fatti in contesti dove la distanza tra la band che suona e i ragazzi e ragazze venuti a vederli è quasi sempre azzerata. Questo vi aiuta nello scattare foto di maggior impatto visivo?
In realtà sono proprio queste situazioni che ci motivano a fotografare. Togliere ogni tipo di barriera aiuta a creare un contesto all’interno del quale è come se tutti fossero “protagonisti”, c’è molta più partecipazione. È per questo che preferiamo piccoli concerti, con poche decine di persone, in piccoli posti.

Vi interessate anche di foto paesaggistica e di vita “normale” in generale?
Sì, fotografiamo anche lontani dagli amplificatori. Probabilmente, anche se l’aspetto formale può sembrare diverso, i motivi che ci spingono a fotografare sono riconducibili comunque allo stesso senso di appartenenza e di interesse per quello che ci sta intorno.

Gli Altri

So che suonate entrambi. Volevo chiedervi se essere sulle assi di un palco vi aiuta poi nelle tue foto, avendo la possibilità di vedere le cose da due angolazioni diverse?
Non sapremmo dire se questo incida o meno sulle fotografie che facciamo. Probabilmente ci aiuta a vedere in maniera meno distaccata il palco e le sue dinamiche. Suonare in un gruppo punk sicuramente alimenta il nostro interesse verso il genere e la volontà di scoprire nuova musica. Allo stesso tempo ci ha permesso di condividere serate insieme a tante band, aiutandoci a capire quanto questo genere possa creare unione e belle situazioni.

Quali sono i futuri progetti per Closer Fanzine?
I buoni propositi per il futuro sono di portare in giro la fanzine e di farci un bel po’ di concerti. Per il resto continuiamo ad improvvisare.

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